Casamassima: aggiornamento sul tentativo di furto, maldestro, alla lavanderia.

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Ieri abbiamo parlato ampiamente del tentativo di furto di un distributore cambiamonete avvenuto in una attività commerciale di via Don Minzoni domenica scorsa intorno alle 20.15 e dei relativi commenti da social, molti dei quali infarciti di razzismo e di violenza. Clicca qui per rileggere.

Oggi, La Gazzetta del Mezzogiorno, ricostruisce l’accaduto riportando quanto raccolto dalle indagini del comandante dei Carabinieri della Stazione di Casamassima,  luogotenente Filippo Falcone.

  • L’apparecchio cambiamonete sarebbe incastonato in un apposito alloggiamento e per prelevarlo, scrive La Gazzetta, servirebbero diverse braccia nerborute ed arnesi da scasso. Nessuno, purtroppo, nonostante ci fossero testimoni, ha trovato traccia di, per esempio, piedi di porco o simili.
  • Da solo quindi, il presunto responsabile dell’accaduto, servendosi solo della forza delle proprie braccia e delle proprie mani, avrebbe sradicato dal muro l’apparecchiatura che risulta anche particolarmente pesante.
  • Le telecamere di sorveglianza, anche questa volta fuori uso, non servono ad identificare il ladro e la dinamica del tentativo di furto.
  • Visto la notevole pesantezza del distributore cambiamonete, ci si chiede come possa essere caduto dall’auto in fuga per poi essere recuperato dal titolare l’esercizio commerciale.
  • Unici testimoni dell’accaduto il titolare l’attività commerciale ed una signora di passaggio. Il titolare imputa la tentata rapina ad un non meglio identificato cittadino dalla pelle scura.
  • I Carabinieri della locale Stazione indagano a tutto campo senza escludere nessuna ipotesi.

Alla luce di ciò e visti i nuovi elementi che gli organi inquirenti rendono noti con una ricostruzione che chiarisce aspetti che ieri non erano in possesso dei vari commentatori da social, violenti e razzisti, ci chiediamo se ancora molti di quei pensieri in libertà possano continuare a fare bella mostra di se così impunemente.

Ci chiediamo se molti di quei commenti senza freni e senza censura che vorrebbero una giustizia sommaria da O.K. Corral, oggi farebbero ancora la loro comparsa.

E se tali commenti che reputiamo osceni diventano ingiustificati e comunque ingiustificabili man mano che la verità viene a galla, quali i provvedimenti?

Non credete possibile che alla responsabilità del commentatore violento si possa aggiungere anche quella di chi a quel commento ha partecipato attivamente nella divulgazione?

 

 

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