Casamassima: Kasamatta Disobbediente chiede scusa al pastore “schiavo”.

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Alcuni giorni fa un “imprenditore” di Casamassima è stato arrestato perché aveva “assunto” un giovane pastore di 24 anni, pagandolo 1 euro e 80 centesimi l’ora. Doveva lavorare 11 ore al giorno e le poche ore di “libertà” che gli rimanevano da vivere nella giornata le poteva trascorrere in un alloggio di fortuna ricavato da cabine di un camion in disuso avendo come bagno in comune il pozzo destinato agli animali.

(Clicca qui per leggere il comunicato stampa dei Carabinieri)

Ci saremmo aspettati un moto di indignazione almeno pari a quello dedicato ai gatti ammazzati per strada e magari abbandonati nei cestini dei rifiuti, ma niente. Anzi, leggendo qualche commento sui social, regno incontrastato dei nuovi “cattivi” seriali, la colpa maggiore probabilmente è da ricercarsi proprio in quel pastore bengalese che se qualche ONG non avesse scaricato sulle nostre coste, oggi non vivrebbe la sua misera esistenza senza permesso di soggiorno con il terrore di essere rimpatriato o peggio ancora, di divenire uno dei tanti “fantasmi irregolari” con il telefonino di ultima generazione in mano e con la collanina al collo. Un po’ come come quelli che raccolgono i pomodori per “fare la salsa” che in questo periodo affollano le campagne di Foggia.

La notizia ben presto ha fatto il giro d’Italia, e non solo, portando di nuovo l’attenzione sul paese azzurro distratto nelle stesse ore da un post ironico in cui, commentando quelle foto costruite a tavolino in cui l’azzurro delle biciclette si scaglia con l’abbandono e l’incuria della strada accanto, e che circolano da tempo, dovrebbero invogliare quella marea di nuovi viandanti a fermarsi a Casamassima per ammirarne le bellezze. Ma anche altri problemi di vitale importanza oscurano il caso di schiavismo che ha portato all’arresto dell’imprenditore agricolo. Oggi sono tutti impegnati a decidere quale il nuovo nome da affiggere sulla nuova cartellonistica che indica il centro commerciale di Casamassima, ex Auchan e non sappiamo ancora se futuro Conad; la lotta a favore di un nome sfavorendo l’altro, si combatte in trincea strada per strada, associazione per associazione, comitato contro comitato.

Ma per lo “schiavo bengalese” pagato un euro e 80 centesimi l’ora che aveva bisogno di quei soldi per mantenere la famiglia lasciata così tanto lontano, non c’è né tempo e nè voglia e neanche il coraggio di spendere parole visto che il lavoro agli italiani è venuto a sottrarre.

Di seguito il lungo post di Kasamatta Disobbediente che vi proponiamo.

La ns. SOLIDARIETA’ e le ns. SCUSE al giovane bengalese reso schiavo nella ns. terra, per il ns. egoismo cieco, e per la ns. cattiveria.

IL PAESE AZZURRO
Il paese antico “tutto azzurro”, il paese “nuovo” tutto telecamere e sicurezza.

Provate a digitare su Google Casamassima……altro che brand….
(per i casamassimesi che si credono svedesi….)

Il 14° motivo che non ti fa vivere a Casamassima……..
la narrazione di un luogo immaginario e la violenza della realtà (reale) di un paese della bellissima terra barese, da dove i giovani, e non solo, scappano disperati, dalla povertà, dallo sfruttamento, dalla malavita. dalla politica degli interessi familiari, dalla violenza, dall’impossibilità di crearsi un futuro. Dove vige l’appartenenza e la sopravvivenza.

Il paese del chi può e di chi s’arrangia. e di chi non riesce neanche in quello, e si affida al mondo di mezzo e a quello di sotto.

Giorni fa girava un post che citava, ironicamente, 13 motivi per non venire a Casamassima, simpatico, di buon auspicio. Narrava con foto “intelligenti” di un borgo antico, azzurro e fiorito.

Che bello. Fosse vero.

Ovviamente per chi ama la proprio terra il sostegno ad un idea urbanistica, culturale e sociale come quella che si faceva intendere, può essere solo motivo di orgoglio.
Il sostegno ad un idea è però cosa ben diversa dalla promozione reale del “paese azzurro”, come invece iniziavano a mostrare le tante condivisioni e commenti del succitato post.
Persino il sindaco sulla sua pagina ne decantava la bellezza e l’ispirato amore per il suo borgo.

Ma esattamente dove si trova questo borgo azzurro?

4 case dipinte e due scalinate con balconi fioriti, fotografate in tutte le angolazioni possibili, sono questo il paese azzurro?
Abbiamo letto nei commenti “questo è un brand “….

Contemporaneamente esplodeva la notizia dell’arresto, a Casamassima, di un imprenditore per sfruttamento e riduzione in schiavitù di un lavoratore.

In schiavitù, 12 ore al giorno, i bisogni nel pozzo, 1.80 all’ora, come si dice dalle ns. parti “o’ mort”, senza riposi, ferie, alloggio. Insieme alle bestie insomma.
A Casamassima. in quel del borgo azzurro
.

Sulla pagina del sindaco, non un post, un richiamo, una PAROLA.

Se si scorre la suddetta, si potrà leggere appunto dell’immaginifico borgo azzurro, della necessità primaria ed impellente di sicurezza e di telecamere, sulla brutalità del linguaggio dei social, specie contro i politici, sulla doverosa punizione da infliggere ai frequentatori di lavoratrici del sesso (sfruttate e schiavizzate) .
Ma sul lavoro nero e sfruttamento, sui lavoratori e sulle lavoratrici ridotti in schiavitù, nel comune che amministra, neanche un accenno, un richiamo. Nonostante i continui interventi delle FF.O. e degli enti preposti.
La pseudo sinistra, il PD, i sindacati poi non ne parliamo,
mutismo totale. TUTTI MORTI.

Vince la propaganda e l’allucinazione collettiva.

(di quelli che non vogliono vedere, ragionare, impedire).
La narrazione per cui impedire che un cane ti possa cacare davanti casa, o riconoscere chi ti ruba l’auto sia la necessità impellente, anche per tutelare il ns. stupefacente borgo azzurro.

Pieno di turisti……

Che i giovani di Casamassima sono anch’essi migranti costretti alla fuga, che qui c’è caporalato, sfruttamento e lavoro nero, violenza e disperazione, riduzione in schiavitù, politiche sociali e culturali fantasma, quello è solo un brutto sogno.
E’ questa “l’allucinazione”.

Ma in che paese credete di vivere?

I due avvenimenti possono sembrare privi di legame, ma provate a digitare su Google Casamassima……altro che brand, altro che turismo.

Amare e difendere la propria terra non vuol dire mistificare la realtà, ma denunciarla, se serve combatterla, non nasconderla, per cambiarla, migliorarla, per il bene comune.

W il PAESE AZZURRO.

Kasamatta Disobbediente

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