Digressioni sulla cultura negata e su l’eredità di Renzi: Salvini.

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Pensiamo che alle centinaia di migliaia di laureati “all’università della strada” lo scoprire che l’Italia sia uno dei paesi al mondo e ultimo in Europa, per il grado di istruzione dei propri cittadini, faccia lo stesso effetto di sapere che la Juve, nonostante i milioni di euro spesi, non riesca a vincere la Champion o che la nutella e Salvini siano il connubio perfetto.

Eppure in quelle statistiche fredde ed impietose e che non lasciano spazio alle interpretazioni è racchiusa la storia almeno degli ultimi vent’anni del nostro Paese. E se pensiamo che in fin dei conti non parliamo solo di chi non saprebbe se mettere o meno l’accento sulla e congiunzione, e neanche se i giovani preferiscano o meno iscriversi all’università visto l’aumentare a dismisura delle tasse, ma di cittadini in grado di capire da soli, senza l’ausilio dei disegnini tipo istruzioni dell’Ikea, se tutto quello che leggono, per quelli che lo sanno fare, o sentono, sia vero oppure no, la classifica sarebbe ancora più rovinosa.

Che il potere costituito, nella sua accezione più antica di predominio coercitivo politico, abbia sempre cercato di analfabettizzare i sudditi, per imporre dall’alto fatti e realtà senza dare strumenti affinché i cittadini potessero o meno verificarle quelle verità disvelate, ha fatto sì che la delegittimazione, l’improperio, la menzogna e l’esautorazione accompagnassero coloro i quali dal seminato escono proponendo una lettura diversa.

E questo impoverimento culturale ha fatto sì che il credere ancora nella destra e nella sinistra, badate bene pratica usata dai restauratori della destra, abbia inculcato in una moltitudine sempre più ampia di cittadini, che combattere ed impegnarsi per una società diversa da quella proposta sia da radical chic con la maglietta rossa e con il Rolex al polso. E se oggi, alla vigilia del 25 aprile, dobbiamo ascoltare le bestialità, le cretinate, le balordaggini e le minchiate di Salvini secondo cui il derby fra fascisti e comunisti è finito e che la porta verso un nuovo nazifascismo che, passando dai terroni è approdata ai rom ed ai neri, è spalancata, possiamo anche passare un colpo di spugna sui nuovi campi di concentramento da tenere aperti magari in Libia. Lontano dagli occhi è meglio, come meglio era ieri contribuire ad infornare ebrei, comunisti, gay, rom, bambini ed anziani ad Auschwitz oppure tenerli richiusi a Lanciano, Gioia del Colle, Alberobello, Pisticci, Ustica, Solofra.

Ed è questo l’ultimo regalo che Renzi ed il suo partito hanno lasciato in eredità all’Italia e a tutti noi dopo Berlusconi che anch’egli, con la complicità di D’Alema, è stato uno degli artefici in negativo di questo stato di cose. Regalo che passa da controriforme sulla scuola pubblica sino ad arrivare a quel NO categorico su un possibile governo con quegli incapaci di intendere e volere che si sono dimostrati i Pentastellatici.

Penta Stars che oggi vorrebbero timidamente, accompagnati da quegli altri più inconcludenti di loro che prima sfasciano e poi vorrebbero ricostruire, tipo Zingaretti, Fiano, Gentiloni, Boschi, Orfini, Calenda, Pisapia, Minniti, Richetti, Martina, Finocchiaro, Bonafè e ci fermiamo qui per problemi di spazio, che obbiettano senza alzare troppo la voce però, che solo grazie a quei pazzi con le scarpe rotte mentre infuriava la bufera, e che hanno combattuto e liberato l’Italia dai fascio nazisti oggi possono sedere su quegli scranni per sparare le loro cazzate liberamente.

 

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