Un sindaco per Casamassima.

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Trascorso il tempo delle analisi e delle controanalisi sul voto dello scorso 4 marzo, le forze politiche in questi giorni ma sino a fine settimana si son date tempo, dovranno necessariamente presentare alla cittadinanza, in vista delle amministrative di giugno, nomi, proposte e programmi.

Al momento, nonostante la vittoria senza uguali del Movimento 5 Stelle in termini di voti anche qui al paesello, il moVimento guidato da Antonello Caravella se non saprà rinnovare il materiale umano sin qui proposto, nulla potrà contro le corazzate che si accingono alla battaglia. La strada per i grillini è certamente in discesa ma il voto delle amministrative ha dinamiche del tutto diverse da quello politico nazionale e vedremo se sapranno continuare con il trend positivo. Qui contano i volti, le personalità, l’autorevolezza ed un simbolo non può bastare.

Giuseppe Nitti, dopo quella prima uscita pubblica che neanche Burian riuscì a frenare, sembra saldamente in sella a quella coalizione che lo vede accanto ad Autonomia Cittadina. Ma anche lui potrebbe pagare le conseguenze di una discesa in campo, per alcuni frettolosa, che lo espone a rischi di crepe che potrebbero compromettere la stabilità della coalizione presentata con enfasi qualche giorno fa.

Giovedì 15 sarà la volta anche del candidato sindaco Lorenzo Ronghi, che persi alcuni pezzi della vecchia compagine, passati sembra nelle fila della coalizione Nitti non sappiamo fino a quando, si presenterà alla cittadinanza attraverso un evento pubblico. Vedremo cosa si nasconde dietro quel Progetto Casamassima così tanto pubblicizzato sul web e sui muri della città.

In casa centro destra continuano i mal di pancia e vedremo se Agostino Mirizio avrà ancora voglia di guidare la coalizione che lo dovrebbe sostenere e che al momento appare formata dalla sola Forza Italia e Fratelli d’Italia. La cosiddetta quarta gamba della coalizione che a livello nazionale era rappresentata dall’UDC e dal Movimento di Fitto non sembra interessata ad entrare in coalizione; la prima perché non del tutto convinta a convergere sul nome di Mirizio e la seconda perché, probabilmente per crisi identitaria, a continuare su quel terreno. La Lega di Salvini, che a Casamassima ha messo a segno il colpo da 750 voti, sembra intenzionata a percorrere una strada differente, al momento apparentemente oscura.

Le diatribe sul programma e sui metodi dell’ultima campagna elettorale nazionale fra Berlusconi, Salvini e la Meloni qui diventano incomprensioni insormontabili che impediscono, non sappiamo se volontariamente o involontariamente, di far convergere quel patrimonio di voti sul candidato Mirizio.

Anche nel centro sinistra le cose non vivono momenti felici. Mentre sembra certa l’intesa fra Partito Democratico e Liberi e Uguali si fa strada l’ipotesi di presentarsi al voto lasciando in disparte i simboli, divenuti ingombranti, dei partiti di appartenenza. Questa ipotesi spianerebbe la strada a possibili e auspicabili aperture verso fette cospicue di elettorato di sinistra tenuto lontano e colpevolmente lasciato in disparte. Aprirebbe anche ad ampi settori non fortemente politicizzati, ma tecnicamente preparati, che potrebbero essere interessati a contribuire con il loro apporto verso un sindaco condiviso dalle spiccate doti di sintesi.

Il nome del possibile candidato?

Al momento circolano con insistenza il nome di una donna e di due maschietti.

E la Nica Ferri con il suo movimento, che farà?

Andrà a destra o a sinistra?

Anche questo appassiona i commentatori politici.

Casamassima, viste le ultime consiliature molto al di sotto della sufficienza, avrebbe bisogno di un governo di salute pubblica, ma questo sembra non interessi nessuno.

 

 

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