
Nonostante le cosiddette quote rosa, che aborriamo, quale l’impegno delle donne nella politica che conta al paesello?
Nelle 12 liste che compongono il nuovo panorama politico a Casamassima, su 183 candidati totali solo 71, pari al 38.80% sono donne. Neanche la metà.
Su 5 candidati sindaco solo una è una donna.
Rispetto al 2015 quando su 6 candidati sindaco non figurava neanche una donna un gran passo in avanti anche se ci sembra ancora non accettabile che la società in genere releghi sempre più le donne a ruoli marginali quasi da comparse da esibire in pubblico nelle grandi occasioni. Sembra quasi che le donne, come un fastidio, vadano sistemate in lista solo perché obbligati da leggi e/o regolamenti nati morti e non perché, come per i maschietti (quanti analfabeti funzionali anche questa volta si candidano) la politica e l’amministrazione della cosa pubblica è geneticamente prevista dal cromosoma. Come per il pallone, del resto.
Ma perché le donne non scelgono, come i maschietti che in queste ore girano in lungo e in largo sbavando consensi con i santini sempre in mano, la strada che le condurrebbe alle stanze dei bottoni?
Forse perché non riscuotono la simpatia dei capi lista o dei capi cordata?
O perché sanno che basta l’incompetenza maschile a gestire le cose?
Malgrado ciò, le liste con il maggior numero di donne, 8, sono quelle di Forza Italia e Rivoltiamo Casamassima; quella con il minor numero di donne candidate consigliere, Rinnovamento Civico che sostiene Ronghi sindaco solo con 4 candidate consigliere.
Forza Italia, aumenta la presenza femminile, passando dalle 7 del 2015 alle 8 di quest’anno. In Autonomia Cittadina, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, invece, diminuisce la presenza femminile rispetto al 2015.
Raffrontando i dati scopriamo che nel 2015 le liste erano 16 e su un totale di 276 candidati consiglieri le donne erano 116 e rappresentavano il 42,03%.
Quindi, rispetto a tre anni fa, un dato non certo entusiasmante, cala di oltre tre punti la presenza delle donne all’interno delle liste.
Altra curiosità sono i voti di preferenza:
nel 2015 su un totale di 9.979 voti di preferenza, quelli espressi nei confronti delle donne furono 3.409 pari al 34,17% dei voti validi espressi.
Tenete conto che nel 2015 votarono al 1° turno 5.144 donne e 5.339 uomini.
Da aggiungere che l’ultima assise consiliare contava, su 17 componenti, solo 6 donne.
Che siano le donne a non scegliere le donne?
15 maggio 2018 ore 21.33
A parziale rettifica di quanto scritto, la lista Rinnovamento Civico che sostiene Ronghi sindaco, non ha 4 candidate donne alla carica di consigliere, ma bensì 5 così come l’altra lista a sostegno Progetto Casamassima. Anche il Partito Democratico, fra VOI con AntoniettaSpinelli sindaco, Rilanciamo Casamassima ed Autonomia Cittadina figurano con 5 donne alla carica di consigliere.
Lascio a voi il giudizio se sia o no sufficiente.
