Tutto come da copione: Franco Pastore “eletto” presidente.

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Consigliamo i giovani o i giovanissimi che non hanno avuto la “fortuna” di “servire” lo Stato prestando il servizio militare, di farsi un giro istruttivo nell’aula consiliare del comune del paesello quando vanno in scena i consigli comunali.

Per avere un idea, neanche tanto distante dalla realtà, potrebbero apprendere cosa siano i “soldatini” che uniti e compatti, anche di fronte all’evidenza più evidente, marciano compatti nonostante sappiano che si schianteranno sul muro dell’ovvietà.

Quello che meraviglia non è tanto la prevista e certa nomina di Franco Pastore a presidente del consiglio comunale, che anche le pietre sapevano, ma il defenestramento di Salvatore Nacarlo che non sarà più il vice presidente visto che la maggioranza gli ha preferito Marida Lerede.

Burlesca è apparsa poi, l’arrampicata “politica” del Nitti, del Pastore e di tutta la maggioranza di governo cittadino, che ha tentato, non riuscendoci, di convincerci che l’avvicendamento del Valenzano sia stata una cosa del tutto naturale visto che non sono stati gli accordi di coalizione a determinarne le “dimissioni”, ma solo la disponibilità a tempo che lo stesso Valenzano aveva voluto dedicare alla carica ricoperta.

Su una cosa il consigliere Pastore, oggi presidente, ha ragione. I cittadini proprio perché non sono fessi, o almeno quelli che sanno leggere ed ascoltare non lo sono, “capiscono” e interpretano quanto tristi e rozze (politicamente) siano state le dichiarazioni rilasciate dal Valenzano con le sue dimissioni. Ed anche lo stesso Pastore, con quelle dichiarazioni del 30 dicembre scorso, non ha fatto altro che dare certezza che accordo vi è stato sull’avvicendamento della presidenza e che le arrampicate sugli specchi procurano solo un fastidiosissimo sibilo alle orecchie e niente più. E se non bastasse la lettera di dimissioni del Valenzano e il conseguente ringraziamento di Pastore durante il consiglio del 30 dicembre scorso, forse basterebbero le dichiarazioni rilasciate dalla consigliere Marida Lerede durante il consiglio di ieri per dissipare, nonostante la maggioranza granitica e compatta, ogni dubbio.

Non si può andare a insinuare che noi non sapevamo”.

Non potevo scendere le scale e andare in via tale dei tali o in piazza e dire qualcosa in merito a questo quando io già lo sapevo. Era un accordo nostro che sarebbe venuto fuori”.

Consigliere Lerede, lo dica al suo collega di maggioranza Pastore, perché noi lo avevamo capito da tempo.

E a proposito, sempre sul consigliere divenuto presidente Pastore, che ci auguriamo non sia avvicendato sino alla fine del mandato di Nitti, vorremmo sommessamente ricordargli che se a tutti i livelli, dalla Presidenza della Repubblica a quella del Senato passando da quella della Camera o a qualsivoglia altra carica istituzionale, le cariche “vengono imposte” dalla politica, le stesse, almeno nei consessi democratici cui noi siamo abituati ad operare, lo sono solo dopo uno scambio dialettico fra tutte le forze politiche in campo e non come nel vostro caso, attraverso il bilancino di precisione che deve sostenere la vostra maggioranza.

Capiamo che il tentativo maldestro di investire strumentalmente le minoranze sulla scelta del presidente questa volta non è riuscita, visto che la grande coalizione minestrone, civico, aveva già tutto scritto da tempo, ma che si voglia stravolgere completamente la realtà lo troviamo veramente offensivo.

Per concludere, a parte il discorsetto di insediamento già preparato di Pastore (per caso se lo trovava in agenda), senza scomodare la consigliera Marida Lerede nella discesa di scale per andare in via tale dei tali oppure in piazza, potrebbe illuminarci confessando se anche la carica di vice presidenza faceva parte degli accordi “due anni e mezzo” sottoscritti per Valenzano?

Ma Nacarlo, l’eterno esitante, lo sapeva?

Per chi volesse approfondire ancora, (clicca qui) per leggere sia la lettera del dimissionario Valenzano e sia le dichiarazioni di Franco Pastore.

Aggiornamento al 30 gennaio 2021
Dopo le dimissioni di Giuseppe Valenzano e la nomina di Franco Pastore a presidente del consiglio comunale di Casamassima, ci si chiede se esista o meno un accordo all’interno della maggioranza che prevedeva la “staffetta”.
Con gli interventi in consiglio di Andrea Palmieri, Franco Pastore, Giuseppe Capone e Marida Lerede.

 

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