Una volta c’erano una maggioranza e una minoranza.

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C’era una volta un paesello posto a sud est di una non meglio specificata provincia italiana in cui, una maggioranza (politica), non avendo i numeri per garantire il numero legale affinché un consiglio comunale si potesse svolgere regolarmente, trovò, sulla propria strada, ora per un programma elettorale completamente sovrapponibile, ora per senso di responsabilità, ora per le colonnine di ricarica delle auto elettriche ed ora per il progetto megagalattico dell’albero della vita, una minoranza che, fulminata troppo tardi sulla via di Damasco, dimenticando una campagna elettorale fatta contro le attuali forze di governo cittadino, le assicurò il numero legale e il relativo sostegno. Se la maggioranza ad oggi è di fatto allargata non è dato sapere.

Ed è questo che è andato in onda nel consiglio comunale di martedì scorso al paesello. Nella maggioranza risultavano assenti Alessio Nitti, Giuseppe Capone e Vito Mazzei: 3 assenti e 8 presenti. Il numero legale sarebbe rappresentato  da 9 consiglieri, ma il Movimento 5 Stelle, all’opposizione (?), neanche una parvenza di melina mette in campo. Con i suoi due rappresentanti, Caravella e Patrono, prende posto nell’emiciclo ed assicura così l’inizio dei lavori. Certo, sarebbe cambiato poco in quanto in seconda convocazione, perdurando le 3 assenze della maggioranza, gli 8 restanti avrebbero consentito lo svolgimento del consiglio, ma vuoi mettere la soddisfazione politica di rimandare a casa una maggioranza così fortemente arrogante da convocarlo a prescindere quel consiglio anche se priva di numero legale?

Ma no, la politica, le campagne elettorali fatte l’uno contro l’altro armati sino ai denti per dimostrare che Tizio è differente da Caio e che l’honestà è al primo posto, non servono a nulla se poi prevale quel senso di responsabilità e di attaccamento al bene dei cittadini, che non fa niente se hanno votato in contrapposizione a qualcuno, se poi ha vinto l’uomo della provvidenza che anche ai grillini penta stellati va bene.

Ed è solo un caso che torni alla mente il metodo D’Hondt che attribuisce i seggi una volta eletto il sindaco e che con la vittoria di Nitti, al M5S di seggi ne attribuisce 2 contrariamente al caso che avesse visto prevalere Mirizio, perché in quel caso di seggi ne sarebbero spettati solo 1.

Certo, solo un caso fortuito e non prevedibile: il ballottaggio è un terno al lotto.

Che altro sottolineare di un consiglio in cui alla maggioranza si concede anche il lusso di sceglierseli lei, fra le minoranze, i componenti le commissioni permanenti? Che altro dire di una serie di opposizioni, al momento se ne contano ben 4 distinte e separate, che invece di essere da pungolo alla maggioranza ne agevolano a vario titolo e a vario modo l’ascesa incontrastata? Che dire poi di un assessore peraltro vice sindaco che vorrebbe comunicare con le istituzioni regionali attraverso i mille minuti gratis verso tutti e non attraverso atti scritti e protocollati con tanto di stemma comunale? E del Presidente del Consiglio privato del suo diritto di parola da un sindaco troppo presente?

Il fatto è che la maggioranza, trovandosi di fronte quel pertugio lasciato incustodito dalle minoranze, si infila e continua la sua opera di dissuasione che durerà, crediamo, a lungo, visto anche il clima di “Contratto” che impera a livello nazionale.

Palmieri e Mirizio, caduti dal pero con quei componenti per le commissioni ancora non nelle loro disponibilità in un consiglio che solo quello avrebbe dovuto decidere, si arrabattano e tentano di non pensarci proprio alla loro inadeguatezza ed inconsistenza; politica naturalmente.

E fra i primi atti a firma del sindaco senza giunta, che non si capisce bene se abbia o meno il potere di una giunta, si discute su atti ritenuti illegittimi e che consegnano ai genitori della Scuola Media Dante Alighieri il dubbio se quella scuola debba o no essere abbattuta perché non in regola con le disposizioni sull’antisismicità (corsi e ricorsi storici) ed una ingarbugliata situazione sulla monnezza, vista la sentenza del Consiglio di Stato.

Se la Scuola Rodari e se aprirà regolarmente i cancelli per il nuovo anno scolastico alle porte, si sia parlato durante la pizzata o panzerottata immediatamente susseguente il consiglio comunale, non siamo tenuti a saperlo.

Lasciate da parte ogni speranza perché Giuseppe Nitti questa volta, non come la scorsa, e la sua granitica maggioranza, governeranno a lungo riuscendo ad allargare il consenso consiliare come non mai.

L’implosione però, è sempre dietro l’angolo.

Per la cronaca questa la composizione delle commissioni permanenti:

1° commissione, opere pubbliche, edilizia residenziale, urbanistica, toponomastica, assetto del territorio;

Franco Pastore, Marida Lerede, Salvatore Nacarlo (maggioranza); Andrea Palmieri e Antonello Caravella (minoranze);

2° commissione,  bilancio, tributi, finanze, commercio, annona, industria, artigianato, agricoltura;

Nicola Guerra, Vito Mazzei e Marida Lerede (maggioranza); Agostino Mirizio e Giuseppe Patrono (minoranza);

3° commissione,  servizi sociali, pubblica istruzione, cultura, sport, spettacolo, igiene, sanità e ambiente;

Alessio Nitti, Michael Barbieri e Giuseppe Capone (maggioranza); Antonietta Spinelli e Giuseppe Patrono (minoranza);

4° commissione, revisione statuto, formazione e modifiche regolamenti, affari generali e personale;

Michele Azzone, Alessio Nitti, Salvatore Nacarlo (maggioranza) e Monica Portaccio e Antonello Caravella (minoranze).

(Cliccando sull’immagine il Consiglio Comunale del 7 agosto 2018)

 

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