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I due forni di Pinuccio Fortunato.

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Possiamo solo immaginare lo sbalordimento di Michele Abbaticchio, vice sindaco della Città Metropolitana di Bari, Sindaco di Bitonto e candidato alle Europee per Italia in Comune, allorquando ha letto le parole che Pinuccio Fortunato da Casamassima, ha vergato sul profilo Facebook di Autonomia Cittadina. Il segretario di Autonomia avvisava che prossimamente Abbaticchio sarà ospite presso la sede di via Turi per illustrare il suo programma e per il solito giro che i candidati effettuano sul territorio per guadagnarsi il voto. Ma quello che è saltato immediatamente agli occhi sono le parole che Fortunato ha utilizzato: «Abbiamo conosciuto quest’uomo durante le ultime elezioni amministrative: una persona per bene che ci ha sostenuto sui palchi e che ha contribuito alla nostra vittoria elettorale. È inutile dirvi che il nostro movimento, pur grato ad Abbaticchio, non ha bandiere partitiche, anche se molti di noi hanno aderito al progetto di Italia in Comune. Pertanto, nel pieno rispetto della libertà di scelta, ognuno si senta libero di partecipare e decidere se appoggiare la candidatura di Michele. Una persona che è stata e continuerà ad essere sempre vicina a noi».

Ora che la politica sia tutto ed il contrario di tutto ormai è un fatto acclarato e i cambi repentini sono all’ordine del giorno, ma che il segretario di Autonomia Cittadina e Rivoltiamo Casamassima dimentichi quanto lui e le sue liste hanno sostenuto sino a qualche mese fa, appare sconcertante.

Avrà dimenticato che il 29 luglio scorso ha aperto “fisiologicamente” una sezione di Italia in Comune a Casamassima?

Avrà dimenticato Davide Carlucci, Tommaso Depalma, Donato Lucilla e lo stesso Abbaticchio spendersi dai palchi per l’elezione di Giuseppe Nitti a sindaco?

Avrà dimenticato la fiducia “incassata” da Italia in Comune anche da Autonomia Cittadina e Rivoltiamo Casamassima che sono rappresentate proprio da lui qui al paesello?

Avrà dimenticato che l’assessore ai lavori pubblici Anna Maria Latrofa, l’assessore alla cultura, turismo e pubblica istruzione, Azzurra Acciani insieme ai consiglieri comunali Alessio Nitti (Autonomia Cittadina), Franco Pastore, Vito Mazzei e Michael Barbieri (Rivoltiamo Casamassima) hanno aderito al nuovo partito?

Avrà dimenticato la soddisfazione quando da neo segretario di Italia in Comune dichiarava: «Felici che le liste civiche a cui siamo collegati abbiano trovato un approdo credibile e serio in Italia in Comune. Si tratta di una realtà politica interessante e pienamente in linea con i valori di cui ci siamo fatti portatori durante quest’ultima campagna elettorale, uno su tutti l’ascolto dei cittadini come punto di partenza per far rinascere il territorio che è proprio quello che il partito propugna su scala nazionale»?

Avrà dimenticato che il Nitti, che ha contribuito a far eleggere in modo massiccio, è divenuto coordinatore provinciale del partito di cui lui si fregiava essere il segretario cittadino?

Quante dimenticanze circondano Pinuccio Fortunato!

E come mai? Eppure il fosforo è presente in dosi massicce nel pesce di cui l’amico di sempre Pinuccio è ghiotto, ed allora?

Forse perché le sue liste hanno imbarcato anche soggetti appartenenti alla Lega di Salvini nemico pubblico di Abbaticchio & C.?

O forse proprio perché a causa di questi approdi concessi a destra a e manca all’interno delle sue liste ora qualcuno gli chiede “giustizia”?

Oppure perché Nitti, nonostante Italia in Comune ha deciso di fondare a sua volta una sua lista politica addirittura strutturandola?

(Perché è chiaro da tempo che se un partito tutto tuo non hai non sei niente).

O forse perché anche Italia in Comune è divenuta un contenitore troppo piccolo per le velleità politiche di queste due liste civiche, arrivate nella stanza dei bottoni?

Perché non dichiarare apertamente l’appoggio al candidato Abbaticchio, ricambiando il favore ricevuto alle amministrative con Nitti, lasciando questi mezzucci da vecchia politica politichese di noi altri che vede sempre mantenere un piede in due staffe?

Appartengo a Italia in Comune quando devo far eleggere Nitti e poi, arrivata la nomina, l’abbandono?

Caro Michele Abbaticchio, almeno tu, puoi sciogliere l’arcano mistero?

Vi riproponiamo quanto scritto da Autonomia Cittadina e quanto dichiarava Pinuccio Fortunato il 29 luglio 2018 alle ore 11.41: (la rete non dimentica)……

 

Casamassima: le colonnine di ricarica per le auto elettriche.

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Le tanto decantate colonnine di ricarica per i possessori (2) di auto elettriche che si stanno posizionando nel paesello potrebbero diventare un nuovo e paradossale caso di ….

Guardando quella che si è deciso di posizionare alle spalle della statua di Padre Pio in via Bari ci sorgono, assalendoci, delle domande a cui non riusciamo a dare risposta.

(In rosso l’ubicazione della colonnina di ricarica)

La prima riguarda il suo posizionamento che la vede su un marciapiede prospiciente una zona di parcheggio parallela al marciapiede in più in una strada a senso unico, rendendo praticamente impossibile, a meno che non si facciano manovre pazzesche, l’utilizzo di due auto contemporaneamente.

Ed il secondo aspetto sarebbero i ripristini dello scavo che porta il cavidotto alla colonnina che sembra fatto in fretta e furia e in maniera approssimativa.

Capiamo che sono realizzazioni a costo zero per il Comune, nonostante la cessione non sappiamo se gratuita delle aree dove le colonnine stanno “sorgendo”, ma pretendere che i lavori siano eseguiti a perfetta regola d’arte dovrebbe essere un principio non derogabile.

Ci auguriamo che l’assessora competente abbia già allertato l’Ufficio Tecnico competente per le opportune e necessarie verifiche.

 

PUMS: obbligatorio per chi?

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Mentre scriviamo dovrebbe essere già iniziato il secondo appuntamento che l’amministrazione comunale di Casamassima ha organizzato sul Piano Urbano di Mobilità Sostenibile (PUMS).

Con il Decreto del 4 agosto 2017 a firma del Ministro per le Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, i PUMS diventano un obbligo per tutte le città italiane. Infatti l’obiettivo è l’applicazione “omogenea e coordinata” di Linee Guida per la redazione dei PUMS su tutto il territorio nazionale. Inoltre per le città metropolitane diventa uno strumento necessario per accedere ai finanziamenti e per gli interventi per il trasporto rapido di massa, come i sistemi ferroviari metropolitani, metro e tram.

Bisognerà approvarli entro e non oltre il 5 ottobre 2019.

Il Comune di Casamassima li adotta con la Delibera di Giunta n. 89 del 26 aprile 2019 dopo che con la Determinazione n. 127 del 15 aprile 2019 si stanziavano 14 mila euro di compensi professionali per la sua stesura.

Ma a parte le incongruenze che vedrebbero una determina precedere una decisione di giunta, ci ha incuriosito l’art. 3 del decreto Delrio:

Adozione dei PUMS

  1. Le città metropolitane, gli enti di area vasta, i comuni e le associazioni di comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti, predispongono ed adottano nuovi PUMS, secondo le linee guida di cui all’art. 1, entro ventiquattro mesi dall’entrata in vigore del presente decreto.
  2. Sono fatti salvi i PUMS già adottati alla data di entrata in vigore del presente decreto che, se necessario, sono aggiornati entro il termine di cui al comma 1.

Alla luce di ciò, e considerando che Casamassima non rientrerebbe fra le 4 Aree interne della Regione Puglia e quindi non potrebbe concorrere per l’assegnazione di contributi regionali per la redazione dei PUMS, quali le ragioni, certamente nobili, che spingono in tale direzione l’amministrazione comunale?

 

Casamassima: la nuova chiesa di via Salvo d’Acquisto.

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Procedono spediti e senza interruzione i lavori che stanno interessando la costruzione della nuova Chiesa Parrocchia San Vincenzo Ferrer (ex Parrocchia S. Madonna delle Grazie) su quel terreno dove una volta era ospitato il Parco Giochi della zona 167 in via Salvo D’Acquisto a Casamassima.

(Delimitata in rosso la zona destinata alla nuova chiesa)

Da una ricognizione sul campo però e come avevamo già avuto modo di scrivere a marzo del 2017 (clicca qui per leggere), sembrerebbe che quel vecchio progetto pubblicizzato anche sul sito della Parrocchia, sia stato molto rimaneggiato.

(Masterplan pubblicato sul sito della Parrocchia S. Maria delle Grazie)

(Tratto dal sito della Parrocchia)

La nuova chiesa, di cui si sentiva la necessità anche a causa delle dimensioni ridotte della vecchia, non appare poi tanto più grande rispetto a quella che a breve andrà in disuso posta in via Bari e che dovrebbe tornare nella disponibilità del Comune. Ma anche gli spazi verdi sembrerebbero del tutto assenti e quel campo da calcio a norma CONI con illuminazione notturna che avrebbe dovuto animare il nuovo oratorio sembra non trovare spazio.

(Foto tratta dal profilo Facebook della Parrocchia)

(L’ingresso della chiesa di via Salvo D’Acquisto)

(Particolare dell’ingresso da cui si può presumere, visto il muro in fondo, la lunghezza totale della nuova chiesa)

(La nuova chiesa – San Vincenzo Ferrer – vista dall’alto)

Rispetto al vecchio progetto è aumentata a dismisura l’area destinata ad ospitare accanto al nuovo alloggio per il parroco anche gli uffici e le sale parrocchiali.

(Il nuovo complesso parrocchiale – Anna Ciacci Brancaccio – visto dall’alto)

Mentre scriviamo l’intero complesso appare come una gettata continua in cemento armato che non lascia spazio al verde. Seguiremo ancora la realizzazione dell’opera e vi terremo informati nel caso ci fossero sostanziali sviluppi.

 

Nel frattempo i parrocchiani si augurano tutti che la “voce” che vedrebbe Don Michele Camasta lasciare l’ufficio pastorale  di parroco in favore di un nuovo ed importante incarico pensato per lui dalla Curia non sia vera.

 

 

Casamassima: a quando l’olio di ricino?

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Il Consiglio Comunale certamente arriverà, senza più servirsi di trucchi strategici ad applaudire compatto con 15 voti sempre più favorevoli il cammino di Nitti, ma questo non potrà mai dimostrare che la maggioranza di governo cittadino vive una vita tranquilla fatta di discese, visto che prima o poi la salita arriverà inesorabile.

Il clima di scherno, di dileggio, di derisione, di offese e di delegittimazione che dal primo giorno ha visto come vittime le minoranze consiliari, ha inondato oramai anche i social che dando voce ai rancorosi adepti di questa maggioranza, ha fatto si che criticare o muovere obiezioni su decisioni che appaiono discutibili sia da considerarsi alla stregua del peggior reato di lesa maestà. Agli innumerevoli quesiti politici non è più la politica che risponde, lasciando il campo ad una acritica e cieca approvazione degli atti che ogni giorno vengono prodotti ma che non sempre riescono a rimanere nella pentola visto che il diavolo i coperchi non è mai riuscito a produrli. Il clima che si respira non è dei migliori e il continuo innalzarsi dell’asticella che dall’analisi politica si sposta su comportamenti censori non vorremmo fosse preludio all’entrata trionfale dell’olio di ricino che la storia ha dimostrato essere, contrariamente a quanto si possa credere, la linfa vitale che invece di silenziare, amplifica a dismisura l’opposizione che oggi apparentemente sopita, aspetta il momento opportuno per agire.

Ed è con queste premesse che continua a distanza lo scontro fra maggioranza ed opposizione che in questi giorni ha interessato il sindaco, Autonomia Cittadina e Franco Pignataro (clicca qui per leggere) e che oggi si impreziosisce con l’intervento di Franco Pastore a cui segue la pronta risposta a distanza del referente di Fratelli d’Italia cittadino che qui vi proponiamo.

Vari i temi trattati, fra cui il serpente, la sua testa e il campo sportivo di via Pende ancora al centro in questi giorni, sentite in Consiglio Comunale le parole dell’assessora Latrofa e del sindaco Nitti, di polemiche che non accennano a placarsi.

 

LA TESTA DEL SERPENTE…

Anche se moribondo, va schiacciata quando è ancora vivo!

Questo insegnamento o detto che sia, lo conosco da sempre ma, per mia indole, non sono mai riuscito ad applicarlo. E pure di occasioni ne ho avute nella vita.

Ma è sempre stato più forte di me, alla fine mi intenerisco sempre, anche di fronte al peggiore degli animali.

Talvolta mi è pure capitato di offrire al serpente una scialuppa di salvataggio, una specie di arca di Noe’.

“Vieni con noi, vieni insieme agli altri animali, vedrai che ti salvi, manifestavo apertamente.”

Salvo poi verificare puntualmente che il serpente, di natura ingrato, nelle tenebre aveva morsicato tutti gli animali che gli erano accanto.

E dire che erano stati in molti ad avvertirmi.

“Nun ce che ffa’”: esso striscia, subdolo e cattivo, pronto a colpire in ogni momento, convinto di poter competere con Dio, di giudicare le azioni, di condannare tutti, anche gli innocenti.

Chi legge e non sa, si domanderà il perché di questo mio ragionamento.

Ma per chi volesse, non ci vorrà molto a comprendere.

Era da molto tempo che non mi cimentavo a scrivere.

Preferisco continuare a tenere un profilo basso e occuparmi dei problemi dei miei concittadini certamente più importanti rispetto alle tastiere.

Ma, come dicono a Roma, “quando ce vo’, ce vo’!

Chi mi conosce, sa che mi piace scrivere e che quando lo faccio, sono orgoglioso della mia opera.

Chi mi conosce, sa che per questo ci tengo sempre a firmare quello che scrivo.

Chi mi conosce, sa che sono Franco di nome e di fatto, talvolta sin troppo.

Questo è il mio stile, credo anche abbastanza riconoscibile.

A volte ho pensato che sarebbe stato più utile cambiare, ma proprio non ce la faccio.

Pertanto sono certo che se un serpente dovesse ancora attraversarmi la via, non riuscirei a schiacciarlo, come l’esperienza vorrebbe, piuttosto lo lascerei al suo inesorabile destino.

Franco Pastore – Consigliere Comunale

Gruppo Politico Rivoltiamo Casamassima – Autonomia Cittadina

 

ADESSO SIAMO PASSATI ANCHE ALLE NON TANTO VELATE MINACCE

Mi sono chiesto tante volte per quale motivo, in politica, quando scoperchio qualche vaso puzzolente, dicendo semplicemente come stanno le cose, ricevo in risposta reazioni spropositate, manifestazioni di isterismo e spesso anche minacce molto esplicite.

L’ultima in ordine di tempo è addirittura di subire lo schiacciamento della testa ancora da vivo, presumo dopo essere stato precedentemente malmenato. Questa mi mancava ma non mi stupisce. E’ già accaduto in passato.

Non commento la volgarità e la pericolosità di tali parole, perché sono degne di chi le ha scritte e di chi le condivide.

La preoccupazione è che esse possano innescare pensieri insani in menti malate.

A volte si rimane immaturi anche da grandi o forse si è accecati dall’odio e allora la coda va immediatamente in autocombustione e il livello precipita.

Mi viene in mente anche la storia della pulce che cadde nella farina a pensò di essere diventata mugnaio.

E tutto ciò solo per aver espresso l’opinione, magari con una certa ironia (ma anche esprimendo considerazione e rispetto per una donna che può vantare titoli accademici), che se fossi stato un amministratore comunale, avrei puntato su altre priorità, piuttosto che intervenire su un campo sportivo che non può essere omologato.

Apriti cielo. Si è indignato il coro delle voci bianche e il codazzo dei lacchè al seguito, con un feroce attacco personale e non politico.

Non sono più Consigliere Comunale da cinque anni, secondo i soloni civici non ricevo più consenso, secondo il Sindaco pro forma sarei anche un fossile e nonostante questi requisiti, quando esprimo un’opinione suscito così tanta bile in questa congrega civica?

Mi dispiace deludere chi pensa di intimorirmi atteggiandosi a gradasso e dicendo bugie; ho la responsabilità di un partito che ha nobili tradizioni di moralità e continuerò a denunciare pubblicamente la vostra palese incapacità, provvedimento per provvedimento. Senza tregua, almeno fino a quando nel nostro sfortunato paese ci saranno persone che avranno il coraggio di esprimere solidarietà ad una persona per bene, quale ritengo di essere, aggredita gratuitamente da chi professa democrazia e millanta buon governo, ma in realtà pensa a ben altri interessi. E per questo si agita così tanto.

 

A battesimo il nuovo movimento civico.

Ma quando leccate il culo fate anche la scarpetta?

Si terrà venerdì 35 aprile alle ore 18 e qualche cosa, la prima convention della nuova lista civica CULOXun Comune amico altrimenti un “batacchio” vali – alla presenza delle più importanti personalità lecca pile della città.

«Saranno illustrate le linee guida e il programma che ci vede in forte crescita», dichiara al nostro microfono il presidente e segretario generale cittadino intergalattico della nuova compagine politica «e le strategie da attuare affinché la tua vita piatta e triste, grazie al lecca-pilismo più sfrenato, possa finalmente decollare raggiungendo traguardi inimmaginabili che solo fino a qualche mese fa sembravano irraggiungibili».

«Il momento storico che viviamo», suggerisce il segretario, «sempre più incline nel riconoscere meriti a chi lecca di più a scapito di chi vale di più», «ci ha obbligato a fondare questo movimento politico civico assolutamente non partitocratico che abbiamo battezzato CULOX, proprio per far risaltare l’unica dote che prevale sulle altre e che porta i lecca pile sulla vetta del mondo: la lingua leccante». «Se ne facciano una ragione quei poveri fessi che pensano si possano in qualche modo far deviare le cittadine e i cittadini da questa deriva lecca pilista che ci vede ormai trionfare sia a livello nazionale che regionale e locale».

«Dalla grande metropoli e sino al più sperduto paesello di provincia stiamo trionfando e con noi le nostre lingue pronte a prostrarsi alla prostata del momento».   

Ma non solo di teoria politica del lecca-pilismo si parlerà in questa prima convention cittadina visto che si getteranno le basi per futuri corsi di servilismo spudorato e sfacciato per trarne un qualsivoglia vantaggio personale. Sarà spiegato per filo e per segno e in che modo dovrà essere indirizzata la lingua per raggiungere senza sforzo alcuno qualsiasi pertugio, anche quelli più nascosti e remoti , per incantare e stregare la pila presa di mira che, inebriata da quel lecchinaggio senza uguali, umidiccio e pulitorio, possa far raggiungere orgasmi orgiastici che neanche un clistere praticato da un monaco tibetano in ritiro spirituale da 300 anni sul Monte Bianco saprebbe fare. Ed accanto allo studio approfondito della fenditura e dei suoi mille rivoli da entusiasmare, che potrebbero anche essere zozzi – bisogna essere pronti a tutto per chi vuole entrare in CULOX -, i molteplici esempi portati dai soci fondatori del lecca pilismo a prescindere, attraverso disegni, diapositive, filmati ed esempi pratici illustreranno le tecniche da utilizzare per avere successo nella vita.

Sei il gonade più grande della via Lattea?

Non disperare!

Il tuo cervello potrebbe essere ospitato, facendo avanzare ancora spazio, all’interno di un paramecium?

Non disperare!

Sei un tri mone sospinto da quella leggera brezza marina che un tri mone a vento ti fa diventare?

Non disperare!

Da oggi per te c’è CULOX; il movimento politico civico di ultima generazione.

 

Sul campo sportivo oltre i lavori “procedono” spedite anche le polemiche.

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Come era naturale che fosse le notizie intorno ai lavori che dovrebbero riportare ai vecchi o nuovi splendori il Campo Sportivo di via Pende a Casamassima, lo Stadium, stanno suscitando nel paesello a sud est, accanto ai consensi anche gli inevitabili dissensi. Per i pochi fortunati che hanno i bambini iscritti alle scuole calcio è certamente una grande notizia visto che non si sarà più costretti ad emigrare lontano da casa per gli allenamenti e per le partitelle con un conseguente risparmio in danaro sia per i genitori che per le società calcistiche, ma per la stragrande maggioranza dei genitori che hanno la necessità di trovare un parco giochi che possa ospitare l’irruente vivacità dei piccoli si tratterà ancora di aspettare e sperare in tempi migliori. Certo, anche nella cosiddetta Villa Comunale di via Acquaviva i lavori sono iniziati, ma anche se dovessero essere all’altezza delle aspettative, sarà comunque ancora uno spazio troppo esiguo per accogliere la moltitudine di bambini che necessitano di aree a loro dedicate magari in più quartieri.

Se sarà vincente la decisione dell’amministrazione di destinare fondi – quasi 100 mila euro previsti – su un campo sportivo dall’utilizzo limitato rispetto alla moltitudine di bambini che potrebbero animare un parco urbano lo decreterà il tempo e la storia.

Ma fermandoci per il momento al campo sportivo ed ai lavori che lo stanno interessando in questi giorni, (potete cliccare qui per rileggere quanto scrivevamo a dicembre scorso) ci accorgiamo, basta una semplice ricerca sulla rete per averne contezza, che da molto tempo la Stadium è al centro di polemiche e di una “franca” lotta politica.

Non da ultimo il commento di lunedì 29 aprile apparso sul profilo fb di Autonomia Cittadina in risposta alla polemica (clicca qui per leggere) che ha investito Franco Pignataro, il sindaco Giuseppe Nitti e la stessa compagine civica oggi rappresentata in giunta anche dall’assessora Annamaria Latrofa titolare per competenza dei lavori di recupero.

E riassumendo gli accadimenti, ricostruiti da articoli di giornale, scopriamo che nel 2006, attraverso una Convenzione fra il Comune di Casamassima e la A.S.D. Casamassima, divenuta in seguito A.S.D. Sudest, lo stesso Comune concedeva in uso l’utilizzo della struttura al dott. Francesco Palmisano, dirigente di quella società calcistica, con un impegno di spesa pari a 120 mila euro.

Ma nacque un contenzioso in quanto per le insufficienze strutturali e per il terreno da gioco il comune non volle, almeno sino a quando la società non avesse giustificato l’utilizzo di quei fondi, stanziarne altri per permettere alla A.S.D. Casamassima l’iscrizione al campionato di categoria superiore che la dirigenza decise di svolgere, causa “inagibilità” dello Stadium, in altri comuni. Durante questi anni in cui l’intera area è stata sottoposta al degrado del tempo e dell’incuria, le interrogazioni e le interpellanze nei Consigli Comunali, specialmente a firma di Autonomia Cittadina, che ha sempre mantenuto un profilo calciofilo a favore dello sport, non si contano più; il dott. Francesco Palmisano ha anche rivestito i panni di candidato consigliere nell’ultima tornata elettorale all’interno di Rivoltiamo Casamassima, ma del Contenzioso aperto si sono perse le tracce.

Speriamo che la risoluzione del contenzioso sia solo una delle tante carenze che spesso la rete non riporta, perché in caso contrario quei lavori potrebbero diventare oggetto di ulteriori contestazioni.

Qui di seguito una serie di articoli de La Voce del Paese edizione cartacea e web che siamo riusciti a reperire sul Campo Sportivo che vanno dal 2011 al 2016:

Clicca sull’immagine per leggere l’articolo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Antonio Gramsci: il contributo alla storia del Pensiero che tutti dovrebbero studiare.

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Odio gli indifferenti. Credo che “vivere vuol dire essere partigiani”.

Non possono esistere i solamente uomini,  gli estranei alla città.

Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.

Perciò odio gli indifferenti.

20 luglio 1928

Carissima Tania,

sono giunto a destinazione ieri mattina. Ho trovato la tua lettera del 14 e una lettera di Carlo con 250 lire. Ti prego di scrivere tu a mia madre per comunicare quelle cose che possono interessarla. D’ora in poi scriverò solo ogni 15 giorni una lettera, ciò che mi porrà dinanzi a dei veri casi di coscienza. Cercherò di essere ordinato e di utilizzare al massimo la carta disponibile.

1°. Il viaggio Roma-Turi è stato orribile. Si vede che i dolori da me sentiti a Roma e che mi sembravano un mal di fegato, non erano che l’inizio dell’infiammazione che si manifestò in seguito. Stetti male in modo incredibile. A Benevento trascorsi due giorni e due notti infernali; mi torcevo come un verme, non potevo stare né seduto, né in piedi, né sdraiato. Il medico mi disse che era il fuoco di S. Antonio e che non c’era da far nulla. Durante il viaggio Benevento-Foggia il male si calmò e le bolle di cui ero ricoperto nella vita destra si seccarono. A Foggia rimasi 5 giorni e negli ultimi 3 giorni ero già a posto, potevo dormire qualche ora e potevo sdraiarmi senza essere trafitto dai dolori. Mi è rimasta ancora qualche bolla mezzo secca e un certo dolore alle reni, ma ho l’impressione che non si tratti di una cosa gra-ve. Non so spiegare l’incubazione romana che durò circa 8 giorni e che si manifestava con violentissime punture interne nella vita destra anteriore.

2°. Non ti posso ancora scrivere nulla sulla mia vita avvenire. Sto facendo i primi giorni di quarantena, prima di essere assegnato definitivamente ad un reparto. Penso che però tu non possa mandarmi nulla oltre ai libri e agli effetti di biancheria: non si può ricevere nulla di alimentare. Perciò non mandare mai nulla senza che io prima te l’abbia domandato.

3°. I libri da Milano (Libreria) falli spedire direttamente: è inutile che

tu spenda per trasmettere ciò che deve essere già affrancato.

4°. Il memoriale non c’era più: l’ho dovuto prendere con me.

Le ciliegie mi sono state utilissime, quantunque io non le abbia neppure assaggiate: mi hanno facilitato il viaggio.

Ricevo in questo momento la tua lettera del 19, con la lettera di Giulia. Vorrei scrivere a lungo a Giulia, ma non riesco a impostare la lettera così come vorrei. È difficile da scrivere. Vedrò la prossima volta, dopo essermi riposato un po’ ed aver messo un po’ d’ordine nelle mie idee. Scrivile tu e mandale le notizie solite.

Carissima, scrivi a Carlo che anche lui non si metta in testa delle stranezze, come sarebbe di far venire la mamma fino a Turi. Sarebbe un delitto far fare a una vecchia che non si è mai mossa dal paese un viaggio così lungo e disagiato. E poi penso che avrebbe una impressione troppo brutta nel vedermi vestito da recluso ecc. ecc.

Ti abbraccio teneramente.

Antonio

Non nascondiamo l’emozione che ci ha assalito quando stamane abbiamo potuto visitare la cella dove è stato rinchiuso Antonio Gramsci all’interno del Carcere di Turi. Entrare in un carcere ti fa vivere, nonostante tu sappia che di lì a poco le porte si riapriranno consegnandoti di nuovo alla vita di tutti i giorni, emozioni che non ti abbandoneranno più. E come se ad ogni passo avessi netta l’impressione di perdere un po’ della tua libertà che quel rumore sordo e cupo del cancello che si chiude alle tue spalle amplifica a dismisura. E saranno stati questi, forse o probabilmente, i sentimenti che avrà provato Nino quando anche l’ultima porta si è chiusa consegnandolo a quella cella fredda con quel pavimento ormai consunto dalle pene passate per quei muri. Avrà visto anche lui quel minuscolo quadrato ricavato in quella “stanza” con pareti di legno alte all’incirca due metri dove un vasone da notte delimitava quello che oggi chiameremmo bagno. Un bagno senz’acqua, però. Accanto un basso letto costituito solo da un tavolaccio in legno ed accanto un enorme comodino in ferro dove trovavano sistemazione una forchetta, un cucchiaio e un bicchiere di alluminio. Più in là un piccolo tavolino e uno scomodissimo sgabello dove, seduto con quella luce proveniente da un finestrone, Gramsci contribuì alla costruzione del Pensiero giunto sino a noi. Parole, pensieri e concetti che continuano ad impregnare quegli intonaci di quella cella.

Al suo attivo non aveva il lancio di bombe, neppure rivolte, o omicidi o attentati, ma solo la forza delle sue idee. E la critica, i principi, la concezione del mondo diversa da quella attuale, gli scritti, gli studi, l’impegno sociale e culturale, la lotta politica e il pensare erano e purtroppo restano, più dirompenti di mille bombe e più pericolose delle pallottole.

Michele Isgrò, il pubblico ministero del tribunale speciale fascista che lo condannò affermò:

«Per vent’anni dobbiamo impedire a questo cervello di funzionare».

Ed infatti fu condannato a 20 anni, 4 mesi e 5 giorni.

Antonio Gramsci, nato a Ales il 22 gennaio 1891, giunse a Turi il 19 luglio 1928, numero di matricola 7047, per uscirne il 19 novembre 1933 per motivi legati alla salute estremamente cagionevole e per essere trasferito all’infermeria del carcere di Civitavecchia.

Ed anche in carcere continua a studiare, a scrivere, a chiedere libri, riviste. Comincia la stesura di quello che poi diventa il suo testamento letterario, filosofico e politico rappresentato dall’opera Quaderni del Carcere, che insieme alle centinaia di articoli scritti non solo su l’Unità, organo del Partito Comunista d’Italia da lui fondato nel 1924, ma anche su Il Grido del Popolo e Ordine Nuovo, solo per citarne alcuni, rappresentano ancora le basi su cui fonda il comunismo italiano. E su quei 29 Quaderni, dei quali 17 scritti nella sua cella di Turi, Gramsci spazia dalla rivoluzione mancata del Risorgimento Italiano alla filosofia della praxis sul marxismo sino ad arrivare alla polemica con Benedetto Croce quale rappresentante dell’idealismo e della borghesia italiana del XX secolo.

Gramsci, poi, analizza la Questione Meridionale dimostrando che il problema dello squilibrio fra il sud e il nord sta nella contraddizione dovuta all’incapacità delle forze dirigenti risorgimentali di affrontare e di risolvere la questione contadina, particolarmente grave nel Sud. Il Partito Comunista doveva, agli occhi di Gramsci, assumersi l’impegno di favorire il superamento della disgregazione interna alle masse contadine che le rendeva incapaci di sottrarsi alla dura subordinazione nei confronti delle classi dominanti e di allearsi alla classe operaia settentrionale; di qua la falce e il martello nel simbolo comunista indicano esattamente questo: l’alleanza tra contadini del Sud e operai del Nord.

Riassumere l’opera di Antonio Gramsci in poche righe è una missione impossibile visto che ancora oggi, dopo 82 anni dalla sua morte, intellettuali di varia provenienza, filosofi, storici e politici continuano a scrivere su di lui e sul suo pensiero estremamente attuale.

Ed una strana coincidenza accompagna la sua morte. Il 25 aprile 1937, il tribunale speciale aveva certificato la fine pena per farlo tornare in libertà ma lo stesso giorno, qui la coincidenza, Gramsci fu colpito dall’“ictus” che poi fu alla base della morte sopraggiunta il due giorni dopo.

Morì il 27 aprile 1937 all’età di 46 anni, dopo essere stato per oltre dieci anni prigioniero del fascismo, sottoposto a torture psicologiche e fisiche e a sofferenze inenarrabili, in mezzo alle quali tuttavia non aveva mai cessato di resistere e di lottare per la libertà e il socialismo.

Verrà cremato il 5 maggio e sepolto nel cimitero acattolico presso Porta San Paolo a Roma.

Non ebbe mai la possibilità di conoscere e vedere suo figlio minore Giuliano.

 Il 10 maggio 1928 scriveva alla madre:

«Carissima mamma, non ti vorrei ripetere ciò che ti ho spesso scritto per rassicurarti sulle mie condizioni fisiche e morali. Vorrei, per essere proprio tranquillo, che tu non ti spaventassi o ti turbassi troppo qualunque condanna siano per darmi.

Che tu comprendessi bene, anche col sentimento, che io sono un detenuto politico e sarò un condannato politico, che non ho e non avrò mai da vergognarmi di questa situazione. Che, in fondo, la detenzione e la condanna le ho volute io stesso, in certo modo, perché non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione. 

Che perciò io non posso che essere tranquillo e contento di me stesso. Cara mamma, vorrei proprio abbracciarti stretta stretta perché sentissi quanto ti voglio bene e come vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente.

La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini. Ti abbraccio teneramente».

Nino

Baci a tutti.

 

Ringraziamo l’ANPI di Turi e il suo Presidente Stefano Orlandi per averci fatto vivere emozioni indelebili.

Per chi volesse approfondire:
Fondazione Gramsci

Cliccando qui troverai una serie di opere scritte da Antonio Gramsci e scaricabili liberamente

Una testimonianza su Gramsci di Sandro Pertini recluso anch’esso a Turi

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Casamassima: Pignataro e Nitti si “picchiano” duro.

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Passata la settimana santa che è servita maldestramente a mascherare gli scossoni politici, abbandonati i convenevoli e digerite le uova, quelle di cioccolato perché per le altre qualcuno continua ad indagare, la “battaglia politica” al paesello a sud est torna prepotentemente alla ribalta infiammando i social.

Apre le danze Franco Pignataro, referente di Fratelli d’Italia a Casamassima che alle 19.46 di sabato 26 aprile scrive sul suo profilo fb un lungo post:

IMPROVVISAZIONE E INADEGUATEZZA: IL VERO PROBLEMA DELLA POLITICA ITALIANA

Quando si vede un cantiere aperto, anche un avversario politico non può che gioire pensando che un’opera pubblica torna ad essere fruibile o comunque viene valorizzata. Senza contare che si offre un respiro alle imprese, al lavoro, ai nostri concittadini.

È il caso dei lavori di recupero del campo sportivo di Casamassima.

A dire il vero, era ora che l’amministrazione dei “Civici Multicolor”, dopo un anno trascorso ad intrattenere qualche fan con una ostentata e prolissa generazione di parole, battesse un colpo e dimostrasse di meritare quei 15 mila euro circa al mese (tanto costa al contribuente il loro stipendio mensile) puntualmente prelevati dalle casse del Comune.

Eppure, dopo il primo momento di soddisfazione, siamo rimasti sorpresi, e in fondo delusi, dagli squilli di tromba con i quali l’assessore di riferimento ha voluto annunciare al mondo la strabiliante notizia dell’intervento sul campo sportivo.

Comprendiamo l’entusiasmo, visto che la politica vive spesso l’ansia da prestazione, soprattutto quando è stata poco produttiva.

Capiamo anche che il primo intervento pubblico di una certa consistenza, per quanto frazionato in mille rivoli, sia un avvenimento che va celebrato, dopo un anno di parole al vento e pasticci amministrativi.

Comprendiamo anche la necessità di vivere da protagonisti almeno una volta e non finire a “chi l’ha visto” come gli altri assessori, in un contesto nel quale solo una persona (e temo non sia il sindaco) dispone e decide le priorità. E poi, vuoi mettere i like dei fanchattisti, una frenesia di celebrità.

Comprendiamo, comprendiamo, comprendiamo, ma pensiamo anche che l’assessore poteva risparmiarsi quella infelice e ingenerosa frase riportata dagli organi di stampa, secondo la quale il campo sportivo sarebbe stato abbandonato “all’incuria e all’abbandono per troppi anni”, accusando in tal modo le precedenti amministrazioni, tra cui quella di centro-destra.

E qui ci risentiamo un tantino, perché sul campo sportivo abbiamo avuto modo di rispondere ad interpellanze che allora venivano sempre dallo stesso consigliere e abbiamo fornito tutte le spiegazioni, palesi, scontate, ovvie, circa il motivo per cui non si potesse intervenire.

Abbiamo troppo rispetto di chi non conosciamo personalmente, per replicare con il tono che l’argomento meriterebbe, quindi garbatamente vorremmo ricordare all’assessore Latrofa, evidentemente mal consigliata e poco documentata, che quel campo sportivo è rimasto per molti anni in abbandono perché era in corso un contenzioso con il gestore dell’epoca che sicuramente l’assessore conosce, magari molto bene.

Vogliamo ricordare all’assessore che in quel campo sportivo sono stati spesi centinaia di migliaia di euro erogate dall’amministrazione De Tommaso, per opere che pare siano risultate abusive. E vogliamo sperare che l’assessore, prima di premurarsi a mettere le mani nelle casse comunali, si sia responsabilmente informata se quei denari siano stati rendicontati fino all’ultimo centesimo.

Desideriamo dare all’assessore anche un altro consiglio, quello di verificare se quel campo sportivo abbia le caratteristiche per ottenere l’omologazione, intanto per la quantità di parcheggi, ma soprattutto in termini di disposizione del terreno di gioco rispetto ai punti cardinali. Perché in caso contrario staremmo buttando via soldi dei cittadini per appagare l’ennesimo desiderio personale di qualcuno.

Infine vogliamo ricordare all’assessore Latrofa che l’amministrazione di centro-destra aveva in mente di creare un parco pubblico proprio dove è attualmente ubicato il campo sportivo e costruire un nuovo stadio (multifunzione, quindi utile anche per eventi) in zona periferica (dove i parcheggi sarebbero stati possibili), con il concorso del Coni (che allora aveva garantito un cofinanziamento) e di privati ai quali sarebbe stato affidato in concessione.

Quanto alle priorità, all’incuria e all’abbandono, noi pensiamo che tagliare le foreste di erbacce che avvolgono le zone verdi del paese sia prioritario rispetto ad un intervento che rischia di essere inutile e che per quanto attiene gli alberi, sia prioritario potarli, piuttosto che abbatterli per non prendersi il fastidio.

A proposito, il pollice verde di molti candidati “civici” che prima delle elezioni ripulivano le aiuole con fotografi e giornalisti al seguito, si è ritirato per lasciare posto al medio? Forse si è esaurita la passionaria spinta ideale ambientalista? Peccato, Greta sarebbe stata contenta e magari, continuando con quella “civica” laboriosità, per le donzellette e i donzelletti nostrani poteva scapparci anche il Nobel.

Pensiamo che intervenire per migliorare il servizio di nettezza urbana, che costa “solo” 4 milioni di euro (il doppio di quanto costi in altri comuni con lo steso servizio), sia prioritario rispetto all’intervento sul campo sportivo.

Pensiamo che risolvere il macroscopico problema delle aree da acquisire dal centro commerciale sia prioritario rispetto ai desideri di qualcuno.

Pensiamo che intervenire nel centro urbano per ripopolare la piazza e il centro storico (che non sia la collocazione di orribili e scomode sedute di cemento) sia prioritario rispetto al campo sportivo.

Pensiamo che sistemare marciapiedi, manti stradali sconnessi e voragini che ormai non si contano più in ogni strada, sia prioritario rispetto ad ogni altro intervento.

Pensiamo che garantire il diritto elementare allo studio in stabili che non crollino sulla testa dei ragazzi e per i quali sia assicurata la manutenzione, sia prioritario rispetto a qualunque altro intervento.

Allora gentile assessore, almeno lei che possiede titoli accademici per operare senza dover dimostrare nulla, faccia meno proclami e si preoccupi di adempiere alla tempistica che le impone il decreto ministeriale che ha stanziato 100 mila euro per la messa in sicurezza delle nostre opere pubbliche…E quando partiranno i lavori, riconosca il merito al Governo per il gradito e necessario regalo.

Infine vogliamo offrirle tre foto ricordo. La prima è stata scattata di sera, nella primavera del 2018. La seconda e la terza qualche giorno fa, un anno dopo. Sembrano identiche, ma è passato un anno e uno dei due buchi si è nel frattempo completamente riempito di rifiuti! Se un bambino o un anziano infila un piede in uno di quei buchi lasciati dalle piastrelle mancanti, si ROMPE!

ECCO, ASSESSORE, SI PREOCCUPI DI RECUPERARE ALLA DECENZA E ALLA SICUREZZA QUEL MARCIAPIEDI E ALTRI COME QUELLO. NON SARA’ PROTAGONISTA SUI GIORNALI, MA AVRA’ FATTO UNA COSA BUONA IN UNA STAGIONE POLITICA SEGNATA DA INADEGUATEZZA E IMPROVVISAZIONE.  

Trascorrono meno di 24 ore e la risposta del sindaco Giuseppe Nitti non si fa attendere:

 

I FOSSILI CHE PRENDONO VITA…

Non è un titolo di un libro.

Ieri mentre navigavo su Facebook mi sono imbattuto in un post scritto da Franco Pignataro, dirigente di Fratelli d’Italia, e persona impegnata da decenni in politica.

Politico famoso ed autorevole, dispensatore di pillole di saggezza, ispiratore delle moderne teorie della destra italiana ed europea, accumulatore di consensi, secondo soltanto a Giorgio Almirante.

Insomma, un mammasantissima.

Quindi, dopo aver apprezzato tali grandi doti, mi sono catapultato su Wikipedia e sui più importanti siti che ricordano politici di fama per apprezzare anche il suo curriculum.

Ed è qui la prima delusione.

Sconfitto per ben due volte come candidato sindaco dai suoi eterni rivali comunisti, in decenni di politica non ha mai ricoperto ruoli di governo nel nostro paese. Mai stato in maggioranza, se non come consigliere comunale in una breve parentesi dal 2011 al 2014. Periodo in cui era spesso costretto a dare un colpo alla botte ed uno al cerchio, salvo poi manifestare grande imbarazzo sui provvedimenti della sua coalizione.

Forse è proprio in virtù di tale curriculum che gli è stata riconosciuta la laurea Honoris Causa per aver sbraitato nel deserto per decenni. Insomma, per aver sempre criticato tutti e tutto senza costruire nulla di buono.

Così come ha fatto con il post di ieri.

Mi sono sforzato per capire il motivo di tanta critica, ma non sono stato capace di darmi una risposta. Sarà stata probabilmente la frustrazione di aver dovuto dire per anni che “l’uva è sempre acerba” che lo ha portato ad inveire contro l’assessore Latrofa.

Un assessore che mi onoro di avere al mio fianco, che non conosce orari, che entra la mattina in Municipio e ne esce la sera.

Ma una cosa l’ho capita. Probabilmente, pur di criticare questa amministrazione, Sua Eccellenza Pignataro è disposto a sostenere che il recupero del campo sportivo e della villa comunale non vanno bene. È disposto a non vedere i nuovi finanziamenti ottenuti e voluti dall’assessore e dalla maggioranza tanto criticata. È disposto a non dire che il parco urbano (da lui tanto voluto) sarebbe stato possibile realizzarlo dovendo sacrificare i fondi destinati alla costruzione del ponte ciclabile di collegamento tra Casamassima ed il centro commerciale, in spregio alla convezione. È disposto ad affermare che il nostro Comune paga il doppio per la Tari, dimenticando di dire che la gara è stata gestita dall’Aro BA5 e che l’unico comune del distretto affine al nostro è Acquaviva, i cui costi sono sostanzialmente allineati.

Ne voleva fare di cose Pignataro. È vero, aveva tante cose in testa, peccato che gli sono rimaste tutte lì e che ogni tanto gli provocano un corto circuito.

Ma su una cosa ha ragione: siamo una coalizione multicolor perché a noi piace la pluralità, il confronto, la diversità di idee e di opinioni.

Non ci hanno mai affascinato le teorie del ventennio. Noi non siamo dei nostalgici ed anzi ripudiamo certe visioni.

Ti saluto caro Franco, ricordandoti che nella vita c’è un tempo per ogni cosa. Ed un fossile, pur utile che sia, tale rimane. Nulla di più!

 

Nel frattempo Autonomia Cittadina di Pinuccio Fortunato che aveva difeso con le unghie e con i denti l’alleanza coalizione con Franco Pignataro alle scorse amministrative che avevano visto prevalere Vito Cessa su Vito Rodi, condivide in toto quanto scritto da Giuseppe Nitti. Per difendere l’onorabilità di Annamaria Latrofa, che insieme ad Azzurra Acciani e Maria Montanaro la rappresentano in Giunta?

 

E così, dopo questo scambio, tutti si sarebbero aspettati che lo “scazzo” fosse finito lasciandoci liberi di tornare alle nostre faccende, ma Franco Pignataro tornando sull’argomento domenica 27 aprile alle 10.24, scrive:

IL CURRICULUM CHE NON TI HO RACCONTATO

Un amico mi ha informato che il Sindaco, quello ufficiale, si è risentito di quanto ho scritto nel post precedente “IMPROVVISAZIONE E INADEGUATEZZA”.

Devo dire che non mi meraviglia la reazione scomposta; accade sempre quando si centra il problema e si raccontano le verità scomode. D’altra parte chi gareggia con i “mi piace” di facebook, figuriamoci se sopporta la critica politica, salvo inneggiare alla pluralità, al confronto e bla, bla, bla.

Mi stupisce e mi delude, tuttavia, che il primo cittadino “formale”, pur possedendo ampia capacità di reggere un confronto, di ironizzare e di argomentare allo stesso livello, si sia ridotto ad un irrispettoso, volgare, maleducato e schizofrenico attacco personale, a meno che una penna decaduta non si diletti a prestare i propri servigi. Non ha trovato di meglio, peraltro, che prendere in prestito perfino un termine che avevo utilizzato qualche giorno fa in riferimento alla contradditoria alleanza tra il partito della Bonino e il partito dei civici, che poi dichiara di essere contro i partiti. La solita presa per i fondelli dei soliti arrampicatori.

Delude ancora di più che si sia lasciato andare ad un delirio circa i miei presunti fallimenti politici, adottando lo stile dell’attacco personale; manco a dirlo, uno stile degno dei tempi di qualunquismo, improvvisazione e inadeguatezza che viviamo.

Nella politica vera, quella costruita sulle idee e non sulle coalizioni di potere o peggio di affari, lo scontro è a volte aspro, a volte ironico, ma la dialettica poggia su contenuti, non su deliri o stupidaggini. E poi, si è guardato intorno? Cosa e Chi lo circonda? Quanto pensa di resistere con la testa infilata nella sabbia?

Potrei chiudere la faccenda con queste poche righe, ma avverto la necessità di precisare due elementi essenziali:

  1. Il primo riguarda la inedita interpretazione del ruolo da parte di un Sindaco che forse pensa di aver addomesticato tutti i Casamassimesi con le prebende di cittadinanza e rifiuta l’idea di qualunque opposizione che possa disturbare il grande manovratore.

Strana concezione per chi dichiara di non essere mai stato “affascinato dal ventennio” e di essere invece per “la diversità di idee e di opinioni”.

  1. Il secondo punto le farà venire un tantino di bile, mio giovane e pur tanto presuntuoso Sindaco, ma sia consapevole che posso fare anche meglio.

Vede, io non sono stato mai al governo di Casamassima perché ho creduto e militato da giovanissimo nel MSI che lei non conosce ed è meglio così.

E sa quale è la notizia più importante? Che sono rimasto sempre nello stesso partito e con le stesse idee.

A Sindaco mi sono candidato una volta come espressione di bandiera del MSI contro intere coalizioni e tutto l’arco costituzionale e un’altra volta, contro la mia volontà (e possono testimoniarlo in tanti), come candidato di un centro – destra ancora nascente.

Mio giovane e superficiale Sindaco, le sue ricerche sul mio conto non le hanno consentito di scoprire che per nove volte Casamassima mi ha eletto al Comune e per due volte alla Provincia con un plebiscito?

E durante quel periodo alla Provincia:

– sono arrivati 2,3 miliardi di vecchie lire per la sistemazione di TUTTE le strade di collegamento provinciali;

– è stata inserita nella programmazione la scuola secondaria di II° grado che poi ha trovato svariate paternità abusive;

– sono stati concessi contributi copiosi alle associazioni tra cui l’acquisto di 100 copie di ognuno dei 4 volumi di “Casamassima nella storia dei tempi” di Don Sante Montanaro;

– è stato ubicato a Casamassima uno dei 16 Centri per l’impiego della Provincia che oggi ridiventa strategico nelle politiche del lavoro;

– con il collega consigliere Saraceno di Spinazzola ho condotto fino all’alba e vinto la battaglia di emendamenti per l’abolizione della tassa sui passi a raso sulle strade provinciali;

– infine, se si informa con più attenzione, scopre che nel 2002 anche il 118 è stata una conquista condivisa con il vice sindaco dell’epoca e un assessore regionale amico.

Queste piccolezze non le ha trovate sfogliando il mio curriculum?

Mio giovane e imprudente Sindaco, voglio ricondurla alle idee che ho sempre professato perché a causa di quelle idee sono stato costretto ad emigrare per lavorare. Perché quelli come me venivano discriminati dai democratici come lei. E siccome nel mio modello educativo non compariva e non compare il termine “raccomandazione”, la strada non poteva che essere l’emigrazione.

Sa, a quei tempi non era conveniente militare nel MSI. A quei tempi i giovani di destra e di sinistra morivano per strada per difendere una bandiera. Meglio la DC o il PSI che dispensavano favoritismi e raccomandazioni. Sa quante persone hanno fatto carriere fulminati, ovviamente nel pubblico impiego, con la DC e il pentapartito? Le potrei fare un lungo elenco.

Ho vissuto l’esilio, ma sono orgoglioso e sereno perché so di essere rimasto coerente e, quando ne ho avuto la possibilità, ho servito e dato tanto alla Comunità, senza compromessi. Anche a costo di litigare tutti i giorni durante l’amministrazione di centro-destra come lei ha ricordato.

Oggi il mio curriculum, quello che lei non ha visto, è stracolmo di titoli professionali conseguiti nel mercato privato, non nella comodità della sfera pubblica dopo un bel concorso truccato e un calcio dove non batte il sole. E non devo ringraziare nessuno, con l’eccezione di persone a lei molto vicine, alle quali sono e sarò eternamente grato per avermi saggiamente indicato una strada e incoraggiato a percorrerla.

Mio giovane e incerto Sindaco, il mio curriculum adesso, seppur per sommi capi le è noto. Almeno quello politico. Quello professionale lo trova facilmente su internet. Se desidera posso aggiungere altri elementi.

E IL SUO DI CURRICULUM?

LO VUOLE RAMMENTARE LEI STESSO AI CITTADINI O CI PENSEREMO NOI CHE SIAMO FASCISTI BRUTTI E CATTIVI?

MAGARI IN UN’ALTRA OCCASIONE CHE LEI STESSO CI SERVIRÀ SU UN PIATTO DI ARGENTO.

p.s. le lascio un altro ricordino: una foto. Giusto perché si possa preoccupare del decoro pubblico senza spargere veleni.

Sarà finito lo scontro?

Vi terremo informati.

Gli attacchi frontali ad orologeria. Crisi imminente?

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«Un attacco frontale ed a orologeria che mi stupisce per tempistica e contenuti», è quanto dichiarato dal sindaco Giuseppe Nitti in questi giorni alla stampa.

Certamente nulla di preoccupante visto che è la classica frase da copione che utilizza ogni uomo politico che si rispetti quando fra capo e coda arrivano notizie inerenti l’operato politico che non nutre le simpatie degli oppositori. Ma questa frase pronunciata dal sindaco di Casamassima a proposito della diatriba che speriamo rimanga nell’alveo tecnico-burocratico-politico senza la necessità di portarla in quello legal-giudiziario, crediamo non sia solo riferita alla faccenda riguardante il completamento della lottizzazione Auchan Degennaro, visti anche altri “attacchi frontali”, come dice il Nitti, su altri fronti.

E per fermarci all’attualità, uno non può che riguardare quella sentenza del Tar del Lazio che rendendo nulla l’ordinanza del sindaco di Tivoli in merito alla questione prostituzione sulle strade, renderebbe di fatto inutile anche la sua nonostante sia stata salutata con enfasi dai moralizzatori del paesello che si sono sperticati dal ringraziarlo e dal venerarlo per la decisione presa.

Ma anche un altro è l’attacco frontale recentissimo. E ci riferiamo a quell’interrogativo sulla decisione che si vorrà intraprendere per il nuovo depuratore e se gli atti prodotti possano bastare per la sua entrata in esercizio e per l’uso di diserbanti, che qualcuno sospetta essere chimici e quindi vietati, sui “giardinetti” pubblici e sugli spazi di verde incolto di cui il paesello abbonda. Per non parlare di quelle aree oggetto di attenzione da pollice verde del Nitti in campagna elettorale – vedi via Turi – che si sono rivelate solo buone azioni acchiappa voti e che una volta indossata la fascia, sono tornate all’incuria e all’abbandono di sempre.

Come contorno anche altri attacchi frontali potrebbero riguardare, per esempio, le scuole, una in particolare, in cui i lavori sono ripresi ma non si sa a che condizione oppure il bilancio dagli strani numeri e quei lavori, campo sportivo e villa comunale, ancora con buchi neri da scoprire. Se a tutto questo dovessimo aggiungere gli aspetti oscuri intorno alla vicenda del consigliere comunale di opposizione vittima di lancio di uova, potrebbero esserci motivi di imbarazzo come quelli esposti dalla stampa qualche giorno fa.

Ma quello che potrebbe impensierire sul serio il sindaco ed una parte molto ristretta della maggioranza, potrebbero essere le prese di posizione, sempre più critiche, da parte di qualcuno all’interno della maggioranza di governo cittadino, che comincerebbe a mettere a fuoco che quella facilità nel decidere anche su questioni spinose che abbondano sulle labbra di molti nel paesello, è irta di difficoltà che si vorrebbero tenere lontane offuscandole alla vista. L’aria che si respira all’interno della maggioranza non è affatto buona e quando anche qualche insospettabile comincia ad interrogarsi sul cammino intrapreso, qualcosa nella fantomatica e granitica maggioranza a undici potrebbe incrinarsi per dar vita a qualcosa di nuovo.

Ma di tutto questo le minoranze tacciono dando conferma alle malelingue di supporre che la maggioranza, passata da 11 a 15, continui ad interpretare il ruolo di pubblico non pagante perché incapace di portare a termine e con orgoglio e coerenza il compito di pungolo e verifica e controllo costante degli atti messi in campo da una maggioranza in difficoltà.

Continuare a credere che la barca della maggioranza vada a gonfie vele e che non si siano aperte delle falle nello scafo lo lasciamo pensare a quei pochissimi che si sono illusi che all’interno dell’uovo di Pasqua comprato al centro commerciale ci sarebbe stato l’orologio Santos De Cartier da oltre 20 mila euro e non quello fintamente cinese da 1 euro e 50 (compresa la batteria) che hanno invece trovato e che segna l’ora esatta solo due volte al giorno.

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