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Separati in casa: PD e Liberi e Uguali in campagna elettorale.

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Pomeriggio, con strascico serale impegnativo quello di lunedì.

Alle 17 era previsto l’incontro con Michele Emiliano, governatore della Puglia, in forza al PD, con i candidati Ubaldo Pagano, alla Camera e Fabiano Amati al Senato ed a seguire, come in un vecchio film, fumata una sigaretta in tutta fretta durante l’intervallo, alle 18.30 alle Officine UFO Liberi e Uguali con Anna Maria Candela e Vito Antonacci candidati alla Camera.

Per il PD presenti i soliti volti noti della politica del paesello con una massiccia presenza di forestieri che occupavano quelle seggiole rosse di quella sala, la Imperial, dal nome antico e fortemente significativo. Il lungo e quasi noioso discorsetto di Amati, quasi 50 minuti, da preludio a quell’applauso stanco ed irreverente per l’arrivo di Emiliano in sala  cui seguivano le parole di Pagano.

Niente di nuovo sul fronte, potremmo dire.

 

Le solite promesse che si affacciano in tutte le campagne elettorali che si rispettino, le solite frecciatine ai 5 Stelle, al centrodestra berlusconiano passando da quelle nei confronti di quelli che hanno abbandonato il partito per approdare a Liberi e Uguali.

Ma è Emiliano che affonda sul suo partito, il PD nazionale, che qui in Puglia, lo dimostrano i candidati di Camera e Senato, è diventato il suo di partito. Non vi sarà sfuggito certamente quanto successe in quella direzione nazionale abbandonata dal governatore pugliese, allorquando i nomi suggeriti da Michelone ebbero spazio solo nel suo feudo pugliese suscitando le ire di varie federazioni provinciali sfociate con l’occupazione di quella di Taranto. I renziani, fra cui il segretario del PD casamassimese, certamente poco avranno gradito, ma che vuoi fare, è la politica.

 

Decisamente più interessante l’incontro con Liberi e Uguali sulla scuola. I numerosi tagli prodotti dalla Gelmini, Ministra dell’istruzione di berlusconiana memoria, attuati da quel Tremonti all’Economia che sosteneva con l’istruzione non si mangia, mai rivisti dai governi tecnici o di cosiddetto centrosinistra a guida PD, hanno portato allo sfascio quasi completo non solo delle strutture scolastiche, ma anche ad un livello decisamente non sufficiente dell’insegnamento. Basta guardare quanto avviene nelle scuole del paesello per accorgersene, del resto.

Anche qui i soliti noti hanno occupato le seggiole, questa volta blu, delle Officine UFO.

Perché mai si continui a fare campagna elettorale al chiuso è un mistero. Si è persa e si va perdendo nel tempo, l’abitudine del semplice contatto con la gente, con le persone, coi i cittadini, dai palchi, dalle piazze, preferendo le quattro mura sicure per tenere lontani quelli che poi il voto ti dovranno dare.

 

Che noia.

A proposito, i due in copertina, sono gli inseparabili riusciti nella mission impossibile di sopravvivere al lunedì politicante.

 

Spazio autogestito. È la volta del PD.

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Fine settimana intenso per la politica nostrana.

Sarà che sarò limitato, ma quanto prodotto dalla redazione de La Voce del Paese con gli interventi degli ex assessori defenestrati dal sindaco Innominabile che a luglio si è deciso che a casa sarebbe stato meglio, non è una “sollecitazione”, ma uno spazio autogestito da un partito, il PD, che ancora non in grado di riconoscere quanto di inesistente ha prodotto, ci ammorba con dati e sogni che nei cassetti sono rimasti.

La verità è che quei 600 euro annuali a quei pochi fortunati che un reddito non hanno sono un’elemosina, che le scuole sono in completo abbandono, che il patrimonio culturale sta cadendo a pezzi, che le strade sono un groviera, che di giardini o parchi comunali neanche l’ombra, che di immobili da vendere per giunta fortemente deprezzati nel valore un’enormità, che gli uffici comunali disarmonici erano e tali sono rimasti. Ma nel sogno ci dovrebbe essere quella Pentolaccia in piena Quaresima, che se non fosse per i genitori di quei bambini vestiti a maschera, sempre meno persone raccoglierebbe con uno spreco di danaro pubblico che ritorni non ha.

Ma si sa: le associazioni a Casamassima sono importanti e bisogna sostenerle. A prescindere.

Nel frattempo il Centro Commerciale naviga nell’oro e tutto gli è concesso. Anche due pattuglie dei Vigili Urbani e due volanti dei Carabinieri chiamate a tutelare l’incolumità dei tanti che ieri sera si sono affollati per quella lunga inaugurazione che anche orecchiette con le cime di rapa elargiva, dopo il timbro, ai tanti che si sono accalcati con quel pallone in regalo nella busta. Ma anche questo si sa: senza il Centro Commerciale che carnevale sarebbe per il paesello a sud est la grande metropoli che prima di arrivarci quel Centro incontri?

Ma cosa volete interessi al PD di tali quisquiglie e pinzillacchere. Al PD interessa solo la campagna elettorale che li vede soccombere da più parti e che ormai, privo di autocritica, ama incensarsi a parole sul nulla quasi disastroso e cosmico che è riuscito a produrre.

Avremmo voluto chiedere tante cosa agli esponenti del PD, che dopo la foto sull’asfalto ancora caldo di via Bari, loro prerogativa indiscutibile nonostante il Sindaco cattivo che la giunta tecnica aveva preferito per rimanere in sella, tornano alla carica con la speranza di illudere la cittadinanza che senza di loro non potremmo vivere. Nulla sulle scelte di un ex sindaco che con l’apporto determinante di una politica compromessa all’apparire, è riuscito a cancellare l’idea, seppur fantasiosa, di un centro sinistra coeso e in grado di sconfiggere i fascismi dilaganti senza lasciarsi fagocitare da essi e prendendone il posto.

Ma il fine settimana era cominciato ancora meglio con un prologo di tutto rispetto. Quell’inaugurazione della sede della Lega di Salvini che oggi si ricorda, cosa non si farebbe per racimolare voti, che il sud esiste e che poi non è così tanto puzzolente come si credeva. Passare dai meridionali scansafatiche come un inutile peso per la Nazione intera  agli immigrati il passo è breve.

 

Ancora sulle scuole di Casamassima. Questa volta tocca alla Media Succursale di via Lapenna.

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Le scuole a Casamassima vivono momenti veramente tristi.

Anche la Scuola Media Succursale ha problemi: questa volta sono i caloriferi che non funzionano.

Si riporta la circolare della dirigente scolastica della Scuola Media Dante Alighieri, Prof.ssa Maria Anna Buttiglione.

Si comunica alla comunità scolastica che a seguito  di attenta valutazione da parte di personale tecnico, si è verificato che la caldaia dell’impianto termico installato presso la Sede Succursale di questa scuola non può essere riparata e andrà sostituita.

Nell’attesa che si possano quantificare i tempi necessari per la sostituzione, che si auspica possano essere brevi, e in considerazione delle basse temperature che si registrano nel periodo, la scrivente, d’intesa con lo Staff di presidenza, ritiene che si possa fronteggiare l’emergenza determinatasi con l’organizzazione dell’attività didattica su due turni giornalieri presso la Sede Centrale, a partire dalla prossima settimana.

Le lezioni potrebbero essere articolate, sia in orario antimeridiano che in orario pomeridiano, su ore di lezione della durata di 50 minuti, nel rispetto dell’orario curriculare.

Per la settimana dal 19 al 23 febbraio, i corsi E, F, G, I, L potrebbero effettuare il turno antimeridiano, con inizio delle lezioni alle ore 7,50 e termine alle ore 12,50; mente i corsi A, B, D inizierebbero le lezioni alle ore 13,50 per terminarle alle ore 18,50. In tale ipotesi il tempo prolungato non subirebbe variazioni, al contrario sarebbero sospese tutte le attività laboratoriali e progettuali pomeridiane.

Qualora fossero necessari tempi più lunghi per la risoluzione del problema, nella settimana dal 26 febbraio al 2 marzo, i corsi A, B, D potrebbero effettuare il turno antimeridiano, con inizio delle lezioni alle ore 7,50 e termine alle ore 12,50; mentre i corsi E, F, G, I, L potrebbero effettuare il turno pomeridiano con inizio alle ore

13,50 e termine alle 18,50.

La Sede Centrale potrebbe, in tal modo, accogliere anche le due classi della Scuola elementare Rodari, senza cercare per esse diverse sistemazioni.

Questa organizzazione sarà oggetto di discussione da parte del Consiglio di Istituto, convocato d’urgenza per il giorno 16/02/2018 alle ore 18,15.

In caso di accoglimento della presente ipotesi organizzativa, ne sarà data comunicazione mediante avviso, pubblicato sul sito della scuola, e attraverso opportuni contatti con i rappresentanti degli organi collegialii.

 

Non è la prima volta che si tengono doppi turni e/o turni serali nelle scuole di Casamassima. L’anno scorso anche i bambini della Rodari e della Collodi lo sperimentarono. A proposito, mentre per la Rodari ci sarebbero rassicurazioni di fine lavori, per quanto riguarda la Collodi ancora nulla lascia presagire l’inizio dei lavori ormai bloccati da tempo.

 

Casamassima: il centro destra apre la campagna elettorale.

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In una struttura, le Officine UFO, completamente rinnovata, il cui impegno di #menticreattive si è potuto apprezzare, venerdì 9 febbraio si è ufficializzato l’inizio della campagna elettorale per il centrodestra in vista delle elezioni politiche del 4 marzo prossimo.

Dei previsti oratori si sono visti solo Francesco Paolo Sisto e Tommaso Scatigna per Forza Italia e Nuccio Altieri, approdato nella Lega di Salvini a novembre scorso quando abbandonò Fitto al suo destino. Rimasti delusi quelli che si aspettavano di vedere occupata la poltroncina destinata a Marcello Gemmato, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, rimasta vuota.

Assente anche Michele Boccardi di F.I..

Le parole d’ordine che sentiamo in tv e sui mezzi di comunicazione sia per Forza Italia, che per la Lega, sono rimaste intatte. La flat tax (tassa forfettaria) che vorrebbe una tassazione uguale per tutti, ricchi e poveri, per Sisto di Forza Italia, e il sempre verde tormentone dei migranti brutti, sporchi e cattivi che il futuro ci stanno togliendo, tanto caro a Salvini e ad Altieri che lo rappresentava. Perchè si sa: fomentare le guerre alla base della piramide, garantisce lo status quo al vertice.

I discorsi degli oratori ed il brusio in sala, anche qui, lontano dai riflettori della stampa nazionale, hanno fatto si che ci interrogassimo sulle ragioni che vedono insieme due entità, Forza Italia e Lega, distanti fra loro anni luce sui programmi e sui metodi. Ma non c’era la Meloni a ricordarci che in fin dei conti …. so ragazzi.

 

Presenti fra gli altri, Maria Santa Montanaro, candidata alla Camera per la Lega nel collegio Puglia 01, Domenico Birardi (UDC confluita in Noi con l’Italia), Rino Carelli (Forza Italia), Franco Pignataro, Franco Reginella e Michele Bovino (F.d.I), Agostino Mirizio (candidato sindaco in pectore?) e Gino Petrone (Direzione Italia confluita in Noi con l’Italia).

 

 

Simpatico siparietto fra Mimì Orofino, già sindaco di Casamassima ed esponente del vecchio pentapartito a guida DC e Nuccio Altieri con Domenico Biradi a proposito del depuratore ancora inesistente al paesello e di cui tutti parlano, tutti si impegnano e che nessuno porta a termine.

 

 

Conclude la serata, iniziata alle 19, Rino Carelli, che dal palco si augura che la prossima coalizione che si presenterà per l’appuntamento di giugno per le amministrative, possa vedere insieme Forza Italia, Fratelli d’Italia, la Lega e la quarta gamba, UDC con Direzione Italia unite per bissare, si pensa, la vittoria a livello nazionale del centro destra..

Tutti a casa.
C’è Sanremo.

 

 

Casamassima: la commissione elettorale penalizza i disoccupati?

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Per consentire le consultazioni elettorali, nazionali o amministrative, bisogna istituire i seggi che saranno composti, oltre che dal presidente (nominato dalla Corte di Appello) e dal segretario (scelto dal presidente di seggio), anche dagli scrutatori.

Ed al paesello, sistematicamente, allorquando si avvicina la data delle elezioni tutti ad interrogarsi  su chi saranno i fortunati che si metteranno in tasca, per quei due giorni scarsi di “lavoro”, i circa 145 euro di compenso.

Tavoli rotondi si tengono ogni volta per decidere i criteri di scelta degli scrutatori: disoccupati, inoccupati, giovani o semplicemente fra gli iscritti negli elenchi comunali che hanno comunicato la loro disponibilità?

Quest’anno la Commissione Elettorale, crediamo coadiuvata dal Commissario Prefettizio e dagli uffici, ha così deciso:

I 64 scrutatori totali saranno sorteggiati secondo questo principio:

16 scrutatori (pari al 25%), fra disoccupati ed inoccupati iscritti presso il CTI (Centro Territoriale per l’Impiego) per un’età uguale o superiore a 30 anni;

16 scrutatori (pari al 25%), fra giovani, privi di reddito, dai 18 ai 29 anni;

32 scrutatori (pari al 50%),  fra tutti coloro che sono iscritti nell’Albo degli Scrutatori del Comune.

Nell’Albo Comunale sono iscritti, in totale, n. 1821 cittadini.

Appare del tutto evidente che la probabilità che un disoccupato o inoccupato abbia la possibilità di occupare un posto da scrutatore è di gran lunga minore fra quelli che, iscritti all’Albo, abbiano già un’occupazione. Stessa cosa anche per i giovani privi di reddito con un’età compresa dai 18 ai 29 anni.

Ma nonostante ciò, il sorteggio è avvenuto e se saranno confermati i nomi che in queste ore circolano su quelli che rivestiranno i panni di scrutatore, ci potremmo trovare di fronte a scrutatori di 72 anni compiuti, quasi certamente percettore di pensione.

Alla faccia dei disoccupati, degli inoccupati e dei giovani in cerca di un po’ di liquido per una pizza.

Ma stabilire che, per esempio, si potessero sorteggiare, fra quelli iscritti all’Albo Comunale, solo il 25% e non il 50% lasciando il restante 75% fra i disoccupati, inoccupati e giovani diciottenni, difficile sarebbe stato?

Rivedranno i criteri per le prossime amministrative?

 

U’ Castidd: uno dei figli dimenticati di Casamassima.

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Erano le sette e un quarto di mattina del 15 novembre 2016 quando, Vito Cessa, allora sindaco di Casamassima, sulla propria pagina facebook, informava tutti di aver ricevuto un avviso di garanzia «relativamente ad un procedimento penale che riguarda Palazzo Ducale (il Castello), immobile di cui il Comune possiede una piccolissima quota percentuale».

Ma cosa era successo?

Il Pubblico Ministero, come dichiarava Cessa, «ha inviato l’informazione di garanzia come atto dovuto, perché doveva procedere all’accertamento tecnico irripetibile, volto ad accertare se l’immobile in questione sia pericolante e, seconda condizione altrettanto necessaria, se ne derivi un pericolo per le persone, perché il reato astrattamente ipotizzato, il 677, richiede la necessaria coesistenza sia dell’elemento materiale dello stato di rovina dell’immobile, ma anche e soprattutto il pericolo da tale stato di rovina per le persone».

Risultavano indagati anche il Segretario Generale del Comune, Pietro Lorè e il responsabile dell’Ufficio Tecnico dell’epoca Giuseppe Sangirardi.

Il Palazzo Ducale di Casamassima, conosciuto da tutti come u’ Castidd, non ha mai goduto di particolari attenzioni da parte dei proprietari l’immobile, compreso il Comune che ne possiede una piccola unità abitativa. Neanche il Decreto del Direttore Regionale per i Beni Culturali e del Paesaggio della Puglia del 29 settembre 2010 che ne riconosceva l’Interesse Culturale è riuscito a far si che si compissero tutti quegli atti conservativi che ne garantissero la salvaguardia.

Precarietà dell’intera struttura sancita dall’intervento dei Vigili del Fuoco dell’ aprile 2013 che constatavano una situazione di potenziale pericolo dovuta all’evidente stato di degrado, abbandono e vetustà. U’ Castidd, risultando prospiciente ed edificato in aderenza ad altre costruzioni, rappresentava un pericolo per l’intera area a causa di possibili cedimenti strutturali, potenzialmente derivante da eventi naturali e dall’effetto dell’apparato radicale della vegetazione che si era insinuata nella muratura portante in pietrame.

In seguito alla segnalazione dei Vigili del Fuoco, l’allora sindaco Domenico Birardi, il 26 aprile 2013, con un’Ordinanza, decretava l’interdizione pedonale, veicolare e carrabile nelle vie confinanti il Palazzo Ducale compresa l’interdizione all’accesso a tutti i proprietari degli alloggi presenti all’interno del Palazzo.

Seguivano negli anni interventi che oggi appaiono disorganici e che non risolvevano, ma anzi peggioravano, aggravandolo, il problema.

Il Comune, nonostante fosse proprietario di un’unica unità immobiliare costituita da un solo vano, con accesso dal civico 8 di via Arco delle Ombre, pare si sia completamente sostituito ai diversi proprietari, obbligati ad intervenire ma rimasti inerti, nell’esecuzione dei lavori di restauro e nella relativa spesa, senza alcuna azione di recupero delle somme spese.

Non sappiamo poi se gli interventi di varie ditte con alla guida dell’Ufficio Tecnico di Donato Capacchione,  in riferimento ai lavori di somma urgenza da eseguirsi presso il Castello, siano avvenuti con le necessarie autorizzazioni da parte la Soprintendenza.

Fatto sta che gli interventi che possiamo considerare tampone hanno fatto si che nessun riguardo si avesse per salvaguardare i solai lignei risalenti ad alcuni secoli fa, di infissi e di opere decorative in pietra che oggi sono andati completamenti distrutti. Anche quei teloni in plastica blu ancora visibili non potranno mai essere considerati interventi tecnicamente utili alla conservazione del bene.

Il tempo trascorre inutilmente sino ad arrivare a quell’esposto di un proprietario, Alfonso Posa, deceduto a gennaio del 2017, allorquando sul finire del 2016, in piena era Cessa, presenta alla Procura della Repubblica formale denuncia in cui segnala ancora la presenza di impalcature all’interno del cortile il Palazzo Ducale con i lavori che si sono bruscamente interrotti nel 2013.

Ed è da questa denuncia che inizia il lavoro del Magistrato che oggi decide, dopo tutte le perizie del caso, il sequestro preventivo del Palazzo Ducale, u’ Castidd, di Casamassima.

Ma vorremmo trarre una morale da questa storia.

Da queste pagine non ci siamo mai sottratti a critiche, anche feroci, nei confronti del sindaco Cessa, ma oggi, ci sentiamo di affermare che Cessa, la punta dell’iceberg dell’intera storia che ruota intorno al Castello di Casamassima, non può essere il solo a pagare per responsabilità che non sono solo ed unicamente sue.

È dagli anni 60 che si è cercato, malamente, di risolvere i problemi prima di staticità dell’intera struttura e poi di conservazione dell’immobile divenuto poi di Interesse Culturale. Si sono succeduti sindaci ed amministrazioni con colorazioni politiche diverse e decine di funzionari tecnici che avrebbero dovuto con più oculatezza ed attenzione e professionalità, affrontare i mille ostacoli che un restauro porta con se, ma oggi, dopo decenni, ci accorgiamo che gli interventi sono stati addirittura deleteri e che hanno anticipato finanche il tempo nel rendere praticamente impossibile il recupero di quell’opera sorta nel XII secolo ed ampliata sino al XVII secolo. Certo, Cessa avrebbe dovuto essere parte attiva, aprire i cassetti per ricercare verità nascoste, ma non ci sentiamo di farle pagare interamente al sindaco caduto a luglio 2017, quelle colpe nella mancanza di portare in luce quelle verità sottaciute. Non siamo né tecnici e né magistrati, ma crediamo che le responsabilità vadano fatte ricadere fra tutti coloro i quali si sono succeduti alla guida politica ed amministrava del paesello, senza sconti per nessuno e proporzionalmente alle azioni messe o non messe in atto per risolvere degnamente la questione. Certo, l’allora sindaco Cessa avrebbe dovuto notare sicuramente, se solo avesse voluto porgere lo sguardo, che il Castello aveva bisogno di interventi: quella vegetazione spontanea fra le pietre avrebbe dovuto significare qualcosa a lui che tecnico non è. Ma l’inerzia di uno non può racchiudere in se colpe, errori ed omissioni che non hanno un unico padre.

E se le colpe sono dei politici e di quei funzionari che i politici scelgono a capo degli uffici, allora le colpe ricadono inevitabilmente sui cittadini che scelgono quei politici che poi i funzionari reclutano.

La mancanza di partecipazione attiva da parte i cittadini che firmano una delega in bianco ai propri rappresentanti, dovrà necessariamente finire. La tutela delle nostre bellezze passa anche da un continuo ed assiduo controllo di noi cittadini che il lavoro del politico dovranno imparare a sorvegliare.

Nel frattempo le famiglie residenti quelle case ricavate all’interno del Castello dovranno sgomberare al più presto.

E l’ex Monastero di Santa Chiara?

 

Grandi manovre sulle (altre) stanze ai piedi del Comune.

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Dopo la concessione di stanze al comitato feste, ancora grandi manovre intorno a quelle altre stanze che si affacciano nell’androne dell’Ingresso Storico e Monumentale del Comune di Casamassima.

Mentre qualcuno, sghignazzando, immagina che la stanza che si chiede di liberare immediatamente possa essere occupata magari da qualche altro comitato sorto per santi o madonne, l’ASERC (Associazione Emergenza Radio Casamassima), vive lo sgomento.

Sembrerebbe si sia richiesto di liberare una delle stanze attualmente occupate dall’Associazione.

Ma liberarla, per farne cosa?

Varie ipotesi in queste ore stanno prendendo vigore.

Una di queste, non confermata, destinerebbe quella stanza al C.O.C. (Centro Operativo Comunale). In virtù della Determina n. 234 del 13 dicembre 2017, (Affidamento incarico di assistenza al RUP per redazione del piano comunale di protezione civile), si affidava alla 3P LAB Srl, per un costo pari a € 10.004, l’incarico di supporto del RUP per l’aggiornamento, informatizzazione e adeguamento del vigente Piano di Protezione Civile dell’Ente e, quindi, per la redazione del Piano di Emergenza Comunale.

Dato atto che il Comune di Casamassima ha adottato nell’anno 2008 il Piano Comunale di protezione civile che tuttavia, alla luce dell’intervenuto mutamento normativo nazionale e regionale, nonché dei cambiamenti del tessuto urbano e delle attività svolte sul territorio, appare totalmente superato ed occorre quindi provvedere al suo aggiornamento ed adeguamento. Infatti, affinché il Piano di Emergenza Comunale risulti efficace in situazioni di emergenza e calamità che dovessero manifestarsi sul territorio comunale è infatti necessario che sia adeguato alle prescrizioni normative ed alle condizioni del territorio;…..

Tali disposizioni imporrebbero ai municipi, fra le altre cose, di adibire al piano terra, un C.O.C., appunto il Centro Operativo Comunale,  a supporto del Sindaco, autorità di protezione civile, per la direzione ed il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza alla popolazione in caso di calamità. Tale centro operativo dovrebbe essere munito di:

  • Telefono e fax
  • Apparato ricetrasmittente
  • Gruppo elettrogeno
  • Lampada d’emergenza
  • Computer e stampante
  • Collegamento internet
  • Carte topografiche e toponomastiche del territorio comunale
  • Piano Assetto Idrogeologico
  • Cartografie della rete fognante comunale, della rete di distribuzione del gas, della rete idrica, della rete di distribuzione dell’energia elettrica
  • Cartografia delle aree di attesa e di ammassamento
  • Elenchi della popolazione non autosufficienti per indirizzo
  • Elenco telefonico dei numeri delle utenze utili in caso di emergenza.

Altra ipotesi porterebbe a ritenere quella stanza, che si affaccia direttamente in Piazza Moro, ad un utilizzo istituzionale di qualche ufficio attualmente in altro luogo.

Ma un dubbio amletico assale i più.

Che si sia cominciato da quella stanza l’intento per trasferire l’ASERC in altro luogo?

Staremo a vedere.

 

 

Se Antonello Caravella non è meglio di Maradona, di Giggino Di Maio certamente si.

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Finalmente sono stati pubblicati i risultati delle parlamentarie, la consultazione online del Movimento 5 Stelle per scegliere quelli che avrebbero potuto concorrere al gioco a premi per occupare un posto alla Camera o al Senato.

Tralasciando l’#annullatetutto, lanciato dagli attivisti il movimento solo poche ore l’inizio delle consultazioni in rete, viste le palesi irregolarità da loro stessi certificate, la Casaleggio associati, proprietaria dell’Associazione Rousseau, che detiene tutti i diritti sul M5S, così come attestato dal Foglio il 31 gennaio scorso, pubblica con settimane di ritardo i risultati di quelle consultazioni.

Non parleremo intorno a questo MoVimento che è riuscito a raccogliere in se tutte le contraddizioni di tutti gli altri che voleva soppiantare con lo slogan Onestà Onestà, ma solo di un risultato che appare, agli occhi dei più, comico.

Luigi Di Maio, divenuto capo politico di questa aggregazione senza né capo né coda, che si candida alla presidenza del consiglio, nel suo collegio, Campania 1, su 2.040 voti certificati da Casaleggio, raccoglie 490 preferenze. Il 24,02%.

Al paesello, Antonello Caravella, candidato nel 2015 a sindaco per lo stesso MoVimento, raccoglie, ma questa volta sono dati reali, su 10.498 votanti in carne ed ossa,  889 preferenze, pari al 9,095% .

Capite bene che la proporzione è abissale e tutta a favore del nostro pentastellato nostrano.

Due sono le possibilità:

o Antonello Caravella è il non plus ultra del MoVimento, ed il paesello ha avuto modo di apprezzarlo in questi anni e Luigi Di Maio nà scartina, oppure il Movimento 5 Stelle è l’ulteriore bluff che segue quello di Berlusconi ed alleati prima, con Renzi ed alleati poi.

E pensare che da noi, in questo paesello sperduto a sud est della grande metropoli, ci son stati semplici candidati consiglieri che in questi anni altro che i 490 clik di Giggino.

Quanta tristezza.

 

 

Il commissario Aldo Aldi e la «maggiore dignità».

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«Questa è la casa dei cittadini di Casamassima ed aveva bisogno di maggiore dignità rispetto allo stato in cui si trovava precedentemente. Non c’è stata da parte mia nessuna volontà di mettersi in mostra; l’unica volontà della gestione commissariale è quella di dare una casa dignitosa al popolo di Casamassima».

Questo dichiarava il Commissario Prefettizio Aldo Aldi il 19 dicembre del 2017 allorquando, dopo una serie di atti surreali compiuti in simbiosi con il tecnicismo burocratico, riapriva quel portone dell’Ingresso Monumentale e Storico del Comune di Casamassima.

Grande enfasi accompagnò quell’apertura e quella vista di un luogo finalmente ripulito e così finemente arredato da quella credenza e da quel gran vaso di plastica compressa che allietavano la vista lassù sulle scale.

Ma oggi, quel portone rimane chiuso.

Quella maggiore dignità cui faceva riferimento il Commissario Aldi è rimasta nella memoria per giustificare  un discorsetto di circostanza. Non vi sarà sfuggito che quelle promesse vane si sono scontrate con la triste e cupa realtà, come peraltro era facilmente prevedibile, che ci hanno consegnato un portone sempre chiuso.

Nel frattempo, il 29 dicembre 2017, solo dopo dieci giorni dalla riapertura del portone, altri soldini sarebbero stati stanziati per la sistemazione di quell’ingresso. Ottomila euro per disegnare, progettare, realizzare e montare una porta a bussola utile per migliorare la fruizione al pubblico dell’accesso alla struttura, tutelare le pregevoli opere compiute da atti vandalici e da agenti atmosferici, consentire la visione dell’interno del vano androne a tutta la cittadinanza, anche durante le ore di chiusura degli uffici comunali, e consentire l’utilizzo degli ambienti anche a fini culturali, artistici, di rappresentanza;….

Ma ancor prima di aprirlo quel portone, possibile che nessuno si sia posto il problema di quell’ingresso aperto e non custodito?

La Polizia Municipale no. Il comitato per le feste, si.

Nel frattempo, con un portone quasi sempre ermeticamente chiuso, ma che ci è costato tanti soldi buttando alle ortiche un cospicuo risparmio annuale se si fosse stati solo un po’ più oculati, neanche quelli che convolano a nozze hanno il piacere di varcarlo quell’uscio. Ancora riso e petali di fiori con le conseguenti foto di rito, immortalano per l’eternità l’ingresso di via Savino con relativi bidoni dell’immondizia che fanno bella mostra di se all’interno.

Ma quel portone si doveva aprire con questa somma urgenza senza nessun riguardo per le alternative proposte perché il Comitato Feste aveva fretta di occuparle quelle stanze?

 

 

Elezioni Politiche del 4 marzo 2018: anche Casamassima avrà i suoi candidati.

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Il 4 marzo si andrà a votare per rinnovare le Camere.

I partiti ed i movimenti hanno ufficializzato le liste dei candidati che alla Camera ed al Senato si contenderanno un seggio.

Spulciando fra le liste pugliesi, se non abbiamo tralasciato nulla, quattro saranno i candidati che risiedono a Casamassima.

Andrea Azzone, Liberi e Uguali, candidato nel collegio Puglia 01 per l’uninominale del Senato;

Danilo Nesta, Partito Comunista, candidato nel collegio Puglia 01 per il plurinominale della Camera e nel collegio Puglia 06 per l’uninominale sempre della Camera;

Manuela Palmi, Partito Comunista, nel collegio Puglia 01 per il plurinominale della Camera;

Maria Montanaro, Lega di Salvini, nel collegio Puglia 01 per il plurinominale della Camera.

Ricordiamo che i collegi elettorali che interessano Casamassima e che troveremo sulla scheda elettorale sono:

Camera dei Deputati

collegio uninominale Puglia 06;

collegio plurinominale Puglia 03;

Senato della Repubblica

collegio uninominale Puglia 04;

collegio plurinominale Puglia 02.

Per gli iscritti nelle liste elettorali di Casamassima risulterebbe votabile solo il candidato Danilo Nesta (Partito Comunista) che si presenta nel collegio Puglia 06 (uninominale Camera).

 

 

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