Home Blog Page 48

Il petardo, il vigile, il disabile e il … sindaco.

Mentre l’Italia intera si interroga perché mai si debbano pagare i sacchetti che ci servono per raccogliere le mele che al mercato andiamo a comprare e se quell’ulteriore spesa quantificata fra i 15 e i 20 euro annuali sia sopportabile, bene, lo stesso popolo, quello italiano, nulla ha da obiettare circa quell’aumento del gas e della luce che costi certamente maggiori ci porterà. Neanche una parola sull’incremento delle tariffe autostradali che aumenti generalizzati porteranno, e niente di niente sugli scandali che hanno riguardato le banche, il lavoro, le pensioni e il mondo della scuola.

Volete mettere: il sacchetto più importante è.

A Marzo saremo chiamati a decidere le sorti del Bel Paese sapendo tutto sui sacchetti ultraleggeri ma sostenibili per l’ambiente, ma niente di niente sulle norme che regolano l’elezioni dei partiti e partitelli che andremo a votare.

Per ravvivare questa vita piatta l’anno inizia con la distruzione di una fontanella al paesello durante i festeggiamenti di fine anno, il furto con scasso presso la sede ARCI 1980 da parte di imbecilli non sappiamo se mascherati e da quel petardo fatto scoppiare fra le gambe di un “soggetto debole” da parte di un Vigile Urbano di Acquaviva delle Fonti.

Gesto ripreso dal solito cellulare sempre presente quando si tratta di testimoniare l’imbecillità umana e dato in pasto ai social che di stupidità si nutre. Ma questa volta la stupidità è arrivata sulle pagine dei giornali e in TV alimentando reazioni più o meno condivisibili.

L’antefatto.

Il 1° di gennaio, il sindaco di Acquaviva delle Fonti, Davide Carlucci, postava sulla propria pagina:

L’augurio che faccio a tutti, quest’anno, è di avere nella nostra città sempre meno gente che calpesta il bene di tutti, come ha fatto stanotte l’imbecille che ha messo fuori servizio il cestino di piazza Garibaldi con un petardo. Una massa di idioti attenta alla nostra sete di civiltà: se non li fanno saltare in aria, i cestini li riempiono di immondizia, oppure di quei rifiuti riempiono le campagne, le vie del centro storico, le periferie, il centro cittadino. Oggi molti di loro siederanno sullo stesso tavolo di chi invece vuole una Acquaviva più pulita, bella, ordinata, civile, capace di attrarre visitatori e quindi di creare ricchezza e occupazione dalla sua bellezza. Su questo dobbiamo continuare a lavorare, nel 2018, sperando che gli incivili siano sempre di meno.

Commentava l’atto di qualche mattacchione festaiolo che si divertiva a salutare il 2017 facendo esplodere, con un petardo, un cestino per le carte.

Memorizzate questo post del sindaco; in seguito servirà.

Il fatto.

Mentre il 2 gennaio volge al termine, sempre il sindaco, scrive:

Oggi pomeriggio ho ordinato di avviare il provvedimento disciplinare nei confronti del vigile del video che gira su whatsapp.

Un video, divenuto poi di dominio pubblico, riprendeva un vigile urbano, crediamo nei pressi del Comando, in uniforme, che accendeva un piccolo petardo e lo lanciava in direzione di un uomo, che le cronache raccontano abbia delle disabilità psichiche e che gli esplodeva fra le gambe provocando l’ilarità del cine operatore che riprendeva il tutto con un cellulare.

La marea dei commenti al post andavano dal più pacato “che sarà mai, un atto di goliardia” al perentorio “licenzialo quel pezzo di m…”.

Il 3 gennaio, sempre sulla pagina facebook Davide  Carlucci scriveva:

Sì, ma non creiamo mostri. Come dobbiamo essere umani nei confronti di Costantino, allo stesso modo dobbiamo restare umani di fronte a un vigile che ha fatto una caxxata, pagherà per quello che ha fatto, non avrà sconti, ma resta pur sempre una persona buona e disponibile a cui va data l’opportunità di dimostrare le sue migliori qualità. Che non sono quelle che emergono da questo video…

Seguiva il link de La Stampa che pubblicava il video incriminato.

Ed anche qui una marea di commenti da Stavano giocando non e che lo condanniamo al patibolo al più drastico e repentino Non è degno di indossare una divisa.

Si apprendeva nel frattempo che il vigile in questione indirizzava una lettera di scuse al Sindaco, al Comandante la P.M. e al Segretario Generale per il gesto compiuto.

Trascorrono ancora 24 ore e il 4 gennaio lo stesso sindaco, condivide quanto riporta il sito del Comune di Acquaviva delle Fonti:

Il Comune di Acquaviva delle Fonti ha dato seguito all’indirizzo del sindaco di avvio del procedimento disciplinare nei confronti del vigile urbano che si è reso protagonista del video virale del petardo fatto esplodere per terra tra le gambe di un soggetto debole. È stato emesso un atto di contestazione dell’addebito al dipendente, ai sensi del decreto legislativo 165 del 2001, come modificato, e del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto enti locali del 1995, come modificato.

La sanzione prevista è la sospensione dal servizio con privazione della retribuzione. L’entità sarà definita nel corso del procedimento disciplinare in itinere.

Ed anche qui i commenti benevoli e malevoli nei confronti del vigile protagonista.

Ma mentre ad Acquaviva si tende in generale a non criminalizzare più del dovuto l’atto improprio del vigile giocherellone, negli altri paesi del circondario, compresa Casamassima, sembra che l’unica soluzione applicabile sia quella del licenziamento e/o comunque l’allontanamento dalla “divisa indegnamente indossata”.

Non staremo certo a commentare quelli che mettendo in discussione la disabilità del soggetto protagonista suo malgrado, vorrebbero trovare tutte le attenuanti possibili ed inimmaginabili per l’uomo in divisa persona esemplare. Sembra che il pagare il caffè ogni mattina a Costantino, così si chiama i soggetto debole in questione, renda il vigile protagonista dello scoppio fra le gambe meno colpevole.

Alcune considerazioni:

Probabilmente sbaglieremo, ma il giudizio complessivo che il primo cittadino esprime fra il primo atto, far saltare in aria il cestino in piazza, con il secondo, il petardo del vigile, non paiono coerenti.

Mentre il petardo nel cestino sembra avere come protagonista un idiota che attenta alla nostra civiltà quello del vigile urbano, è definito una cazzata.

Strano metro di giudizio.

L’atto rivolto nei confronti di una cosa, cos’è un cestino delle carte se non un oggetto, un suppellettile, diventa un attentato alla civiltà, mentre il petardo fra le gambe di un soggetto debole, una cazzata.

Ma non basta.

Mentre sembra non ci sia appello nei confronti dell’idiota che fa saltare il  cestino in aria, il vigile urbano con il tric e trac fra le mani mentre è regolarmente in servizio, resta pur sempre una persona buona e disponibile a cui va data l’opportunità di dimostrare le sue migliori qualità.

All’idiota che fa saltare il cestino delle carte, nessuna controprova: non può essere una persona buona e disponibile a cui va data l’opportunità di dimostrare le sue migliori qualità, al vigile si.

Un attentatore rimane un attentatore.

Un vigile che fa una cazzata, invece, una persona buona potrebbe essere.

E se sia esattamente il contrario, sindaco Davide Carlucci?

Se sia una cazzata quella del cestino e un atto che attenta alla nostra civiltà quella del mortaretto fra le gambe di un soggetto debole?

Si sarà posto il problema quando ha scritto i suoi post, il sindaco? In quel video andato in onda in mondovisione sono tante le contraddizioni e le incongruenze, anche gravi, a nostro giudizio.

L’atto in se è spregevole perché compiuto su un soggetto debole, come lo definisce il sindaco ed il Comune di Acquaviva, ed è carico di significati che non sto qui ad elencare perché tutti quegli atti che minano la dignità di un uomo impossibilitato a difendersi sono atti ignobili.

Se per civiltà ci riferiamo  alla forma particolare con cui si manifesta la vita materiale, sociale e spirituale d’un popolo e se è diventata nel tempo sinonimo di progresso, questo non ci induce a sostenere che la nostra civiltà e il nostro progresso ci obbligano ad esecrare la violenza, sotto tutte le possibili desinenze ed a rispettare quelli che sono impossibilitati dall’esercitare la propria difesa?

Qualcuno pensa che ci sia poi tanta differenza fra uomini in divisa che violentano studentesse ubriache nei portoni di Firenze o da preti che compiono atti libidinosi nei confronti dei piccoli che frequentano le chiese rispetto ad un vigile che si prende gioco, seppure con tutte le attenuanti del caso, di una persona debole che in quel momento è incapace pure di prenderlo a schiaffi o mandarlo a cagare?

Ma ledere in questo modo, goliardico per qualcuno, la dignità di un uomo, non è calpestare un bene che è di tutti?

Più attentato alla civiltà di questo?

Ci avevano insegnato che la divisa, qualsiasi divisa, fosse il baluardo contro le barbarie dell’inciviltà. Quante stronzate ci insegnano.

Terza aggravante è il filmato.

Possibile che nessuno o pochissimi si siano indignati e nulla abbiano scritto nei confronti di quel soggetto che riprendendo il fattaccio l’ha data in pasto come fosse una barzelletta di Mudù per allietare il nostro e il suo di spirito?

Nessuno pensa di procedere anche nei confronti di costui o costei che invece di servirsi del filmato per denunciare un azione deplorevole l’ha utilizzato per allietare il suo risolino sarcastico?

Su una cosa sono in accordo con il Sindaco Carlucci.

Alla mia tavola vorrei sedere sempre con quelli che facciano della civiltà, della solidarietà, del rispetto del diverso e della correttezza stile di vita sperando che gli incivili siano sempre meno.

Che poi la politica debba interrogarsi sui codici di comportamento che gli uomini chiamati a rappresentare le Istituzioni devono seguire, è altra storia. Ma non secondaria.

A proposito.

Per caso vi era un’ordinanza ad Acquaviva delle Fonti sull’utilizzo dei botti?

A Casamassima no; infatti si è venduto e sparato a più non posso.

 

 

Ci mancherà. Ferdinando Imposimato è morto.

Nato a Maddaloni in provincia di Caserta il 9 aprile 1936 è morto stamattina il magistrato e giudice emerito della Corte di Cassazione Ferdinando Imposimato.

Era stato ricoverato in gravi condizioni il 31 dicembre.

E’ stato giudice istruttore di importanti processi di terrorismo fra i quali quello su Aldo Moro e quello che riguardò l’attentato al Papa Giovanni Paolo II.

Eletto nel 1987 al Senato come indipendente nelle liste del Partito Comunista, fu rieletto nel 1992 alla Camera e nel 1994 di nuovo al Senato. Nel 2015 il M5S lo propose, insieme ad una rosa di candidati, alla carica di Presidente della Repubblica. La spuntò Sergio Mattarella, dopo per la prima volta nella storia della Repubblica, il due volte presidente Giorgio Napolitano.

Ed il 26 dicembre scorso a proposito proprio di Giorgio Napolitano, scriveva:

Vergognoso il presidente Giorgio Napolitano che difende la costituzione dopo aver tentato di stravolgerla. È si è recato a incontrare il criminale Henry Kissinger in America che ha spinto per la morte di Moro padre della nostra costituzione. Deploriamo la TV asservita alle menzogne.

Chiaro il riferimento al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 in cui vennero sconfitti clamorosamente senza appello sia Giorgio Napolitano, che lo aveva “proposto politicamente” che tutto il PD di Matteo Renzi e a quel ancora irrisolto caso Moro.

A Natale volle fare gli auguri a modo suo scrivendo sulla propria pagina facebook:

Cari amici, il mio pensiero agli ultimi, operai, pensionati, disoccupati, insegnanti, risparmiatori, senza casa, vittime di gravi ingiustizie sociali.

A proposito delle prossime elezioni del 4 marzo:

Occorre cari amici una massiccia astensione dei cittadini da tutti gli spettacoli TV che tendono non a dare notizie ma a narcotizzare la pubblica opinione nascondendo i problemi di giustizia sociale lavoro salari indegni, pensioni umilianti, stipendi di dieci volte superiori dati a funzionari di camera senato Quirinale e corte costituzionale. Attendiamo che il presidente della Repubblica faccia un invito al governo ad attuare la costituzione e non a  violarla. No al silenzio e alla disinformazione. La campagna elettorale non può essere ridotta a chiacchiere inutili in TV. Deve essere vera e accesa . Ed esprimere lo sdegno dei lavoratori disoccupati e pensionati dei docenti umiliati. No ai silenzi . Si alla lotta democratica in favore dei giovani.

Il mio personale ricordo è quella dedica su uno dei tanti libri che il giudice ha scritto e che starà lì a testimoniare l’impegno di un uomo che sino all’ultimo ha gridato la sua sete di giustizia e verità.

Ci mancherai, Presidente.

 

 

Odio il Capodanno, firmato Antonio Gramsci.

«Ogni mattino, quando mi risveglio ancora sotto la cappa del cielo, sento che per me è capodanno.

Perciò odio questi capodanni a scadenza fissa che fanno della vita e dello spirito umano un’azienda commerciale col suo bravo consuntivo, e il suo bilancio e il preventivo per la nuova gestione. Essi fanno perdere il senso della continuità della vita e dello spirito. Si finisce per credere sul serio che tra anno e anno ci sia una soluzione di continuità e che incominci una novella istoria, e si fanno propositi e ci si pente degli spropositi, ecc. ecc. È un torto in genere delle date.

Dicono che la cronologia è l’ossatura della storia; e si può ammettere. Ma bisogna anche ammettere che ci sono quattro o cinque date fondamentali, che ogni persona per bene conserva conficcate nel cervello, che hanno giocato dei brutti tiri alla storia. Sono anch’essi capodanni. Il capodanno della storia romana, o del Medioevo, o dell’età moderna.

E sono diventati così invadenti e così fossilizzanti che ci sorprendiamo noi stessi a pensare talvolta che la vita in Italia sia incominciata nel 752, e che il 1490 0 il 1492 siano come montagne che l’umanità ha valicato di colpo ritrovandosi in un nuovo mondo, entrando in una nuova vita. Così la data diventa un ingombro, un parapetto che impedisce di vedere che la storia continua a svolgersi con la stessa linea fondamentale immutata, senza bruschi arresti, come quando al cinematografo si strappa il film e si ha un intervallo di luce abbarbagliante.

Perciò odio il capodanno. Voglio che ogni mattino sia per me un capodanno. Ogni giorno voglio fare i conti con me stesso, e rinnovarmi ogni giorno. Nessun giorno preventivato per il riposo. Le soste me le scelgo da me, quando mi sento ubriaco di vita intensa e voglio fare un tuffo nell’animalità per ritrarne nuovo vigore.

Nessun travettismo spirituale. Ogni ora della mia vita vorrei fosse nuova, pur riallacciandosi a quelle trascorse. Nessun giorno di tripudio a rime obbligate collettive, da spartire con tutti gli estranei che non mi interessano. Perché hanno tripudiato i nonni dei nostri nonni ecc., dovremmo anche noi sentire il bisogno del tripudio. Tutto ciò stomaca.

Aspetto il socialismo anche per questa ragione. Perché scaraventerà nell’immondezzaio tutte queste date che ormai non hanno più nessuna risonanza nel nostro spirito e, se ne creerà delle altre, saranno almeno le nostre, e non quelle che dobbiamo accettare senza beneficio d’inventario dai nostri sciocchissimi antenati».

Antonio Gramsci, 1 gennaio 1916, Avanti!, edizione torinese, rubrica Sotto la Mole.

 

 

Il 2017 volge al termine. Breve storia triste.

0

Non sappiamo se sia vero che gli anni dispari siano anni maledetti.

Non possiamo neanche giurare che quelli pari siano i migliori.

La coincidenza che non sfugge però e che gli ultimi due sindaci del paesello, poi caduti rovinosamente, sono stati eletti, Mimmo Birardi nel 2011 e Vito Cessa nel 2015, entrambi anni dispari.

Che sia stato un caso?

E chi potrà mai saperlo.

Resta il fatto che il 2017 si avvicina all’irreversibile fine e corre l’obbligo di ricordarlo, l’annus horribilis di Casamassima, il paesello a sud est la grande metropoli. Se volessimo portarci in un sacco le parole che lo hanno identificato, queste non potrebbero che essere: Cessa, scuole, acqua, maggioranza, crono programma, assessore tecnico, ricatto, defenestramento, Partito Democratico, fascia tricolore, poltrona, presidenza, Nitti, sospetto, cambio di casacca, tradimento, rifiuto, comodo, CCR, ufficio, burocrazia, ingresso monumentale, comitato feste ….. commissario.  

Il 2017 comincia peggio di come era terminato il 2016, anno pari.

Nelle primissime ore di gennaio il sindaco, che il 21 dicembre del 2016 si era dimesso, rinomina la giunta che poi defenestrerà definitivamente, per approvare quella convenzione che permetterà ai bambini della Collodi, privati della loro scuola, di essere ospitati in spazi ricavati all’interno del Majorana. In affitto.

Invece, per quelli che frequentavano la Rodari continueranno i turni serali presso la Marconi.

Sul fronte politico i Nitti, seguiti da Civicamente di Guerra & Rubino, per tamponare quell’uscita dalla maggioranza della Stefania Verna e del Donato Fortunato, propongono al sindaco una soluzione che in seguito si dimostrerà fallimentare: una giunta tecnica ed un crono programma che tenga conto di pochi ma imprescindibili punti all’ordine del giorno.

Una foglia di fico che presto appassirà.

Il 7 gennaio il sindaco Cessa ritira le dimissioni ma senza aver chiaro il progetto che di lì a poco dovrà mettere in campo per continuare a sopravvivere con la fascia tricolore sbiadita.

Mai una commissione d’inchiesta indagò le dichiarazioni rilasciate l’11 gennaio a La Gazzetta del Mezzogiorno da parte della Verna e di Fortunato che, inguaiando la Francesca Barone, assessora di riferimento e proposta dagli stessi al sindaco e da lui accettata, “riscontrava cose al limite della legittimità”. Ricordiamo che anche un’altra ex assessora, la Silvia Lioce, lanciò dichiarazioni al fulmicotone nei confronti di Cessa e del suo modo di operare.

Gennaio, tra la catastrofe scuole e la partenza della raccolta porta a porta che non pochi problemi causerà al paesello e ai suoi abitanti distratti, finisce con la nomina per niente a sorpresa, dei nuovi assessori fatti passare come tecnici ma che forti sospetti li segnalano graditi alla nuova costituente maggioranza: e così Angela Giuseppina Di Donna, Vitangelo Ardito, Giovanni Tancorra, Maria Teresa Franchini e Giuseppe Cupertino, occupano le seggiole lasciate libere da Andrea Palmieri, Rocco Bagalà, Antonietta Spinelli, Giuseppe Cristantielli e Francesca Barone.

Febbraio comincia con quell’invito, mai accettato, di incamminarsi verso le bellezze di Orta Nova che molti politici avrebbero dovuto seguire per liberare il paesello dalla loro presenza. La maggioranza non si distingue più dalla minoranza e quel repentino e comodo cambio di casacca investe tutti. Il consigliere Bellomo, entità astratta; la Arianna Zizzo, eletta nelle file del PD al fianco di Andrea Palmieri abiura il “contratto”; il Nitti, passato all’opposizione e poi alla maggioranza, una trottola; i tre consiglieri PD in Consiglio una farsa e le opposizioni non sempre all’altezza del compito.

Nel frattempo anche esponenti di spicco del PD regionale e nazionale, Dario Ginefra e Alberto Losacco fra tutti, gridano la loro rabbia nei confronti di un sindaco, il loro, che impunemente ha cacciato Palmieri, Bagalà e la Spinelli dalla giunta.

L’11 febbraio i cassonetti per la monnezza spariscono e la raccolta porta a porta parte ufficialmente per tutto il paesello.

Il PD, sempre più allo sbando, decide, sotto il “ricatto politico” da parte del Nitti J. e di Bellomo, che parla per bocca di Rubino e Guerra, il suo appoggio esterno, che mai si è capito cosa volesse significare, alla nuova giunta e al sindaco Cessa sempre più depotenziato ed in balia delle onde.

Il 21 febbraio da queste pagine, a proposito dell’ormai nota vicenda che portava a definire il paesello la Nitticity del sud est, si commentavano le dimissioni di Raffaele Bellomo, anima pia dell’ex lista Vito Cessa per Casamassima divenuta quasi per incanto Civicamente.

Il salvagente proposto dai Nitti, l’avvocato Alessio e il giovane rampollo Giuseppe, nei confronti di un sindaco praticamente destinato all’oblio, provoca non pochi scossoni all’interno del PD ridimensionato ed oltraggiato, che cerca di giustificare l’ingiustificabile attraverso riunioni ed assemblea pubbliche, chiuse.

Marzo comincia con il tormentone della raccolta porta a porta e della guerra personale del sindaco contro i zozzoni che continuano a imbrattare le strade con quei rifiuti maleodoranti. Del Centro Comunale di Raccolta neanche l’ombra ma le contravvenzioni, minacciate a più non posso, diventano unico deterrente ad un servizio partito male ed imposto con una tassa senza uguali.

L’8 marzo, durante un consiglio comunale, che vedeva interrogarsi il consigliere Carelli circa quella mole di incarichi indescrivibili rilasciati alla funzionaria Carmela Fatiguso, alle 21 e 52, il consigliere trottolino amoroso Giuseppe Nitti, fustigatore del sindaco Vito Cessa e della sua politica, quello delle lotte senza quartiere alla Borracci sulla questione Palestrone, quello che, come più volte ricordato dalla Ferri, la caramella della Presidenza del Consiglio non aveva avuto ed è per questo che ha vestito i panni del Moschettiere, quello che fortemente ha voluto la Carta di Pisa, quello delle interpellanze di fuoco, quello attento alla legalità e alla trasparenza, con il candore che contraddistingue la piccola peste che, sapendo di averla fatta grossa, tenta di mitigare la pena inflitta dalla mamma, rivolgendosi all’emiciclo, dichiara:

”Oggi è un nuovo inizio”.

E l’inizio poteva essere rappresentato dal Centro Comunale di Raccolta individuato nell’ex Cantina Sociale, ma anche dalla nuova giunta imposta al sindaco ed al PD.

Anche la Scuola Marconi è vittima di infiltrazioni: la palestra viene parzialmente colpita dall’acqua che dal cielo cade.

Si torna a parlare di acqua potabile con quelle immagini del Pertusillo, invaso di circa 155 milioni di metri cubi d’acqua, potabile, che disseta l’Acquedotto Pugliese: noi, che di quell’acquedotto ci serviamo, assistiamo inermi a quelle acque che si colorano di nero. In riferimento a ciò, mai un euro è stato speso dall’amministrazione, per una serie di analisi indipendenti che potessero assicurare i cittadini sulla bontà o meno del bene in assoluto più importante.

Il 18 marzo nasce quella lista civica che in seguito diventerà Insieme per Casamassima alla cui guida risulta esserci Lorenzo Ronghi coadiuvato da Pinuccio Massaro e Nicola Vallarelli.

Marzo viene ricordato anche per la chiusura imposta dalla Chiesa di Casamassima, di quel Parco Giochi alla zona 167, che per undici anni ha rallegrato lo spirito di quei piccoli cittadini che ne hanno calcato i campi da gioco. Quegli spazi dovevano essere occupati da una nuova chiesa. Progetti e lavori mai visti e mai iniziati.

Sul fronte scuole si può solo peggiorare: anche i bambini della Rodari in affitto al Majorana.

Le scuole Rodari e Collodi inagibili. Mai presa in considerazione la proposta che avrebbe visto il Comune acquistare o affittare moduli abitativi da adibire a scuola evitando turni serali ed affitti vari. Una questione ancora intatta ancora oggi sul finire del 2017 e che non sappiamo quando, se, vedrà mai soluzione.

Ancora problemi di maggioranza traballante durante il consiglio comunale di fine marzo.

Aumenta la tassa sui rifiuti.

Aprile vede le dimissioni di tre componenti su cinque del direttivo della Pro Loco. Si dimettono Francesco Villari, il presidente, Gerardo Spinelli e Luisa Valenzano.

Il 10, sempre di Aprile, la Nica Ferri non è più Presidente del Consiglio. Con 9 voti viene sfiduciata e crediamo sia questo il momento in cui l’asse Autonomia-Nitti prende impulso. Oggi, forse grazie proprio a quell’intesa, il Nitti diventa, per Autonomia, il candidato sindaco prescelto e designato.

Il 21 Autonomia Cittadina va a Congresso e Pinuccio Fortunato ne esce come nuovo segretario politico. Ai lavori si nota l’assenza del due volte candidato sindaco Vito Rodi.

Parere non favorevole è il giudizio dei Revisori dei Conti su quello schema di Bilancio di Previsione 2017-2019 che vedeva i nuovi uffici guidati ad interim dalla dott.ssa Fatiguso e dall’assessore Tancorra che chiede un nuovo Consiglio Comunale. Il 21 aprile, dopo una diffida da parte del Prefetto, attraverso un emendamento che passa in Giunta ma con l’assenza dell’assessore al ramo Tancorra, i Revisori dei Conti non cambiano idea: parere non favorevole.

Ma è il 26 che avviene l’impensabile. Attraverso una nota, protocollo 8597, il parere, come per incanto diventa favorevole.

Il 27 aprile la Pro Loco, dopo il periodo che ha visto alla guida dell’associazione Francesco Villari,  elegge, attraverso elezioni che vedevano candidati Antonio Pastore, Lucia Creatura e Cosimo Morgese, proprio questi al nuovo direttivo che passa da 5 a 3.

Aprile si conclude con le primarie del PD. I 388 votanti destinano a Michele Emiliano 136, a Matteo Renzi 129 e ad Andrea Orlando 105 preferenze.

Maggio si apre con quel Consiglio Comunale del 2 allorquando la maggioranza in solitudine approvava quel Bilancio di Previsione al centro delle polemiche in merito a quei giudizi cangianti da parte dei Revisori dei Conti.

Torna alla ribalta Jack lo squartaporte che risponde al nome di Gioacchino Prisciandaro, barese classe 70, ma residente da anni al paesello dove guida una scuola calcio, per il caloroso benvenuto che Cremona, la città che continua ad amarlo, gli dedica attraverso un saluto stellare.

Il 16 maggio il sindaco Cessa, in base a quel crono programma controfirmato con i Nitti, fissa come data per la risoluzione del problema scuole quella del 31 agosto.

Nel frattempo si potrà continuare in affitto al Majorana.

Il 18 maggio si tiene il Consiglio Comunale che avrebbe dovuto votare il nuovo presidente del consiglio. La maggioranza, ancora in coma profondo e non capace di dirimere la questione, si alza ed abbandona l’aula. Uno dei tanti affronti da parte di un sindaco e di una maggioranza che hanno preferito giocare più che governare.

Il 26 maggio i lavori che interessano la nuova stazione di servizio sulla rotonda Auchan sembrano terminati. I problemi inerenti la circolazione stradale non interessano nessuno.

Nello stesso giorno la consigliera Arianna Zizzo, prima del PD e poi delle ACLI, comunica attraverso un post che la maggioranza tutta non si presenterà in aula per il Consiglio Comunale, né in prima né in seconda convocazione. La nuova presidenza del consiglio bisognava eleggere, ma la maggioranza brancola ancora nel buio. Si presentano le minoranze e il solo sindaco a quel consiglio comunale, dove vengono eletti Giovanna Nero come presidente e Nicola Guerra come suo vice.

Si dimetteranno ben presto.

A giugno inoltrato viene asfaltata di nuovo via Bari, una delle arterie più trafficate del paesello. I tre assessori PD defenestrati non ci stanno e si fanno immortalare in una foto su quella strada, su quell’asfalto fresco, perché solo grazie a loro sono pervenuti i fondi necessari per quei lavori.

Altro che gli assessori tecnici.

Il 20 giugno un gruppo di cittadini presenta un ricorso al TAR Puglia per annullare le decisioni del consiglio comunale che fissavano le nuove tariffe TARI e per contestarne l’iter.

Nel frattempo non si riesce di trovare la quadra intorno a chi dovrà rivestire i panni di presidente del consiglio. Ed è ancora Giuseppe Nitti a tener banco. Dichiara candidamente che voterà scheda bianca oppure annullerà il voto quando sarà chiamato ad esprimere una preferenza. Ancora una volta Libera Casamassima ed il suo consigliere di riferimento a dettare l’agenda.

Vito Cessa, il sindaco, continua a vivacchiare indisturbato.

Solo a fine giugno Pasqua Borracci diventa, con soli 5 voti, presidente del consiglio. Neanche i voti della maggioranza riesce a racimolare la presidente che durerà in carica un mese solo. Come vice Antonello Caravella, che combatte si il sistema, ma quando le maggioranze lo inchiodano alla carica, non sa rifiutare.

Nel frattempo rimangano senza risposte le domande sulle scuole, sulla Caserma dei Carabinieri, sul Rendiconto e sulla turnazione dei funzionari da troppo tempo sulla stessa poltrona.

Luglio è caratterizzato da quello spostamento, ancora avvolto nel mistero, che vedeva la Giacomina Giustino, da sempre occupare il posto all’interno degli uffici finanziari, passare nell’ufficio tecnico e del geometra Francesco Ladisa, da sempre nell’ufficio tecnico, passare a quello finanziario. Un mistero intrigante che si aggiunge ai tanti.

Una polemica investe la Pro Loco, partecipante ad un bando regionale, in cui figurano soggetti ignari di tutto. Anche La Gazzetta del Mezzogiorno si occuperà della questione.

Il 28 luglio, durante il Consiglio Comunale che avrebbe dovuto approvare il Rendiconto, con l’assenza determinante della Nica Ferri, il sindaco Vito Cessa cade rovinosamente non raccogliendo la fiducia neanche da parte della sua maggioranza. E’ la fine dei Nitti, del PD e delle varie comparse che avevano tentano di governare il paesello.

Mentre tutti si interroghino di chi le colpe, di chi le responsabilità per una caduta rovinosa nonostante l’ancora di salvezza fornita dai Nitti, il 2 agosto arriva il Commissario Prefettizio Aldo Aldi che trova il paesello pronto ad attenderlo dopo tanta inattività. Con un curriculum di rispetto e con quell’intervista rilasciata immediatamente alla Gazzetta, riscuote da subito la simpatia di tutti. Fiducia e simpatia che presto si riveleranno mal poste vista la mole opinabile e discutibile di atti che metterà in campo.

Il 9 agosto va in scena a Sammichele di Bari un caso che riguarda Casamassima. Una famiglia del paesello, vista la mancanza di alloggi pensa bene di occuparne uno nel vicino paese.

Anche un altro nostro concittadino che dimostrò sotto il Comune la propria disperazione per la mancanza di un lavoro e di una casa, trova comprensione e solidarietà a Sammichele.

Dopo un rilassante periodo di ferie si torna ad operare per il bene dei cittadini.

A breve dovranno iniziare le scuole, ma niente affanni: si continuerà in affitto.

Settembre apre le porte a determine, delibere e decisioni che hanno dell’incredibile.

Sono i debiti fuori bilanci che dopo decenni riaffiorano ad interrogare i cittadini.

Sul fronte politico Franco Pignataro diventa il portavoce e Franco Reginella il segretario di Fratelli d’Italia. Giacinto Rella esce dal PD per confluire in MDP – Articolo 1 dove lo aspettano Pinuccio Castellano e Andrea Azzone.

Nel frattempo dopo 19 anni di lavoro ininterrotto presso il Comune di Casamassima la Giacomina Giustino lascia il paesello per approdare a Gioa del Colle.

La Caserma dei Carabinieri necessita di interventi che nessuno sembra voler autorizzare ed il caso dei gattini avvelenati in una villa a Barialto, occupano le cronache incessantemente.

Se volessimo seguire i TG per le notizie non potremmo farlo: il digitale terrestre non va proprio.

Alla fine di settembre viene resa pubblica la notizia che presto, entro il 1° gennaio del 2018, la Casa della Salute aprirà le sue porte alla cittadinanza.

Ad oggi sembra che anche questa data sarà suscettibile di variazione.

Il 29 settembre ci si accorge, dopo anni, che l’ingresso Storico e Monumentale del Comune di Casamassima è chiuso e che il suo androne è utilizzato come deposito di cianfrusaglie.

Il 7 ottobre nelle edicole compare La Voce del Paese edizione di Casamassima, con una redazione tutta nostrana. La (nostra) Voce del Paese, come spesso è pubblicizzata attraverso i social, mostra un’informazione parziale che spesso mette l’accento sul bello e sul buono, tralasciando, non sappiamo ancora per quanto, l’informazione di inchiesta e di approfondimento.

A fine ottobre comincia a montare la polemica su quella decisone da parte del Commissario Prefettizio, di concedere in comodato gratuito ad un comitato feste stanze comunali prospicienti l’androne di Palazzo di Città. La cittadinanza si divide, ma resta il fatto che lo schiaffo delle istituzioni nei confronti della collettività che arbitrariamente è privata del diritto di decidere sull’uso dei suoi beni attraverso un’assise democraticamente eletta, rimane intatto nella sua gravità.

A fine ottobre la polemica della mamma che credeva di aver messo al mondo un campione si scontra con la dura realtà dell’allenatore che ne constata l’incapacità anche nel centrare la palla.

Dal Congresso del PD del 22 ottobre ci si aspettava un ricambio della classe dirigente e una presa di coscienza sulle gravi colpe che avevano portato il partito quasi a scomparire nell’indifferenza generale. Ma Vito Cessa ed Adriano Bizzoco, presente anche in segreteria, nonostante il cammino politico non coerente, figuravano ancora presenti all’interno del Coordinamento Cittadino insieme a Vito De Tommaso, esponente di spicco del partito nel suo massimo splendore. Anche Vitangelo Ardito, ex assessore tecnico, conquistava un posto in prima linea. Rocco Bagalà veniva scelto come nuovo segretario.

Cosa non si farebbe per un partito morente.

Entra nel PD anche Michele Fiermonte, esponente di Libera Casamassima, la lista familiare dei Nitti.

A novembre scopriamo che in altri paesi facenti parte dello stesso ARO 5, la distribuzione dei kit che qui siamo costretti a ritirare dopo lunghe code presso locali comunali concessi all’impresa della raccolta dei rifiuti, avvengono tramite l’inserimento della tessera magnetica all’interno di una macchina distributrice. Ma neanche questo sconvolge più di tanto i cittadini che senza batter ciglio continuano a lavorare per far percepire all’azienda quel premio che di li a poco sarà riconosciuto all’impresa e solo ad essa per la percentuale di differenziata realizzata.

Nonostante l’importo complessivo dei lavori ammonti a € 381.359,27 e che gli stessi sarebbero dovuti terminare a febbraio, nulla sembra smuovere l’abbandono di Santa Chiara.

Iniziano i lavori che porteranno quelle pensiline comparire sui parcheggi dell’Auchan.

E’ una sentenza del TAR Puglia che le dispone.

Si affaccia timidamente l’ipotesi di Fabio Nanna quale possibile candidato sindaco per il PD alle amministrative del 2018.

Nel frattempo vengono, almeno per il prossimo anno, scongiurati gli Istituti Comprensivi. Quando un tavolo tecnico sulla situazione scuole a Casamassima?

Il 19, sempre di novembre, si tiene il 1° Congresso Cittadino di Fratelli d’Italia, mentre la targa che ne certifica l’esistenza in Piazza, scompare.

Un altro caso affascina chi scrive: una serie di Determine riconduce incarichi legali e no ad un unico studio legale. Il fato? Il destino?

Dicembre si apre con la notizia di Maria Montanaro che, persa la segreteria cittadina di Forza Italia, passata nel frattempo a Rino Carelli, diventa Vice Coordinatrice Provinciale di Forza Italia con l’incarico specifico di curare i rapporti con gli Enti Locali. Anche qui non si capisce bene chi ha delegato chi nell’incarico.

Il 4 dicembre presso le Officine UFO si tiene un incontro promosso dal Comitato Tari equa Casamassima, quello dell’esposto al TAR Puglia a cui partecipano praticamente tutte le forze politiche presenti sul territorio ad esclusione del M5S.

La ricostruzione e l’analisi sia dell’avvocato Paccione che di Fais e Nesta, inchioderebbero Cessa e la sua amministrazione alle loro responsabilità. Gli argomenti portati dall’ex sindaco non convincono nessuno.

Poi potremmo rammentare la trovata geniale, il bontempone è ancora introvabile, che decide di sistemare quelle buche divenute voragine nel paesello, colmandole di brecciolino, oppure della decisione di sistemare quei dossi artificiali al fine di impedire le corse sfrenate non solo su via Bari.

Peccato che il Codice della Strada li ritenga “da rimuovere immediatamente”.

Il 9 Libera Casamassima predispone la discesa in campo di Giuseppe Nitti dichiarando il rompete le righe. Bisognerà liberare l’ex consigliere da ingombranti appartenenze per spianarli la strada che da li a poco lo vedrà candidato sindaco.

Nel frattempo vengono rese pubbliche le giocate che a Casamassima hanno tenuto impegnate le slot: 52 milioni di euro nel 2016.

Il 19 dicembre con una manifestazione surreale viene riaperto quell’androne dell’Ingresso Storico e Monumentale del Comune che, spogliato delle sue stanze un giorno occupate dalla Polizia Municipale, oggi diventa un luogo triste, cupo e patetico e privo di qualsivoglia valore.

Neanche il tempo della soddisfazione effimera di essere annoverati fra i Comuni Ricicloni 2017, che una Determina riconosce una premialità di oltre 150 mila euro.

Ma non per i cittadini: per l’impresa.

Il danno e la beffa.

Il 23 dicembre si ufficializza la candidatura di Giuseppe Nitti a sindaco. Guiderà una coalizione composta da Autonomia Cittadina e Rivoltiamo Casamassima di Pinuccio Fortunato, Civicamente del duo Guerra Rubino e di una lista personale del Nitti stesso.

Per finire in bellezza questo annus horribilis, non ci poteva che essere l’intervento dell’ex sindaco Vito Cessa per indispettire molti a fine anno.

Il 27 dicembre riapre il caso sul CCR. Come al solito le sue dichiarazioni sembrano avvalorare ciò che in paese si andava dicendo. Come è possibile, ancor prima che venga redatta la Delibera del Commissario Prefettizio pubblicata sull’Albo Pretorio (28 dicembre) affermare che l’aria interessata per realizzare il CCR sia quella che anche lui aveva individuato ed indicato? A cosa sarà servito il chiedere ai cittadini se avessero un terreno da vendere per destinarlo a CCR quando tutto, come afferma l’ex sindaco, era già deciso? Una sceneggiata?

Nel frattempo il contratto ed il capitolato d’appalto per la gestione dei rifiuti è ancora segreto.

Il peggior nemico di Vito Cessa?

Senza alcun dubbio, Vito Cessa stesso.

L’anno si conclude con la solita affluenza di pubblico  per la dodicesima edizione del Presepe Vivente organizzato nel Borgo Antico dall’Oratorio P.G. Frassati e dalla Parrocchia S. Croce e per la Mostra dei Presepi orchestrata da anni da Raffaello Magnifico.

Buon 2018 a tutti.

 

 

La polemica di fine anno: protagonista Vito Cessa.

0

La polemica di fine anno vede come protagonista ancora l’ex sindaco Vito Cessa.

Attraverso un post ripreso su un social, a proposito del CCR definitivo di cui dovrà dotarsi il paesello a sud est, alle 20.49 del 27 dicembre l’ex sindaco scrive:

Circa il futuro urbanistico di Casamassima, mi preme informarvi che l’area da noi individuata per il CCR DEFINITIVO e, da quanto mi dicono, confermata anche dal Commissario prefettizio, ha fra le sue destinazioni, da piano regolatore, proprio una attinente a questo possibile utilizzo.

Il giorno 28 dicembre viene pubblicata sull’Albo Pretorio la Delibera del Commissario Prefettizio n. 25 avente per oggetto:

APPOVAZIONE DEL PROGETTO DEFINITIVO PER LA REALIZZAZIONE DEL CENTRO COMUNALE DI RACCOLTA E LA PARTECIPAZIONE ALL’AVVISO PUBBLICO P.O.R. PUGLIA 2014-2020 – ASSE VI – AZIONE 6.1 – INTERVENTI PER L’OTTIMIZZAZIONE DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI (redatta alle ore 12.00 dello stesso 28 dicembre 2017).

In questa Delibera si racconta  che l’area che dovrà ospitare il CCR è stata individuata. Ricade sul territorio di Casamassima ed è censita in catasto terreni al foglio 40 particella 536 ed ha una superficie di mq 3.092,00.

la predetta area è tipizzata come “zone per attività primarie di tipo EN” (art. 2.06 delle N.T.A del P.R.G.C. vigente) con una porzione avente il vincolo di rispetto dell’area cimiteriale;

  • l’area oggetto di intervento è nelle disponibilità del Comune di Casamassima che, in data diciannove dicembre duemiladiciassette, ha sottoscritto il preliminare di compravendita (in corso di registrazione);
  • l’opera pubblica ipotizzata è da considerarsi non conforme alle attuali previsioni urbanistiche;
  • al fine di rendere conforme l’opera di realizzazione del centro comunale di raccolta alle previsioni urbanistiche si rende necessaria una apposita variante al P.R.G.;
  • tale variante, trattandosi di opera di pubblica utilità, seppur non conforme allo strumento urbanistico generale vigente, ai sensi dall’art.16 della L.R. Puglia 11/05/2001, n. 13, non necessità di controllo regionale ma soggetto agli eventuali atti presupposti e/o pareri/autorizzazioni in materia ambientale, paesaggistica e vincolistica di qualunque natura;….

Alcune domande sembrano opportune.

L’area prescelta dal Commissario Prefettizio, è la stessa area indicata e menzionata dall’ex sindaco Vito Cessa?

A parte le considerazioni di carattere urbanistico, di quanti metri quadri sarebbe la porzione vincolata al rispetto dell’area cimiteriale?

Considerato che vi è un vincolo di rispetto dell’area cimiteriale, si suppone che tale area sia stata individuata tra la Provinciale 75 e la Provinciale 95 confinante con la circonvallazione. Ma quella non sarebbe l’unica area per possibili ampliamenti urbanistici?

Il giorno 22 novembre del 2107 sul sito istituzionale si leggeva un avviso in cui il Comune aveva la necessità di individuare aree idonee per realizzare il CCR (Centro Comunale di Raccolta). Si chiedeva, ai cittadini proprietari di aree idonee (superficie minima 3 mila mq.) di far pervenire entro il 28 novembre la disponibilità di alienare (vendere) l’area.

(Nella foto di copertina l’avviso del Comune).

Altre domande sono necessarie.

Che fine ha fatto questa “ricerca” da parte del Comune?

Come mai nessun atto è mai stato pubblicato?

Si può sapere chi ha dimostrato interesse?

Si può sapere con chi è stato redatto il preliminare  e a quanto ammonta la spesa di acquisto da parte del Comune considerato che trattasi di denaro pubblico?

Avremo risposte entro e non oltre codesto anno?

 

 

 

E poi venne l’androne ……. aperto e solo.

0

E poi si aprì l’ingresso Monumentale e Storico e fu festa e gioia al paesello ……

 

 

 

E’ ufficiale: Giuseppe Nitti candidato sindaco.

0

E così sarà l’avvocato Nitti junior quello che senza impegni di studio, riflessione e ricerca, lasciata Libera Casamassima, potrà proseguire il suo personale cammino all’interno della vita politica ed amministrativa del paesello.

Come anticipato da queste pagine, Giuseppe Nitti sarà il candidato sindaco per una coalizione formata da Autonomia Cittadina e Rivoltiamo Casamassima guidate da Pinuccio Fortunato, da Civicamente del duo Nicola Guerra & Leo Rubino e da una sua lista personale.

Discettare su chi abbia proposto la candidatura o chi l’abbia richiesta, ci sembra del tutto marginale: quello che ci preme sottolineare è che l’intesa si fonda su un consolidato rapporto di stima e amicizia e su una totale identità di vedute su obiettivi che pensiamo siano da ricercare in un recente passato che ha visto l’azione consiliare convergere su “bersagli” comuni.

La mozione di sfiducia alla Nica Ferri, Presidente del Consiglio, il momento di inizio?

Il tempo per infiniti e logoranti tavoli politici appartiene ad un’altra epoca, sottolinea la coalizione, ed il nostro candidato sindaco è pronto sì a confrontarsi e dialogare con altri movimenti politici, ma non a discapito della progettualità.

Ma quale dovrà essere l’ambito di confronto e di dialogo non viene specificato, come non specificato il grado di autonomia del candidato sindaco nel ricercare possibili nuove alleanze.

L’intesa con il PD, auspicata e ricercata da qualcuno, sembra del tutto tramontata ma la politica ci ha abituato a repentini cambi di direzione e quello che oggi appare certo domani chissà…. Certo è che la coalizione sembra sbilanciata in campo considerando che su le fasce laterali non ci sono uomini che, arrivati nei pressi dell’area di rigore, sappiano crossare adeguatamente per il colpo di testa vincente della punta. Cartina al tornasole sarà la lista personale del sindaco.

Vedremo questa battaglia culturale su azioni concrete in cosa si tramuterà e se la Casamassima futura e felice cui aspirano, il candidato sindaco con gli alleati di coalizione, prenderà forma.

Questo nuovo percorso, continua il comunicato, si basa anche sul coinvolgimento attivo della cittadinanza, delle istituzioni e di tutti i soggetti che operano sul territorio. In tale ottica è indispensabile un programma elettorale dal basso nel quale potranno collocarsi le idee direttamente proposte da quei cittadini che incontreremo nei prossimi mesi. In queste parole sembra esserci ancora il ricordo di quel Cantiere di cessiana memoria che, partito con le migliori aspettative,  si è rivelato uno di quei flop storici che il paesello ricordi.

Nel programma che si accingono a completare, non solo “cosa fare”, ma “come farlo”.

Insomma, una sequela di buoni propositi che promette una vision del futuro  senza uguali, come potrebbe essere altrimenti, con un percorso politico caratterizzato e guidato da regole di buona condotta, ispirato al principio della trasparenza finalizzato a combattere ogni forma di malgoverno, di illegalità e corruzione.

Un comunicato che guarda al futuro ma che del passato e del presente non fa alcun cenno. Ci piacerebbe sapere cosa pensa il candidato sindaco e l’intera coalizione che lo sostiene, per esempio, su quanto il Commissario Prefettizio ha deciso e continua a decidere in solitaria con atti che a volte sembrano del tutto incomprensibili e che aprono scenari, questi si futuri, non privi di problematiche ed interrogativi. Per conoscere la posizione del futuro sindaco su quell’apertura dell’androne dell’Ingresso Storico e Monumentale del Palazzo di Città, divenuto un luogo triste e desolato, oppure sul quel terreno acquistato per il nuovo Centro Comunale di Raccolta, o sulla situazione ancora irrisolta delle Scuole, o su sugli uffici che sembrano attraversare una crisi senza uguali, dovremo aspettare un nuovo e futuro comunicato?

Nel frattempo tutto è pronto per la sede del comitato elettorale ricavato nella suggestiva ex Cappella dell’Immacolata in via Marconi.

 

 

 

Neanche il tempo di assaporare la bella notizia, che ……

0

Dal 2008 Legambiente cura un dossier annuale in cui si racconta del lavoro delle Amministrazioni Comunali più virtuose nella gestione dei rifiuti. E si sa: più i rifiuti vengono differenziati e più il virtuosismo cresce. Imparare a mettere la plastica con la plastica, il vetro con il vetro e il metallo con il metallo fa si che il rifiuto che dovrà necessariamente andare a finire in discarica senza che si possa riciclare diventi solo una piccola parte.

In Puglia di passi in avanti in questi ultimi 10 anni se ne sono fatti pochi, però: la raccolta differenziata è passata dal 12.3% al 41,5% e quindi oltre il 50% dei rifiuti delle nostre città e delle nostre famiglie continua a finire in discarica.

Ma al tempo stesso alcuni di queste città, di questi comuni, si sono distinti per la differenziata che producono. Infatti, nella decima edizione di questo speciale riconoscimento di Legambiente, 31 Comuni pugliesi si sono aggiudicati il “premio”.

Fra i Comuni Ricicloni 2017 spicca di nuovo Rutigliano con una percentuale di differenziata pari al 78,7%, Faggiano (75,9%) sino ad arrivare a Sava con il 65,4%.

Da 11 a 25 il numero dei Comuni che si aggiudicano il Premio di Seconda Categoria assegnato alle amministrazioni che nei primi nove mesi del 2017 hanno raggiunto una media percentuale di Rifiuti Differenziati pari o superiori al 65%.

Ed è al 15° posto che in questa speciale classifica, preceduta da Turi, Sammichele di Bari, Conversano, Acquaviva delle Fonti,  compare Casamassima con una raccolta pari al 68,7%.

Grande enfasi e immenso giubilo al paesello ha destato la notizia e la foto, diventata presto un cult, che ritraeva il Commissario Prefettizio Aldo Aldi ricevere il riconoscimento.

Ma neanche il tempo di assaporare la bella notizia, che la batosta è dietro l’angolo.

Il 18 dicembre 2017 nella residenza Comunale il Responsabile dell’Area pubblica una Determina, la n. 239, ricordandoci l’art. 20 del Capitolato speciale d’appalto (CSA) e che l’art. 2 del Disciplinare tecnico prestazionale (DTP) della gara bandita dall’ARO BA 5 per l’affidamento del servizio di igiene urbana, prevedono premialità a favore dell’I.A. in caso di superamento degli obiettivi minimi di raccolta differenziata indicati.

Dato atto che il Comune di Casamassima non dispone del centro comunale di raccolta e pertanto l’obiettivo minimo che l’I.A. è tenuta a garantire è del 50% di r.d. nel 1° anno di esecuzione del nuovo servizio domiciliare;

Rilevato che al momento la media aritmetica dei risultati mensili di raccolta differenziata conseguiti dal Comune di Casamassima da che è stata garantita la copertura totale del servizio di raccolta domiciliare dei rifiuti (13/02/2017) si è attestata intono all’80%;

Considerato quindi che occorre accantonare la somma da riconoscere all’I.A. a titolo di premialità per il migliore risultato di r.d. conseguito rispetto a quello previsto negli atti di gara e nel Progetto dalla stessa presentato, al momento non esattamente quantificabile; (omissis)

DETERMINA

di assumere impegno di spesa di € 149.138,99 finalizzato al riconoscimento delle premialità ex art. 20 del Capitolato speciale d’appalto ed art. 2 del Disciplinare tecnico prestazionale a favore di Cogeir costruzioni e gestioni s.r.l. per la parte che compete al corrente esercizio finanziario, imputando la somma…… (omissis)

Capitolato e Disciplinare mai pubblicati ed ancora “segretati”.

E qui la polemica.

Per qualcuno grande ed immensa è stata la passata amministrazione che ha istituito il servizio porta a porta con la raccolta differenziata;

grande ed immenso il sindaco e la politica che hanno messo le basi per tale imponente traguardo;

per qualcun altro, grandi ed immensi i cittadini che hanno risposto in modo così capillare e con spiccato senso civico alla raccolta differenziata raggiungendo simili conclusioni nonostante non ci sia un Centro Comunale di Raccolta.

A chi dare ragione?

La risposta ci sembra lapalissiana.

Se non ci fossero i cittadini che mettono da parte e suddividono con scrupolo i rifiuti, come si sarebbe potuto raggiungere un simile obiettivo se di obiettivo si tratta?

Se i cittadini non avessero messo a disposizione un luogo, un posto della propria casa, per conservare sino alla prossima raccolta, quella plastica, quel vetro, quell’organico e quella bomboletta per la lacca che ancora conservano perché non sanno dove gettarla, come si sarebbero raggiunti simili risultati?

E perché i cittadini dovrebbero essere felici di aver raggiunto tale traguardo senza che nessun tipo di riconoscimento venga loro “elargito” e riconosciuto sotto forma di riduzione di imposta da pagare?

E perché il contratto non viene applicato interamente?

Le premialità nei confronti dell’impresa incaricata della raccolta vengono immediatamente garantite mentre quelle nei confronti dei cittadini no. Perché?

Ma contrattualmente i cittadini hanno avuto l’onere di andare a ritirare i bidoncini per la monnezza?

E contrattualmente è prevista la coda in locali pubblici comunali per il ritiro delle buste necessarie alla raccolta?

E’ previsto che se non si fa a tempo per il tempo stabilito dall’impresa bisogna recarsi in altro luogo per il ritiro?

E se l’ARO è uguale, con lo stesso contratto, perché in alcuni comuni ci sono macchine distributrici per il ritiro dei kit e al paesello no?

Come mai le operazioni accessorie al ritiro del rifiuto, spazzamento, disinfestazioni, rimozioni erbetta dai marciapiedi ed altre attività, ancora non soddisfano e lasciano interdetti?

Come mai nessuno mai ha contestato il numero dei dipendenti e dei mezzi che a contratto sembrano non sufficienti?

E poi, per quale motivo, anche in prossimità delle feste, nello stesso ARO e in qualche caso con la stessa impresa, il calendario per la raccolta differisce?

Ma la premialità che dovrà essere riconosciuta all’Impresa è diretta alle maestranze che in quell’Impresa operano?

Nel frattempo per La Gazzetta del Mezzogiorno, Casamassima non sarebbe per niente un comune Riciclone in quanto risulterebbe uno dei 10 comuni meno virtuosi dell’intera Regione Puglia con appena l’8,1% di differenziata.

Considerato che quanto pubblicato sul portale Ambientale della Regione Puglia dovrebbe rivenire da comunicazioni comunali che solo in una seconda fase vengono o no validati dalla Regione, rimaniamo in attesa di conoscere i dati reali ed ufficiali.

Se i dati anticipati da La Gazzetta fossero confermati, quel calcolo che porterebbe a quella premialità di oltre 149 mila euro, che fine farebbe?

Dove la verità?

E del terreno individuato per il Centro Comunale di Raccolta, divenuto negli ultimi giorni motivo di plauso per qualcuno, ne vogliamo parlare?

 

 

Di nuovo sulla Caserma dei Carabinieri di Casamassima.

0

Capita a volte di perdere qualcosa e pronta la denuncia di smarrimento trova nell’immediatezza i Carabinieri, unico luogo a presidio della legalità e della sicurezza sul territorio, nel ricevere la denuncia.

Diciamo che un giorno mi accorgo di aver smarrito l’intelletto (non vedo la necessità di dirvi cosa abbia mai smarrito) e frettolosamente mi reco alla Caserma dei Carabinieri in via Giovanni Amendola al civico 40 a Casamassima.

Mi affaccio nella stanza del Comandante la Stazione per un saluto veloce e noto che il soffitto presenta vistose macchie di umidità.

Anche il soffitto dell’androne in più punti è segnato dalla presenza di rimarchevoli presenze umide. Altresì parte delle pareti sono bagnate e piovviginose.

Considerato che l’ufficio destinato a raccogliere le denunce è al pian terreno, come l’ufficio del Comandante del resto, la mia immaginazione mi spinge ad ipotizzare cosa mai possano raccontare le stanze o i luoghi posti al primo piano. Se al pian terreno parte del soffitto e delle pareti sembrano bagnate, al di sopra che ci sarà?

Un lago?

Ma ultimamente non erano stati fatti dei lavori di sistemazione e ripristino del lastrico solare?

Forse ci vorrà del tempo affinché l’umidità si riassorba?

E chi ci lavora e alloggia in quelle stanze, come farà?

E per quanto tempo dovremo ancora incappucciarci per rimanere al caldo mentre attendiamo che l’incaricato di turno si liberi per ricevere la nostra denuncia?

Quando il tecnicismo burocratico va a corrente alternata.

 

 

Ma non chiamatela inaugurazione.

0

Mentre in sordina la campagna elettorale è iniziata e quasi timidamente si comincia a parlare di un nuovo possibile sindaco che dovrà guidare per i prossimi 5 anni il paesello a sud est la grande metropoli, il Commissario Prefettizio Aldo Aldi, con la partecipazione del tecnicismo burocratico, solerte come non mai nell’occasione, inaugura (?), riapre (?), quell’androne del Palazzo Comunale al cui interno hanno preso vita quelle stanze concesse gratuitamente al Comitato Festa San Rocco.

Peserà sulle spalle del nuovo sindaco la responsabilità di avallare o meno la decisone frettolosa e non richiesta del Commissario che avrà lasciato il paesello da un pezzo allorquando la nuova amministrazione sarà chiamata a decidere.

Ambienti ripuliti da quelle mille cianfrusaglie ammassate in quel luogo sacro per l’Istituzione cardine del Comune hanno fatto da scenario a quanti si sono dati appuntamento per la riapertura di quel portone. A presidiare quel luogo, la casa comune di tutti casamassimesi, non ci sarà il Comando della Polizia Municipale, così come dagli albori del paesello siamo stati abituati a vedere, ma l‘immagine di un santo.

«Questa è la casa dei cittadini di Casamassima ed aveva bisogno di maggiore dignità rispetto allo stato in cui si trovava precedentemente. Non c’è stata da parte mia nessuna volontà di mettersi in mostra; l’unica volontà della gestione commissariale è quella di dare una casa dignitosa al popolo di Casamassima».

Queste le parole del Commissario Prefettizio Aldo Aldi donateci ieri sera, 19 dicembre 2017, allorquando lo stesso, attraverso una serie di atti surreali, messi insieme con una velocità surreale, per concedere surrealmente in comodato gratuito ad un comitato feste patronali dei locali di proprietà comunale, vincolati dalla Soprintendenza, decideva di aprire quell’Ingresso Storico e Monumentale attraverso una manifestazione surreale.

Surreale quel taglio del nastro.

Surreale la benedizione della “casa”.

Surreale il violino.

Surreale la presenza dei soliti noti.

Surreali quel mobiletto e quell’anfora che ci sembra aver visto in un negozio di mobili non distante da quelle mura.

Però, quella maggiore dignità che si doveva nei confronti della casa comune, se non ci fossero stati i cittadini, mai avrebbe preso vigore.

Infatti, per quell’apertura tanto agognata e tanto attesa i cittadini tutti hanno dovuto mettere mano al portafoglio e così, parte delle loro tasse sono state così impegnate:

  • 26 settembre 2017 impegnati € 3.000 per pulizia;
  • 25 ottobre 2017 impegnati € 1.000 per la rimozione dei puntelli alle finestre che poi sono diventati sostituzioni;
  • 27 novembre 2017 impegnanti € 1.800 per la tinteggiatura dei portoni;
  • 4 dicembre 2017 impegnati € 3.000 per pulizia finale;
  • 4 dicembre 2017 impegnati € 681 per le spese inerenti l’apertura dell’androne (quali?);
  • 7 dicembre 2017 impegnati € 980 per corpi illuminanti.

Crediamo che una più attenta ricognizione ci permetterà di scoprire ancora delle spese che al momento sfuggono.

Quindi, la collettività tutta, spende € 10.461 solo per le spese, diciamo tecniche, inerenti la sistemazione dei luoghi.

Ma il comodato gratuito prima di 8 anni, divenuti in seguito 4, al Comitato San Rocco, non era stato concesso perché il Comune e quindi la collettività tutta, non avevano disponibilità di danaro sufficiente per ripulire dall’incuria e dall’abbandono quei luoghi?

Ma quanti ne ha spesi il Comitato per tinteggiare le pareti ed infilare i cavi elettrici nella predisposizione esistente?

Quando lo sapremo, se mai lo sapremo?

Bruciato il risparmio su quell’affitto per l’Ufficio di Collocamento di via Pacinotti, che con quei 44 mila euro ci avrebbe permesso di usufruire in toto di quei locali, si inaugura, mai termine è stato più sbagliato, l’androne principale dell’Ingresso Storico e Monumentale del Comune di Casamassima.

Delle 5 porte in legno che conducevano alle stanze destinate agli uffici della Polizia Municipale, 3 risultano interdette da pareti fittizie di cartongesso e 2 ermeticamente chiuse.

I festeggiamenti sono proseguiti nella Sala delle Torri dove fra panettoni, pandori e fiumi di spumante italiano o champagne francese (non siamo esperti), si è brindato dignitosamente e sobriamente all’evento.

Che dire, anche il tappeto dell’ingresso è surreale.

 

 

This function has been disabled for Maurizio Saliani.