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Aspettando che Nitti, Pastore e Capone facciano il viaggio di ritorno dalla Luna.

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Surreali e visionarie le oltre due ore e mezzo che il consiglio comunale di Casamassima del 28 maggio scorso ha dedicato a quella proposta di delibera portata dalla maggioranza all’attenzione di tutti in riferimento all’adeguamento del compenso destinato ai revisori dei conti.

Nel febbraio del 2019 i revisori dei conti facevano pervenire una nota in cui chiedevano che il loro compenso fosse adeguato (in soldoni si procedesse ad aumentarlo). L’amministrazione Nitti, sempre attenta (?) ed oculata (?) quando si parla di danaro pubblico, aspettava un anno e mezzo per portare all’attenzione del consiglio, unico organo deputato a concederlo quell’aumento, il provvedimento che sarebbe costato 15 mila euro in più all’anno. Compenso complessivo che sarebbe passato dagli attuali 47.200 euro ai circa 62.500 euro.

Ma perché, si chiedono le minoranze, proprio ora e proprio in questo periodo emergenziale in cui molti cittadini fanno i conti per aggiungere al pranzo la cena?

E qui, fra le sperticate giustificazioni legali e giuridiche del sindaco Nitti seguito dalle astruse e profonde quanto indecifrabili scusanti dei soliti Franco Pastore e Giuseppe Capone, fra “i lavoratori vanno tutelati” e “l’aiuto non è un obbligo”, ci si incamminava verso una discussione che descrivere surreale ci appare poco.

Ma perché, denunciano GuerraMirizio e Palmieri, ancor prima che il bilancio sia approvato, ancor prima di sapere se i conti sono in ordine oppure no, si decide di dirottare risorse per adeguare il compenso dei revisori? Forse perché, traspare dagli interventi, si vorrebbe diciamo così, un occhio meno aritmetico sull’approvazione del bilancio in fase di preparazione e che per approdare in consiglio ha bisogno del visto favorevole dei revisori dei conti? E per quale ragione l’amministrazione Nitti che non ha destinato un solo centesimo all’emergenza Covid-19 a favore delle fasce più disagiate (tutti gli interventi fatti sono con fondi nazionali n.d.r.), decide così affrettatamente di destinare fondi comunali per aumentare il compenso dei revisori? Quale l’opportunità politica e morale, sottolinea Palmieri, di privare i cittadini di aiuti che potrebbero essere destinati loro, visto anche il grido di allarme lanciato da Antonio Decaro sui 5 miliardi in meno nelle casse dei comuni italiani, per garantire un maggior compenso ai revisori proprio in questa emergenza da cui non siamo ancora usciti?

Come potrebbero giustificare Nitti, Pastore e Capone ai cittadini quel provvedimento se una volta redatto il bilancio dovessero richiedere un aumento indiscriminato delle tasse per far quadrare i conti anche a causa di quell’aumento di compenso ai revisori?

E come nelle migliori delle commedie dell’assurdo cui l’amministrazione Nitti ci ha abituato nel momento in cui si aprono le dichiarazioni di voto, il consigliere Giuseppe Capone chiede una sospensione di 5 minuti.

Al rientro proprio Capone, strenuo difensore di quel provvedimento che lo ha tenuto impegnato a controbattere le tesi di Palmieri, Mirizio e Guerra, dichiara con il candore che riconosciamo negli occhi del bambino che l’ha fatta fuori dal vasino, che la maggioranza ha deciso di ritirare il provvedimento proposto.

Due ore e mezza buttate all’ortica solo per spiegare a questa maggioranza cosa sia l’opportunità politica, la morale e il rispetto delle casse comunali che sono il frutto del lavoro e del sacrificio dei cittadini di questo paesello sempre più a sud est la grande metropoli.

Casamassima: la bufala del parco di via Sammichele.

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In via Sammichele non sono iniziati i lavori che porteranno alla realizzazione di un parco urbano, così come con enfasi in questi giorni si scrive e si legge al paesello a sud est, ma bensì solo ed unicamente lavori che hanno come unico scopo quello di aumentare la zona parcheggio su via Vecchia Gioia fra via Sicilia e via Campania.

(In rosso la zona delimitata dei lavori in cui saranno realizzati nuovi parcheggi)

Sarebbe bastato spulciare gli atti pubblici o in alternativa chiedere all’impresa che sta operando sull’area per aver conferma di quanto abbiamo verificato.

I lavori, non ancora affidati, per la realizzazione del parco, sono fermi temporalmente e burocraticamente alle due delibere di giunta, la n. 22 del 26-02-2020 e la n. 28 del 5-03-2020 in cui si approvava il progetto per la realizzazione di un’area attrezzata per l’infanzia, finanziato dal G.A.L. SUD-EST BARESE, in cui si variava il compenso per l’ing. Nicola Stefanelli, quale progettista.

Nel frattempo sono terminati i lavori in via Acquaviva (parcheggio Scuola Marconi): ma i nuovi alberi quando saranno piantati?

Lipu Casamassima: dal comune solo parole. Si chiede l’intervento dei Carabinieri Forestali.

Comunicato stampa LIPU Casamassima.

Casamassima: L’amministrazione comunale condanna i Falchi grillai del Monastero di Santa Chiara.

A breve i lavori che distruggeranno le nidificazioni. Lipu: dal comune solo parole.

Dopo anni di attesa, a giorni è prevista l’apertura del cantiere per la ristrutturazione del Monastero di Santa Chiara. È qui che da sempre si riproduce la maggior parte della colonia di Falco grillaio di Casamassima. Purtroppo, nonostante richieste, lettere della Lipu e i numerosi incontri con amministratori e tecnici comunali, nessun piano è stato programmato per la salvaguardia della specie che ora rischia la scomparsa per un inspiegabile atteggiamento di disinteresse.

Il Falco Grillaio (Falco naumanni) è una specie migratrice tutelata da direttive europee, da leggi nazionali e varie norme regionali, e come tale qualsiasi ente coinvolto deve tener conto della sua tutela.

Nel 2010 furono segnalati i primi Falchi grillai nidificanti sullo storico edificio, da allora la colonia è stata ufficialmente censita dalla Lipu ed è stata fatta una importante opera di sensibilizzazione della comunità locale, anche con i sindaci ed assessori che si sono succeduti. Negli anni i volontari Lipu hanno recuperato i giovani caduti dai nidi e ne hanno promosso la tutela attraverso la campagna “Adotta un nido di grillaio”. Quando nel 2015 fu programmata la ristrutturazione del Monastero di Santa Chiara, la Lipu si è attivata per stabilire un dialogo con i tecnici comunali affinché si preservasse la colonia durante il restauro della struttura. Fu più volte suggerito di arrivare preparati all’apertura dei lavori e di non lasciare tutto alla improvvisazione di ingegneri ed architetti, che non hanno conoscenze e competenze in ambito naturalistico. Dal comune tante rassicurazioni ma nessun atto concreto!

Malgrado la corrispondenza ufficiale e tutti gli incontri, l’ultimo il 13 maggio 2020, in cui si è ribadita ancora una volta l’esigenza di programmare un piano di mitigazione dell’intervento e per la conservazione della specie, l’ufficio tecnico, ignorando totalmente tali consigli, sta dando il via libera all’apertura del cantiere e agli interventi preliminari di disinfestazione che spazzeranno via decine di uova di grillai e di altre specie.

Dunque un atto gravissimo! Una immotivata e irresponsabile sentenza di morte per la colonia che, in questo momento, è nella fase più delicata della stagione, la deposizione e la cova delle uova. Senza dimenticare altre specie: rondoni, passeri, taccole, chirotteri, anch’esse sottoposte a rigide norme di tutela.

Tutti gli sforzi fatti in questi anni da noi volontari e dai cittadini per difendere e sostenere il Grillaio a Casamassima vengono così vanificati – afferma Rina Addabbo responsabile del Gruppo Lipu di Casamassima – cosicché le promesse di sostegno alla specie avanzate da questa amministrazione comunale si risolvono in un nulla di fatto. Avremmo volentieri evitato ma adesso siamo costretti ad agire diversamente per far rispettare le leggi, non più con diplomazia e collaborazione ma chiedendo l’intervento dei Carabinieri Forestali”. A quel punto il blocco dei lavori di restauro sarà necessario per evitare la distruzione dei nidi e delle uova, almeno fino a settembre.

Non lasceremo nulla di intentato – aggiunge Enzo Cripezzi della Lipu regionale – stiamo valutando direttamente il ricorso alla magistratura penale e la richiesta di blocco dei finanziamenti del MiSE per mancato rispetto delle leggi dello Stato e delle direttive comunitarie.”

Facciamo un ultimo appello agli enti coinvolti – continua Addabbo – dalla Regione all’Amministrazione comunale perché siano programmati gli interventi adeguati affinché il centro storico di Casamassima non perda i suoi falchi”.

Il Falco Grillaio oltre all’alto valore scientifico, rappresenta in parte la nostra storia, la tradizione e il legame tra natura e cultura, – concludono alla Lipu – valori fondamentali per migliorare la qualità della nostra vita e quella delle generazioni che verranno, tutti dovremmo fare fronte comune ed impegnarci per tutelare e sostenere la specie.”. I volontari della Lipu continueranno a combattere perché questo falchetto possa tornare nei nostri cieli primavera dopo primavera.

Lipu ODV – Gruppo di Casamassima

Casamassima, 26 maggio 2020

Casamassima: giovedì Consiglio Comunale.

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Dopo aver atteso una lunga settimana per aver conferma di quanto le cronache avevano preannunciato sul famoso Consiglio Comunale del 15 maggio scorso allorquando a causa della mancanza del numero legale – abbandono della seduta da parte dell’intera maggioranza – i lavori si erano interrotti, si apprende che per giovedì 28 maggio è stato convocato un altro Consiglio Comunale.

E così, mentre riecheggia nell’etere ancora quell’appello a cui Azzone Michele, Giuseppe Capone, Marida Lerede, Vito Mazzei, Franco Pastore, Michael Barbieri, Salvatore Nacarlo, Alessio Nitti e Cristiano Marinò non rispondevano in quanto “assenti ingiustificati” (?) probabilmente perché l’adesione all’ Avviso Pubblico (Carta di Pisa) era forse troppo impegnativa, politicamente, e in attesa che osservazioni possano essere formulate da connessi commenti che appaiono sui social network si è deciso di rimandare il tutto a giovedì.

Ma un fatto di rilevanza politica grande quanto una casa mette in luce l’amministrazione Giuseppi Nitti: la scarsa propensione di aderire ad Avviso Pubblico e a quelle norme comportamentali, amministrative, morali e politiche sancite da quei principi, visto le scelte che mette in campo.

Infatti non è di poco conto la scelta di tramutare una proposta di deliberazione di consiglio comunale inerente l’adesione ad Avviso Pubblico in una discussione sulla mozione di proposta di delibera consiliare che inevitabilmente farà allungare i tempi e che rischia di non passare viste le ultime vicende che hanno riguardato la maggioranza.

Ricordiamo che su proposta del consigliere Andrea Palmieri e fatta propria anche da Antonello Caravella, Giuseppe Patrono, Nicola Guerra, Agostino Mirizio e Monica Portaccio, la mozione passò con il voto unanime dell’intera commissione e che la maggioranza fece sua con quella proposta di delibera da portare in approvazione nel consiglio del 15 maggio. Oggi cambia idea e porta in consiglio l’approvazione della mozione che praticamente (e politicamente) significa spostare l’approvazione in un eventuale e prossimo consiglio comunale.

Giuseppe Nitti che da consigliere lottò sino allo stremo delle forze per “imporre” a Vito Cessa l’adesione a quelle norme che tenessero lontano il malaffare, la corruzione e il conflitto di interesse, oggi, senza che una sola parola abbia turbato il suo cammino di fronte a quelle regole che avrebbe dovuto far sue già dal suo insediamento di due anni or sono, decide di temporeggiare.

Ma non solo sulla Carta di Pisa l’amministrazione e la maggioranza Giuseppe Nitti prende tempo.

Anche l’istituzione di una commissione consiliare temporanea speciale per l’emergenza Covid-19, da proposta di delibera diventa anch’essa per magia, discussione sulla mozione che ne vorrebbe discutere l’approvazione.

In attesa di conoscere quali i motivi del ritardo sulla pubblicazione dei lavori consiliari del 15 maggio e in attesa di apprendere le giustificazioni da parte dei consiglieri di maggioranza che hanno deciso di abbandonare la seduta del 15 maggio proprio quando l’Avviso Pubblico doveva essere votato, vi rimandiamo alla convocazione del consiglio del 28 maggio (clicca qui per leggere), sempre se l’Albo Pretorio online sia funzionante.

ARO BA 5 – I sindaci si incontrano per annullare il contratto.

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Il 17 aprile scorso, in video conferenza, i sindaci di Gioia del Colle, Acquaviva delle Fonti, Casamassima, Sammichele di Bari e di Turi, assente quello di Adelfia, considerato che le amministrazioni comunali costituenti l’ARO BA 5 hanno l’obbligo di:

  • annullare i singoli contratti sottoscritti dai Comuni con il RTI CNS;

  • individuare lo strumento idoneo da impiegare per evitare l’interruzione del servizio;

  • individuare le diverse ipotesi di modalità di affidamento del servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti solidi urbani;

prende atto della Sentenza del Consiglio di Stato -V Sezione- n. 4544/2018 che ha annullato l’aggiudicazione della procedura di gara in oggetto per mancanza ab origine dei requisiti di qualificazione del r.t.i. CNS,

affida all’avv. Giuseppe Cozzi l’incarico di redazione di apposito scritto tecnico di supporto per la compiuta istruttoria necessaria all’adempimento della precitata sentenza del Consiglio di Stato,

demandando al Direttore dell’ARO BA/5, dott. Giuseppe Santoiemma, l’adozione di ogni altro atto esecutivo e consequenziale al presente provvedimento.

In attesa di conoscere quali le ulteriori decisioni dei sindaci che sembra si siano ancora incontrati ad inizio maggio, ed in attesa che anche il Comune di Casamassima pubblichi i verbali delle assemblee dei sindaci vi rimandiamo al verbale del 17 aprile (clicca qui per leggere) pubblicato dal Comune di Gioia del Colle.

Casamassima: ieri il consiglio comunale di cui nessuno sa niente.

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Del consiglio comunale tenutosi ieri solo frammentarie notizie ancora in attesa di conferma visto che la registrazione dei lavori risulta ancora non disponibile sulla piattaforma Magnetofono (quando scriviamo sono le 12,50 del 16/05/2020).

E i frammenti di notizie che circolano non sono del tutto lusinghieri. Per nessuno.

Un consiglio tenutosi on line in videoconferenza iniziato alle 10 e terminato intorno alle 21.30 per mancanza del numero legale. Ma andiamo per ordine.

La prima “anomalia” è la scelta del presidente del consiglio, Giuseppe Valenzano, che decide di non portare in discussione alcune interpellanze dei consiglieri di opposizione. Fra le altre non sono ammesse anche le interpellanze interrogazioni del consigliere Andrea Palmieri aventi per oggetto Misure a sostegno del Commercio, Controlli durante l’emergenza e Nuovo avviso pubblico Buoni Spesa – Proposte PD. I perché della non ammissione alla discussione di interpellanze che sembrano ovvie dopo il lockdown appena trascorso che ha visto peraltro accrescersi le famiglie in difficoltà, non sono stati resi noti.

Come oscure sarebbero le ragioni che spingono la maggioranza nel portare in votazione il passaggio di Cristiano Marinò, eletto nella lista Voi con Antonietta Spinelli, e poi passato in maggioranza nel gruppo Giuseppe Nitti sindaco senza che nessuna dichiarazione in tal senso risulti agli atti del consiglio. A questo punto anche la ridistribuzione delle forze rappresentate proporzionalmente all’interno delle commissioni consiliari appare ancora non conforme alle disposizioni di legge consentendo ancora ai pentastellati una rappresentanza maggiore di quanto i voti dei cittadini abbiano espresso.

Ma la notizia, che se fosse confermata sarebbe molto grave, sarebbe quella che la maggioranza tutta rende impossibile la prosecuzione del consiglio comunale abbandonando la seduta (o meglio la video conferenza) facendo mancare il numero legale. E così mentre si discute sull’adesione ad Avviso Pubblico (Carta di Pisa), l’intera maggioranza si “scollega”.

Su una proposta di delibera, passata in commissione con il voto unanime dei componenti, la maggioranza stacca la spina ed abbandona la seduta. Come mai la maggioranza di fronte alla possibilità di approvare un documento che possa servire da argine ai collegamenti fra politica e malaffare decide di “sabotare” i lavori rendendoli impossibili?

Considerato che sembra improbabile un guasto improvviso di tutte le apparecchiature solo ed unicamente della maggioranza, a chi ascrivere questa grave responsabilità politica su quanto si è verificato ieri? A chi fanno paura una serie di principi morali cui dovrebbero attenersi tutti quando si amministra una collettività e che hanno come unico scopo quello di combattere il conflitto di interessi, il clientelismo, le pressioni indebite favorendo la trasparenza combattendo le consorterie a favore della legalità?

Per opportuna conoscenza l’amministrazione si è impegnata a compensare l’azienda che per le 13 ore del consiglio comunale ha fornito il coordinamento tecnico dell’ evento e la gestione dello streaming (che non ha funzionato) per un importo pari a € 1.250 escluso IVA.

Casamassima: tra cimitero, mascherine e buoni alimentari passa anche questa settimana.

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Tra dirette, annunci, inviti, proclami, mazzate e foto acchiappa like, la settimana amministrativa al paesello non fa registrare nulla di eclatante tranne alcuni provvedimenti importanti.

Cimitero

Vista l’ordinanza del Presidente della Regione Michele Emiliano, il sindaco Nitti revoca quanto deciso e riapre il cimitero a partire dal 30 Aprile 2020 sino al 17 Maggio 2020 incluso, in attesa delle successive indicazioni del legislatore nazionale e regionale.

Pannello di policarbonato trasparente

Con urgenza viene acquistato un pannello di policarbonato trasparente delle dimensioni 125X100, completo di foro passacarte, più un ulteriore pannello in bachelite nero per un importo complessivo pari a € 280,60.

Mascherine

Dopo l’acquisto di 200 mascherine del 26 marzo scorso (clicca qui per leggere), il comune acquista altre 1.790 mascherine cosi suddivise:

n. 1650 mascherine chirurgiche (costo unitario € 1,50);

n. 140 mascherine FFP2 (costo unitario € 12)

per una spesa complessiva pari a € 4.215.

Buoni alimentari una tantum_1

Visto che da una ulteriore ed attenta analisi delle istanze e successivo controllo degli elenchi, è stato riscontrato che n. 4 nominativi ammessi che, per mero errore materiale, sono stati inseriti anche nell’elenco dei non ammessi e che quindi vanno eliminati dall’elenco redatto precedentemente e che n. 3 nominativi le cui istanze valutate ed escluse dal beneficio, sempre per errore materiale, non sono stati inseriti nel corrispondente elenco redatto precedentemente, si procede con urgenza, alla pubblicazione del nuovo elenco degli esclusi che annulla e sostituisce l’allegato B (non ammessi) approvato con la determinazione n. 161/2020 del 20/04/2020.

Responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione dei rischi professionali

Viene affidato il Servizio di Prevenzione e Protezione dei rischi professionali e relativi adempimenti in materia di sicurezza ed igiene sui posti di lavoro per l’anno 2020,

. 6.710,00 IVA compresa.

C.O.C. (Centro Operativo Comunale)

Entrano nel COC la Sig.ra Rosanna Selvaggi, presidente della locale Associazione di volontariato Comunione è Vita – Caritas e il Sig. Giovanni Gargano, presidente e legale rappresentante dell’Associazione di volontariato Parrocchia Santa Maria delle Grazie. Si attribuisce alla Sig.ra Rosanna Selvaggi, l’incarico di responsabile del banco solidale e della raccolta e distribuzione alimentare per il tempo necessario a fronteggiare l’emergenza epidemiologica per il quale è stato attivato il COC

Buoni alimentari una tantum_2

Ai nuclei familiari già assegnatari dei buoni spesa di cui al precedente Bando pubblicato in data 4/04/2020, giusta Delibera di G.C.nr.33 del 4/04/2020, verranno assegnati d’ufficio, senza ripresentazione istanza, ulteriori buoni spesa per un importo pari al 50% della somma precedentemente assegnata.

Ai fini dell’assegnazione dei buoni spesa, l’inserimento nell’elenco stilato dai Servizi Sociali sarà disposto su istanza di parte proposta da residenti nel Comune di Casamassima alla data dell’08/03/2020, che, in rappresentanza del nucleo familiare di appartenenza, dichiarino di non essere assegnatari, per il mese di Aprile 2020, qualsiasi reddito da lavoro dipendente o autonomo o qualsiasi forma di sostegno e/o contribuzione pubblica al reddito, anche di natura previdenziale, (come ad esempio cassa integrazione ordinaria e in deroga, stipendi, Naspi, pensioni, pensioni sociali, pensione di inabilità, reddito/pensione di cittadinanza, contributi connessi a progetti personalizzati di intervento, altre indennità speciali connesse all’emergenza coronavirus, ed altri redditi assimilati) di importo mensile superiore ad € 590 (cinquecentonovanta) per i nuclei familiari fino a 5 componenti.

Per i nuclei familiari con 6 componenti l’importo mensile da considerare è di € 600,00 (seicento). Per i nuclei familiari oltre i 6 componenti tale somma di € 600,00 (seicento) è incrementata di € 100,00 (cento) per ogni componente del nucleo familiare.

Il limite sarà ulteriormente elevato di € 300,00 nel caso in cui il nucleo familiare sostenga un canone di affitto, con contratto regolarmente registrato. Sono esclusi da tale incremento gli alloggi di edilizia popolare e i beneficiari del rimborso regionale canoni locativi. Devono altresì dichiarare, che il medesimo nucleo familiare possiede un patrimonio mobiliare (es. depositi bancari o postali, ecc.), nel mese di aprile, inferiore ad € 3.000,00 per il primo componente del nucleo familiare, incrementato di € 500,00 per ogni ulteriore componente fino ad un massimo di € 7.000,00.

La domanda dovrà essere inviata a: [email protected] oppure consegnata a mano presso la sede del C.O.C. – ingresso P./zza Bellomo n. 2. Per informazioni inerenti la presentazione delle istanze si potrà telefonare dalle ore 9,00 alle ore 12,00 ai seguenti numeri telefonici: 080/6530142- 080/6530144-080/6530176-080/673889.

Rispetto ai 157.607,17 euro destinati dal Dipartimento della Protezione Civile per l’emergenza alimentare, rimangono a disposizione, detratti i 44 mila euro già erogati e i 22 mila euro da destinare ai primi beneficiari, ancora € 91.607,17.

Non viene specificato il termine entro il quale le domande potranno essere presentate.

Casamassima: buoni e pacchi alimentari. Qualcosa non torna.

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Ricapitoliamo.

Dei 400 milioni di euro stanziati a livello nazionale dal Dipartimento della Protezione Civile per le famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19, a Casamassima sono giunti € 157.607,17. Soldi che, tramutati in buoni alimentari, dovranno essere destinati a coloro i quali soffrono più degli altri l’emergenza sanitaria e il lockdown.

Nella diretta Facebook del 14 aprile scorso il sindaco Giuseppe Nitti dichiarava che al 10 aprile, ultimo giorno utile per inoltrare la domanda di sostegno alimentare da parte dei cittadini, erano giunte al comune 435 domande: di queste solo 155 avevano i requisiti richiesti e quindi avrebbero usufruito dei buoni alimentari mentre le restanti 280, non avendoli, sarebbero state “cestinate”. Informava altresì che era iniziata la distribuzione dei buoni spesa e che erano state raggiunte già 110 famiglie.

Vista poi la raccolta “importante” di derrate alimentari giunte al comune e regolarmente catalogate, si era provveduto, dietro segnalazione dei servizi sociali, della Caritas e dei consiglieri comunali, a fornire le famiglie bisognose di beni di prima necessità con centinaia e centinaia di pacchi alimentari.

Trascorrono 5 giorni e durante la diretta Facebook di domenica 19 aprile ci accorgiamo che secondo quanto afferma il sindaco i numeri delle domande pervenute al comune per i buoni alimentari sono cambiati. Le domande pervenute non sono più 435 come aveva comunicato il 14, ma bensì 444. Di queste 169 erano state accolte (valore € 44.000) e 275 respinte.

Come mai questa differenza se già nella comunicazione del 14 aprile il bando si era chiuso da 4 giorni ed erano state già soddisfatte le domande ed aveva avuto inizio la distribuzione dei buoni spesa?

Rispondendo poi ad una cittadina scrive: «Sono state fatte oltre 500 consegne di pacchi alimentari e, pertanto, non mi sembra che vengano aiutate sempre le stesse persone».

Martedì 21 aprile viene pubblicata sull’Albo Pretorio online la Determina n. 161 del 20 aprile 2020 in cui i numeri, ancora una volta, non coincidono. Si scrive che le domande pervenute alle ore 24.00 del 10 aprile (ultimo giorno disponibile) erano 445: di queste 169 erano state ammesse al beneficio e 276 erano state escluse. Si era altresì provveduto a consegnare n. 2640 buoni spesa del valore di 10 euro cadauno (totale € 26.400) e n. 880 buoni spesa del valore cadauno di 20 euro (totale € 17.600) per un valore complessivo di € 44.000.

Come mai i numeri sono così ballerini?

Negli allegati alla determina compaiono poi le liste delle domande accolte e di quelle escluse. A proposito di queste ultime abbiamo notato che, contrariamente a quanto disposto da altri comuni, non viene specificato il perché della inammissibilità della domanda lasciando aperti interrogativi, che per colui ha redatto la domanda, sono insormontabili.

Queste domande escluse lo sono perché manca una firma? Oppure perché riporta redditi difformi da quelli richiesti? Oppure è stata esclusa, seppure rispettosa dei parametri scelti, perché inviata in ritardo? O è la mancanza della seconda pagina a decretarne l’esclusione? Oppure si è scoperto che più soggetti appartenenti allo stesso nucleo familiare hanno presentato più domande?

Perché si è deciso, anche per una questione di trasparenza amministrativa, di non indicare i motivi dell’esclusione preferendo un laconico non ammesso – mancanza di requisiti?

Quali i requisiti mancanti?

Ma anche un altra domanda avremmo la necessità di porre.

Sono solo 169 i nuclei familiari che hanno ricevuto i buoni spesa, mentre oltre 500, come scrive il sindaco, quelli che hanno ricevuto, su segnalazione dei servizi sociali, della Caritas e dei consiglieri comunali, i pacchi alimentari.

Se i pacchi alimentari confezionati grazie alle “importanti” donazioni ricevute sono stati oltre 500 e sono stati consegnati alle famiglie in difficoltà, come mai queste 500 famiglie non hanno provveduto ad indirizzare regolare domanda per l’ottenimento dei buoni pasto alimentari? 

Qualcuna di queste ha presentato domanda che poi è risultata non ammessa?

Questa discrepanza fra 169 domande accolte e gli oltre 500 pacchi alimentari consegnati, da cosa dipende?

Forse perché la comunicazione seguita dall’amministrazione non è stata quella vincente? Forse perché il canale Facebook seguito dal sindaco non sembra idoneo per coprire l’intera popolazione? Forse perché non basta pubblicare sul sito istituzionale, che trovarlo funzionante è un vero miracolo, gli avvisi?

Se riusciamo a capire la “disperazione” del sindaco quando, non riuscendo a comunicare con certezza il numero dei contagiati deve interpellare Prefetto, Regione ed ASL allo stesso tempo il sindaco riuscirà a capire la disperazione dei cittadini quando da soli dovranno tentare di interpretare i numeri che lui stesso fornisce e che risultano così pieni di contraddizione se non di errori macroscopici?

A questo punto non sarebbe il caso di fermarsi per analizzare nel dettaglio e a fondo tutte le decisioni e gli atti intrapresi al fine di indirizzare i rimanenti € 113.607,17 a cui si dovranno aggiungere quelli provenienti dalla Regione Puglia, per soddisfare il bisogno reale delle famiglie in difficoltà considerato che non saranno certo quei 100 o 200 o 500 euro una tantum a coprire i bisogni elementari e basilari per il tempo lungo che si prevede ci voglia per uscire da questo momento di crisi?

Nel frattempo ancora tutto nelle segrete stanze; di consigli comunali neanche l’ombra e i cittadini in attesa di sapere.

(Le foto sono tratte dal servizio del TGR Puglia del 14 aprile 2020)

Anche Casamassima fa i conti con la democrazia sospesa.

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Colui il quale non vuole adeguarsi, senza battere ciglio, al potere unico mainstream dell’”informazione imposta come l’unica possibile, che il triumvirato, accarezzando e servendosi di un manipolo di utili idioti, sforna giorno dopo giorno servendosi della tela come fece Penelope, o è un heater oppure un incosciente oppositore disturbatore che non può permettersi di imbarazzare l’ordine costituito.

Si scioglierà la neve prima o poi.

Anche la democrazia è in lockdown e quanto si registra al paesello a sud est la grande metropoli ne è dimostrazione plastica.

Di atti, scritti e verbali, di decisioni, di comportamenti incoerenti in questo periodo di arresti domiciliari senza alcuna accusa, il vaso è colmo. Ma chi sarà a denunciare quanto avviene all’intera collettività addormentata, anestetizzata e intorpidita dall’imbonitore del momento?

Si scioglierà la neve prima o poi.

E così sembra ci si sia assuefatti alle notizie fatte circolare ad hoc senza che nessuno più abbia il coraggio di verificarle.

La politica tutta, completamente assente se non addirittura complice e connivente con la tendenza dominante, mentre consuma le poche risorse rimastele in corpo per condividere, spiegare, portare prove a sostegno ora sul MES, ora su James Conte Bond ed ora sul Cazzaro Verde e la sua degna Fratella d’Italia, tace in una incomprensibile pace su quanto ogni giorno avviene sotto i propri occhi che anche dalla finestra, se proprio non si volesse uscire per andare dal pizzicagnolo, si potrebbe tranquillamente osservare.

Ma niente li smuove, niente li spinge neanche a commentare quello che è divenuto oramai in-commentabile ma che si affannano a stigmatizzare tenendosi a debita distanza lontano dai riflettori per paura di essere visti o ascoltati. Riunioni di capigruppo su Skype di una lunghezza inconfessabile, ma da non rendere assolutamente pubbliche neanche attraverso la pubblicazione di eventuali verbali redatti, sanciscono la condivisione di interventi e di decisioni di cui il popolo sovrano avrà notizia attraverso quella delibera di giunta o quella determina di prossima pubblicazione se il sito istituzionale si troverà funzionante.

Si scioglierà la neve prima o poi.

E nella considerazione generale che fra tutti questi colpevoli non c’è nessun colpevole, non resta che esternare le angosce, i dubbi e perplessità sui social sempre che una mano furtiva non cancelli quello che sarebbe meglio non circolasse.

Di consigli comunali, come si fa con il virus in agguato?, neanche a parlarne e così i cittadini, impegnati a preparare la focaccia o il panzerotto o la tortilla con la farina introvabile e con il lievito fatto in casa, aspettano la diretta ora di questo ora di quello che li tiri un po su il morale e che gli sussurri all’orecchio che bisogna restare a casa, che in fin dei conti le code le sappiamo fare bene e che se tutti si andassero a comprare le buste per la monnezza che sono anche quelle introvabili, non sarebbe male.

La politica ascolta, legge e scrive sulle chat privatissime che diventando le nuove segrete stanze in cui si può alzare la voce lasciando i rappresentati (noi) all’oscuro di tutto tra gli interrogativi quotidiani che l’uomo solo al comando saprà dissipare innescando però altre domande che non avranno mai risposta e che serviranno da detonatore alla protesta silenziosa e senza attributi di cui la politica (nostrana) è madre.

Eppure un bel consiglio comunale in questo momento andrebbe proprio bene: sarebbe interessante sapere non solo cosa farebbe e direbbe la fantomatica minoranza in questo particolare momento ma anche la fantomatica maggioranza sino a che punto si spingerebbe per giustificare e/o elogiare i suoi uomini e le sue donne chiusi nella stanza dei bottoni.

Sarebbe bello se il consiglio comunale fosse equiparato al mercato settimanale del sabato che fra recinti e “cecchini” pronti a redarguire l’indisciplinato in fila mai si è interrotto.

Ma si sa: la democrazia al tempo del coronavirus non si mangia.

Si scioglierà la neve prima o poi.

Non ci resta che guardare La signora gioca bene a scopa? con C. Giuffrè e E. Fenech, una commedia da oscar del 1974.

Nitti: ma è sostanza o solo un esercizio di retorica?

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Non potevamo credere a quanto stavamo leggendo. Certamente eravamo stati vittime di qualche sortilegio. Non poteva essere vero; sicuramente ci sarà una pronta e vibrata smentita. Ma abbiamo riletto con attenzione, abbiamo controllato se ci fossero state nel frattempo dichiarazioni contrastanti, ma oggi, 17 aprile, a 24 ore dalla pubblicazione sull’Albo Pretorio online, abbiamo avuto, ahinoi, la conferma. E’ tutto vero.

Ricorderete la famosa lettera così pregna di sentimento, romanticismo, emotività e ipersensibilità, che il sindaco del paesello, dott. Giuseppe Nitti, scrisse il 31 marzo scorso.

(Il post Facebook di Giuseppe Nitti del 31 marzo 2020)

Chiedeva agli imprenditori di Casamassima, da padre ancor prima che da sindaco, un sostegno perché «la nostra gente ha bisogno di generi alimentari e beni di prima necessità. Mi angoscia particolarmente pensare a quelle persone che non riescono a prender sonno la notte perché lacerate dalle incertezze del futuro. Persone che soffrono in silenzio, ma i cui occhi raccontano storie tristi ed esprimono un dignitoso imbarazzo nel chiedere aiuto».

E sembra che quella lettera qualche risultato lo abbia ottenuto: i locali del comune li abbiamo visti invasi da cartoni su cartoni e buste su buste contenenti ogni ben di Dio, donati non solo da grossi marchi, ma anche da associazioni culturali, vedi l’esempio di Tienda d’Arte di Valeria Massari, che il 2 aprile scorso consegnava 40 buste contenenti 3 quintali e mezzo di generi alimentari indirizzate alle famiglie in situazioni di maggiore bisogno. Ma anche i cittadini stanno partecipando al sostegno con quel carrello solidale.

(Le buste con gli alimenti donate da Tienda d’Arte)

Ci saremmo aspettati che anche il sindaco, visto il momento particolarmente difficile per qualcuno che, non avendo la possibilità di un piatto caldo da mangiare e di un biberon per i figli, insieme alla sua giunta avessero voluto sacrificare qualcosa per rendere meno tristi questi giorni.

Avevamo pensato se non alla rinuncia dell’indennità di funzione per un mese, almeno ad un suo taglio, magari se non del 50%, almeno del 20% oppure almeno del 10% così come hanno preteso per gli esercizi commerciali entrati in convenzione per i buoni alimentari; ma niente di tutto ciò.

E così, all’indomani della notizia che vede il sindaco di Conversano, Pasquale Loiacono e dell’intera sua giunta di tagliarsi le indennità per qualche mese del 20% a favore del fondo di solidarietà comunale, per il sindaco di Casamassima, Giuseppe Nitti, per il presidente del consiglio comunale, Giuseppe Valenzano e per gli assessori Annamaria Latrofa, Azzurra Acciani, Gino Petroni, Maria Montanaro e Michele Loiudice, è stata invece pubblicata la Determina n. 162 del 14/04/2020 avente per OGGETTO: Impegno e liquidazione indennità di funzione agli Amministratori – mese di aprile 2020 pari a € 9.970,21 che risulta essere l’ammontare completo mensile spettante senza nessuna riduzione.

Essendo certi che mai potremmo considerare le parole vergate dal sindaco su quella lettera e su quel post del 31 marzo scorso mero esercizio retorico, in attesa che venga chiarita l’intera faccenda, di cui immediatamente vi daremo notizia, rimaniamo in attesa che almeno i pentastellati presenti in consiglio comunale, Antonello Caravella e Giuseppe Patrono, da sempre per il taglio delle indennità ai politici, prendano una posizione trasparente e pubblica considerato che sino ad oggi non ci è parso di aver letto o sentito dichiarazioni in merito.

E se non lo fanno con la crisi da pandemia, quando lo faranno?

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