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Il PD Casamassima: la segreteria.

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Il PD di Casamassima completa l’organigramma dei propri organismi interni con la composizione della segreteria.

Dopo il Congresso cittadino dello scorso 21 ottobre che vedeva la presenza di Andrea Palmieri, Antonietta Spinelli, Fabio Nanna, Roberta Astolfi, Pierpasquale Acito, Annamaria Montalbò, Vito Cessa, Lucrezia Mallardi, Fabio Rella, Pasqua Borracci, Vincenzo Nonna, Daniela De Nicolò, Vitangelo Ardito, Marica Angelillo e Vito De Tommaso scelti dagli iscritti per il coordinamento cittadino, qualche giorno fa si è proceduto a nominare la segreteria che comprende: Andrea Palmieri, Domenica (Chelluccia) Acito, Adriano Bizzoco, Pierpasquale Acito, Claudio Langella e naturalmente il segretario cittadino Rocco Bagalà.

Che il partito stia attraversando un momento difficile lo si capisce dalla scelta degli uomini e delle donne che compongono sia il coordinamento che la segreteria cittadina. La convivenza e coesistenza di anime così diverse indica solo che si sta tentando di non perdere completamente quel patrimonio di voti che pare difficile possa coagularsi sul nome di un candidato sindaco seppure di prestigio senza un’alleanza ampia e soprattutto coesa.

Vedremo se le consultazioni e i primi incontri più o meno palesi saranno indirizzati a ricostruire un centro sinistra, che appare inconsistente e aleatorio, oppure indirizzate a costruire un’alleanza con alcune liste civiche che attualmente riscuotono l’attenzione di ambedue gli pseudo schieramenti politici (centro destra e centro sinistra) del paesello.

Far dimenticare il disastro amministrativo del paesello degli ultimi due anni a guida PD sarà il compito che spetterà in primis non solo al segretario Bagalà, ma a tutti i componenti la segreteria cittadina.

Nel frattempo anche il PD cittadino, come tutti gli altri, tace su quanto ultimamente sta investendo il paesello a sud est la grande metropoli.

Che le amministrative siano vicine si capisce.

Una volta c’erano la Rodari e la Collodi.

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Vorrei dire tante cose, ma le mie parole, ormai, forse non servono più, dovrebbero parlare le coscienze di molti, che però tacciono ancora e forse riproporranno questo scempio come cavallo di battaglia…per il resto, se a volte il silenzio è d’oro, in certe situazioni fa pensare al peggio.

(Matilde Gatto)

 

Quello è nato sotto una buona stella,

espressione che potrebbe essere utilizzata per tutti ad esclusione dei bambini che al paesello, seppur iscritti alla Scuola Rodari e Collodi, per imparare a far di conto, al Majorana in affitto devono andare.

Avremmo potuto usare questa metafora se queste bambine e questi bambini, non fossero nati tutti in una notte in cui le stelle in cielo manco a pagarne ne vedevi.

Si perde nella notte dei tempi il ricordo di quei cancelli che al mattino si aprivano per ospitare quelle bambine, quei bambini, che, chi in allegria, chi con il pianto a dirotto, con quello che geografia non aveva studiato e quella lì gelosa perché quel discolo là la merendina all’amica sua l’aveva data anziché a lei, si attardavano all’ingresso di scuola.

Ma la Rodari, oggi, è ancora chiusa.

Ma anche la Collodi è chiusa, che vi credete voi.

Per non farci mancare nulla due è meglio di una.

Consigli di circolo segretati, manifestazioni, cortei di proteste, discorsi dal sagrato di una chiesa, consigli comunali, esposti su esposti, vigili del fuoco, commissioni comunali e audizioni regionali, TV e giornali ……

Ma sono state le promesse quelle che hanno lasciato il segno.

Quei bambini, di promesse, ne hanno sentite tante. Troppe.

E alle promesse della scuola si son aggiunte quelle della politica e non ultima anche quella del Commissario Prefettizio di Casamassima che aveva assicurato tutti che a novembre i lavori sarebbero ripresi e terminati entro la fine dell’anno, (penso si riferisse al 2017) in modo tale che le bambine e i bambini, piccoli cittadini studenti, con i loro grembiulini nuovi (manco il grembiule nuovo volete comprare?), si sarebbero diretti con i regali della Befana finalmente verso le loro Scuole, sistemate, agibili, belle come appena costruite.

Ma mentre novembre 2017 è iniziato, i lavori promessi, no.

Eppure sembra, il condizionale è d’obbligo, che gli ambienti  all’interno della Rodari siano stati tutti completamente finiti. Tinteggiati di fresco, con tutti quei nuovi infissi, le luci e tutto l’occorrente “a posto”.

Ma i più informati sostengono, ma anche qui conferme non ve ne sono, che un contenzioso fra l’impresa ed il Comune sia la causa per cui i lavori all’esterno non riprendono. Sembrerebbe che l’impresa vanti crediti per una fantomatica quanto inesistente sospensione dei lavori.

Sarà vero? Sarà falso?

E quale sarà l’importo di questo contenzioso?

Chi ci informerà?

Chi terra informati quei cittadini studenti e le loro famiglie?

Chi informerà la cittadinanza tutta?

Se il tecnicismo della burocrazia avesse seguito la strada degli ultimissimi iter che, senza indugio, hanno interessato il paesello, saremmo ancora in queste condizioni?

Per la Collodi: tutto da rifare?

Comitato San Rocco; invece di trovare soluzioni butta benzina sul fuoco.

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Questa volta è il presidente del Comitato Feste San Rocco a buttare benzina sul fuoco sulla polemica intorno al quel comodato gratuito che vedrebbe lo stesso comitato occupare stanze istituzionali pubbliche ai piedi del Comune.

Il presidente Romualdo Nanna, Dino, incarnando per altro gli pseudo politici che egli stesso vorrebbe mettere alla gogna, tenta maldestramente di spostare la questione, su comitato San Rocco all’interno del Comune si o Comitato San Rocco all’interno del Comune NO, glissando l’intera questione che vede interrogarsi sulla necessità di far occupare quei luoghi a soggetti terzi rispetto a quelli istituzionalmente previsti.

Perché, è meglio chiarirlo ancora, a Casamassima il Comitato Festa di San Rocco non è un presidio istituzionale.

Ed anche quelle domande alla cittadinanza circa la possibilità di concedere o no al comitato l’uso di quei locali sembra del tutto ignorare volontariamente le vere ragioni della polemica che oramai è divenuta contestazione. Alcuni punti dell’intera vicenda rimangono poco chiari e le ulteriori interviste rilasciate dal presidente Nanna alla TV ed ai giornali, le evidenziano.

Si chiede la concessione di spazi gratuiti per le attività del comitato feste, che peraltro interessano l’attività del comitato solo per alcuni giorni all’anno e non continuamente, (la Festa di San Rocco una settimana scarsa dura), e Mimmo Birardi propone una stanza a Monacelle. Ma non va bene; il comitato in Piazza li vuole quegli spazi. L’intera comunità casamassimese si priva di possibili luoghi di aggregazione per qualsiasi altro momento di affiliazione collettiva e il comitato rinuncia. Poi è la volta di Vito Cessa che porta la questione sia in una riunione di Giunta che in una di maggioranza non approvando quell’occupazione di stanze all’interno dell’Ingresso Monumentale del Comune. E qui il comportamento del presidente diventa censurabile. Non contento che due amministrazioni politicamente contrapposte fra di loro abbiano negato tale possibilità, ignorando e scavalcando la volontà popolare che attraverso i consiglieri comunali regolarmente e democraticamente eletti rappresentano i cittadini, si rivolge, non sappiamo se facendo una cronistoria dettagliata degli eventi, al Commissario Prefettizio che nulla dovrebbe sapere di quanto accaduto e deciso da altri.

E così il Commissario Prefettizio, ignorando le dinamiche di una Comunità, nello stretto giro di tempo necessario per la creazione del Mondo, approva delibere che nel volgere di un batter di ciglia, ha anche il tempo di variare. Ma il Commissario è stato messo in condizione di conoscere le determinazioni dei precedenti sindaci eletti democraticamente? Quali le ragioni che spingono il Commissario a deliberare su una questione che riguarda l’intera collettività senza un’attenta indagine?

Non oso immaginare se tale premura, tale urgenza e tale immediatezza degli atti fosse stata seguita anche per risolvere i problemi che attanagliano le Scuole Rodari e Collodi oppure per la risoluzione strutturale della Caserma dei Carabinieri; avremmo innalzato un monumento nella piazza centrale a imperitura memoria.

Ma anche altro intriga e lascia basiti.

Apprendiamo, non dalle Istituzioni, non dal Commissario, non dagli organi preposti, ma dal presidente il comitato, che alle due stanze concesse sulla destra l’Ingresso Monumentale, sarà inibito l’ingresso sull’androne centrale e che avranno sbocco sulla Piazza del paesello solo attraverso quel portone a destra l’Ingresso Monumentale. Ma in che maniera sarà inibito l’affaccio sull’androne?  Le porte saranno chiuse o si provvederà a murarle? E se si dovessero murare, ci sono le inevitabili autorizzazione da parte la Soprintendenza? Ma sull’intero piano terra vi è la presenza di un solo bagno, che ricadrebbe nella disponibilità esclusiva del comitato San Rocco.

E’ possibile privare gli altri locali pubblici dei bagni?

E da dove si evincerebbe l’asserzione fatta dal presidente il comitato che l’Ingresso Monumentale sarà utilizzato solo dal Sindaco e dagli assessori oppure dai consiglieri?

Altro mistero che si aggiunge a quelli ancora non risolti.

Guardando la piantina del piano terra notiamo anche che non esiste collegamento alcuno fra la stanza “sottufficiale” e quella “polizia municipale”, stanze concesse in comodato al comitato San Rocco.

Ci dovranno essere interventi strutturali?

Per creare un collegamento attraverso un muro di interventi strutturali si parla. Ed allora?

Anche qui, la Soprintendenza è stata informata?

Ha espresso parere favorevole?

Nella piantina allegata alla delibera del Commissario Prefettizio, in rosso i locali, le stanze concesse al comitato.

E quel risparmio che il comitato avrebbe non pagando fitti, come afferma il presidente, pari a 6.000 euro annuali, in che modo ricadrebbe sull’intera collettività? A quel contributo mediamente pari a 20.000 (ventimila euro) annuali che il comitato riceve dalla collettività tutta per la realizzazione della festa di San Rocco, quel risparmio sarebbe aggiunto o sottratto?

Ma la collettività tutta, potrebbe o no sottoscrivere le scelte del comitato? Potrebbe obiettare che la Iurato cantante non soddisfa?

Potrebbe disapprovare i fuochi pirotecnici oppure il loro spettacolo una settimana dopo la festa?

Sarebbe un ginepraio considerare ancora la decisione del commissario non priva di criticità ancora ora non risolte.

Per non parlare della contraddizione fra quanto afferma il presidente e il tecnico incaricato, per il comitato stesso, di redigere una relazione. Le normali manutenzioni da parte del tecnico diventano, per il presidente, straordinarie. Come definire quanto asserisce il sig. Nanna in relazione allo stato di conservazione delle pareti di quelle stanze che sembrerebbero, a suo dire, versare in uno stato a dir poco pietoso?

Normali manutenzioni, per un tecnico, diventano pressoché così costose da uguagliare le spese di fitti pari a 4 anni: 24.000 euro.

E se tutto ciò fosse vero, per tale cifra le casse comunali rinuncerebbero a un risparmio di 46.000 euro?

Risparmio che abbiamo ampiamente proposto precedentemente.

Più di qualcosa non va in questa Delibera e negli atti susseguenti.

Completa il quadro la dichiarazione del Commissario il quale afferma:

Sarebbe forse stato meglio tenere quegli spazi vuoti e abbandonati all’incuria come è stato finora?

Dichiarazione che non da risposte concrete a quesiti reali che si vorrebbero eludere attraverso considerazioni che alla luce di quanto si è detto, scritto ed eccepito, nulla portano a beneficio.

E poi, caro sig. Nanna, perché rimane meravigliato del pensiero che i politici in questi giorni stanno manifestando intorno alla questione che riguarda il comitato da Lei presieduto? Perché, gli iscritti al comitato, i suoi affiliati, i suoi partecipanti, li chiami come vuole, per caso non votano?

Mi auguro che alle dichiarazioni rilasciate da Vito De Tommaso, da Mimmo Birardi, da Pino Gengo, da Antonietta Spinelli, Mariella Forleo, Giacinto Rella, Danilo Nesta e da Pietro Savino, se ne aggiungano anche molte altre, perché la scelta che i cittadini saranno chiamati a compiere alle prossime amministrative, passa anche attraverso una scelta consapevole dei candidati che sappiano al meglio rappresentare le aspettative dei cittadini che devono pretendere di sapere il pensiero dei futuri consiglieri e che non basti e non sia determinante per liquidare una faccenda scottante come questa un microfono lasciato nelle mani di una bambina della scuola dell’infanzia chiamata ad esprimersi su circostanze molto più grandi di lei.

Caro Commissario dott. Aldo Aldi, ma se il Comando della Municipale tornasse in quei luoghi, e quegli uffici sul Corso fossero destinati ai Servizi Sociali e gli appartamenti di via Fiornentini fossero concessi al Centro per l’Impiego che ci costa circa 11.500 euro all’anno di affitto, oltre il risparmio, ci eviteremmo simili spettacoli anche il 4 novembre, Giornata dell’Unità Nazionale?

Bambini in strada in attesa del Gonfalone che parte, come tutte le Autorità, da quei locali alla strada occupati attualmente dalla Polizia Municipale ignorando completamente il Palazzo di Città.

Che tristezza.

 

Come gli inglesi in fila alla fermata del bus.

Sarebbe interessante analizzare in quale misura i sistemi di comunicazione di massa lavorino al servizio dell’informazione e in quale misura al servizio del silenzio. Sono più le cose che vengono dette o quelle che vengono taciute?
(Ryszard Kapuscinski)

 

Metti che un giorno ti finiscono le buste per la raccolta differenziata.

Metti che scopri di essere così affezionato/a a quelle buste che senza non sai stare.

Metti che ti dicono che se non paghi all’Azienda incaricata del ritiro della monnezza il costo delle buste, non te ne danno.

Le buste le devi pagare. E basta.

Metti pure che, con l’anno che volge al termine, l’Azienda ti debba mettere nelle condizioni di fare la scorta di buste per l’anno prossimo venturo così tu, beato e contento, potrai raccogliere la plastica con la plastica, le valve del mytilus galloprovincialis (la cozza, che credete) con la cozza e l’indifferenziato con l’indifferenziato.

A questo punto ti viene incontro il comune del tuo paesello (Casamassima) che concede una sua stanza, quindi di tutti noi, senza spesa alcuna per l’Azienda incaricata della raccolta porta a porta, che ti consegna il kit necessario per sopperire a quella voglia smisurata di tutti noi che abbiamo nel conservare quelle buste giallognole, verdognole e pochissime di quelle violacee da riempire che è una gioia che per niente al mondo rinunceremmo di provare.

Metti che ti dicano che ti devi presentare lì, lavato, pettinato e vestito di tutto punto, con in mano la tua bella tessera, tipo quella sanitaria, e che lì, finalmente, ti sarà concesso il lusso di ricevere quella quantità industriale di buste che per una anno intero ti dovranno bastare, altrimenti devi pagare per ricominciare il girone dantesco.

Metti che una mattina vai al luogo convenuto e vista l’enorme coda di papà, mamme, zii, nonne, cugini, amici e affini incolonnati per ricevere quella manna senza uguali rappresentata dalle buste colorate, decidi che non hai tempo e che ti rimane solo di ripassare in un altro momento.

Metti che ripassi, magari nel pomeriggio sperando che la coda si sia dileguata ma ti accorgi che invece di essere diminuita è aumentata.

Metti che sgattaiolando come un’anguilla superi tutta la coda per presentarti al tavolo allestito in quella stanza, per vedere come vanno le cose.

Metti che vedi due ragazze. Una che prende le buste da cartoni più alti di me e l’altra che annota su un brogliaccio strani numeri.

Metti che preso da sconforto e da noia mortale e rabbia per aver visto Zia Rosa, ottantenne in coda appoggiata alla ringhiera che già stanca sta, cominci a gridare all’indirizzo di quelle ragazze chiedendo:

Ma perché mai non siete voi a consegnare direttamente al domicilio di ognuno di noi le buste kit per la raccolta invece di obbligare noi a queste file sovraumani?

Metti che queste ragazze, guardandoti in viso con la voglia di vederti agonizzante in terra perché disturbi il loro lavoro ti rispondano:

Ma egregio signore, se dovessimo essere noi a consegnare le buste al suo indirizzo, il servizio costerebbe di più? Lo sa lei?

Metti che ti accorgi che queste ragazze che, non si sa se dipendenti dell’Azienda, non si sa con che tipo di contratto, con che busta paga, né con quale qualifica, né se mai un corso prima di mettersi di fronte al pubblico qualcuno lo abbia imposto, il Contratto di Appalto per la Nettezza Urbana ed interurbana non l’hanno letto.

E si, non l’hanno letto, come non l’hanno letto i cittadini ignari che pagano si, ma che appunto ignorano. Ignorano che la consegna delle pattumelle iniziali con i relativi kit doveva essere eseguita dall’Azienda casa per casa e che non avrebbero dovuto anche lì sobbarcarsi quelle code sotto il sole, sotto la pioggia, sotto tutto, pur di entrare in possesso di quei bidoncini che se li metti in soggiorno sei contento assai.

Metti che non riesci a capire perché mai quel contratto di appalto, quella Relazione Tecnico-Illustrativa, quel Progetto Gestionale Tecnico Organizzativo di Dettaglio dei Servizi Oggetto di Appalto, non sia mai stato reso pubblico.

Metti che forse capisci che se i cittadini fruitori e pagatori sapessero potrebbero incaz.., pardon, incavolarsi.

Metti poi che scopri, che in un altro paese, a Turi, non paesello come il nostro, facente parte anch’esso del tuo stesso ARO 5, la canzone è diversa.

Metti che scopri che in questo paese ad una decina di chilometri o poco meno da te, se vuoi le buste basta recarsi davanti ad una macchina distributrice e passata sul lettore ottico la tua tessera ARO identificativa, uguale uguale alla nostra, spingi in tasto 1 per le buste dell’organico e quella te le da.

Spingi in tasto 2 per quelle gialle e lei, magnanima te le da.

Questo il video che sta circolando sui social.

Non ci sono code, puoi andare quando vuoi e probabilmente il comune non ci rimette neanche il locale a disposizione.

Metti che scopri tutto questo ma tu decidi, nonostante tutto, che pagare senza battere ciglio sia la soluzione ideale.

Pure noi come gli inglesi in fila alla fermata del bus.

A proposito, del Centro Comunale di Raccolta ancora nulla all’orizzonte.

Anche i Carabinieri lasciati soli al proprio destino.

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«Allo stato, le risorse in bilancio per la caserma non le abbiamo, quei 4 soldi che possiamo recuperare dobbiamo utilizzarli per le scuole Rodari e Collodi, altrimenti rischiamo di perdere anche i finanziamenti in quel settore».

Questo è quanto dichiara il Commissario Prefettizio di Casamassima dott. Aldo Aldi a La Gazzetta del Mezzogiorno del 1° novembre.

Il problema della Caserma dei Carabinieri, denunciato dal Comandante di Stazione luogotenente Filippo Falcone, e di cui anche questo blog si è occupato, è insostenibile. Il piano superiore sarebbe, da quando scritto da La Gazzetta, completamente inagibile ed a questo si potrebbero aggiungere problemi strutturali che potrebbero compromettere la stabilità dell’immobile o parte di esso.

(Per non parlare dei piccioni in agguato che se entri senza elmetto ti sparano in testa).

A questo proposito il Commissario Prefettizio, dopo aver emanato un ordine di servizio ed interpellato il Responsabile dell’Ufficio Tecnico arch. Flaviano Palazzo, afferma che «se saranno ravvisati pericoli relativi a caduta calcinacci o altro, provvederemo alla messa in sicurezza della caserma».

Ma tutto ciò che vuol dire?

Che stiamo aspettando la caduta dei calcinacci o di altro?

Oppure che la Caserma sarà dichiarata inagibile?

E l’inagibilità della Caserma dei Carabinieri di Casamassima vorrebbe forse dire che bisognerà trovare altra sistemazione?

Alle Scuole precarie e con soluzioni di fortuna aggiungiamo anche la Caserma dei Carabinieri?

Certo è che oggi al paesello risultano privati del rispetto che una Comunità è tenuta ad assicurare, sia i bambini, privati delle loro scuole,  che le forze dell’ordine, senza caserma, che sono impegnate a vigilare anche sulla vita di quei bambini.

Tutto perché, come al solito, i bilanci non permettono.

Non permettono?

Eppure, attraverso solo una rapida e frettolosa lettura delle voci che compongono il Bilancio di Casamassima, nel nostro piccolo, risorse da destinare alla Caserma, oppure alle Scuole, oppure ai mille a scelta problemi che attanagliano il paesello a sud est la grande metropoli li avevamo scovati. Ma sembra che a nessuno importa.

Al centro sempre quella decisone opinabile e contestata di concedere gratuitamente ad un comitato feste i locali o parte di essi all’interno dell’ingresso Monumentale del Comune.

Ma se quel luogo, lo ripeteremo sino alla nausea, fosse destinato come in passato per ospitare la Polizia Municipale e non un comitato feste e quei locali sul Corso fossero occupati dai Servizi Sociali, quei due appartamenti liberi di via Fiorentini non potrebbero essere occupati dal Centro per l’Impiego, che oggi ci costa 11.500 (undicimilacinquecento euro) annuali tra fitti e condominio?

E per i 4 anni previsti e decisi e concessi dal Commissario a questo comitato feste, non si risparmierebbero 46 mila euro?

Ci chiediamo, se da una superficiale e frettolosa ricognizione all’interno dei meandri di un Bilancio Comunale siamo riusciti a proporre un risparmio per la collettività non certo irrisorio, cosa riusciremmo a scovare se tale analisi la approfondissimo?

In bocca al lupo, Carabinieri.

In bocca al lupo, Bambini.

Se non al paesello, dove?

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Quello che ultimamente sta avvenendo intorno, di lato, sopra e sotto il Palazzo Comunale di Casamassima, ha dell’incredibile.

Il Commissario Prefettizio, attraverso una serie di atti dichiarati urgentissimi ed immediatamente eseguibili, che poi ritratta in parte, come già saprete, concede in comodato prima gratuito e poi modale, alcuni locali posti all’interno dell’ingresso Monumentale e Storico del Comune al Comitato Feste San Rocco.

Sembrerebbe, così traspare dagli atti, che il Comune, non avendo fondi necessari per far tornare quelle stanze e quell’androne ai vecchi splendori, darebbe in uso quel luogo a terzi, al Comitato Feste San Rocco, che, sobbarcandosi le spese di tali manutenzioni, ordinarie, avrebbe il privilegio di occupare quelle stanze prima per 8 anni ed ora solo per 4.

Infatti negli atti leggiamo:

…. DI DARE ATTO che il Comitato in forza del citato contratto si impegna ad effettuare nell’area di pertinenza, con spese a proprio carico, gli interventi di manutenzione ordinaria, come descritti nella relazione tecnica ed elaborati grafici, redatti dall’Ing. Marco Pinto, che formano parte integrante e sostanziale della presente deliberazione e ad effettuare i lavori e gli interventi di manutenzione ordinaria occorrenti alla riapertura dell’ingresso storico/monumentale del Palazzo comunale, comprendenti l’androne, i restanti locali di piano terra e il vano scala, come descritti nella relazione tecnica ed elaborati grafici redatti dal medesimo Ingegnere ed allegati sub “A” del presente atto che resteranno nella disponibilità esclusiva del Comune;….

Leggendo così frettolosamente sembra a prima vista che questi interventi debbano essere estremamente onerosi e considerato il bilancio comunale sempre quasi a secco, impossibili da realizzare con le finanze pubbliche.

Ma andiamo ad analizzare in dettaglio queste opere e per questo apriamo l’allegato sub A, quello redatto dall’ing. Marco Pinto cui si fa riferimento. Relazione Tecnica protocollata il 18 ottobre 2017 alle ore 10.11, 50 minuti prima della stesura della Delibera n. 39 dello stesso giorno.

….. L’immobile risulta vincolato ai sensi del codice dei beni Culturali e del Paesaggio poiché di interesse storico.

L’edificio è stato oggetto di recenti interventi di restauro e consolidamento, come da progetto del 2008, approvato ed eseguito con parere favorevole della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio.

A seguito dei lavori suddetti, il vano scala risulta intonacato di recente ma non tinteggiato e sono presenti nei vari ambienti le predisposizioni per l’istallazione dell’impianto elettrico (scatole di derivazione, canaline, tubi) come da progetto dell’impianto elettrico approvato allegato alla presente (relazione ndr).

 Leggiamo gli interventi necessari per l’ing. Marco Pinto che relaziona per nome e per conto del Comitato San Rocco:

 Per  permettere   la  fruizione  degli  ambienti   individuati  in  planimetria   (allegata   alla presente) al piano  terra  e del vano  scala  si ritengono  necessari  alcuni interventi  di seguito descritti.

Poiché i locali risultano sgombri ed in buone condizioni generali, sono necessari limitati interventi  di manutenzione ordinaria  per  ripristinare  il decoro   e la  funzionalità  degli stessi.

innanzitutto si ritiene  necessario il completamento e la  messa  in opera  dell’impianto elettrico, peraltro già oggetto di progetto ed approvazione, mediante:

la posa  in opera  dei conduttori elettrici  (infilaggio)  nelle  tubazioni e canaline  già predisposte, quindi  senza  arrecare  danno  alle murature,  come raccomandato  nel parere favorevole della Soprintendenza su citato;

L’installazione dei dispositivi  necessari  alla funzionalità  dell’impianto  (interruttori, prese, quadri elettrici, corpi illuminanti), anche  questi già previsti nel progetto  su indicato e da collocare nelle scatole già predisposte  sulle pareti.

Gli interventi  sull’impianto elettrico  devono  essere  eseguiti da elettricista  abilitato  che rilascerà  le dichiarazioni di conformità previste dalla normativa vigente.

L’altro  intervento   che  si  ritiene   necessario è quello  della  tinteggiatura   delle  parti intonacate  interne (pareti, volte, soffitti). Questa dovrà essere di tipo tradizionale  e con prodotti a  base  di  calce,  come  raccomandato nel parere della ·Soprintendenza  già citato precedentemente.

 

Come? Solo tinteggiare ed infilare i cavi elettrici in un impianto predisposto già esistente?

E quante centinaia di milioni potranno mai costare queste opere, che un tecnico, non altri, definiscono di ordinaria amministrazione o manutenzione?

E noi, come comunità, concediamo in comodato gratuito per 4 anni a terzi dei locali che la Soprintendenza annovera fra quelli di interesse storico per simili inezie? Ma quanto potranno valere una tinteggiatura e l’infilaggio di cavi elettrici con la messa in opera di prese, interruttori e punti luce?

E se le casse comunali non sono in grado neanche di far fronte a simili spese, in un bilancio annuale di qualche milione di euro, ma come diavolo vengono spesi i soldi della collettività?

Tenete a mente questa domanda perché tenteremo di rispondere, prima o poi.

Ma questa non è la sola “stranezza” che abbiamo riscontrato e su cui vorremmo delle risposte.

 

Sempre a proposito del Palazzo Comunale anche la Determina n. 208 del 25 ottobre 2017, recita:

LAVORI URGENTI DI MESSA IN SICUREZZA PER RIMOZIONE PUNTELLI PERICOLANTI NEL PALAZZO COMUNALE – FINESTRE VANO SCALA PIANO PRIMO

DITTA: IMPRESA EDILE (omissis)

Si racconta che, proprio a seguito della Delibera del Commissario Prefettizio n. 39 che concedeva in comodato gratuito al Comitato Feste San Rocco parte dei locali posti al pian terreno dell’ingresso monumentale, a seguito di sopralluogo e della pulizia del vano scala si è riscontrato che due finestre ubicate all’interno del vano scala sono ad oggi, ancora puntellate con travi e puntoni;

si afferma inoltre che:

l’esistenza delle attuali opere di presidio (travi e puntoni) sono obsolete dato che i lavori di consolidamento statico del vano scala sono stati completati da diversi anni;

la precarietà delle strutture di presidio, instabilmente ancorate alla struttura dell’immobile, possono cadere verso il basso, con eventuali danni a persone e/o cose;

nella zona esterna retrostante alle due finestre si è rilevata la presenza di una smisurata quantità di guano;

a seguito delle problematiche riscontrate, senza indugio, in data 24 ottobre 2017 è stata contattata l’impresa edile (omissis) che per un importo pari a 1.000 euro si impegna alla rimozione delle opere di presidio instabili, alla rimozione del guano al piano di calpestio e alla fornitura e posa in opera di rete a protezione dei due infissi.

Firmato:
Il Responsabile del Servizio di Gestione Economico – Finanziario

Dott.ssa Carmela FATIGUSO

Ma, ed in questo chiedo umilmente scusa a tutti, considerato che trattasi di lavori che dovrebbero ricadere nella responsabilità e nelle competenze specifiche dell’Ufficio Tecnico, la parola stessa lo dice, come mai l’atto è validato dalla firma del Responsabile del Servizio di Gestione Economico – Finanziario dott.ssa Carmela Fatiguso che poco dovrebbe aver in comune con l’Ufficio Tecnico medesimo?

Il funzionario Responsabile dell’Ufficio Tecnico, l’architetto Flaviano Palazzo, come mai non ha autorizzato lui i lavori?

Come mai i lavori non sono commissionati dall’Ufficio Tecnico ma da quello Finanziario?

E l’impresa che dovrà operare è in possesso delle autorizzazioni necessarie rilasciate dalla Soprintendenza? E la Soprintendenza, visto che tutto il Palazzo Comunale risulta vincolato ai sensi del codice dei beni Culturali e del Paesaggio poiché di interesse storico è stata interpellata? E se si, perché manca alla pubblicazione questo basilare e fondamentale documento?

Ma vi è una relazione tecnica che conferma la non più validità strutturale di quelle travi e di quei ponteggi? E la rimozione di quelle travi e di quei ponteggi, se sono da considerarsi ordinaria manutenzione, come mai non ricadono nelle opere da realizzare a cura del Comitato San Rocco?

I misteri, più passa il tempo, e più si infittiscono.

Autonomia Cittadina in assemblea.

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Venerdì 27 ottobre si è tenuta, nella sede in via Turi a Casamassima, l’assemblea cittadina degli iscritti e simpatizzanti di Autonomia Cittadina.

Alla presenza del segretario cittadino, Pinuccio Fortunato, del presidente Alessio Nitti, con gli interventi di Lorenzo Palmieri, Vito Rodi, Franco Pastore, Annamaria Latrofa, Vito Mazzei e degli iscritti e simpatizzanti si è discusso sulla passata consiliatura e sui progetti futuri.

Autonomia Cittadina, l’unica lista civica che dal 2011 calca la scena politica del paesello, con un ampio consenso che non sappiamo se riuscirà a mantenere, si presenta oramai come una realtà politica casamassimese consolidata.

L’interessamento anche del PD che la invita ai suoi lavori congressuali, conferma tale qualità. Se Autonomia sia questa volta indirizzata a togliere le castagne dal fuoco a quel partito che molto ha da farsi perdonare visti gli ultimi due anni di non amministrazione, sarà la storia prossima futura a esplicitarlo.

Come staremo a vedere se Autonomia Cittadina accetterà il richiamo delle sirene che non solo il PD gli sta indirizzando, ma anche quello di un’altra lista civica, Libera Casamassima, ma questa scioltasi come neve al sole, rappresentata dai Nitti Alessio avvocato che dichiara, nonostante la politica degli scorsi due anni non lo confermi, quel senso di appartenenza alla casa madre rappresentata oggi da Rocco Bagalà.

Autonomia Cittadina, strutturata ormai come un partito con organi consultivi ed esecutivi si appresta a vivere questa campagna elettorale che certamente, esclusi clamorosi colpi di scena, la vedrà allearsi in coalizione per tentare un’affermazione, queste le speranze del movimento, superiori a quella ottenuta sinora. Nessuno si è spinto nel proporre alleanze a destra o a sinistra ma solo con chi saprà mettersi al servizio della Città senza personalismi. Per questo hanno affermato la volontà di dialogo aperto nei confronti di tutti per poi, attraverso un percorso condiviso, stringere il patto verso #lacasamassimachevorrei, che si preannuncia, finita la #passeggiata di rodiana memoria, il tormentone della prossima campagna elettorale.

Ricordiamo che con Vito Rodi candidato sindaco, Autonomia è riuscita a far eleggere 3 consiglieri comunali.

Pinuccio Fortunato saprà bissare il trend?

Brusca frenata con retromarcia (ma non basta) del Commissario Aldo Aldi.

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Brusca ed imbarazzante retromarcia del Commissario Prefettizio dott. Aldo Aldi che rettifica la Delibera n. 39 del 18 ottobre scorso sulla concessione delle stanze al piano terra del Palazzo Comunale di Casamassima poste all’interno dell’ingresso monumentale di Piazza Moro a favore del Comitato San Rocco.

In data 26 ottobre 2017 con la Delibera n. 52, dichiara la volontà di destinare quegli spazi sempre al Comitato San Rocco ma non più per 8 anni ma solo per 4 variando il comodato gratuito in comodato modale.

Ma se nell’esercizio della discrezionalità che gli compete in ordine alla gestione del patrimonio pubblico, il Comune dovrebbe non solo evidenziare e pubblicizzare le finalità pubblicistiche che intende perseguire con la stipula del negozio di comodato, bensì dovrebbe altresì verificare che l’utilità sociale perseguita rientri nelle finalità a cui è deputato l’ente locale medesimo, risultano essere affermazioni vere, quali le giustificazioni intorno a tale contratto?

La discrezionalità di scelta adottata dal Commissario Prefettizio, è avvenuta previa valutazione e comparazione degli interessi della Comunità casamassimese, nonché previa verifica della compatibilità finanziaria e gestionale dell’atto dispositivo?

E che significato avrebbe quella clausola che a molti sembra sibillina che si potrà richiederne la restituzione (dei locali) in particolare nel caso di eventuale ammissione a finanziamenti per il completamento del restauro dell’intero edificio entro 30 giorni massimo dalla richiesta di rilascio.

Significa che se tali finanziamenti non dovessero mai giungere non si potrebbe richiederne la restituzione?

 

Ma ricostruiamo la storia.

A fine settembre inizio ottobre, si decide di ripulire dalle cianfrusaglie l’androne dell’ingresso Monumentale del Palazzo Municipale incaricando un’impresa ricompensandola con 3.000 euro.

Il 18 ottobre il Commissario Prefettizio, attraverso una Delibera dichiarata immediatamente eseguibile, (su quale fosse l’urgenza di renderla tale non si sono ancora capiti i motivi) di concedere quelle stanze poste a piano terra al Comitato San Rocco per 8 anni attraverso un contratto di comodato gratuito.

Cominciano a sorgere le prime e naturali lamentele su tale decisione.

Il giorno 23 ottobre, dopo solo 3 giorni lavorativi, anche qui l’urgenza non è ancora giustificata, si provvede a pubblicare lo schema del Contratto di Comodato Gratuito con il Comitato San Rocco.

Il 24 ottobre viene firmato il contratto tra le parti di cui si da notizia solo il 27 ottobre: per il Comune firma la dott.ssa Carmela Fatiguso e per il Comitato San Rocco il sig. Romualdo Nanna.

La polemica sale di tono.

Il giorno 26 ottobre, dopo 6 giorni lavorativi dalla prima stesura, il Commissario Prefettizio provvede a rettificare la Delibera trasformando il comodato gratuito in comodato modale per la durata di 4 anni.

Il giorno 27 ottobre viene pubblicata Determina avente per oggetto: Riapprovazione contratto di comodato d’uso gratuito a tempo determinato al Comitato Festa San Rocco di parte dei locali di piano terra del Palazzo Comunale.

Il tutto nel giro di 7 giorni lavorativi.

Un atto dietro l’altro, tutti immediatamente eseguibili con un’urgenza senza uguali. Sembra che un terremoto all’improvviso abbia abbattuto il paesello e che morti e feriti intralcino il cammino dei soccorritori per le strade.

Non vorrei immaginare se tale premura, tale fretta, tale urgenza fosse stata per esempio seguita e perseguita per le scuole in disarmo.

Nel frattempo la Gazzetta del Mezzogiorno, sul numero del 27 ottobre riporta le dichiarazioni di alcuni fra politici ed ex amministratori.

Il Commissario dichiara, non avendo memoria storica, che secondo lui gli uffici della Polizia Municipale non possono essere trasferiti in quelle stanze. Ma perché, visto che ci sono sempre stati e sono stati spostati, come afferma l’ex sindaco Vito De Tommaso solo per dar modo di procedere alle opere di consolidamento delle scale e ristrutturazione del primo piano? E se oggi tali opere sono state ultimate il Comando di Polizia Municipale non potrebbe tornare in quel luogo?

Attraverso quale alchimia il dott. Aldi dichiara ciò che afferma?

E quei locali destinati da un altro ex sindaco, Mimmo Birardi, all’ASERC, non potrebbero tornare nelle disponibilità del Comune?

Ma l’ex Carcere, non serviva anche per ospitare le Associazioni del territorio? L’ASERC ed anche il Comitato San Rocco, non potrebbero trovare lì sistemazione?

Eppure si è dimostrato che le casse comunali, attraverso una rimodulazione coerente degli spazi, potrebbero trarne beneficio; ed allora perché continuare su questa strada con repentini cambi di direzione?

Facendo occupare le stanze sull’androne dell’ingresso monumentale alla Polizia Municipale e i locali sul Corso ai Servizi Sociali si libererebbero gli appartamenti di via Fiornetini dove in uno potrebbe essere ospitato il Centro per l’Impiego, che oggi ci costa circa 11.500 euro all’anno. Per i 4 anni (?) del contratto, il risparmio sarebbe di 46 mila euro. Questo risparmio il Commissario lo ha previsto? E se non gli interessa contabilmente, ce ne potrebbe spiegare le ragioni?

Ma la risposta non potrebbe che essere politica.

Ma le decisioni politiche non spettano al Consiglio Comunale?

Anche l’ex sindaco Vito Cessa riconosce che quel tipo di soluzione fu scartata dalla passata maggioranza di governo. Tradotto in soldoni tutto ciò testimonia la non volontà dell’itero centro sinistra casamassimese a quel tipo di soluzione, ed allora?

Anche Giacinto Rella, Articolo 1 MDP, preannuncia un ricorso a tale decisone commissariale.

Ma anche il centro destra è critico. Gino Petroni preannuncia un incontro con il Commissario Prefettizio.

Ma è la dichiarazione di Domenico Birardi ad aprire nuovi orizzonti sull’intera faccenda: «massimo rispetto per il Comitato San Rocco, ma è l’ennesima decisone di un Commissario non eletto dal popolo che assume decisioni che stravolgono la situazione. Qualcuno in Municipio consiglia male il Commissario e pensa di essere in permanente campagna elettorale pretendendo di fare il sindaco ombra».

Come non soffermarsi su tali dichiarazioni?

Chi avrebbe l’interesse di scartabellare nei cassetti fra proposte non validate da una maggioranza di governo cittadino, da una Giunta Comunale e addirittura da un Consiglio Comunale, per presentarle come innovative e risolutive nelle mani di un Commissario Prefettizio che dopo qualche mese abbandonerà Casamassima senza peraltro saper nulla delle dinamiche politiche, sociali e culturali ed aggiungerei valoriali, di una Comunità?

Quali i motivi?

Il capitolo non è ancora chiuso.

Ancora sulla decisone del Commissario Prefettizio Aldo Aldi.

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Nostro malgrado torniamo sulla Delibera del Commissario Prefettizio n. 39 del 18 ottobre 2017 avente per oggetto: Concessione in comodato gratuito a tempo determinato al Comitato di San Rocco di parte dei locali di piano terra del Palazzo Comunale.

Di questa delibera del Commissario vorremmo sottolineare uno degli aspetti che maggiormente, a nostro parere, pare in contraddizione e a cui oggi, nessuno da giustificazione. In premessa sottolineiamo il fatto che l’analisi che ci permettiamo di sottoporre all’attenzione del firmatario e responsabile del procedimento, non ha nessuno scopo di ostilità, accanimento o di animosità nei confronti del Comitato San Rocco, a cui sicuramente potrà essere proposta altra soluzione, ma ha il solo scopo di dimostrare, anche attraverso proposte concrete, che la soluzione prospettata dal Commissario Prefettizio, oltre a ledere, a nostro avviso, la Comunità casamassimese nei suoi aspetti valoriali, la compromette anche da un punto di vista strettamente economico.

Pensiamo che il principio generale di redditività del bene pubblico può essere mitigato o escluso ove venga perseguito un interesse pubblico equivalente o addirittura superiore rispetto a quello che viene perseguito mediante lo sfruttamento economico dei beni, richiamato in Delibera non venga rispettato.

Ne spieghiamo le ragioni.

Il comodato d’uso gratuito, per otto anni, concesso al Comitato San Rocco, oltre a depauperare il principio secondo cui dovrebbero essere i cittadini attraverso i loro rappresentanti democraticamente eletti nell’Assise Pubblica chiamati a decidere su come utilizzare il Patrimonio Pubblico, non tiene conto, secondo il nostro personale giudizio, dell’effettivo vantaggio che tale provvedimento ha nei confronti della collettività.

Si è proposto di far tornare, rimosse le cause che ne hanno obbligato lo spostamento, in quelle stanze, in quei locali e in quel luogo il Comando di Polizia Municipale. Per le ragioni già espresse in precedenza da queste pagine.

Dove oggi sono allocati temporaneamente gli uffici della Municipale sul Corso si è proposto di trasferire gli uffici dei Servizi Sociali oggi ubicati in appartamento di proprietà comunale in via Fiorentini.

Si ricorda, ove fosse sfuggito nell’analisi e nella frettolosa decisione di affidare in comodato d’uso gratuito a terzi quei locali comunali prospicienti l’ingresso Comunale Monumentale, che ad oggi il Comune di Casamassima, per ospitare il Centro Territoriale per l’Impiego di via Pacinotti n.31 ha un esborso, fra affitto e spese condominiali, di circa € 11.500 (undicilacinquecentoeuro) annuali che, nel caso tale proposta venisse accolta, farebbe risparmiare alle casse comunali pubbliche una cifra di tutto rispetto che potrebbe essere utilizzata per scopi e a beneficio di tutta la Comunità. Tale Centro Territoriale per l’Impiego, quindi, potrebbe essere spostato nell’appartamento di via Fiornetini.

Penso che ognuno di noi sia in grado da solo di stabilire come quei denari pubblici, viste le innumerevoli opere e azioni da realizzare che necessitano di interventi, possano essere al meglio utilizzati.

Solo come esempio, siamo sicuri che le aule multimediali all’interno delle scuole dal paesello siano fornite di computer sufficienti a soddisfare le esigenze almeno di una classe? Per non parlare delle scuole che non ci sono più.

Alla luce di tutto ciò, quale sarebbe l’interesse pubblico equivalente o addirittura superiore che la Comunità tutta casamassimese sarebbe in grado di ricevere se quegli spazi, quelle stanze e quel luogo venisse occupato attraverso una Convenzione di Comodato d’uso gratuito per otto anni a favore di terzi? Quale la valenza a noi oscurata e di cui la comunità ne avrebbe maggior vantaggio?

Si chiede anche di sapere quali le ragioni frettolose di tale decisone che inevitabilmente potrebbero impedire o rallentare l’azione di amministrazioni comunali future in prossimità di elezioni che sono poste alla base di un futuro e legittimo Consiglio Comunale.

Il PD, il Congresso, Rocco Bagalà e le liste civiche.

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E così, come peraltro si sapeva da tempo, Rocco Bagalà è il nuovo segretario cittadino del PD; eletto per acclamazione. Segretario di sintesi, per qualcuno, ma sintesi di che? Cerchiamo di capirlo insieme. Nel nuovo coordinamento del partito entrano: Andrea Palmieri, Antonietta Spinelli, Fabio Nanna, Roberta Astolfi, Pierpasquale Acito, Annamaria Montalbò, Vito Cessa, Lucrezia Mallardi, Fabio Rella, Pasqua Borracci, Vincenzo Nonna, Daniela De Nicolò, Vitangelo Ardito, Marica Angelillo, Vito De Tommaso.

A parte i vecchi nomi che conosciamo tutti, spicca il nome dell’ex assessore tecnico di Cessa, Vitangelo Ardito, che dopo poco più o meno di un mese dal tesseramento al partito entra nel coordinamento cittadino. Grande deve essere la valenza politica di Ardito che ha saputo camuffare con maestria la sua verve politica che oggi lo consegna, seppur all’interno del coordinamento, alla guida politica del PD. I nostri auguri sono doppi.

Troppo grande la sala delle Officine Ufo di Casamassima per ospitare quei 4 amici al bar che hanno dato vita al Congresso Cittadino del 21 ottobre. Se le delegazioni straniere, gli invitati, non si fossero presentati, una fila di sedie sarebbe stata più che sufficiente per far accomodare in quelle poltroncine blu i convenuti.

Il colpo di scena è quello di Giacinto Rella, che accompagnato da Pinuccio Castellano, dichiara la sua estraneità al PD in quanto aderisce ad Articolo Uno – MDP di Casamassima, la nuova compagine politica nata da una costola dal PD e guidata a livello nazionale da Roberto Speranza, che fra alti e bassi, dialogo si dialogo no, in coalizione con il partito madre andrà. Almeno a livello nazionale. A livello locale, pure.

Mentre i 90 tesserati del PD disertano l’importante momento che un congresso rappresenta per un partito, gli invitati portano il saluto di rito.

Libera Casamassima di Alessio Nitti, Rinascita per Casamassima di Nica Ferri, Insieme per Casamassima di Lorenzo Ronghi ed Autonomia Cittadina di Pinuccio Fortunato. Ha preferito aprirsi alle liste civiche il nuovo corso del PD del paesello disdegnando altre realtà presenti sul territorio non degne di attenzione. Ma il centro sinistra vorrebbero rifondare, almeno qui.

Che simile scelta sia da preludio per possibili coinvolgimenti di carattere elettoralistico in coalizione, sembra una giustificazione plausibile. Mettere insieme però Libera Casamassima e Rinascita per Casamassima, il gatto e la volpe, il diavolo e l’acqua santa, che con alterne vicende le vediamo entrambe responsabili della caduta rovinosa dell’ultimo sindaco PD, da un punto di vista formale e sostanziale, ci sembra un’operazione azzardata. Come azzardato sarebbe credere che quella lista Insieme per Casamassima diretta con maestria da Lorenzo Ronghi che sino ad oggi ha dato dimostrazione solo di conoscere approfonditamente lo Statuto Comunale e regolamenti vari, possa convivere con Autonomia Cittadina che qualcosa in più ha prodotto in Consiglio, un augurio.

In opposizione a Cessa, però.

E mentre la storia consegna Adriano Bizzoco, ex segretario cittadino agli allori della politica provinciale, Vito De Tommaso, che è sembrato, almeno per quello che abbiamo visto, sentito e letto, il più lucido, accetta di rientrare dopo dieci anni negli organismi dirigenti del partito, dopo essere stato emarginato incomprensibilmente.

Che rappresenti il valore aggiunto? Staremo a vedere, anche se siamo convinti che anche tornando al “lavoro” con i vecchi che contano e che voti portano, nulla potrà in un partito che sembra di nuovo proiettato alla ricerca di quel primato politico impositore del prendere o lasciare.

Che possa, a questo punto, essere Fabio Nanna il candidato su cui convogliare i voti di questa possibile e faraonica coalizione fra liste civiche è una possibilità da non sottovalutare. Salvo sorprese che potrebbero arrivare da insegnanti di scuola elementare, che, con esperienza acquisita, carisma e propensione al dialogo, potrebbero cambiare la carte in tavola.

Le prime dichiarazioni del segretario Bagalà sono proiettate alla risoluzione dei problemi, molti dei quali, proprio la passata amministrazione ha determinato: scuole e rifiuti su tutti e a quell’apertura alle liste civiche per dar nuovo slancio al centro sinistra.

E fra un Vito Cessa che si interroga ancora sul perché e sul come non faccia ancora il sindaco, avendo in platea i Nitti che pensiamo, ma questa una illazione è, si davano di gomito, per la complessità del Mondo, Michele Fiermonte è convinto che  bisognerebbe superare la supremazia culturale di una vecchia sinistra. Quale sia la vecchia e la nuova sinistra, però, non è dato sapere. E mentre Vitangelo Ardito orgogliosamente dichiara che lui insieme a tutta la giunta tecnica ha lavorato tanto e a lungo e in continuità con la vecchia giunta defenestrata da Cessa ancora senza giustificato motivo conosciuto, l’ing. Giuseppe De Leonardis lapidario ammette:«Chi rompe paga. E noi pagheremo per quello che abbiamo rotto».

A chi i cocci, però, non si sa.

L’unica voce a favore nei confronti dell’ex segretario Bizzoco, quella di Lucrezia Mallardi che non avrebbe disdegnato l’idea di vederlo ancora segretario. De gustibus et segretari, non disputandum est.

E mentre apprendiamo che la Chelluccia Acito ha ricomposto quella tessera del partito stracciata allorquando la Antonietta Spinelli, insieme agli altri compagni di partito, fu scacciata per far posto alla giunta tecnica, solo Vito De Tommaso, il più lucido, lo ripetiamo, a nostro insindacabile giudizio, imputa al personalismo della lista personale di Cessa la sua rovinosa caduta. E fa appello all’umiltà che dovrebbe tornare nell’agenda politica del partito perché i cittadini vanno ascoltati e compresi. Quello che è mancato in questi due anni.

Come faccia a militare ancora in questo partito è la domanda che molti si pongono.

Che la sintesi di cui parlava qualcuno a proposito del nuovo segretario del PD sia tra il vecchio e l’inesistente?

Staremo a vedere.

Di quelli che in questi anni hanno abbandonato il partito neanche una parola.

Nel frattempo, sui gradini della Marconi, si discute di alleanze e di futuri scenari.

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