Home Blog Page 62

La paura fa 90.

0

I diritti della democrazia non sono riservati ad un ristretto gruppo all’interno della società.Sono i diritti di tutte le persone.
(Olof Palme)

Sarà stato veramente insopportabile per la Antonietta Spinelli leggere quell’intervista apparsa su La Voce del Paese da ieri in edicola in cui il segretario provinciale del PD, Ubaldo Pagano, racconta la sua versione dei fatti in riferimento all’attuale situazione politica del paesello a sud est.

Dopo le prese di posizioni di Ginefra, Losacco e quelle di Antonacci, esponenti di spicco dello stesso PD a livello regionale e nazionale, quelle del Pagano cozzano con quanto i suoi stessi amici di partito hanno tenuto a sottolineare. Il Pagano, l’unico ad oggi, afferma, facendo andare su tutte le furie, naturalmente, la Spinelli, che il Cessa sindaco, per ricostruire la maggioranza in frantumi, e in presenza di un accordo condiviso con i 3 assessori PD, li avrebbe defenestrati avendo in cambio anche l’appoggio esterno da parte del PD. La teoria, al limite del paradosso, non ha trovato seguaci e fra questi la Spinelli che ha sentito la necessità di esplicitare tale dissenso attraverso un post apparso sulla propria pagina facebook:

«L’UNICO ATTO DI CORAGGIO DEL SINDACO, DEL SEGRETARIO LOCALE E DEL CAPOGRUPPO PD, NONCHE’ DEGLI ORGANI DIRIGENTI SAREBBE STATO QUELLO DI BATTERE I PUGNI, NEL “TAVOLO POLITICO” PER DIFENDERE LA DIGNITA’ DELLA POLITICA E DEI CITTADINI! LA DIGNITA’ CHE IL POPOLO CHIEDE!

L’UNICO ATTO DI CORAGGIO SAREBBE STATO QUELLO DI PRETENDERE UNA VERIFICA POLITICA ALLA PRESENZA DI CONSIGLIERI ED ASSESSORI E GUARDANDO NEGLI OCCHI GLI ASSESSORI STESSI. UN CONFRONTO SUI CONTENUTI, SULLA SOSTANZA, SUL LAVORO PRODOTTO O MENO!
L’UNICO ATTO DI CORAGGIO SAREBBE STATO QUELLO DI RIFIUTARE UNA PROSECUZIONE BASATA SU NUMERI E RICAMBI DI POLTRONE! A CASA E NUOVE ELEZIONI!
»

Scrive tutto in maiuscolo la ex assessora e sembra lo gridi al mondo intero che la ricostruzione del segretario provinciale del PD non ha riscontro alcuno con la realtà. A questo ulteriore tassello se aggiungessimo quanto di dannoso e controproducente il PD sta perpetuando a livello locale, visto ancora l’appoggio esterno non ancora manifestato in aula consiliare, al sindaco, il proprio, si potrebbe senza più nessun alibi constatarne la fine.

Nel frattempo i Nitti sono stati accontentati e la delibera di giunta tecnica che “firma” il crono programma pubblicata. Lo chiamano crono programma, quello che condiviso come programma in campagna elettorale per la coalizione di centro sinistra, riporta le date presunte di attuazione.

Grandi temi: depuratore, per esempio e Casa della Salute, a fine mandato. Organizzazione uffici, denominazione strade urbane ed extraurbane, Consiglio Comunale dei Ragazzi, solo studi e relazioni per la zona PIP, e poi bilancio partecipato, illuminazione ponti Auchan entro il 31/12/18. Entro il 31/12/2017 verrà completato uno studio di fattibilità per un collegamento ciclo-pedonale tra l’abitato cittadino ed il centro commerciale.

Ed è su questo che si giocano le carte, sembra capire.

Insomma, a prima vista nulla di nuovo e tutto espressamente in linea con il Programma di Coalizione, approvato con deliberazione di consiglio comunale n. 27 del 22 luglio 2015.

Ed allora? A che serve? Tacitare i Nitti ed oggi il Guerra?

Vedremo in Consiglio che succederà.

Nel frattempo avrei voluto raccontarvi dell’Assemblea Cittadina del PD, ma non essendo la mia presenza gradita al segretario cittadino, nessun resoconto al momento è possibile. Ricordiamo che l’assemblea, era aperta agli iscritti ed ai simpatizzanti del PD. Intorno alle 16 di oggi, domenica 26 febbraio anno domini 2017, con l’odore della frittura di pesce che mi inorgogliva il naso e con il sapore dell’ultimo caffè, mi presentavo nel Circolo PD di Piazza Moro. Ad attendermi, si fa per dire, il segretario cittadino, Adriano Bizzoco, illuminato dallo sguardo di Berlinguer che campeggia su di una parete di questo circolo PD. Mi chiedeva a che titolo fossi lì, io, fustigatore a suo dire del partito da lui rappresentato e per quale motivo avessi avuto “l’ardire” di presentarmi in quel consesso. Mi sono presentato come “simpatizzante” (cosa non si farebbe per informare i cittadini di quanto succede intorno a loro), ma non potendolo dimostrare, non è un carattere saliente da trascrivere sulla carta di identità, nonostante qualcuno dei presenti, una decina in tutto, non avesse minimamente avuto atteggiamenti di ostilità nei miei confronti, il Bizzoco ha proseguito nella sua analisi spietata che fuori mi voleva. Ora, alla luce delle Assemblee del PD trasmesse in mondovisione, alle rotture e ricuciture pubbliche, agli streaming, al voto per l’elezione del segretario nazionale di questo partito a cui possono partecipare addirittura sedicenni, non iscritti e semplici simpatizzanti, qualche volta anche spesso di destra, cosa avrebbe potuto scombussolare la presenza di Saliani in una discussione all’interno del maggior partito di Casamassima? Che al segretario piacciano le segrete stanze è acclarato come è innegabile che la critica al suo di operato non possibile, ma che abbia avuto anche il coraggio di “mettere alla porta” un cittadino che vuole informarsi ed informare, lo trovo un atto vile e di scarsissima qualità, non solo umana, ma soprattutto politica. Il segretario cittadino del PD crede ancora che la discussione intorno ai temi che riguardano la polis, quindi tutti noi, possano essere tenute ancora nelle segrete stanze e che solo alcuni degli «eletti», fra cui lui pensa essere il capostipite, autorizzati a deciderne le sorti senza che gli altri sappiano, si informino, giudichino, si sentano coinvolti. Lui a capo di un partito che si dichiara nel nome Democratico, assume l’atteggiamento dell’ultimo fra gli antidemocratici per eccellenza, impedendo la partecipazione non al dibattito, ma neanche la presenza come semplice uditore. Che questo partito sia non sull’orlo del precipizio, ma caduto da un pezzo nel burrone orrido del grottesco è oramai sotto gli occhi di tutti. Ne abbiamo preso coscienza.

Comunque all’assemblea, permettetemi il termine, i big del partito erano assenti, come assente risultava essere il sindaco.

Ringrazio coloro i quali hanno dimostrato solidarietà nei miei confronti.

Fantapolitica

0

Domani convocata in tutta fretta, alle 15.00, un’Assemblea Cittadina aperta agli iscritti e simpatizzanti del PD di Casamassima. Sarà il momento utile per fare il punto sia sulla situazione locale, sia su quella nazionale alla luce degli ultimi sviluppi, scrive il segretario cittadino Adriano Bizzoco.

A parte quella nazionale che ha visto in due giorni il cambiamento di strategia politica del nostro Presidente di Regione Emiliano che si è trovato da fuori il PD a competere con Renzi per la segreteria del PD, di cosa avranno da discutere intorno alla situazione locale?

L’estromissione degli assessori PD dalla Giunta, senza giustificato motivo, almeno apparente visti gli elogi anche da parte del sindaco che ne ha esaltato le qualità, ha causato e continua a causare forti ripercussioni non solo sul partito a livello locale, ma anche a livello regionale. In verità, a livello provinciale le dichiarazioni rilasciate dal giovane segretario Pagano sulla stampa localissima, qualche dubbio sull’interpretazione dei pensieri la lasciano, ma andiamo oltre.

Il PD del paesello a sud est attraverso comunicati e manifesti ha confessato al mondo intero l’alchimia dell’appoggio esterno alla Giunta e al Cessa sindaco ma senza dichiararsi completamente estraneo a questa maggioranza cosa che avrebbe presupposto un abbandono del tavolo di maggioranza per decidere volta per volta, in Consiglio Comunale, se i provvedimenti presi, le decisioni assunte e gli atti compiuti fossero o meno in sintonia e in linea con il programma di governo alla base della coalizione di centrosinistra risultata vincente.

Ed è questo punto che apre possibili e non campate in aria ipotesi che sembrano al vaglio degli inquirenti, direbbero coloro i quali chiamati ad indagare sul misfatto.

E se, sottolineiamo se, la giunta tecnica del sindaco non fosse altro che una diretta espressione dei consiglieri comunali di maggioranza e degli ex maggioranza come Nitti & C.?

Scenario apocalittico.

La Arianna Zizzo decide all’improvviso, magari con il Nitti che la Presidenza non ha avuto, di uscire dal gruppo PD in Consiglio.

Passa del tempo ed il Nitti, approfittando dello scompaginamento del gruppo Verna Fortunato in seno alla maggioranza, lancia il salvagente al sindaco per farlo proseguire ad indossare la fascia. A questo punto il sindaco tratta personalmente non con le liste o i partiti la sua sopravvivenza, ma direttamente con i consiglieri comunali che il sostegno dovranno votare.

Il PD è preso fra due fuochi. Imbarazzante.

Viene l’assessore che per puro caso è di Gioia del Colle, lo stesso che vede l’Arianna e il suo filo vivere; e se questo fosse il segnale che le scelte degli assessori tecnici non siano espressione dei consiglieri? Per la proprietà transitiva, naturalmente.

Ora che gli assessori siano espressione di parte dei consiglieri sembra un sospetto non solo sospettato da qualcuno, ma per una prova ci sarebbe bisogno di tre indizi, ma di indizi solo due ne avremmo ed allora?

Ed allora perché i consiglieri del PD, Antonio Manzari, Pasqua Borracci e Giacinto Rella, tutti appartenenti al PD ed espressione del PD non hanno sentito la necessità di alzare le barricate a difesa dei tre defenestrati Palmieri, Bagalà e Spinelli? Per quale strano motivo il PD non ha voluto salvare se stesso? Per quale motivo il senso di appartenenza non ha prevalso? Per quale motivo posti di fronte a questo, ripetiamo solo un gioco ipotetico senza fondamento alcuno il nostro, non hanno deciso di invitare il sindaco a fare la valigia e tornare a casa in buon ordine? Per quale motivo decidono di sacrificare il proprio partito permettendo che si facesse terra bruciata? E se l’appoggio esterno all’amministrazione non fosse solo ed unicamente un escamotage da parte del PD di Casamassima per nascondere i consiglieri ribelli che la fiducia al sindaco non la vogliono togliere proprio?

Discuteranno di questo nell’assemblea di domani gli iscritti e i simpatizzanti del PD locale?

Tenetevi leggeri, domani e non fate l’errore che ho fatto io: le lasagne le ho anticipate ad oggi e quelle sullo stomaco si mettono.

Ma che vor dì

0

Ha visto la presenza anche del sindaco, la conferenza dei capigruppo che ieri avrebbe dovuto scegliere la data in cui tenere quel consiglio comunale, richiesto a gran voce dai Nitti, in cui, chiamata a raccolta la maggioranza, la stessa si sarebbe dovuta esprimere, contarsi, e firmare, con un “voto di fiducia” l’appoggio al sindaco ed alla sua amministrazione tecnica (?).

Ma contrariamente alle aspettative ed all’ennesimo bluff della dinastia Nitti, invece che tenerlo entro quei 10 giorni improrogabili che l’ultimatum imponeva, che sarebbero dovuti scadere il 23 febbraio, il consiglio viene fissato per il 6 marzo prossimo alle ore 16.30.

La potenza roboante della coerenza.

Si scopre che il consiglio viene fissato per deliberare circa l’ipotetica firma, sembra ancora non avvenuta, di quel crono programma dettagliato richiesto dai Nitti’s, così lo definisce il sindaco, da parte della giunta comunale. La Giunta Comunale, unica responsabile del crono programma dettagliato e puntuale come un orologio svizzero che la inchiodi al giorno, minuto e secondo e che cadenzi le opere da realizzare.

Che «pontifichi»: almeno quello.

Ora che la delibera di giunta di cui parla il sindaco non sia stata portata a «testimonianza» su quanto un Consiglio Comunale deve deliberare (?), non è dato sapere, non solo nei confronti dei cittadini, grave, ma neppure nei confronti dei consiglieri comunali, gravissimo.

Ma si sa; ormai anche i luoghi deputati ed istituzionalmente riconosciuti per le normali attività politiche ed amministrative gestionali di un Comune, sono diventati a Casamassima, grazie a questa amministrazione, botteghe di partito, sottoscala, angoli di strada, studi professionali o bar di periferia atti a risolvere le beghe interne ed accordi più o meno sottobanco che stanno permettendo il mercimonio della vita amministrativa di un ente quale rappresenta il Comune. Volevano l’aula consiliare i Nitti per contare quanti e quali i soggetti disposti, nascondendo la testa sotto la sabbia, sono disponibili ad alzare ancora il pollicione all’insù nei confronti di un sindaco che vedrebbero tutti beatamente a casa. Con una giravolta da capogiro, nel frattempo, il pollice verso del giovane rampollo Giuseppe Nitti, da giù, attraverso un salto mortale triplo carpiato, è divenuto così su che la Luna toccherà a momenti. Cosa avrà mai visto di così positivo per il paesello a sud est ora che sarà lui a vederne la fine attraverso l’oblò dell’astronave che lo deposita sulla nuova stella cadente Nittifloor, è un mistero.

Peccato che l’esponente di Libera Casamassima, nulla dica intorno all’unico logico, razionale e consequenziale punto all’ordine del giorno di quel consiglio comunale voluto e preteso, se vi è concretamente la fiducia al sindaco o meno attraverso un voto palese. Sarebbe sottinteso per il Nitti, grande stratega e per il Cessa sindaco, che le dimissioni sarebbero l’unica strada in caso di voto insufficiente, ma si guarda bene dall’esporsi a tale logicità, lui, che della logicità e del raziocinio, ha fatto arma da guerra. Povero consigliere il Giuseppe, impegnato come sarà per oltre tre quarti del tempo che una giornata gli mette a disposizione, escludendo quelle poche ore di sonno che gli son rimaste inframmezzate da incubi e cadute repentine dal letto, il dover spiegare a quei 500 elettori che di lui hanno avuto fiducia questo repentino “volta-posizione” a 360 gradi che da pubblico ministero nei confronti di un sindaco e di un amministrazione inefficiente e brancaleonide, lo vede vestire i panni di un comune e banale avvocato d’ufficio.

Ma la politica è questa, ed è grazie anche a un PD senza più guida, senza più né capo né coda e di cui a gran voce si chiede un repentino cambio di direzione, che il Nitti e i suoi nuovi adepti hanno trovato terreno fertile e riprodursi per portare a termine un’operazione che oltre a nascondere le vere ragioni di una giunta tecnica senza uguali, a detta di molti, continua a mentire sulle vere ragioni che stanno portando l’agonia del Cessa sindaco al parossismo.

E così vedremo il Nitti d’amore e d’accordo con il sindaco, con la Ferri nemica giurata, con il segretario comunale distratto che pareri non dà e che tanto veleno gli ha fatto fare in consiglio, con la Borracci e le sue ipotetiche incompatibilità, con gli esposti al genio civile per le scuole, con le analisi delle acque in contradditorio con quelle del sindaco, con la difesa dei più deboli, o con le guerre contro il Rella e il Manzari…… insomma, un Don Chisciotte senza Mancia, o con tanta Mancia, disposto a sacrificare tutto se stesso per il bene del paesello.

Benvenuti a Nitticity.

A proposito, viste le dimissioni del consigliere Raffaele Bellomo pervenute in data 20 febbraio, cara Presidente del Consiglio e carissimo nominato sul campo garante della legalità Giuseppe Nitti, lo avete letto l’articolo 66 dello Statuto Comunale di Casamassima?

Scusate, ma che vor dì, il Consiglio, entro e non oltre dieci giorni, deve procedere alla surroga dei consiglieri dimissionari?

Non è che dopo la capigruppo di ieri sarete obbligati a fissarne un’altra visto che secondo norma il Consiglio Comunale dovrebbe essere fissato entro il 2 marzo in virtù di questo banalissimo articolo Statutario?

Che mattacchioni che siete.

Ribenvenuti a Nitticity.

Domani è lunedì

0

Quasi niente di nuovo sul fronte del paesello a sud est, questa settimana. A parte le solite cose.

La polemica più dirompente sembra sia scoppiata ieri, sabato, all’uscita nelle edicole de La Voce del Paese il quale, riportando una lunga intervista al consigliere comunale per antonomasia, Franco Pignataro, per 37 anni consigliere di opposizione e solo per due in maggioranza, ne pubblicava anche la foto, si, ma di Antonello Caravella, penta stellato e grillino. Apriti cielo. Sono scesi in campo tutti: l’offesa insopportabile, non ho ben capito se per Pignataro, Caravella o entrambi, ha scosso le coscienze collettive sino al punto di invocare l’intervento delle forze speciali al fine di dirimere la questione. Vedremo come finirà.

A parte questo, le solite cose.

I Nitti, ormai in maggioranza e in giunta, sia con che senza la firma del crono programma che non sappiamo ancora se dovranno firmare i partiti o gli assessori e il sindaco, per l’ennesima volta si contraddicono, (che non si farebbe per il bene del paesello a sud est), ed accetteranno quel consiglio comunale anche se convocato bel oltre i 10 giorni che quell’ultimatum reso pubblico ne dettava la scadenza improrogabilmente più ravvicinata. Ma i Nitti, gli unici che il bene del paese vogliono, sacrificano ancora una volta la parola data ed un calcio alla coerenza danno.

Il PD, non solo a livello nazionale sembra sull’orlo di una crisi di nervi, ma anche a livello locale è ormai non solo lacerato, ma pronto per la sepoltura ad aeternum e non si schioda da quell’appoggio esterno che tutte le scuole di pensiero si affannano a ricercare nei rivoli dei mille trattati non solo politici, ma filosofici tirati in ballo per coprire la mal celata volontà di abbandonare il sindaco a se stesso ma senza comparire.

Nel frattempo San Valentino e l’amore inondano con parole melense quello che assessori, soggetti politici e normali cittadini pensano del sentimento più bello del mondo. Sarà il più bello, poi?

Fra incidenti stradali, cozze e ricci mangiati sugli scogli, sogni, viaggi in treno, amori sbocciati fra i banchi di scuola e parrocchie galeotte, mercerie e comitive, vengono fuori storie inimmaginabili e così strappalacrime che i romanzi rosa di Harmony, un baffo ci fanno. Ma si sa, il paesello anche questo è. Delle sfumature di grigio, di bianco, di nero e di rosso fuoco, nessuno ne parla, naturalmente.
Echecacchio, un’ingiustizia è.

Però: che barba, che noia; mai niente succede in questa valle di lacrime.

Tutto perfetto e tranquillo fila liscio come l’olio.

I giardini son curati, le scuole efficientissime, la raccolta porta a porta che non costerà niente, che dico niente, aggratis sarà, i negozi stracolmi di ricchezza, le strade senza manco una buchetta, le rapine alle vecchiette nessuno si sognerebbe di farle, i pali per tener su i segnali stradali e non per incatenare i disoccupati, l’emergenza casa non esiste, i conflitti di interesse non pervenuti, la tassazione al minimo storico, il corso pieno di gioventù, nessun conflitto, le dispute fra le associazioni e il sindaco un lontanissimo e sbiadito ricordo, i voltagabbana esiliati, i giochi di bottega e/o nelle segrete stanze o magari all’angolo dei vendo oro un triste ricordo di un recente passato di inciuci, insomma, l’armonia regna sovrana ed il bene comune solo per qualcuno e di qualcuno al calduccio sta.

Buona domenica, paesello a sud est.

Domani è lunedì.

Ci vorrebbe un tappeto per nascondere la polvere.

0

Ancora poche ore e gli ultimi cassonetti alla strada spariranno e così anche nell’ultima zona del paesello a sud est partirà la tanto agognata raccolta porta a porta.

L’inizio, in verità, già sperimentato da qualche settimana nel resto del paesello, non ha lasciato tutti veramente soddisfatti e fra lacune del servizio, del sistema, dell’organizzazione e dei vantaggi, ai più sconosciuti, più che soddisfazione ha causato un disturbo che di ecologico ha poco. Accompagnata da una serrata, inutile e propagandistica caccia alle streghe, la raccolta porta a porta, si è imposta quasi come un atto di terrorismo psicologico nei confronti dei cittadini “sporcaccioni” che ripercussioni ha avuto e ne avrà, fra quelli che le regole le rispettano. Sanzioni dietro l’angolo, ammende, dure ammende per i trasgressori che inevitabilmente sbaglieranno almeno sino a che la pratica non sostituirà la teoria, a mettere la plastica con la plastica, ad uscire il bidoncino giusto nel giorno giusto e a scoprire quale sarà l’alchimia che ci faccia capire per quale motivo i bivalvi delle cozze sono indifferenziato e non organico.

Nessuna, dico nessuna parola è stata spesa dall’amministrazione comunale e dal suo sindaco che le uniche parole che è riuscito a proferire sono solo quelle di lotta senza quartiere agli «abbandonatori» seriali di materassi e di «busticelle» più o meno grandi nelle strade di campagne. Avremmo pensato, perché noi esseri pensanti siamo e non pinguini, che i cassonetti alla strada non dovessero essere tolti lo stesso giorno dell’inizio della raccolta con il porta a porta. Avevamo pensato che ci sarebbe stato bisogno di rodare il sistema almeno per una decina di giorni, facendo in modo che i cittadini poco alla volta ma con tempi certi, si potessero abituare al nuovo sistema rendendolo “gradevole” e “piacevole”. Ma per un contratto sbandierato come vittoria sin dal lontano 2015 dal sindaco di Casamassima, con ancora lati oscuri che ne rendono incomprensibile l’accettazione e la firma, non ci si poteva aspettare di più.

A lui fare le contravvenzioni viene più semplice che illustrare e spiegare.

Nessuna politica sul “rifiuto” è stata fatta e non penso se ne abbia la voglia e la capacità. Con un Centro Commerciale alle porte una mission che portasse, per esempio, l’amministrazione ad intraprendere la strada dell’imballaggio eco sostenibile poteva essere imboccata, ma che volete, tutti distratti sono. Se poi avessimo voluto solo lontanamente pensare a quegli strani aggeggi che esistono, ma che qui vedremo forse fra cent’anni, che attraverso l’introduzione del vuoto della birra o della bottiglietta dell’aranciata o dell’acqua o con un tot di carta smaltita ti restituiscono cauzione o soldini freschi magari sotto forma di buoni sconto negli esercizi commerciali, manco a parlarne. Troppo difficile. Ora bisogna fare la raccolta porta a porta sperando che nei condomini più grandi si riesca a citofonare o raggiungere il cancello vista la mole di bidoncini che ne sovrastano gli ingressi, perché di cassonetti condominiali che possano raccogliere i rifiuti, magari tramite una chiave elettronica data in dotazione a tutti i condomini, non se ne sente la necessità.

Ed allora non ci resta che sperare che nonna Rosa non sbagli a mettere ste cazze di cozze nell’organico e che non le arrivi pure la beffa della contravvenzione che non le permetterebbe più di comprare le pillole per la pressione.

Nel frattempo beatevi tutti dei bidoncini sporchi, svuotati dodici ore dopo l’uscita da casa, disseminati sui marciapiedi il più delle volte mignon, fra cani e gatti, comprese pantegane che na spanciata si faranno delle bivalve che a quelli se organiche o inorganiche sempre buone sono.

Vantaggi per la differenziata?

Nessuno, al momento, se non per la vista di qualcuno.

Le bollette aumenteranno; e anche di molto.

A proposito: ma se qualcuno non dovesse riuscire a svuotare la cantina che oggi l’ultimo giorno è, come dovrà fare per togliersi tutti gli ingombranti dalle scatole che conserva da anni?

Quanti sono gli interventi gratuiti contrattualmente stabiliti tramite il «la chiama» del numero verde?

Ed in mancanza di isola ecologica, le batterie, le lampade, il video registratore, il TV e la radiolina a valvole, dove le butto?

Il mistero si infittisce.

Ci vorrebbe un tappeto per nascondere la polvere.

50 sfumature di ….. menzogne

Anche a Casamassima, come per Cellamare e Mola di Bari,  il PD si appresta ad utilizzare l’invenzione politica di sempre del cosiddetto “appoggio esterno”, pratica messa in atto quando, avendo preso coscienza di aver scelto un candidato sindaco rivelatosi una frana, non ha la voglia e il coraggio di sfiduciarlo.

Il PD esce fortemente devastato da quando Cessa, eletto sindaco, ha contribuito non poco, non solo ad assottigliare sempre più  quell’illusione di consenso che si era aggregato alla sua persona, ma anche quel patrimonio di giovani che si erano affacciati alla politica per la prima volta e che serbavano in cuore la possibilità di quella differenza tanto sbandierata. Le parole della Stefania Verna ieri in aula consiliare, come una frusta, hanno messo in risalto quella doppia personalità, come se si stesse parlando del dottor Jekyll e del sig. Hyde quando, indirizzando con veemenza le sue accuse nei confronti del sindaco, ne “decantava” le doti di trasformismo caratteriale dal prima le elezioni al dopo.

Non solo il PD esce distrutto da questa scelta per molti versi scellerata che ha visto la candidatura Cessa, ma anche e soprattutto la sua lista politica personale sciolta come neve al sole senza neanche passare da alcune giornate di freddo che ne conservassero il ghiaccio fastidioso. Rapporti frantumati e la politica della differenzazione che altro non è che la peggior rappresentazione di quella prima repubblica che tanti danni ha procurato.

Il PD a pezzi, la sua classe dirigente fortemente compromessa, non solo a livello locale, non è riuscito ad allontanare da sé l’errore grave di un sindaco che riconosce a fasi alterne la sua appartenenza ad un partito a seconda della convenienza che solo da un punto di vista personale può trarre senza pensare minimamente al danno che la sua azione di schizofrenia politica provoca e che ne assottiglia le file. Messo all’angolo dal colpo di grazia dell’avvocato Nitti e dell’ex presidente Borreggine, il PD del paesello a sud est le contromisure le ha trovate, ma basteranno?

Libera Casamassima, mini gruppo, insieme al mini gruppo Civicamente, redige un documento in cui si chiede al sindaco ed alla nuova costituenda maggioranza, che due devono essere le condizioni per proseguire il mandato:

la prima è quella di una giunta nuova svincolata dai partiti e dalla politica e come seconda condizione quella di controfirmare un crono programma che mettesse l’accento sulle priorità presenti all’interno del programma di centrosinistra non ancora neanche prese in esame. E se giunta “tecnica” esterna (?) al mondo della politica vi è stata, la firma e l’accordo sul crono programma, però, no. Ci si sarebbe aspettato che i Nitti potessero, come dire, pretendere che entrambi i punti della proposta sine qua non fossero rispettati, ma a quanto pare, almeno sino ad oggi, questa firma langue ancora nella penna che dovrà vergare il pezzo di carta. Perché?

Il PD, con quell’appoggio esterno all’amministrazione Cessa, dopo la defenestrazione dei suoi uomini e donne di punta dalla giunta comunale senza che una spiegazione neanche umana è stata data, sceglie la strada della non compromissione nella cacciata del sindaco che si crede deleteria per un partito al minimo storico e che vorrà del tempo per essere metabolizzata. Neanche l’intervento di personalità politiche forti sia a livello regionale che nazionale sono riuscite a smuovere lo psichiatra dal proposito di rimanere sindaco avendo sulla coscienza lo sgretolamento del partito e di quei rapporti umani alla base del vivere civile. Chiuso com’è all’interno della sua torre di avorio ovattata rispetto alla protesta e allo sbigottimento che salgono dal paesello, parla per convincere se stesso, solo se stesso, che le scelte messe in campo siano le migliori. Certo è che il lavoro sottile e per certi versi geniale del consigliere Giuseppe Nitti, animato com’era crediamo da buoni propositi, sarà ricordato come un clamoroso ed incomprensibile inciucio di cui avremmo fatto sicuramente a meno. Le prime avvisaglie ieri quando l’appena insediato, Vito Mazzei l’affondo nei confronti del Nitti comincia a farlo: non penso ci fossero convincenti contromisure da parte del giovane avvocato, che il colpo lo accusava e la platea osservava.

Sembra che nessuno voglia assumersi la responsabilità di mandare il Cessa sindaco a casa e che tutti prendano tempo per scongiurare quell’anno e mezzo, nella più rosea delle aspettative, di commissariamento prima delle prossime elezioni. Tutto condito da quella stucchevole e falsa pretesa di interpretare il pensiero dei cittadini che non capirebbero e che rimarrebbero frastornati da elezioni così ravvicinate. Farebbe e fa comodo a tutti allontanare lo spettro delle elezioni: poco il tempo per organizzare le liste, le alleanze i programmi, gli schemi, gli attacchi e le difese. Troppo lucidi i ricordi su di una classe dirigente, ed in questo mi riferisco all’intero consiglio comunale, distratta per accorgersi dei mille rivoli di una società che chiede giustizia e concretezza al posto di inutili e sanguinose guerre di facciata e di bottega che nulla portano al disoccupato incatenato sotto il comune, o ai bambini che a settembre un’altra volta con il turni perché le scuole un cantiere saranno, ai giardini che mancano, alla farsa della raccolta differenziata non programmata, non guidata che solo aumenti straordinariamente alti porterà in bolletta senza che un’isola ecologica sia stata “costruita”, alle buche sulla strada ed ad un tessuto sociale sfilacciato e lasciato in balia di se stesso e che vede il paesello sprofondare sempre più nel degrado che non è solo quello dei materassi, ma delle coscienze assopite.

Nel frattempo, ufficialmente, le file della minoranza si popolano di due nuovi consiglieri: la Verna e Fortunato ieri hanno ufficializzato il loro ingresso trionfale in opposizione.

A questo punto non ci resta che aspettare di sapere quale la maggioranza.

Sembra non essere d’accordo Cessa …….

0

Sembra non essere d’accordo Cessa con quanto scrivono Dario Ginefra e Alberto Losacco, esponenti di spicco del PD non solo regionale, a proposito della scelta che lo ha portato ad estromettere dalla giunta i 3 assessori del PD.

E vuole puntualizzare, il sindaco, e noi con lui.

Vuole ribadire la sua falsa appartenenza politica al PD, il Cessa sindaco, ma al tempo stesso dimentica di dire che ha fortemente voluto che si formasse una lista che portando il suo nome, potesse dargli la possibilità di candidare suoi uomini e donne, suoi amici e amiche, al fine di tentare di estromettere quelli che erano i candidati naturali del Partito Democratico, che lui in minuscolo scrive, al fine di assicurarsi un appoggio extra partito per poter incidere con il suo personale partito di convenienza, che oggi possiamo definire, “cinismo politico”. E’ stata proprio la sua lista a tendere tutte le trappole mortali in cui è miseramente caduto soggiacendo alle “influenze” e “forme di ricatto” più o meno palesi mentre gli assessori PD tentavano di tirarlo fuori dalle sabbie mobili in cui si è sempre cacciato. E la Lioce, con scarso peso elettorale insieme al Cristofaro, hanno rappresentato il primo peccato originale del sindaco che lo ha portato dove sappiamo. Anche la Verna e Fortunato hanno fatto parte di quella lista di amici, come il Cristantielli, superstite suo malgrado e quel Rubino e Guerra che con Bellomo oggi richiedono visibilità.

Solo quella possono avere.

E’ stata la lista degli amici che non ha più nutrito un briciolo di fiducia in lui e che sbattendo la porta, riconoscendo i limiti di un’amicizia ipocrita e fatta di chiacchiere, ha messo in risalto le peculiarità del politico Cessa che oggi pontifica sul niente.

Per non parlare dell’affronto al Nitti entrato papa ed uscito cardinale che dal primo giorno con la guerra personale alla Ferri e al sindaco che gli impegni non sa mantenere, ha, con le arringhe di facciata, pugnalato prima la maggioranza e poi la minoranza.

Ma lui, il sindaco, non sente il bisogno di ringraziare come dovrebbe il PD e i voti che il Palmieri, il Bagalà e la Spinelli gli hanno portato per farlo sedere sullo scranno più alto e che gli ha consentito di scaricare le responsabilità della sua assoluta non predisposizione al “comando” e alla “coesione” che solo sue sono e di nessun altro. Servendosi impunemente dei tre ha mascherato la sua insipienza e la sua sola massima aspirazione che è stata ed è solo quella di indossare una fascia sbiadita al contrario. E nonostante riconosca che è nato un rapporto amicale, finto, con i 3 assessori PD e riconoscendo che solo lui li aveva scelti senza imposizione alcuna, sembra che le sue parole nascondano altre verità non ancora svelate e che sembrerebbero dire che forse ha sbagliato quella scelta che non gli ha permesso di “volare alto” ma a “bassa quota”, ma comunque a una quota che gli ha permesso di togliersi il carico delle immani responsabilità che lo inchiodano suo malgrado. E come volesse scaricare ora sul PD le responsabilità della sua scelta sciagurata che lo ha visto nominare “assessori tecnici” non imposti da nessuno, non concordati con nessuno ma della cui indipendenza politica partitica familiare nessuno sembra credere.

«… ho tenuto conto delle indicazioni pervenute da tutte le forze politiche che si sono sedute con me al tavolo di confronto e cioè il Partito Democratico, la consigliera Zizzo e le liste Libera Casamassima, Vito Cessa per Casamassima, CivicaMente, Rinascita per Casamassima»,

aggiunge il Cessa sulla propria pagina, facendo credere che ancora una volta è stato il PD ad indicargli la strada da percorrere negando l’esistenza di un documento del PD locale che sottolineava la propria volontà di lasciare al sindaco libertà di scelta senza indicazioni di sorta.

Scaricandolo alle sue attribuzioni.

Vuol far credere sia stato il PD a decretare la morte dei suoi esponenti in giunta solo per il gusto di vederlo ancora ad inaugurare l’inutile esistenza del suo mandato di questo anno e mezzo di guai, disagi e mancanza totale di programmazione.

Incredibile il Cessa sindaco.

Certo, gli accordi, quelli si crediamo veri, con la Zizzo, prendi voti dal PD e poi fuggi col bottino, o quelli con i Nitti e la Ferri e il Rubino & Guerra, voleva mascherare il sindaco, condannando irresponsabilmente un PD facendolo credere figlicidia.

Ed anche questa affermazione cozza irrimediabilmente con quello che crediamo abbia animato il sindaco “per tutte le stagioni” che non ha voluto esternare pubblicamente la propria volontà di prendere le distanze dal PD pur di continuare ad essere chiamato «sindaco».

«Ma il cambio di passo si è reso necessario dopo un’attenta e profonda fase di confronto. Il nuovo esecutivo, pur nel segno della discontinuità rispetto alla sua composizione, dovrà portare avanti anche l’operato della giunta precedente: basti pensare ai programmi di riqualificazione delle periferie, al bilancio partecipativo, ai progetti legati a Monacelle, alla videosorveglianza, al centro storico, al rifacimento del manto stradale di corso Vittorio Emanuele, alle numerose progettualità sul sociale, al centro aperto polivalente, al depuratore, al marketing territoriale, alla ristrutturazione delle scuole, solo per fare degli esempi»

E se tutto era previsto, se i progetti dovranno continuare nel solco tracciato dagli ex assessori che hai cacciato, caro il mio sindaco, per quale motivo parli di discontinuità con il passato, di cambiamento di rotta? Ma chi ti scrive i comunicati?

«Ho colto nella maggioranza la volontà di proseguire e di poter migliorare l’azione amministrativa, di poter rispondere meglio alle esigenze della cittadinanza»

Ma di quale maggioranza parla? Ma di quale cittadinanza scrive? Quella che ha preso in giro con il Cantiere? Con quella che ha illuso e a cui non è riuscito neanche a chiedere scusa per il problema acqua ancora non risolto? O per le scuole? O per le sue scelte rivelatesi una sciagura dietro l’altra? Parliamo dei rifiuti?

Il PD con la sua maggioranza relativa ha parlato già per bocca di esponenti quali Ginefra e Losacco e ci aspettiamo pure dichiarazioni di Antonacci, ed allora, di che parla?

Ha ragione: aspettiamo le esternazioni del capogruppo Manzari durante il Consiglio del 7, ma crede possano essere così fortemente dissimili da quelle già espresse?

Quale la sua maggioranza solo “paesana” che con atti puramente muscolari e che nulla hanno a che fare con la politica le permette ancora simili “schizofrenie politiche” al limite del paradosso?

Si convinca caro dott. Cessa: Lei è stato il peggior sindaco che il paesello a sud est abbia mai potuto avere.

Storie di ordinaria follia

0

Non sappiamo se lunedì interverrà la segreteria provinciale o quella regionale, ma ormai è certo che quello che troveranno a Casamassima i dirigenti del PD sarà un corpo non solo morto, ma in avanzato stato di decomposizione. L’affondo della Chelluccia, tardivo e fuori tempo massimo, e di sua figlia Antonietta, non lasciano margini all’immaginazione. Ancora una volta la «famiglia» ha prevalso e prendendo il sopravvento lo sbigottimento si sparano a raffica le riserve e la sdegnata e riprovevole disapprovazione su di un partito che nulla ha detto e nulla continua a dire sul conto di un sindaco che incollato come è su quella seggiola, calpestando la dignità di chiunque si frappone fra lui e la sua amata fascia, decreta la morte del paesello a sud est. Tra tessere sbattute sul tavolo, non per la prima volta in verità, ed invettive che schiaffoni in pieno faccia sono, ora che gli affetti familiari sono stati gettati alle ortiche,  imperterrito e senza batter ciglio il sindaco con quella fantomatica e non credibile “giunta tecnica” prosegue il suo cammino.

Il commissariamento del Circolo PD, a questo punto, sembra inevitabile.

Le famiglie: antica consuetudine a Casamassima.

Ma altre famiglie si riaffacciano all’orizzonte.

Nel consiglio di ieri, mentre l’Organo di Revisione denuncia una sostanziale violazione degli adempimenti amministrativi necessari,

che una più accorta ed attenta gestione avrebbe evitato di tenere l’ultimo giorno utile dato a disposizione dalla Legge (la Legge, quasi un’entità sconosciuta in questi tempi bui), consegna il dato politico incontrovertibile che i Nitti appoggiano l’operato di questa nuova giunta e del sindaco. Nel frattempo il compagno ribelle del Nitti, Raffaele Bellomo, i cui referenti politici rispondono al nome di Rubino & Guerra, risulta ancora assente dall’assise. Ora per quale motivo il Bellomo continui a ricoprire la carica di consigliere visto che i due castigatori Rubino & Guerra, leaders della lista ex di Cessa e fondatori della nuova e linda e pinta Civicamente fanno e disfanno accordi più o meno coerenti con la politica fin qui proposta è un mistero. Si dimettesse Raffaele e lasciasse campo libero al Guerra che dovrà mettercela lui la faccia in questi repentini giochi goliardici di cambio di casacca in corsa.

A proposito di cambio di casacca, ma oggi quale la Maggioranza?

Quale l’Opposizione?

Un gran casino inonda l’aula consiliare: il Nitti e le sue arringhe contro il sindaco, la presidente, il segretario e la Verna, si sono all’improvviso affievolite e decisamente scomparse concedendogli il privilegio di riunioni nel camerone del sindaco insieme ai suoi ex amici di cordata in quelle inutili e puerili sospensioni di consiglio che hanno visto spesso in questa consiliatura sedersi intorno ad un tavolo una maggioranza brancaleonide e disfattista. Dimostrano coraggio gli Oppositori a consentire che il Nitti si sieda ancora fra le file della minoranza dopo la coltellata al fianco data al sindaco e alla maggioranza di un tempo e che lo vede oggi tornare all’ovile come un cagnolino bastonato che finalmente la “caramella” di ferriana memoria gli è stata data. Amara da mandar giù è quella caramella, ma da inghiottire è. Con la Verna e Fortunato che crediamo debbano passare in Opposizione in Consiglio è un gran caos. Probabilmente ha ragione qualcuno che si dovrebbe meglio identificare una maggioranza e una minoranza che ad oggi, credetemi, sarebbe di difficile interpretazione. Sarebbe come se all’interno di una sfida di calcio, con i 22 uomini vestiti con la stessa maglia, si passasse la palla non al tuo compagno, ma ad uno della squadra avversaria. Ma al paesello è tutto concesso, anche giocare con la stessa maglia, compresa la smania di apparire solo per il gusto di apparire per quei 5 minuti di notorietà che poi se le scuole sono rase al suolo chi se ne frega.

La disposizione dei banchi consiliari non basta e per capire se un componente la maggioranza o della minoranza è pronto a sferrare un colpo alla schiena del vicino di banco, all’isola della fortuna devi andare e tentare la sorte come si tenta con la ricerca inutile del 6 al superenalotto.

Ma Cessa è riuscito nell’impresa di illudere non solo i suoi giovani cantieristi che credevano in lui e nella sua voglia di innovare, chiacchiere, ma di tutti i giovani che mettendosi in gioco, speravano in un cambio di passo che non c’è stato e che anzi ha visto la politica del paesello a sud est ricadere nei tempi più tetri della prima repubblica. E così la giovane consigliera Maria Grazia Palmieri lascia l’assise per sempre. Il troppo è troppo anche per lei, giovane donna che sperava in qualcosa di meglio.

Ma una speranza è possibile, ed è per questo che mi permetto di consigliare non solo alla Maggioranza, ma anche all’Opposizione un bel viaggio di studio e una serie di seminari da tenersi nella più amena fra le località.

Orta Nova, alle pendici di Foggia, con le sue antiche tradizioni ed usanze, la vedrei bene per accogliere i consiglieri tutti che impegnati come sono alla ricerca di un posto sicuro e al calduccio, potrebbe rappresentare quell’oasi naturalista per scaricare lo stress sino ad oggi accumulato in quasi di due anni di sfaceli amministrativi per caricare le batterie esauste. Tra storia ed antiche e veritiere leggende che Orta Nova è pronta a mostrare ai suoi innumerevoli estimatori, potrebbe diventare, lor malgrado, il luogo per incontrarsi, scambiarsi opinioni, e ricreare quei rapporti ravvicinati interpersonali, che li vedrebbe scambiarsi opinioni e alla tavola, tutti insieme  amorevolmente, il cibo che tanto allegria procura all’animo e che li vedrebbe ingordi nell’assaporare un primo  piatto, il ramen un tipico piatto giapponese (ma di origini cinesi) a base di tagliatelle di tipo cinese di frumento servite in brodo di carne e/o pesce.  Pochi sanno che la cosa giusta da fare è succhiare la pasta, non masticarla. E poi, quando rimane solo il brodo, bisogna tracannarlo dalla ciotola, senza cucchiaio. Una delizia. E dopo aver succhiato a sazietà il ramen potrebbe, la nostra allegra comitiva, assaggiare un dolce capace di cambiare colore, sapore e non esaurirsi mai e poi mai, essendo praticamente indistruttibile. Quel Succhia-succhia-che-mai-si-consuma di Willy Wonka de La Fabbrica di Cioccolato.

Penso che fra venerdì sera, giorno della partenza e sino a martedì 7 febbraio prossimo venturo, fra un summit e na mangiata, potreste mettere a frutto il tempo e la passione per quelle dichiarazioni che tutti si aspettano da parte del Nitti, della Verna e di quel PD che riserve (?) si è impegnato ad esternare.

E poi dite che mai consigli vi do.

In foto le indicazioni stradali per raggiungere Orta Nova.

Buon viaggio.

Post infiammabile: non per tutti. Astenersi perditempo.

0

Antonietta Spinelli, 262

Andrea Palmieri, 249

Rocco Bagalà, 211

Partito Democratico, 1569

Come volete possa essere considerata la defenestrazione, sarebbe meglio dire la cacciata o meglio il conferimento come se si trattasse di “indifferenziata” neanche con il piacere dei bidoncini di raccolta dedicati, dei 3 assessori PD dalla giunta Cessa? Possiamo esprimere, al di la dei commiati di questi giorni da parte degli ex assessori, giudizi anche non lusinghieri sul loro operato, tanti, al posto dei loro che li vorrebbero far credere i migliori, ma dopotutto rappresentano il 46% dei consensi da parte del PD raccolti in favore del Cessa sindaco. Per quale strano motivo questo consenso così percentualmente alto che ha convinto il Vito paesano, appena 24 ore dopo l’investitura, a nominarli subito assessori  sia all’improvviso venuto meno è un mistero. Come mistero è quello che vedrebbe il 31% del consenso del PD (Borracci, Rella e Manzari) impegnato a decidere se continuare a darlo quel consenso ad un sindaco di fatto commissariato più che dall’Alessio Nitti statista dalla sua super colla che lo vede seduto alla seggiola che non vuol mollare.

Uscirebbe vittorioso solo quell’irrisorio consenso pari quasi al 9% (Zizzo), uscita dal gruppo PD in Consiglio Comunale, che come raccontano le cronache, avrebbe “sistemato” un suo uomo nella nuova giunta.

La mossa a sorpresa del PD cittadino che di fatto “sfiducia” il proprio sindaco mettendo «sulla strada» quella proposta di Libera Casamassima e di Civicamente che assessori tutti “stranieri” alla politica voleva, ha aperto uno scenario surreale. Sarà, non solo il Nitti consigliere che delle spiegazioni al proprio elettorato dovrà dare con questi repentini e stucchevoli giochini di “potere” che al paesello nulla portano, ma soprattutto il PD a dichiarare da che parte stare.

Dovrà essere il partito di maggioranza relativa che oggi, pentitosi crediamo amaramente di aver candidato l’ex boy scout, a sciogliere le riserve e decidere in quella riunione di coordinamento che dovrebbe tenersi domani sera, se accettare o no la nuova giunta Cessa, la terza nell’anno e mezzo che lo vede vestire la fascia, se potrà o meno continuare a vestirla, la fascia.

Nel frattempo, nel campo delle ipotesi, nel fronte “ribelle” si apre la falla rappresentata dal Bellomo consigliere “pentito” della Lista Vito Cessa e passato a Civicamente, se riconoscere il lavoro di “trattativa serrata” dei suoi rappresentanti politici in seno alla nuova costituente maggioranza, viste le “cuginanze”.

Intatto nella sua complessità, il problema della presidente del consiglio, unica carica politica presente in consiglio. Sarà uno spasso vedere seduti dalla stessa parte il Giuseppe Nitti, avvocato, di fronte alla sua “acerrima nemica” Nica Ferri, pediatra.

Penso proprio che l’Alessio Nitti superstar questa volta abbia fallito miseramente visto che ha deciso volontariamente (?), di non mettere una data di scadenza all’ultimatum al sindaco a cui, a sorpresa, il PD

ha “ceduto” mettendo forse in atto la miglior contromossa partorita dalla segreteria Bizzoco sino ad oggi.

Saprà il giovane segretario PD che sino ad oggi ha accumulato errori su errori trovare le ragioni, solo qualche milione, per finirla con questo accanimento terapeutico?

Nel frattempo manca solo l’ufficialità delle nomine.

A proposito: sempre che la Verna e Fortunato non decidano altro.

Il pilota

0

Nulla di fatto nella riunione di ieri sera che ha visto i rimasugli della vecchia maggioranza seduti insieme ai “ribelli” di Libera Casamassima e Civicamente per trovare la quadra su quei nomi che avrebbero dovuto ricoprire la carica di assessore e che circolavano già dalla mattinata. Quei 4 assessori in pectore accompagnati da un’esperta, si dice, nel campo amministrativo, avrebbero dovuto dissipare gli ultimi dubbi e decretare la fine della crisi del «divano verde pallido acido» che si trascina stancamente e bizzarramente da troppo tempo.
Ma tra quei 4 assessori, gli unici volontari trovati con fatica che hanno voluto dare ancora credito ad un sindaco di fatto commissariato, sembra ci siano anche problemi di incompatibilità con la carica da ricoprire e poi non sarebbero i 5 necessari per formare la giunta al completo visto che uno dei nomi avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di “consulente”.
Cosa aggiungere su di un sindaco che non è riuscito a tenere insieme la propria di lista, che raccogliendo più voti del PD è riuscita quasi da subito a mettere in discussione la guida del primo cittadino porta nome e garante delle promesse che passando dal Cantiere ai palchi si sono dissolte nel nulla? La Lioce e poi Cristofaro e poi ancora la Verna e Fortunato e poi il Bellomo….., insomma, una catastrofe che è sotto gli occhi di tutti. Anche il Cristantielli assessore, prima amico personale del sindaco e poi politico al servizio, non è stato salvato dall’oblio in cui è caduto. Per non parlare del PD che, scaricando oggi tardivamente il sindaco, ha permesso a Cessa di poter ballare e danzare sui suoi uomini e donne di punta che i voti al partito e a lui stesso avevano donato.
E fra un nome che viene da Gioia, facilmente interpretabile lo sponsorizzatore ed un altro che da Bari fa entrare il Presidente con occhi e orecchie nella vita del paesello a sud est, il nulla di fatto ha preso luce come una lampadina fulminata o addirittura mancante.
Chiedere assessori esterni al mondo della politica e senza legami, almeno apparenti con essi, si è dimostrata un’arma a doppio taglio che vedremo che frutti porterà, considerato che l’exit strategy da questa prova muscolare Nitti Bellomo vs Cessa benefici non ne porta. Al contrario.
Qui non sono le personalità che dovranno ricoprire un ruolo, ma il capo che non va. E’ come se per assurdo si chiedesse di rivoluzionare il box della Ferrari per far trionfare il cavallino rampante, sostituendo meccanici, ingegneri, addetti al cambio gomme ed esperti in turbine e minigonne per poi accorgersi che quello che manca è il pilota che non sa quale pulsante spingere per accendere il motore.

Potrebbero essere investiti i migliori luminari della scienza e della tecnica, i migliori giuristi, i migliori esperti in ogni campo, ma sarebbe solo ed unicamente il sindaco a non avere il quid della fascia.
Eccola la strategia perdente degli assessori esterni senza un capo che li possa guidare e far sintesi.
Un sindaco incapace di tessere la tela del rapporto umano si è servito ieri dei vari Bagalà, dei Palmieri, delle Spinelli, passando dalle Lioce dai Cristofaro e dalle Barone compresi i Cristantielli, per poi abbandonarli sul ciglio della strada quando non erano più necessari alla risoluzione dei problemi che non ha trovato sul suo cammino, ma che ha messo in atto lui stesso con la sua spocchiosità ed arroganza politica che nelle risposte non date, non solo ai genitori della Rodari e della Collodi di questi giorni, è riuscito a tacere a se stesso e al mondo intero.
Come sarebbe possibile sperare che un sindaco che ha dissipato i sogni, le aspettative, l’impegno, l’abnegazione, il sacrificio e le speranze anche di quei giovani volti che ne affollavano con la gioia della partecipazione anche per l’amicizia che li legava e che un’onda sulla sabbia ha cancellato per sempre, possa continuare a guidare da pilota un’amministrazione che la storia ha già bocciato da tempo?
Cerca ancora di aggrapparsi alla speranza dell’illusione cercando la complicità di quei consiglieri che la seggiola non vogliono lasciare sicuri come sono che il loro futuro politico finisce qui calpestando la dignità del paesello a sud est impunemente e senza vergogna.
Non sarà un crono programma a salvarvi.

Nel frattempo l’unica carica politica, la presidente del consiglio, anch’essa entrata a pieno titolo nel turbinio delle voci che la vedrebbero in discussione se l’ipotesi sciagurata del prosieguo
dell’amministrazione fallimentare dovesse malauguratamente proseguire, non pensiamo viva momenti felici sicura com’è che sarebbe la sua carica a mettersi in discussione.

Ed allora, cari consiglieri di maggioranza o pseudo maggioranza, volete far patire ai casamassimesi anche l’onta del commissariamento ultra annuale?
Se il governo Cessa non cade entro e non oltre il 24 febbraio, si voterebbe non nel 2017, ma nell’estate 2018. A voi la scelta.

This function has been disabled for Maurizio Saliani.