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E’ lui …

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E’ lui l’unico, l’ineguagliabile, l’irraggiungibile, l’incommensurabile, lo stratega perfetto che chiunque vorrebbe avere al proprio fianco che tende la trappola mortale al PD e lo inchioda all’accettazione forzata di una proposta, quella dei 5 assessori esterni, che ormai è la sola strada percorribile per un sindaco smanioso di conservare quella fascia commissariata e senza più un briciolo di autorevolezza. Così è oggi, 21 gennaio, anniversario della fondazione del grande Partito Comunista che nel 1921 muoveva i primi passi, che si decreta l’affermarsi di un nuovo (?) astro nella politica nostrana del paesello a sud est.

Alessio Nitti, un uomo, ma che dico uomo, un superman a cui non capisco per quale ragione non si sia provveduto ad erigere na statua, un mezzo busto bronzeo ad imperitura memoria.

Magari accompagnato dalla sua Mata Hari compagna di viaggio e che ne allieta le nottate con letture di lotta e di politica  e di governo che non possono essere non riconosciute.

E così, dopo aver costretto il colosso e strutturato Partito Democratico ad accettare le primarie (le ricordate le primarie?), dopo quel j’accuse consiliare ad opera del rampollo Giuseppe, dopo aver costretto il sindaco alle dimissioni forzate  senza via di scampo, costringe oggi lo stesso partito ad accettare quella proposta indecente che dovrebbe vedere il sindaco scegliere in libertà (?) gli assessori esterni al mondo della politica che dovranno tentare di risolvere le urgenze e non solo, di cui si è macchiato come i soldi lo sono ad un bancomat forzato.

Il PD cede il passo al generale di corpo d’armata senza truppe, a quell’avvocato Nitti di scuola dorotea e ne esalta le qualità insospettabili con quell’aria dimessa e schiva che solo un uomo, un grande uomo d’azione e d’impegno poteva attuare.

Ma chi vince e chi perde in questa battaglia all’ultimo sangue?

Strano credere che il PD possa decretare la fine e la bocciatura dei suoi uomini e donne di punta rappresentati dagli ex assessori Bagalà, Palmieri e Spinelli, che pace non si danno per questa defenestrazione forzata ad opera del giureconsulto come difficile sarebbe credere in una accettazione senza ulteriori ostacoli da parte di Libera Casamassima e di Civicamente solo per il fatto che le condizioni come un lama affilata al collo sono state accettate. Dimostrare alla cittadinanza che le sorti del paesello a sud est oggi sono a totale carico di Nitti Bellomo che dovranno scegliere se continuare il cammino con un conducente senza patente, il sindaco, è l’unica strategia rimasta ad un distrutto PD per tentare la strada della risalita, nascondendo il fatto che non vorrei ci trovassimo nella condizione di aver consegnato definitivamente la giunta per intero a 5 esponenti mascherati che tutti piddini saranno.

In questo squallidissimo gioco in cui il pallino e le sorti del paesello a sud est siano passate in un colpo solo dalle mani della Verna Fortunato, compreso l’Innominato che non nominiamo più, a quelle di Nitti Bellomo, è quello che si merita Casamassima che credendo di consegnare le chiavi della città ad un autista esperto, si è accorta che neanche la patente ha.

A proposito, quelli che perdono i cittadini sono, tranquilli.

 

Il segreto.

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Era il 21 dicembre dell’annus horribilis delle scuole, e non solo, che comodamente seduto sul proprio divano di casa verde acido anemico, il sindaco Cessa comunicava al mondo intero le proprie dimissioni. Avrebbe avuto 20 giorni di tempo per tirare le fila e vedere se la maggioranza che lo aveva sostenuto sino a qual momento esisteva ancora nella realtà o era, ieri come oggi, frutto della sua fervida immaginazione. Ma due giorni prima della scadenza di quell’ultimatum che la legge gli metteva a disposizione, il sindaco Cessa, mentre i cittadini tentavano di uscire di casa con tutto quel ghiaccio che ti entrava anche nella ossa, con un altro magistrale colpo di teatro annunciava il ritiro delle dimissioni e comunicava che aveva gli elementi per fare “sintesi” e che presto sarebbe riuscito a mettersi in sella più forte e pimpante di prima. Ma il cavallo, rappresentato da quelle riunioni il più delle volte disertate dalla vecchia coalizione ed in più completamente infruttuose, anche la sella gli tolgono e senza più redini, cerca di salire in groppa cadendo più volte rovinosamente con il “coso” per terra.

Oggi, 18 gennaio anno domini 2017, 28 giorni dopo la presa di coscienza apparente che qualcosa all’interno della maggioranza non và, e continua a non andare, il Cessa sindaco, passando per altre emergenze che si aggiungono a quelle che tutti conosciamo, continua a tacere e a non comunicare quale la sintesi che lo potrebbe vedere vestire ancora quella fascia dal fascino irresistibile.

Cacciando in malo modo la Verna e Fortunato con quella voglia di protagonismo all’incontrario che ne ha sempre caratterizzato il cammino, e l’Innominato che è meglio non nominare che nervosissimo sta da quando tutti ne conoscono la vera identità, al Cessa sindaco non gli rimane che scegliere se seguire il guasta piani del Nitti che tutti esterni al mondo della politica li vuole, gli assessori, o se continuare con la tattica suicida del PD che proprio non vuol rinunciare ai suoi tre o al limite due assessori di riferimento partitici. A questo proposito una parentesi non guasta. Ma se dovessero essere due gli assessori a targa PD, sarebbero fra i tre uscenti? E chi potrebbe al di fuori di ogni ragionevole dubbio affermare che dovrebbe rimanere fuori Bagalà o Palmieri o la Spinelli? E chi sarebbe in grado di stilare una classifica? O i due eventuali o l’uno, non sarebbe il caso di sceglierli o sceglierlo al di fuori di questi tre? Quando un partito è allo sbando è allo sbando. Chiusa la parentesi.

Non crediamo possibile che i Nitti e i Bellomo possano accettare neanche se fosse solo uno degli assessori che il PD vorrebbe tenere in campo, ma anche se questa ipotesi trovasse accoglimento, quale il futuro del gruppo PD in Consiglio Comunale?

Il partito si è ormai immolato sulla strada del sacrificio che lo vede soccombere con il sindaco che non sappiamo ancora se martire o artefice di scelte sciagurate di un partito che seguendo le orme del rottamatore di Firenze è stato rottamato ormai dalla storia, ma il gruppo PD in consiglio, quello che vota, quello che “mette la faccia”, saprà soprassedere ancora una volta all’avventura dello stringere i denti per andare avanti a prescindere? Sembrerebbe che anche il soldato per eccellenza Manzari abbia storto un tantino il naso e che la Borracci e il Rella già da tempo vivano disagio, ed allora? Per esempio, la Borracci, che del PD non è iscritta e che è stata eletta come indipendente in quel partito, prenderà almeno «ella» il toro per le corna?

E quale sarebbe il futuro del giovane rampollo della Nitti’s family se dovesse accettare la controproposta capestre del PD? Convincere che lo si farebbe solo per il bene del paese troverebbe quasi inesistenti sostenitori, e quindi, cosa nasconde per il futuro del paesello a sud est il Cessa sindaco? E nella malaugurata ipotesi che il duo Nitti Bellomo dovesse accettare un posto al sole in questa maggioranza dai contorni brancaleonidi (vero Giuseppe?), quale sarebbe il destino della Presidente del Consiglio che inevitabilmente dovrà cedere la poltronissima (da zero bisognerà ripartire), riaprendo un’altra disputa perché lei non può essere solo consigliera?

Nel frattempo, tanto per non farci mancare nulla, la sola scuola primaria agibile a Casamassima sembra sia “sotto attacco” attraverso quegli atti vandalici scoperti prima ma denunciati molto dopo, la raccolta differenziata parte in ritardassimo e solo per una parte ristretta del paesello senza che un’isola ecologica sia stata trovata, l’emergenza neve gestita non male, ma di più, lascia crateri sulle strade come se quelli che ci fossero non bastassero, gli uffici vivono la drammatica situazione dell’abbandono al limite “dell’anarchia”, l’acqua continua a mancare e non sappiamo se quella poca che i rubinetti ci regalano sia o non buona.

Per amor di patria ci fermiamo qui.

Cosa aspetta il sindaco per sciogliere le riserve e svelare il segreto che è diventato più telenovela della telenovela che migliaia di migliaia di personaggetti amano guardare di fronte al camino nelle fredde serate che sotto le coperte è meglio?

Ma veramente vuole essere “sfiduciato” in consiglio sotto gli occhi delle telecamere che tutto registrerebbero per inviare questa fine indecorosa in mondo visione?

Che fegato ha il sindaco. Che stomaco.

Nel frattempo si gioca la più brutta partita mai vista con i cittadini presi e ripresi per i fondelli. (Fondelli mi sembrava più edulcorato).

Ad ognuno il proprio giocattolo.

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Mentre il paesello a sud est si interroga se il sindaco sarà o meno capace di trovare la quadra su quella formazione di giunta che possa accontentare tutti per proseguire il cammino amministrativo mai cominciato, la dirigenza scolastica della Rodari annuncia e poi disdice più volte il famoso Open Day che dovrà vedere protagonisti i genitori che sceglieranno se iscrivere o no i propri figli a frequentare quel 2° Circolo Didattico di Casamassima, che ad oggi scuole agibili non ha.

E così, mentre si trastullano con i rispettivi giocattoli vecchi e forse irrecuperabili, i protagonisti degli ultimi accadimenti, dimenticano quanto il ruolo ricoperto imporrebbe loro.

Sulla situazione politica non basterebbe un lenzuolo per coprire quanto di vergognosamente scandaloso si stia giocando sulla pelle dei cittadini che tra un annuncio falso e un ritiro di dimissioni farsa, si nasconde dietro la voglia spasmodica del sindaco di ricoprire un ruolo a cui ha dimostrato di non poter ricoprire con dignità politica.

La sintesi tarda a venire e le possibili o fantomatiche alleanze che possano mettere al sicuro il sacro deretano sulla seggiola della gloria sono ben lontane dal venire e niente di buono si preannuncia all’orizzonte. Vuol essere sfiduciato in Consiglio il Sindaco.

Sul fronte scuola, l’annus horribilis rappresentato dal 2016 appena concluso, continua il suo cammino nefasto anche in questo giovane 2017 che nasconde, fra il giallo e il thriller, quell’atto vandalico che ha impedito un inizio anno solare, almeno, tranquillo, nell’unica scuola primaria agibile a Casamassima.

Ma l’Open Day del 2° Circolo è la dimostrazione plastica della fantascienza prodotta. Sarebbe interessante chiedere alla dirigenza della Rodari quale la scuola, quali le classi all’ultimo grido che potrà proporre ai genitori dei nuovi iscritti al Circolo Didattico. Si vorranno vendere aule e scuole come si fa con gli appartamenti di cui si conosce solo il progetto e che fra l’acquisto sulla carta e la realizzazione finale, insidie nascondono. Ma nonostante tutto si va avanti con quella insufficiente rappresentazione della realtà come se la testa, degli altri,  servisse solo a dividere le orecchie.

Aspettiamo l’Open Day e se le promesse saranno mantenute.

Intanto è sul fronte tecnico legale che si gioca la vera partita.

Per la Collodi sembra illusoria l’ipotesi che possa aprire le porte per l’anno scolastico prossimo ed anche per la Rodari, ammesso che i lavori possano essere sbloccati per fine febbraio prossimo, possano essere sufficienti i mesi di lavoro, 6, che divideranno febbraio dall’inizio delle attività scolastica.

Nel frattempo non basteranno gli oltre 70 mila euro che la collettività si appresta a sborsare per dare sistemazione temporanea ai piccoli della Collodi al Majorana, che chiuderà le porte dell’accoglienza onerosa a settembre prossimo.

Nessuno nel frattempo fissa con certezza la data del trasferimento.

Insomma niente di certo e sicuro per le scuole di Casamassima. Nessun piano B prende il posto da soluzioni tampone che stanno rimandando il problema ad un domani più vicino di quanto possano credere i protagonisti che nel frattempo giocano gioiosi come se fossero sul palcoscenico di Maria De Filippi.

 

Ringraziamenti.

Non posso esimermi, in questa valle di lacrime che il paesello a sud est vive ormai da oltre 18 mesi, di ringraziare pubblicamente e con profondo rispetto nella consapevolezza dei meriti, coloro i quali nell’ombra, a titolo completamente gratuito, con un’opera costantemente propositiva rivolta nei confronti dei piccoli cittadini studenti di Casamassima, prestano la loro opera.

I miei ossequi al concittadino ing. Danny Colapietro.

Scuole

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Tutti contenti come siamo per i piccoli della Collodi che forse presto saranno ospitati nelle aule del Majorana, giusta l’ordinanza di Decaro, di cui si aspetta la ratifica da parte del Consiglio Metropolitano di Bari, passa in sordina il lavoro svolto dalla giunta di Casamassima, nominata ad hoc dal sindaco dimissionario e durata in carica supponiamo non più di 10 minuti,  per prendere atto di tale ordinanza metropolitana che impegnerà il Comune di Casamassima ad un esborso di € 5.100 mensili per il canone di affitto dell’Istituto Superiore. I pareri non pareri che per una delibera di giunta sono vincolanti e obbligatori, non sembrano però chiari e qualche dubbio lo sollevano. Ma per il bene dei piccoli della Collodi che finalmente potranno vedere realizzarsi il sogno di aver aule consone ed ospitali, senza quei turni capestri serali che per dei bambini dai 3 ai 5 anni certamente non vanno assolutamente bene, per il momento soprassediamo su giudizi tecnico legali ed amministrativi.

Nel frattempo se per i bambini della Collodi la strada sembra in discesa tale non può essere considerata per quelli che frequentavano la Rodari che ad oggi sembra debbano continuare con il turno serale alla Marconi come unico possibile. Sino a quando non si sa.

Crisi di maggioranza

Difficile che il sindaco ed il PD possano accettare la proposta di Civicamente e di Libera Casamassima per cercare di svincolarsi dall’empasse in cui si sono andati ad invischiare, accettando la proposta, l’unica ragionevole sino ad oggi, di nominare “persone” al di fuori della politica nostrana che con competenza sappiano guidare il riavvio dell’attività amministrativa a dire la verità, mai realmente partita. Accettare le condizioni poste da Nitti, l’Alessio, e Rubino, sarebbe a tutti gli effetti accettare il commissariamento non solo del sindaco, ma dell’intero PD che non potendo esprimere uomini e/o donne a lui vicini, abdicando in favore di personalità esterne e competenti, metterebbero a dura prova gli equilibri di un  partito allo sbando che con arrogante superficialità esce sconfitto in questa amministrazione che senza se e senza ma è la peggiore che il paesello a sud est abbia mai potuto vivere. Con un PD sicuro di proseguire sulla strada della nomina di assessori a lui legati, si venderebbe  al limite il solo sacrificio del Palmieri lasciando Bagalà e la Spinelli ancorati sulla seggiola. Far fuori il Cristantielli, amico del sindaco, sarebbe l’ultimo dei problemi. Rimarrebbero 3 posti vacanti che sarebbe facile far occupare da coloro i quali un sostegno in consiglio possono e dovranno darlo. Significherebbe tornare al vecchio accordo con Busto che con i suoi, Verna e Fortunato, tra sceneggiate e prese di posizioni farsesche, un appoggio determinante lo ha sempre dato e che è venuto meno solo nell’ultimo consiglio con quella patetica pantomima che hanno permesso si facesse. Giochetto che serviva solo ed unicamente ad alzare la posta. Ma uno basterebbe al gruppo per acquietare gli “appetiti” politici di una politica fatta solo a parole? E se ne ottenessero due di assessori, l’ultimo disponibile a chi spetterebbe? Si fa avanti l’ipotesi Zizzo, che con quell’uscita dal gruppo consiliare PD, diventata per incanto espressione del sindacato di cui si onora di appartenere con i voti dei simpatizzanti e degli iscritti PD, però, qualcosa si potrà e dovrà certo concedere per un esito favorevole dei consigli a venire. Il Rella e la Borracci continueranno a fare le belle statuine e nonostante i borbottii continui come una macchinetta del caffè napoletana, continuerebbero a fare il loro compito egregiamente.

Gli assessorati a disposizione 5: 2 al PD, 2 al gruppo Busto ed 1 alla Zizzo. I conti tornerebbero alla grande ed il consenso consiliare raggiunto. Forse. Con una maggioranza sempre sul filo del rasoio.

Se poi fosse proprio la Zizzo a ricoprire il ruolo di assessora, il segretario del PD Bizzoco entrerebbe in consiglio e meglio si potrebbe dare alla causa della visibilità piddina.

E sulla e della presidente del consiglio, nulla aggiungiamo?

Si accontenterebbe lei e il suo mono persona di gruppo a votare a favore solo con la carica di presidente? E se volesse anch’essa un assessorato, come la mettiamo? Abbiamo scoperto che con questo sindaco basta chiedere e ti sarà dato, ed allora? Certo si potrebbe azzerare la presidenza, votando per esempio allo scranno quel Giacinto Rella uscito sconfitto in quel primo famoso consiglio e far cessare quei borbottii, ma ne varrebbe la pena? Certo è che una soluzione per la presidenza si dovrà prima o poi riconsiderare. Una carica nata, lo ricordiamo, con i voti delle minoranze, che pentitesi un minuto dopo, anche loro, della scelta sciagurata fatta, ne chiedono la testa, politica naturalmente, insieme a quei due falsi contestatori della Verna e Fortunato che le cronache raccontano, hanno reso possibile quella nomina anch’essi.

Un’amministrazione nata male con una vita andata sempre peggio, oggi ci costringe all’immobilismo amministrativo e gestionale con uffici in ferie, cariche ad interim avendo sul groppone problemi su problemi: acqua contaminata ed ora pure razionata, scuole, raccolta differenziata e quel libro dei sogni che un sogno è rimasto.

Nel frattempo la Carta di Pisa compare solo ed unicamente come un orpello scomodo in un atto consiliare.

E poi ti accorgi che il cotechino con le lenticchie mangiato il primo minuto del nuovo anno si mette sullo stomaco e a distanza di giorni riesce ancora a non farti dormire sereno con quei dolori addominali che gastrite diventano facendoti sognare l’impossibile.

 

I 3 cazzavoni.

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E’ bastata una tiepida giornata di sole invernale per farli venire fuori quei 3 «cazzavoni» che fino ad oggi, portandosi soli soletti la casetta dell’ipocrisia e dell’opportunismo sulle spalle, non avevano avuto ancora la fortuna di mostrare al mondo intero quelle cornette così simpatiche che ne adornano le testoline. I distinguo che da subito hanno messo in campo uscendo dalla lista che li aveva visti eletti consiglieri passando alle minacce pervenute via posta e con quei documenti vuoti e falsi hanno cercato, riuscendoci, di dettare loro le condizioni affinché il sindaco potesse continuare a vestire quella fascia tricolore. Ricatto, si chiama.

Nel nome della legalità, della trasparenza, della condivisione e della buona politica barattano la loro presenza favorevole a patto che l’assessora da loro designata sedesse a quella seggiola, senza che partecipasse ai tavoli di giunta ed in più si “guadagnasse” lo stipendio fatto di soldi pubblici.

Loro, i «cazzavoni»  in consiglio “comandati” dal capo branco «cazzavone» dietro le quinte, che dietro non sono più, a dettare l’agenda per una fantasmagorica voglia di contrattare, apparire, incidere su tutto quello che a parole deprecavano e disprezzavano mettendolo in pratica con l’agire quotidiano. Servirsi del sacro nome del sindaco e della sua lista per subito dopo tendergli la trappola dell’inganno.

Questo hanno realizzato i «cazzavoni»  che oggi finalmente sono venuti allo scoperto con questo sole che tutto illumina con il suo fulgore. Peccato che il sindaco non abbia nessuna voglia di smascherare tali individui che sicuramente danni hanno portato e portano al paesello con il loro modo rabberciato di porsi anche attraverso commenti scurrili e da osteria: quella stessa osteria che vivono quotidianamente.

Ma che altro vogliono i «cazzavoni»?

Non gli è bastata questa figura così piccola e meschina per indurli all’oblio?

E cosa faranno quando dovranno necessariamente abbandonare quella seggiola?

Quando non potranno più chiedere e ottenere?

Quale la posta in gioco?

Ma è il capo «cazzavone» che dovrà dimostrare cosa sarà capace di ottenere domani quando il sindaco da loro sostenuto non sarà più sindaco e dovrà essere lui in prima persona, senza nickname da ragazzino viziato, a chiedere il voto per continuare l’avventura dei cinque minuti di notorietà. Che fortuna ha avuto il «cazzavone» gigante: aver trovato il piatto pronto con due «cazzavoni» in cerca di gloria presenti in consiglio e con altri disponibili a subire l’onta della vergogna sulla propria pelle pur di tenerlo contento, ma per cosa?

Signor sindaco, mandali a casa.

E’ vero, andresti a casa anche tu, ma fallo per il paesello a sud est: liberaci da sta gente ….. cazzavona.

1° gennaio 2017

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E come nelle migliori tradizioni dei campionati di calcio aziendali, scapoli contro ammogliati, il sindaco Cessa, insieme alla sua  squadra ormai allo sbando e senza più un tecnico che sappia motivare il gioco e che anche in difesa comincia ad arrancare paurosamente, incassa la seconda sconfitta su quella variazione di bilancio presentata in zona cesarini prima che il funesto 2016 chiudesse definitivamente i battenti.  Anno che sarà tristemente ricordato non solo dai sostenitori ultras del Cessa sindaco, cuginanza e parentado vario in testa, ma da tutto il paesello a sud est come fra i più neri, se non il più nero, dalla sua fondazione.

Quelle variazioni di bilancio che sarebbero servite anche per pagare i contributi previdenziali al sindaco e a qualche assessore, uno in particolare, diciamo un po’ troppo pronto a farsi esentare dal lavoro e di cui il datore ne chiede il rimborso, così come detto a chiare lettere durante il consiglio di San Silvestro, insieme anche a spese da sostenere o sostenute per il Castello inframmezzate con spese ad associazioni per attività pre scolastiche, non passa, ed il sindaco è sonoramente battuto con un secco 9 a 7.

Ricordiamo che quei 99 mila euro ottenuti come “premialità” dal comune di Casamassima per le politiche sul sociale e che preferibilmente sul sociale sarebbero dovuti essere impiegati, non hanno visto un solo euro destinato a politiche sociali, ma ad altro.

A spese che si rendevano urgenti ed improrogabili su altri capitoli di spesa. Capitoli di spesa decisi da una delibera di giunta del 30 novembre scorso e che avrebbe dovuto avere l’assenso del Consiglio Comunale richiesto, a quanto pare, fuori tempo massimo.

Già dal 23 dicembre scorso, giorno in cui un altro consiglio comunale convocato per discutere la faccenda, non si tenne per la totale assenza della maggioranza impegnata a dirimere le cause del suo sgretolamento che la città sta pagando. In seconda convocazione, il 27 dicembre, con le assenze fra le fila della maggioranza di Verna Fortunato, divenute un solo corpo ed una sola anima, il sindaco fu battuto 7 a 6, con quell’astensione imbarazzante della presidente che durante il consiglio del 31 decide di votare un provvedimento già battuto dalle dichiarazioni di voto. Ma la presidente non sa cosa sia la politica, perché impegnata nell’organizzare eventi della fondazione che la vedono presidente anche lì? Si astiene quando avrebbe potuto il suo voto determinare il pareggio e vota a favore quando perde. Schizofrenia: politica naturalmente.

La posizione della minoranza non cambia, anzi si rafforza, anche attraverso quel voto contrario sostenuto anche da Verna Fortunato che nasconde insidie ancora maggiori. La solita Verna, abituati siamo, spara e rispara contro il sindaco, la presidente, i lavori: grida trasparenza e lealtà, cose che ad oggi, nonostante di impegno ci siamo messi, non riusciamo a cogliere dalle sue arringhe. Un inutile e sterile show se non si da seguito a fatti concreti. Si renda parte attiva di una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco, la Verna Fortunato, e non ci inondi più del suo sterile ed approssimativo opportunismo che non vogliamo sia indirizzato questa volta solo all’ottenimento di un assessorato o due.

Concretizzi di più la sua veemente denuncia e faccia più fatti.

Di chiacchiere sterili siamo stufi, cara la mia Stefania.

Un consiglio comunale che qualcuno sospetta  non essere del tutto legittimo e così le osservazioni del Carelli in conferenza dei capigruppo, riprese e circostanziate dal Nitti in consiglio, non dissipano i dubbi che la platea dimostra. Il segretario comunale più volte nominato e più volte interrogato dal consigliere, tentenna e non scrive veramente la parola fine su di una interpretazione, quella della presidente, sia del regolamento che delle leggi che ne regolano i lavori. Nel frattempo un esposto si presenta in Prefettura per informare di quanto avviene nel paesello a sud est.

Fa capolino anche un  documento stilato e controfirmato da Adriano Bizzoco per il PD (A. Manzari, Pasqua Borracci e Giacinto Rella), da Stefano Evangelista per la lista Vito Cessa per Casamassima (M. G. Nero), da Arianna Zizzo per il gruppo misto (?) e da Fabio Lisco per Rinascita Casamassima (N. Ferri) che sembri non accettare il cammino suggerito da Libera Casamassima (G. Nitti) e da Civicamente (R.Bellomo) per la ricomposizione della crisi che sarebbe dovuta ripartire dalla nomina di assessori esterni alla politica scelti per professionalità e competenza. Se Nitti e Bellomo rimarranno sulla posizione, la ricucitura sembra impossibile e se a questo dovessimo aggiungere la meteoropatia riscontrata dalla Verna e Fortunato, compreso l’innominato F.B. che ora anche in consiglio si presenta, il sindaco dovrebbe cercare nei banchi delle opposizioni quel consenso che le sue fila gli osteggiano.

Ma chi nelle opposizioni, nonostante la maggioranza e qualche assessore dimissionato ultimamente ne parla tanto, vorrà “sporcarsi le mani” con questa amministrazione nata brancaleonide?

Vi terremo informati, tranquilli.

Buon anno paesello a sud est.

A proposito: il sette e mezzo, con la tombola e con il tre sette rende liberi.

Auguri

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Casamassima,

Ti auguro di svegliarti con le strade senza buche.

Ti auguro di ammirare con noi l’albero di cui saprai prenderti cura.

Ti auguro di trovare il modo affinché le tue strade non siano più ricettacolo di immondizia.

Ti auguro di trovare tanti cittadini rispettosi dell’ambiente e che sappiano e vogliano amare i tuoi respiri.

Ti auguro che quelli buoni per tutte le stagioni e che fanno dell’adulazione ragione di vita qualsiasi sia lo schieramento politico governante si addormentino nell’oblio.

Ti auguro che l’indignazione sia ancora un valore supremo.

Ti auguro che si parta dagli ultimi.

Ti auguro di ritrovare la forza di circondarti di amministratori che mettano al primo posto la tua comunità e non il loro ego smisurato e fasullo.

Ti auguro prosperità e amore.

Ti auguro che la solidarietà sia vincente.

Ti auguro che l’accoglienza sia caratteristica fondamentale.

Ti auguro una stampa libera.

Ti auguro intelligenza e servizio.

Ti auguro che di azzurro ci sia solo il cielo sopra la tua testa.

Ti auguro un centro commerciale chiuso la domenica.

Ti auguro il rapporto sincero e schietto e leale.

Ti auguro l’armonia.

Ti auguro un’acqua limpida e cristallina.

Ti auguro scuole sempre aperte.

Ti auguro giardini e parchi e prati.

Ti auguro che sciolta la coltre di indifferenza si torni a parlare.

Ti auguro la solidarietà.

Ti auguro che le persiane non servano più per nascondere.

Ti auguro di mostrare il tuo volto antico e sacro.

Ti auguro di non dover piangere più i trovati morti.

Ti auguro che l’interesse collettivo prevalga su quello personale.

Ti auguro uffici che sappiano essere al servizio dei cittadini e non contro.

Ti auguro che le prese in giro non siano dominanti.

Ti auguro che i boy scout non scendano più in politica.

Ti auguro che i puzzolenti siano circondati dal profumo di dignità.

Ti auguro non ci sia più la coda per ritirare il pacco del cibo.

Ti auguro che i partiti sappiano dialogare.

Ti auguro che la ragione abbia il sopravvento.

Ti auguro civiltà.

Ti auguro che la terza settimana rappresenti solo la temporalità del mese e non l’inizio del digiuno.

Ti auguro bambine e bambini felici.

Ti auguro i giochi.

Ti auguro l’arte.

Ti auguro il perdono.

Ti auguro non più fondazioni.

Ti auguro rispetto.

Ti auguro lo sport libero.

Ti auguro servizi per i diversamente abili.

Ti auguro non più precarietà.

Ti auguro la programmazione.

Ti auguro un teatro.

Ti auguro attenzione per gli anziani.

Ti auguro di non sbagliare.

Ti auguro la cultura.

Ti auguro un santo senza i botti.

Ti auguro animali rispettati.

Ti auguro memoria.

Ti auguro la salute.

Ti auguro di non allagarti più.

Ti auguro di saper conservare l’acqua che dal cielo cade.

Ti auguro che non si tolga la vita più nessuno e che nessuno minacci di farlo per le condizioni di vita.

Ti auguro di ballare spensierata.

Ti auguro che l’amore non abbandoni mai la tua tavola.

Ti auguro la primavera.

Ti auguro l’estate.

Ti auguro che le auto non servano come case.

Ti auguro scuole colorate.

Ti auguro l’autunno bruno e quieto.

Ti auguro l’inverno con il cuore al caldo.

Ti auguro di progredire.

Ti auguro serenità.

Ti auguro ogni bene.

Buon Anno, Casamassima.

 

Appunti da 4 soldi senza sermoni.

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Se il documento dei Nitti lascia aperto uno spiraglio al sindaco per proseguire la sua personale avventura nello strascicarsi dietro quella fascia tricolore sbiadita, l’assenza della Verna e del Fortunato dal tavolo di coalizione di ieri sera, non nasconde più il loro ipocrita opportunismo non più celato nemmeno da scritti che un ubriaco avrebbe articolato meglio. Sull’orlo di una crisi di nervi si sbattono nella “conchetta” come 3 capitoni o anguille che aspettano di essere buttati vivi nel sugo di pesce che tanto saporito è.

Non sappiamo se il sindaco in prima persona saprà cogliere l’invito e l’aiuto fornito in zona cesarini da Libera Casamassima e da Civicamente che sottoscrivono un documento in cui si ribadisce l’assenza nella nuova giunta di personaggi legati alla politica ed ai partiti che ad insindacabile giudizio del sindaco, se saprà attenersi alle “direttive” ricevute, saprà coniugare i propositi di tutti. Difficile sembra credere che il PD possa cadere nella trappola ed andare oltre e desistere dalla sua posizione che lo vedrebbe oggi solo cedere sul numero degli assessori di sua competenza: da 3 a 2. Significherebbe lasciare a casa il solo Palmieri che sarebbe, dopo 20 anni di segreteria cittadina, sacrificato e sacrificabile per una non buona politica prodotta sino ad oggi dalla giunta nella sua interezza. Per il PD un semplice rimpasto potrebbe garantire quella sopravvivenza che gli lascerebbe accesa la fiammella della speranza in un futuro prossimo, ma qui si chiede che non siano i partiti a scegliere, quindi il PD che fa?

Cerca ipotetici e fantasmagorici tentativi di accordi con qualcuno delle opposizioni? E con chi?

Chi per numero di consiglieri presenti in Consiglio potrebbe garantire quei voti necessari per proseguire  l’allegra gestione Cessa con la Verna, il Fortunato (compreso il pigmalione) e crediamo il Raffaele Bellomo fuori dalla maggioranza? E quale forza politica rischierebbe di vanificare il lavoro fin qui svolto e che le vede tutte proiettate verso un futuro sicuramente più roseo rispetto ad un passato con scelte discutibili, invischiarsi e sporcarsi le mani con un’amministrazione che ormai sembra giunta al capolinea? E la presidente del consiglio che vuol incidere volendo essere la decima e non la nona di questa maggioranza, cos’altro avrebbe da aggiungere alla sua “calata” in politica?  Il voto astensionista dell’ultimo consiglio strano non l’abbia fatta sedere sul banco degli imputati come ha fatto per la Verna e per il Fortunato.

E così il sindaco vittima di se stesso continua a barcamenarsi nella vana illusione di essere meglio di un commissario prefettizio e non crede che ormai le ineludibili nuove elezioni possano consegnare il paesello a sud est nelle mani di chi abbia veramente a cuore le sorti dei cittadini.

Nel frattempo, nonostante la maggioranza non abbia consentito lo svolgimento del consiglio sulle variazioni di bilancio in prima convocazione e dopo aver incassato la sfiducia in seconda convocazione convoca una nuova conferenza di capigruppo urgente per domani pomeriggio che crediamo debba ratificare un ulteriore consiglio comunale urgente per l’ultimo dell’anno.

Cessa scriva la parola fine e non ci inondi, (ancora neanche una parola ha proferito), sulle responsabilità che saprà sapientemente elargire a destra e a manca, non riconoscendo che solo lui è l’unico responsabile con quella sua sacra lista che porta il suo nome che dal primo giorno lo ha messo sotto scacco.

Cessa, le colpe della tua fine sono solo tue. Tutte.

Nel frattempo le scuole del caos figlie di questa amministrazione, la povertà dell’auto come casa, la raccolta differenziata che non parte e i mille rivoli del normale vivere civile latitano a perdifiato.

Senza titolo

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Se una foto potesse rappresentare quello che ha rappresentato e rappresenta l’amministrazione Cessa vedrebbe ritratta la raccolta differenziata che non parte avendo come sfondo le scuole desolatamente chiuse ed inagibili.

Ma mancherebbero in questa foto l’acqua contaminata, gli alberi abbattuti, le strade dissestate, le politiche sociali carenti con quegli oltre 90 mila euro “risparmiati” con la povertà ed il disagio che aumenta sempre più, i bilanci visti e rivisti e le tasse ormai fuori controllo con aumenti a dir poco abnormi.

E mentre con quelle dimissioni farsa del sindaco ci si accalca per trovare la quadra con una maggioranza pseudo propositiva, si decide, visto il momento particolarmente difficile che lor signori fanno vivere alla cittadinanza tutta, di “rimandare” un consiglio comunale in spregio alle più elementari norme che attengono la democrazia e il vivere civile.

Con quell’inutile ed ingombrante fardello dalla Carta di Pisa che non andrebbe bene neanche come soprammobile vista la sua totale disapplicazione. Per non parlare delle norme.

Attraverso le pagine della Gazzetta del Mezzogiorno il segretario cittadino del PD si permette di invitare a “disertare” e rimandare un Consiglio Comunale perché, a suo dire, è l’unica strada percorribile visto che la maggioranza cui si cerca di ricucire le fila, non sembrerebbe ancora disponibile a votare favorevolmente la fiducia ad un sindaco che non capiamo cosa altro diavolo debba fare per essere dimenticato anche nelle foto ricordo dei sindaci conservate in Comune.

Solo nel paesello a sud est la grande metropoli tali personaggi continuano, e qui il riferimento al Bizzoco segretario PD è volontario, nonostante si presentino alle elezioni non riuscendo neanche a prendere i voti necessari per sedere ai banchi consiliari, si permettano anche il lusso di pontificare e dettare i crono programmi a sindaci ed amministrazioni, non avendone neanche la capacità. Caro Bizzoco vedremo quanto saprai raccogliere in termini di consensi con la  tua guida da Montesilvano e quanto il tuo popolo, quello del PD, saprà premiarti per i danni e la dissoluzione di quel consenso che un tempo custodivi gelosamente non avendone merito alcuno.

Ricorda ai tuoi concittadini quanto di diverso hai promesso in campagna elettorale e di quanto si sia veramente differenziato il tuo sindaco fra le tante beghe interne che è riuscito a permettere e propinarci per tutto questo tempo con la complicità imbarazzante del tuo partito e tua. Ricorda ai cittadini che dovranno continuare a far frequentare i propri figli, dalle materne alle elementari, in quell’orario notturno che avete imposto senza aver previsto un briciolo di programmazione visto come eravate impegnati ad assaporare gli arrosticini di pecora che tanto buoni sono. Spiega ai cittadini di quell’incontro a cui si chiedeva al Prefetto di mettere il sigillo affinchè si avesse la dimostrazione lampante di quanto poco “importante” sia la voce di un sindaco unico responsabile delle scuole nel paesello che vorrebbe guidare quando non è impegnato con il camper. Spiegate ai cittadini, nonostante abbiate sbandierato la raccolta differenziata come obiettivo primario di questa amministrazione, quanto saremo costretti a pagare di penale per non avere raggiunto i parametri imposti dalla Regione. Spiega tu ai cittadini quanto questo servizio ci costa, e quanto ci costerà visto la spregevole disattenzione che avete posto alle casse comunali, ai denari pubblici, attraverso le invenzioni da 3 soldi bucati come il bilancio partecipativo. Spiega tu a i cittadini quanto di buono abbia potuto fare il tuo sindaco e la tua presenza imbarazzante ai tavoli, con un paese allo sbando che i barbari avrebbero amministrato meglio. I tuoi e i vostri giochetti per aver consegnato nelle mani delle correnti di partito, passando per quelle di personaggetti solo apparentemente esterni all’amministrazione, le chiavi della città senza che si avesse il più elementare garbo istituzionale di accontentare una volta tanto i cittadini di Casamassima.

Come faccia il tuo di partito a farti sedere ancora sullo sgabello della segreteria è un mistero, come sono un mistero le varie “anime” che decidono impunemente di abbandonare il gruppo che li ha fatti eleggere per cambiare casacca in corsa. Siete voi che dovete dare delle spiegazioni e non avete la seppur minima possibilità di coinvolgere nessuno nella vostra gestione fallimentare e deleteria.

Signor Bizzoco, si vergogni e taccia.

L’annunciazione

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Mentre il Mondo si interroga se sia più grave, per la gestione geopolitica del suo futuro, l’uccisone dell’ambasciatore russo ad Ankara o il tir sulla folla a Berlino;

mentre il Italia non sappiamo se a tener banco sia Sala, ritornato sindaco a Milano o la Raggi con una capitale sempre più allo sbando siano più o meno peggio delle incommentabili parole del ministro Poletti del secondo governo Renzi a guida Gentiloni;

nel paesello a sud est tengono alta l’attenzione le annunciazioni del Cessa sindaco intorno alle sue dimissioni ancora non firmate.

L’annunciazione

Per la seconda volta il sindaco Cessa annuncia l’azzeramento della giunta e le sue dimissioni. Strano non abbia capito ancora che le sue dimissioni equivarrebbero all’azzeramento della giunta e quindi sarebbero contestuali ed allora perché farle precedere alle sue di dimissioni sarà uno dei tanti misteri che accompagneranno l’era Cessa.

Ma veniamo ai fatti.

Tavolo tecnico in Prefettura.

Il Prefetto di Bari invita per il giorno 21 dicembre prossimo, mercoledì, il Comune di Casamassima e la Città Metropolitana di Bari.

Scusate, ma la Scuola perché non si sente la necessità di sentirla e/o invitarla?

E la Regione?

Ma se devo solo ascoltare le “ragioni” del Comune e quelle della Città Metropolitana, responsabile del Majorana, visto come sola ed unica soluzione possibile per la frequenza regolare dei piccoli della Collodi e della Rodari, a che mi serve questo tavolo quando tutti ormai sembrerebbero certi di questa sistemazione? Mi sorge un dubbio. Vuoi vedere che ci sono problemi anche per questa sistemazione delle scuole “in lavorazione” all’interno del Majorana?

Ed il Prefetto, come mai essendo organo di Governo non ascolta al limite, anche i genitori? Ed i sindacati della scuola nulla contano?

Un  tavolo che sinceramente non riesco proprio a capire. Una riunione in fretta e furia con tutte queste assenze e con tutti questi interrogativi non mi convince. Neanche un po’.

Gli interrogativi si accavallano, proprio come l’annunciazione delle dimissioni del sindaco.

La fretta fa i figli ciechi.

Finito il tavolo in Prefettura il sindaco si dimetterà (?) e immediatamente con le dimissioni calde calde convoca il tavolo di coalizione?

Neanche 24 ore fa passare il sindaco? Perché? Vuol risolvere la crisi di governo cittadino immediatamente? Quale l’asso nella manica? Non vuol sprecare neanche una notte su quelle 20 che lo separano dalla fine totale dei giochi nel caso in cui la quadra non si riesca a trovarla?

Ed il Consiglio Comunale del 23 che dovrà ratificare quelle variazioni di bilancio, sarà un consiglio indolore? Il sindaco, forte delle dimissioni, ancora annunciate e non firmate e protocollate, studia la mossa da scacco al re per incassare senza danno quel passaggio in consiglio per poi dimenticarsi della parola data?

E la crisi come si intenderà risolverla?

Si continuerà con la spartizione delle poltrone?

Le proposte in campo quali sono?

Vista la frammentazione della maggioranza ci vorrebbero ben 8 assessorati per tenerli a bada tutti. Ma gli assessorati disponibili sono solo 5.

Chi rimane fuori?

Ed il ripartire da zero, come se niente fosse stato, significherà azzerare tutto?

Anche la presidenza del consiglio?

Penso sia difficile che la crisi possa rientrare solo ed unicamente con la sola riunione di coalizione prevista, a patto che il sindaco si presenti effettivamente dimissionario, mercoledì notte 21.

Aspettiamoci risvolti.

Come quelli dei pantaloni.

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