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Referendum Costituzionale_1

Sarebbe difficile dimostrare che a Casamassima il voto referendario di ieri non sia anche strettamente collegato a quanto il paesello a sud est stia vivendo con la guida del sindaco PD Vito Cessa, anch’esso promotore della pessima riforma costituzionale così ampiamente bocciata dai cittadini.

Al segretario cittadino del PD, il giovane che avanza che rottama e che è così plebiscitariamente rottamato, non resterebbe che intraprendere l’unica strada possibile, che, vista anche la debacle dell’amministrazione cittadina, sarebbe quella che lo vedrebbe incamminarsi per la strada di Montesilvano e dei suoi arrosticini di pecora. Bizzoco dovrà pagare quell’indecisione che lo ha visto passare da Civati a Renzi e al Cessa pur di continuare ad occupare quella seggiolina che lo vedeva assente dalla sede del PD cittadino e solo pronto a pontificare il nulla cosmico dei suoi interventi.

Vedremo quali le decisioni che il Bizzoco sarà costretto a prendere.

Anche il renziano per eccellenza che risponde al nome di Rocco Bagalà, dovrà spiegare ai suoi elettori se sarà possibile continuare a sostenere un governo arrogante e con così stretti legami con i “poteri forti” che oggi sono stati sonoramente sconfitti.

La giornata che si appresta a vivere il PD casamassimese sarà sicuramente difficile. A Cessa vorremmo solo ricordare le parole che anche Renzi ha ricordato stanotte e che dovrebbero rappresentare quello che ha predicato per anni quando ha vestito i panni del boy scout: “Lascia un mondo migliore rispetto a quello che hai trovato”, e visto che sei riuscito solo a peggiorarlo, il mondo, torna a casa e rimani lì per sempre.

In ultimo, ma non ultimo per importanza, penso che le cittadine e i cittadini di Casamassima abbiano dimostrato solo ed unicamente che un “governo di salute pubblica” cittadino è auspicabile e non più rimandabile.

Donne

Che le donne continuino a lottare e mettere l’accento sulla ricerca spasmodica della parità di diritti con gli uomini, all’indipendenza, all’emancipazione, ad una carriera lavorativa senza pregiudizi e ad una paga paritaria, lo trovo veramente completamente fuori dal mondo civile cui tutti noi crediamo di vivere. E per aver conferma di tutto ciò ringrazio di cuore, non solo le politiche nazionali, ma anche e soprattutto quella locale, che vorrebbe e decide che la donna a casa deve rimanere a fare la calzetta e a mettere il bottone quando cade e a tenere i figli sotto la gonnella.

Magari essere gentile con il compagno che torna stanco dal lavoro e sottomessa al suo volere e come un automa dica si quando lui chiede e lei conceda. Senza batter ciglio, naturalmente.

L’idea fantasmagorica dell’amministrazione Cessa a Casamassima, nel breve tempo di un batter di ciglia ha fatto il giro della provincia e se concediamo ancora un po’ di tempo, dall’Australia verranno a copiarcela. I canguri intelligenti, sono.

Mi riferisco alla richiesta che i genitori dei piccoli della Rodari dovranno inoltrare al Comune per poter “iscrivere” i propri figli a quei corsi ludici mattutini perché a scuola si va di sera. Tale richiesta presuppone, per essere accettata, che entrambi i genitori vadano a lavorare, perché se è solo lui che porta il pane a casa, si sottintende che sia la madre ad essere sempre e comunque disponibile a stare con il figlio. Ora che queste donne e queste madri siano nate e vivano la loro genitorialità a senso unico è stabilita da quelle leggi, il più delle volte non scritte, che vedono la donna essere l’unica responsabile per tenere acceso il “focolare” dell’unità familiare. Quelle che non lavorano hanno tanto di quel tempo a disposizione che possono dedicarlo senza alcuno spreco di energia a cucinare, a cucire il calzino, far la spesa, lavare a terra e tener pulito il lavandino che il marito sputacchia ogni mattina. Che poi debba tenere anche il figlio che a scuola negli orari canonici non possa andare è un dovere e quindi zitta e non rompesse le scatole.

Ma mettiamo che queste donne che non “lavorano” e non portano uno stipendio a casa per comprare il pane e companatico che senza le loro mani non mangerebbe nessuno e che moriremmo tutti di fame, questi pochi lo riconoscono, abbiano solo lontanamente l’idea di aver diritto ad una vita sociale, il caffè con gli amici, l’impegno in associazioni di volontariato, la lettura di un libro, lo studio, il cazzeggiare per un’ora al giorno, dedicarsi un po’ di tempo.

Non è concesso.

Non è riconosciuto.

Deve sacrificare tutta se stessa la donna.

Se è pure madre, ancora peggio.

 

Hai il figlio? dedicati a quello e solo a quello e tamponale tu le deficienze dell’amministrazione che ti ha messo in questa sporca faccenda a forza e senza il tuo consenso. E’ zitta.

E se questa donna accudisce anche un altro di figlio, magari diversamente abile, oppure la propria mamma bloccata in un letto non ha importanza. Se poi fosse così sciagurata sta donna che aiuta e contribuisce al menage familiare andando a pagare le bollette dell’ufficio del marito, dello, zio o della sorella o andasse a comprare le sementi per il campo, pure una sporca evasora da arrestare sarebbe. E’ nata donna e solo a lei toccano queste incombenze, quindi di che si lamenta? Senza retribuzione, senza nessun costo da parte della società che gode sulla sciagurata donna a prescindere. E se poi, per puro caso sempre questa donna, dovesse lamentare il fatto che suo figlio le sue attività normali, danza, sport, teatro, musica non le possa più svolgere perché di mattina queste attività sono interdette, pazienza. Lei non lavora. Non ha busta paga, lei, la donna.

La scelta di iscrizione solo ad una parte dei bambini della Rodari Collodi che hanno entrambi i genitori lavoratori la trovo non solo offensiva, ma anacronistica e dannosa. E anche razzista.

Sembra quasi che i bambini che abbiano entrambi i genitori portatori di reddito documentato, siano preferiti a quelli di genitori monoreddito che un genitore a casa lo hanno. Per i primi nulla è escluso, per i secondi le attività extrascolastiche sono superflue. Che l’assessorato ai servizi sociali di questo comune vada completamente rivisto non è più un mistero ed il fatto che sia seguito da una donna acuisce ancor più la distanza di tali soggetti dal mondo reale.

Nessuno mai dovrà riconoscere che le donne, possano permettersi non di metterlo in pratica, ma solo pensarlo, di essere degli umani pari ed uguali agli altri e che possano sperare in un loro riconoscimento nella società che vivono insieme a noi.

Società che rendono possibile. Le donne.

Questa approssimazione colpevole messa in campo da questa amministrazione che si dice di centro sinistra, quindi arrogandosi il diritto di essere riconosciuta diversa da altre forme di governo, fonda la sua esistenza in vita sul ruolo primario delle donne insostituibili in una società maschilista e meschina. E razzista.

Due sono le incongruenze che vengono alla luce:

  • Il ruolo determinante delle donne in questa società che devono essere sempre e comunque disponibili a tacitare e risolvere in silenzio i danni che la politica e soprattutto lei, la politica, mette in campo ogni giorno sorda e cieca pure alle lotte che da decenni le donne combattono senza risultato per la loro emancipazione soprattutto culturale;
  • I figli dei ricchi, entrambi i genitori lavoratori sono sicuramente più ricchi rispetto al figlio di un genitore monoreddito, che risultano diversi, “migliori”, agevolati, seppur attraverso un tour de force straordinario, affinché nulla della propria creatività o del loro impegno sportivo o culturale o sociale possa subire arresti o ripercussioni.

Se sta bene a voi, anche a me mi fa schifo.

Commissione 1° dicembre 2016

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E così, come annunciato dal vicesindaco ed assessore all’edilizia scolastica, Andrea Palmieri, nella trasmissione televisiva di due giorni fa, il Comune di Casamassima predispone quelle attività di studio assistito o pre-scuola, per gli alunni frequentanti la Collodi e la Ciari, scuole dell’infanzia e per quelli della Rodari, scuola primaria.

Peccato che lo studio assistito diventi poi, sul modello che i genitori dovranno compilare e consegnare in comune, attività ludiche mattutine.

Coerenza rispettata.

Solo i nuclei familiari composti da entrambi i genitori lavoratori o impossibilitati a tenere con se i figli a casa potranno servirsi sia dello scuolabus che delle ludoteche impegnate a intrattenere i bambini sino a quando questi, forse stanchi dopo una mattinata di gioco, dovranno occupare i banchi di scuola.

Una follia.

Da che ora a che ora è previsto questo inusuale servizio che il comune mette a disposizione, non è dato ancora sapere.

Altra piccola follia.

Il costo di tutta questa operazione dei giochi mattutini per i piccoli che vivono le scuola in “lavorazione”, è ancora top secret.

Naturalmente il denaro necessario sarà prelevato dalle tasse che i cittadini pagano. Naturalmente. Che il sindaco, ed i suoi assessori, compresa la presidente del consiglio, si tassino, visto lo stipendio percepito da tutti noi senza costrutto per pagare almeno loro la mancanza di programmazione, manco a pensarci.

Follia quasi da ricovero. In una ludoteca, naturalmente.

Nel frattempo nulla sembra muoversi sul versante lavori alla Rodari e cosa si nasconda dietro quel sopralluogo da parte del Genio Civile. Non trapela assolutamente nulla è questo, contrariamente a quanto si possa credere, preoccupa molto di più. Non si sa se ci possano essere solo ed unicamente risvolti tecnici, sulla questione, ma in questo momento poco interessa. Bisogna mettere nà pezza e garantire la frequenza di mattina ai bambini di Casamassima. E’ basta.

Timidamente sembrano ripresi i lavori alla Collodi.

Follia del nulla mischiato con il niente.

Il trionfalismo del primo giorno sull’unico turno serale per i piccoli della Rodari alla Marconi è diventato molto meno trionfalistico e sembra che qualcuno cominci a chiedere scusa per il comportamento avuto sino ad oggi. Bambini felici e spensierati che vanno a scuola dalle 13.45 alle 18.45, personalmente non li ho mai visti, neanche nelle fiabe.

Follia venduta al primo offerente.

Escluse da tempo le soluzioni prospettate, LUM, centro vaccinale, Torri Baricentro e le altre migliaia di soluzioni estemporanee e inapplicabili, sembra che quella dei moduli prefabbricati prenda sempre più piede. Troppo tardi, visto che già dal Consiglio monotematico di ottobre qualcuno li avevi prospettati come unica soluzione  possibile, sentendosi dire dal sindaco che voleva mandare i bambini nei container. (Stendiamo un lenzuolo pietoso sul fatto che lui  volesse continuare a mandarli nei cantieri e che grazie ai genitori e alla famosa relazione tecnica, per il momento, sono incolumi). Ma una soluzione va trovata e presto. Ormai tutti si sostituiscono agli uffici, al sindaco, alla politica della maggioranza silente e senza attributi ad appoggiare un sindaco e una giunta incapace,  pasticciona e incompetente. Se non fosse pure arrogante sarebbe meglio, ma non si può avere tutto dalla vita.

E così si intrecciano le richieste di preventivo alle aziende che forniscono queste benedette scuole prefabbricate da parte del sindaco che non sembra del tutto convinto. Per la Collodi spererebbe ancora nella possibilità di sistemare quelle aule mancanti fra il Majorana e forse la Media succursale, cosa peraltro non più credibile, visti gli impegni presi e mai mantenuti, facendo esplodere, se lo scoppio sino ad ora raggiunto non fosse sufficiente, quello degli oltre 300 iscritti alla Rodari.

In definitiva, si chiede la disponibilità di 15 aule, quelle occorrenti alla Rodari e di 9 classi per la Collodi.

Inutile continuare a cincischiare col nulla: il sindaco e la sacra amministrazione casinista che guida, o si impegna da subito per i moduli prefabbricati o penso che anche l’anno scolastico a venire sarà pieno di insidie. La situazione non è più tollerabile.

Dimenticavo, la maggioranza completamente assente alla riunione di oggi.

Note a margine.

Ma non sarebbe il caso che la componente genitori del Consiglio di Circolo della Rodari si dimettesse? Subito. Immediatamente.

Senza perdere un solo minuto. Sciò……. Via….. A casa ……..

Scuola Resta Giannini (Turi)

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«… il Comune è il padrone di casa degli immobili comunali, e provvede alla sicurezza tramite l’ufficio tecnico, la dirigente (scolastica n.d.r.) ha l’immobile in gestione ad ha il dovere di mantenere ordine e sicurezza di alunni, docenti e personale ATA, tanto che ha firmato un contratto con Silea, un’impresa addetta».

Questo è quanto dichiara, sulle pagine de La Gazzetta del Mezzogiorno di oggi, la dott.sa Giusy Caldararo, assessore alla pubblica istruzione del Comune di Turi.

Se aspettate una dichiarazione, una qualsiasi, dal nostro di assessore alla pubblica istruzione, Giuseppe Cristantielli, su quanto a Casamassima stia avvenendo attorno alle scuole, penso che potete tranquillamente buttare nel cassetto le speranze e dedicarvi ad altro.

Ma veniamo ai fatti.

A Turi, non a Casamassima, sembra ci siano problemi di agibilità e sicurezza nell’istituto scolastico Resta Giannini. Fra esposti ai Vigili del Fuoco, sopralluoghi e segnalazioni, sembra ci siano attribuzioni della dirigente scolastica, che ha detta dell’assessore alla pubblica istruzione, non avrebbe constatato una serie di fatti e circostanze potenzialmente pericolose: bidoni di vernice, sala teatro sprovvista di uscite d’emergenza, un masso su un davanzale ed il mistero sugli estintori con o senza certificazione.

Anche per la  scuola di Turi, incaricata di svolgere gli accertamenti inerenti la sicurezza dei luoghi è la Silea, stessa società incaricata anche per la Rodari di Casamassima a svolgere il ruolo di “garante”.

Ora non sappiamo quali possano essere gli sviluppi della vicenda a Turi e non sappiamo se la rimozione di quel masso posto su di in davanzale possa o meno determinare la sicurezza di una scuola, ma di massi sembra ne nasconda tanti il cantiere che è diventata la Scuola Rodari di Casamassima, e quindi?

Ricordiamo che la Dirigente della Rodari, a proposito della Collodi, dichiara nella famosa lettera inviata al Sindaco Cessa il 22 settembre scorso, che acquisiva parere scritto da parte del Responsabile Servizio Prevenzione e Protezione della scuola, la Silea, la quale dichiarava:

«Dalle note trasmesse non si evincono particolari problemi in quanto vi sono riportate tutte le assicurazioni dell’osservanza delle norme vigenti ”pertanto, “ considerata la transitorietà della soluzione, al fine di non interrompere un pubblico servizio, la dirigente può dare l’assenso all’avvio delle attività”.

Per un non esperto e per un non tecnico come me, quali potrebbero essere le note trasmesse da cui non si possano evincere pericoli presenti, futuri e/o possibili per cui data la transitorietà, (lavori? turnazione?), per non interrompere le attività scolastiche, si da l’assenso allo svolgimento delle attività scolastiche?

E perché poi il Comune, in fase successiva, sospende i lavori?

E per il cantiere della Rodari come mai nulla è stato richiesto?

Perché alla Rodari è presente un cantiere di lavoro.

Questo è lapalissiano.

Nel frattempo un esposto al Genio Civile chiede che si faccia chiarezza sulla natura dei lavori fatti e da fare alla Rodari.

E se il Genio Civile chiedesse la sospensione delle attività scolastiche, cosa ha pensato l’amministrazione come piano C, visto che il piano B, quello per la Collodi, sembra svanire nel nulla?

La maggioranza

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La maggioranza, si sa, è quel coacervo di interessi particolari messi insieme al fine di giustificare l’alleanza impossibile. Non continua a rimettersi insieme l’armata brancaleonide che tenta di amministrare Casamassima, che tra alti e bassi, a volte bassissimi, cerca di sopravvivere a se stessa. Fra riunioni come i duelli all’OK Corral, lettere, invettive, sottintesi e perifrasi, si consuma l’ennesimo strappo, l’ennesimo distinguo, l’ennesima frattura che speriamo sia l’ultima. Ieri sera, sembrerebbe che al tavolo politico, ormai divenuto un incontro al bar fra amici, Civicamente, nata dalle rovine di quella lista Vito Cessa per Casamassima, che altre ed importanti scissioni ha vissuto, basti pensare alla Verna e Fortunato subito fuori, decide, tutto lo farebbe credere, l’abbandono delle file della maggioranza per rimpinguare quelle della minoranze. E così anche Raffaele Bellomo, esponente di Civicamente a guida politica Rubino-Guerra, lascerebbe gli scranni che vedono il PD artefice della rovina di questa amministrazione per occupare quel posto a destra che ha già ospitato il Nitti junior.

Se tale notizia fosse confermata, oggi solo illazioni sono, il colpo mortale a Cessa diventerebbe l’ultimo solo in ordine di tempo.

Resterebbe ancora da risolvere l’enigma presidente Ferri che sembra ancora indecisa se continuare a sostenere o meno questa maggioranza. Sino ad oggi, con i suoi voti sembra abbia consentito l’andare avanti di Cessa, ma forse qualcosa potrebbe cambiare. Che stia organizzando una propria lista? Che stia lavorando per coagulare attorno a se soggetti sino ad oggi silenti o fin troppo presenti?

Vedremo.

Intanto anche nelle file delle minoranze il quadro sembra delinearsi. Sembrerebbe che la presenza dei 5 Stelle abbia procurato e procuri forte imbarazzo alle opposizioni che preferirebbero lasciare al loro destino, o meglio, al suo destino, quel Caravella pentastellato troppo distratto per capire che da solo, senza il coinvolgimento di tutte le forze politiche che compongono le opposizioni, poco si concretizza. Ancora troppi i misteri che avvolgono la politica grillina nostrana: la famosa astensione all’emendamento Nitti, la mozione di sfiducia al sindaco in solitaria, il rimanere il aula quando le opposizioni abbandonano dopo la sciagurata decisone di votare l’emendamento salva riequilibrio di bilancio, l’occupazione di posti anche attraverso l’individuazione di “esperti in prodotti mangerecci”, insomma, una serie di decisioni che la maggioranza delle minoranze poco ha gradito. Ad oggi non sappiamo se quel Movimento 5 Stelle al centro delle attenzioni negli ultimi giorni anche e soprattutto a livello nazionale saprà scrollarsi di dosso quell’autoreferenzialità imbarazzante al limite del patetico. Certo è che se vorrà continuare nella sua opera inconcludente in solitaria poco riuscirà a concretizzare in futuro.

Lunedì prossimo il Consiglio monotematico sulla situazione imbarazzante delle Scuole a Casamassima.

La Collodi: una scuola.

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Non sarà stata una nottata tranquilla per la Dirigente Scolastica della Collodi quella appena passata. Alle 7.19 di stamattina, 20 settembre anno domini 2016, scrive sulla pagina del 2° Circolo Didattico: «Visto che dalle note trasmesse non si evincono particolari problemi in quanto vi sono riportate tutte le assicurazioni dell’osservanza delle norme vigenti, considerata la transitorietà della soluzione, al fine di non interrompere un pubblico servizio, la dirigente può dare l’assenso all’avvio delle attività. Pertanto, in via del tutto transitoria e fermo restando l’impegno comunale a trasferire nel termine di 45 gg. le nove sezioni della scuola “Collodi” al Majorana, la scuola procederà a riorganizzare il servizio attraverso turnazione delle nove sezioni della “Collodi” sui quattro locali ubicati nell’ala nuova del plesso Collodi e sui due locali presenti nel plesso Ciari».

Cosa avrebbe potuto comunicare se non questo, la dirigente scolastica?

Ma ricostruiamo quanto accaduto.

Ieri pomeriggio, alle ore 18.55, l’assessore sinora silente della Pubblica Istruzione comunica attraverso un post che il locali della Collodi non interessati dai lavori, sono stati consegnati alla dirigente scolastica. Anche l’assessore all’edilizia scolastica nonché vice sindaco non è da meno e alle ore 19.06 ripropone lo stesso avviso seguito a ruota dal sindaco Cessa che un minuto dopo, alle 19.07, sulla propria pagina facebook, che lui considera istituzionale, riscrive le stesse cose anticipate dall’assessore Cristantielli e dal suo vice Palmieri. Con l’andare avanti si scopre che la consegna dei locali da parte dell’amministrazione comunale alla Dirigente Brucoli non è altro che l’invio di posta certificata, avvenuta alle 15.30, di una serie di documenti che attesterebbero l’agibilità della struttura.

Ma anche la Brucoli non si sottrae dallo scrivere, e alle ore 19.28, probabilmente allertata di quanto componenti la giunta e il sindaco comunicavano, scrive:

«Gentilissimi genitori,docenti e personale ATA, vi comunico che oggi pomeriggio il Comune ha inviato a questo istituto la documentazione richiesta per la dislocazione degli alunni della scuola Collodi nell’ala nuova dell’edificio Collodi e nel locale mensa del plesso Ciari. L’istituto ha tempestivamente provveduto a inoltrare la documentazione alla società Silea SRL di Bari, responsabile del servizio di prevenzione e protezione della scuola Rodari, per le valutazioni di competenza. Sarà nostra cura dare conseguenti comunicazioni nella mattinata di domani. Si precisa, altresì, che la scuola non è ancora materialmente rientrata in possesso dei locali della “Collodi”, nei quali si riserva comunque di effettuare un sopralluogo nella giornata di domani, per verificarne la rispondenza alla progettazione concordata col Comune e col RSPP della scuola ai fini del ripristino didattico».

E così arriviamo a quel comunicato della stessa Dirigente di stamattina delle ore 7.19.

Per quale motivo, se la Dirigente Scolastica sapevano tutti avrebbe inviato tutto al responsabile del servizio di prevenzione e protezione della scuola Rodari, SILEA srl di Bari, l’amministrazione comunale ha provveduto a pubblicare quell’avviso in cui dichiarava la consegna delle aule alla Rodari? Che volesse è vuole scaricare le responsabilità su altri, Dirigente in primis, è conclamato.

Io la scuola te la consegno, sembrano dire quei comunicati, ora sei tu che devi decidere se aprire o meno. Io me ne lavo le mani, grida e non sussurra il sindaco Cessa, dimostrando in forma chiara e lampante che non è l’amministrazione comunale responsabile di quelle strutture, le scuole, ma i Dirigenti Scolastici che le amministrano e gestiscono.

Se il sindaco e quegli assessori silenti ed assenti avessero taciuto e aspettato l’esito delle decisioni della SILEA srl, che lavora per conto della scuola, avrebbero sicuramente fatto meglio, ma siamo abituati a questo senso di approssimazione e non rispetto dei ruoli istituzionali. E’ una patata bollente la chiusura delle scuole, è una patata bollente permettere le attività scolastiche alla Rodari in presenza di un cantiere di lavoro, ed è per questo che il sindaco sceglie la strada più breve: dire come è abituato dal primo giorno del suo insediamento che la colpa, le carenze, le decisioni, sono sempre di altri e mai le sue: ancora non ha dato segno di saper governare. Aspettiamo i 45 giorni che partono da oggi (?), necessari al sindaco e alla sua amministrazione brancaleonide, di risolvere i problemi con il Majorana per il trasferimento delle aule necessarie all’attività scolastica. Nulla sappiamo della decisone capestre del sindaco e del Consiglio di Circolo intorno a questa strane turnazioni perché le aule disponibili solo 6 sono. E se per il 5 dicembre il Majorana non sarà pronto, che facciamo cara dirigente Scolastica Brucoli? Interrompiamo le attività scolastiche?

E lei sig. sindaco Cessa, che farà?

Si dimetterà perché non ha saputo rispettare gli impegni o come immaginiamo andrà alla ricerca dei nuovi colpevoli da crocifiggere? Le scuole vanno aperte comunque, troppi i problemi da risolvere anche con quei genitori che non sanno proprio dove lasciare i bambini per il lavoro, ma di didattica, di continuità oraria, di programmazione scolastica, di tenere i bambini chiusi nella stessa aula per 8 ore anche per la mensa, sembra non interessare  nessuno.

E allora diciamolo, la scuola, le scuole, anche in presenza di grosse anomalie non solo strutturali, ma anche didattiche, vanno aperte e tenute aperte, anche se non si rispettano i precetti di legge, come quelli del Decreto Ministeriale del 18 dicembre 1975.

Penso che la SILEA srl, la Dirigente Scolastica e il sindaco Cessa questo lo sappiano.

Deroghiamo?

Ma si deroghiamo.

Benvenuti nella Repubblica delle Banane.

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Stamattina, una componente del Consiglio di Circolo della Rodari, scrive; cito testualmente:

«il consiglio di circolo ha ritenuto di non anticipare perché sennò…caro Maurizio Saliani avresti cercato il tuo confidente e saresti corso a scriverlo senza poterlo spiegare e ci avreste ricamato su prima del dovuto. ..»

Ora cara la mia componente eletta dai genitori del 2° Circolo  Didattico Rodari, Milena Castellano, cosa vuol dire questa sua affermazione? Che se fosse trapelata la decisone che voi avevate preso all’interno del consiglio segretissimo e se io mai l’avessi saputa o carpita, anche attraverso miei ipotetici confidenti (i miei confidenti sono i cittadini) e l’avessi comunicata all’esterno sarebbe stato uno sbaglio nei confronti dei genitori e dei cittadini tutti? Ma cara la mia rappresentante dei genitori, ma lei crede di vivere in una società al cui vertice c’è per caso Kim-Jong-Un che uccide ogni suo ipotetico o reale oppositore solo perché si abbiocca nelle parati militari? Oppure crede di vivere in uno stato in cui, qualcuno magari come lei, possa decidere il bene o il male di qualcuno senza che nessuno possa permettersi di intervenire e comunicare al mondo la libertà di pensiero? Cosa vorrebbe fare per limitare il mio “dar notizia”? Vorrebbe che io omologassi il mio cervello al suo? O vorrebbe qualcuno disposto a tagliarmi le mani affinché non possa più battere su questi tasti le parole che le voglio dedicare? E’ lei mia cara rappresentante dei genitori che non ha avuto il coraggio di comunicare ai genitori quelle che erano le varie opzioni e che per alzata di mano avete scelto quella che secondo voi è la meno traumatica, cosa ha da comunicarci al riguardo? Non ho voglia di spiegarle la decisione che avete preso e che continuo a credere sia abnorme e pessima, lo sa perché?

Perché lei che si candida a rappresentare i genitori non ha nessuna competenza per poter discutere di didattica, di psicologia infantile, di buona scuola e di rapporti civili che questa società, non certo quella dittatoriale che lei vorrebbe vivere, le consente di capire. Penso che la gravità della sua decisione, che si è concretizzata per i bambini e per i genitori non solo della Collodi, ma anche della Rodari, avrebbe dovuto imporre l’apertura di quel consiglio nei confronti di tutti i genitori coinvolti per non lasciar adito a nessun dubbio che le ricordo, cara la mia rappresentante eletta dai genitori, si è manifestato il giorno seguente nell’Aula Consiliare del Comune di Casamassima. Se quei genitori avessero saputo, se quei genitori avessero potuto partecipare ad un decisione che cara la mia consigliera, non le sarà difficile capire, sconvolge la vita familiare di chiunque. Altro che la ricerca di applausi da parte di coloro i quali manifestano dissenso. E secondo lei non si può manifestare dissenso solo perché la Castellano ha deciso? O il sindaco per essa?

E se questo paese ha paura, se lei ha paura e terrore che il Saliani di turno abbia la possibilità di raccontare i fatti che lei vuole tener nascosti, vuol dire che questo paese non ha capito cosa significa la partecipazione attiva dei cittadini alle decisioni che contano, che stia certa non sono il fumo negli occhi di quel bilancio partecipato messo in campo.

Aggiunge che mi sentirei di friggere perché non ho saputo quanto da lei così maldestramente prodotto? E’ lei cara la mia consigliera che dovrà prima o poi rendere conto anche a quei cittadini che continuano a ritenere la sua sacra decisione, che Saliani non doveva sapere, carente è discutibile. E’ lei che dovrà rendere conto ai bambini di quale danno questa sua decisone “salva amministrazione” è dannosa e non congeniale per questi piccoli cittadini considerati come pacchi che possono essere sistemati dove più le conviene. Per concludere, cara la mia consigliera, le consiglio, la prossima volta, di non chiedere in giro consiglio affinché lei possa prendere saggi decisioni che non è in grado di prenderne da sola e poi, gli attributi non si mostrano quando si decide di candidarsi o a un consiglio di circolo o per diventare sindaco se non si hanno le qualità e le competenze per farlo.

Capisco che per lei, facente parte di un casato così nobile, importante e conosciuto a Casamassima, non sarebbe concepibile neanche commentare quanto sulla sua pagina facebook sia diventato lo “scontro” politico a Casamassima che a corto di argomenti entra nella vita privata di qualcuno dimenticando la sua di vita privata e pubblica, ed è per questo che quando avrà voglia di respirare quella libertà di giudizio che la sua limitata libertà partitica le ha sottratto, la mia pagina diventerà per lei un toccasana.

Auguri consigliera di circolo.

A proposito vuol tenere nascosta anche la notizia se lunedì i piccoli della Scuola dell’Infanzia andranno o no a scuola?

La ringrazio per la pubblicità gratuita, non richiesta, alla mia libertà.

 

Chiamo i carabinieri, tuonò

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Avrebbero sperato di sentire una parola di scuse quei genitori che in gran numero si erano riversati nell’Aula Consiliare del Comune di Casamassima, ieri pomeriggio. Ma non ci sono state scuse, solo minacce perché, se non avessero rispettato lui, il sindaco Vito Cessa e il suo assessore e vicesindaco Andrea Palmieri, i Carabinieri avrebbe chiamato il sindaco per allontanare con la forza coloro i quali si fossero solo permessi alzare i toni.

Non sapendo che il “capo dei carabinieri” alle spalle lo aveva.
Ma i toni si sono alzati; i cittadini hanno richiesto a gran voce le dimissioni di questa giunta e di questo sindaco sempre più spesso impegnato a risolvere le sue beghe interne poltronistiche, quando non è impegnato in lunghi periodi di ferie, anziché i problemi reali e contingenti dei cittadini.

Una riunione che poteva durare solo lo stretto tempo necessario per comunicare come questa amministrazione intendesse risolvere il problema Collodi, chiusa con un ordinanza sino al 19 settembre prossimo per lavori di ampliamento e sistemazione statica. Comunicare ai cittadini che delle 9 classi necessarie, solo 6 erano state reperite per ospitare quei piccoli cittadini studenti, e che per ovviare al problema si doveva ricorrere ad una turnazione mostruosa ed inconcepibile che costringerà i piccoli ad un ulteriore turno di riposo a settimana oltre quelli canonici del sabato e della domenica. E i genitori che lavorano entrambi, come faranno con quell’ulteriore giorno forzato di riposo? E gli insegnanti, cosa faranno? Saranno retribuiti regolarmente o decurteranno loro lo stipendio per pagare quegli inutili compensi agli amministratori?

Sindaco in testa.

Una valanga di parole inutili ed ipocritamente pronunciate, sia dal Cessa che dal Palmieri per raccontare le favolette che avevano imparato a memoria, per ubriacare di parole vuote e inutili quei genitori così pazienti che prima di mandarli a quel paese, nel vero senso della parola, ne hanno sentite di banalità, atte solo a nascondere il fatto principale ed incontrovertibile: loro sapevano e non hanno saputo mettere in campo assolutamente nulla per evitare questa ulteriore offesa non solo rivolta nei confronti dei cittadini più piccoli, ma nei confronti di tutta la comunità casamassimese.

La differenza sbandierata dal Cessa sindaco si sta ritorcendo contro lui stesso e la sua maggioranza che non vergognandosi affatto di quanti danni sta producendo, continua a prendersi pure quel gettone di presenza in consiglio.

Presenti, genitori, forze dell’ordine, i consiglieri di minoranza Carelli, Nitti, Latrofa, Palmieri e Savino e la consigliera di maggioranza Stefania Verna che ha invitato proprio lei il suo sindaco ad essere più costruttivo e propositivo, ad utilizzare toni più dimessi ricordandogli che erano loro a dover chiedere scusa ai cittadini. Ma il sindaco non ci sentiva da quell’orecchio, è ha continuato lui e il Palmieri nella cronistoria dei lavori non facendo cenno alle loro di responsabilità grosse come il Palazzo Ducale di Casamassima, senza impalcatura.

Quando il Consiglio di Circolo annuncia questa strana decisione, presa a quanto pare senza che il Collegio dei Docenti sia stato convocato, di questa turnazione abnorme, la protesta è montata. Per quale motivo il Consiglio di Circolo di mercoledì doveva essere così blindato e le cui decisioni dovevano essere comunicate solo alla presenza del sindaco è parso ed è incomprensibile. È per quale motivo, come se si trattasse di un segreto di stato, i genitori, a consiglio terminato, non potevano sapere le decisioni prese? Sembra alcune volte di vivere in clima dittatoriale e fascista. Quale cacchio (avrei voluto scrivere altro in verità), di segreto dovevano conservare i componenti il Consiglio di Circolo? Ancora una volta i genitori e i loro figli, ma tutti noi, trattati come tanti “somari” che non capiamo, che non decidiamo, che non contiamo. Pessimo il sevizio del Consiglio di Circolo, che a mio avviso avrebbe dovuto informare immediatamente i genitori per vagliare, informare, cercare consigli e suggerimenti che durante l’incontro con l’amministrazione comunale avrebbero potuto trovare accoglimento. Ma ha preferito conservare il segreto il Consiglio di Circolo.

Tutti protagonisti in negativo ieri sera, tranne i genitori e per quanto mi riguarda la Dirigente Scolastica, incolpevole per le deficienze enormi di questo comune e del suo sommo rappresentante.

Il sindaco è stato così pochissimo accorto non lavorando certo come un buon padre di famiglia, facendo accettare tutte quelle iscrizioni, anche alla scuola dell’infanzia Collodi, senza informare né dirigenza scolastica, né genitori dell’imminenza dei lavori, ed anzi, tranquillizzando tutti che una soluzione l’avrebbe trovata. Avrebbero potuto scegliere diversamente i genitori e non sarebbero sati messi in queste situazione ad anno scolastico iniziato. Ancora una volta i nonni, gli zii, le zie, i cugini, i fratelli in aiuto. Ma è possibile?

Il sindaco assicura che per lunedì 19 consegnerà le chiavi alla Dirigente Scolastica per l’apertura solo delle 4 aule della Collodi “cantiere di lavoro”, secondo lui agibili. Ma altre nubi si addensano all’orizzonte. Ma siamo sicuri che ci siano tutte le autorizzazioni e permessi, come quello dei Vigili del Fuoco o del Genio Civile, che certificano la sicurezza della struttura?

Il consigliere Nitti gli ha richiesti, loro saranno in grado di produrli per lunedì 19?

Nutriamo seri dubbi che la scuola per la Collodi inizi lunedì.

I cittadini imbestialiti, giustamente, richiedono le dimissioni non solo di Cessa, ma dell’intera Giunta Comunale.

Io, se potessi, stabilirei anche l’esilio. Se lo sono meritato tutti.

La Ferri e il sindaco Cessa

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«Sindaco Cessa, sarebbe da pazzi non approfittare dell’occasione».
«Approfitti subito, senza indugio».

Ma spieghiamo ai lettori cosa sta avvenendo.

La Presidente del Consiglio Nica Ferri, sapete, la presidente eletta dalle minoranze che ora vota a favore della maggioranza? Ricordate il suo voto determinante nell’ultimo Consiglio Comunale? Ricordate? quando la Verna si astenne  e il suo fido compagno di cordata votò a favore costringendo la Ferri ad un voto favorevole altrimenti cavoli amari sarebbero stati per il sindaco? Bene, alla Ferri per l’attaccamento a questa maggioranza, alla maglia, al senso di appartenenza, anch’esso presente in consiglio e la per la sua fiera ed indiscussa compromissione nell’amministrazione di questa piccola cittadina a sud est la grande metropoli, un riconoscimento bisognerà pur darlo. Senza indugio e senza pensarci su due volte, se fossi il sindaco, regalerei alla Ferri un assessorato, magari esterno, uomo o donna che sia, fra quelli a lei più graditi, che sancisca con un patto di “sangue” quel legame indissolubile che la lega al sindaco Cessa. In questo modo il Sindaco potrebbe una buona volta dar segnale alla popolazione che trovato il solo ed unico responsabile sul caos scuole che sta stravolgendo la vita del paesello, ricercato in quel vice sindaco ed assessore all’edilizia scolastica che prende il nome di Andrea Palmieri, che porta con se tutte le responsabilità del caso, darebbe dimostrazione che lui, il sindaco, sa come punire coloro i quali gli remano contro. Sacrificare Palmieri sull’altare delle cose non fatte, delle promesse e rassicurazioni non rispettate, potrebbe significare per lui una giustificazione plausibile sul caso CollodiRodariMajorana, che tanto ha fatto imbestialire (?) l’opinione pubblica tutta.

Ma per i giornali nulla è successo, naturalmente.

Ma il sindaco potrebbe fare di più. Si potrebbe liberare anche dell’assessore alla Pubblica Istruzione, colpevole anch’egli di non aver avvalorato la tesi del sindaco che lo porta a dire che la colpa di tutto della Città Metropolitana a guida Antonio Decaro è. Certo, come farebbe il sindaco a dirlo pubblicamente? Come potrebbe giustificare il suo prendere tempo senza costrutto dicendo che la colpa è altrui? Non potrebbe, ma lo dice nelle segrete stanze senza aver il coraggio di indire una bella conferenza stampa, con chi non lo sappiamo visto che i giornalisti latitano, è spifferare tutto.

Ma la colpa non è della Città Metropolitana.

Oppure potrebbe, sempre il sindaco, sfiduciare egli stesso la Presidente “prendo tutto” e sperare di blindarsi ancora di più nella sua deplorevole maggioranza, magari cercando un presidente di partito magari scartato la prima volta.

Ora basta: non devo mangiare più quella maledetta peperonata, che ogni volta mi fa fare questi sogni che incubi diventano.

Buongiorno.

La Collodi, una storia

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Giovedì pomeriggio il sindaco Cessa ha indetto una riunione con i genitori dei piccoli che frequentano o dovrebbero frequentare la Collodi, scuola dell’infanzia. Penso saranno presenti Dirigente Scolastica, docenti, genitori, consiglieri comunali e cittadini. Attraverso notizie che lo stesso sindaco ha postato sulla sua pagina facebook, solo 6 classi sulle 9 totali, troverebbero sistemazione presso strutture già indicate: 4 classi saranno rese agibili all’interno della stessa Collodi e 2 saranno ospitate presso un’altra scuola dell’infanzia, la Ciari. Per le rimanenti 3 classi, quelle dei bambini di tre anni, ad oggi non sappiamo come intende procedere.

Non esprimiamo giudizi sulla sistemazione trovata dal sindaco in riferimento alle 4 classi ospitate presso la Collodi, che ricordiamo è un cantiere di lavoro in quanto si sta procedendo all’allargamento e sistemazione e non pensiamo i lavori saranno sospesi per consentire una fruizione scolastica sicura ed esente da pericoli potenziali.

La dirigente sicuramente in questo, penso, abbia l’ultima parola.

Ci preme segnalare, in questo momento, come mai l’amministrazione comunale, ad anno scolastico in corso, non abbia provveduto per tempo alla risoluzione del problema, considerato che la soluzione prospettata, quella di trasferire interamente le 9 classi del plesso scolastico al Majorana, è fallita miseramente. Ma possibile che l’imperizia, l’assenza di programmazione, la superficialità ormai conclamata degli amministratori abbia potuto procurare un così grande danno non solo nei confronti di questi piccoli cittadini, ma nella cittadinanza tutta? Voglio ricordare che dopo tanti anni, troppi, ci sono classi ancora “alla strada” ospitate in negozi. Mi riferisco ai piccoli di via Lapenna. Vi ricordo infine, che anche la Scuola Elementare Rodari, anch’essa interessata da lavori, vive il disagio e l’approssimazione che espliciteremo in seguito.

In un prossimo studio, forse.

La storia della Collodi ha inizio oltre 2 anni fa: era il lontano 2014 quando il Presidente del Consiglio dei Ministri chiedeva ai sindaci con due missive, una del 3 marzo e l’altra del 16 maggio, di segnalare le priorità di intervento sulle strutture scolastiche del territorio specificando il valore e la modalità di finanziamento previste e la tempistica di realizzazione. Il 14 marzo dello stesso anno, il Sindaco di Casamassima Mimmo Birardi rispondeva alla missiva comunicando la priorità della ristrutturazione e adeguamento normativo della Scuola Collodi. Completava l’informativa richiesta il 22 maggio 2014. Il 30 giugno, sempre del 2014, fu emanato un Decreto del Presidente del Consiglio con l’allegato elenco dei beneficiari e le somme autorizzate all’esclusione del patto di stabilità e con il decreto datato 23 gennaio, ma ora passiamo all’anno 2015, il Ministro dell’Economia e delle Finanze adottato di concerto con il Ministero dell’Istruzione e dell’Università e della Ricerca stabilisce l’oggetto del finanziamento e i criteri per la definizione dei Piani Regionali triennali e annuali. Il 12 febbraio del 2015, il Commissario Prefettizio, Mimmo Birardi nel frattempo era “caduto”, nomina l’Arch. Sorricaro per predisporre “ogni atto necessario al fine di dotare il Comune di Piani di manutenzione e Progetti esecutivi di riqualificazione e/o ristrutturazione degli edifici scolastici”. Il 19 marzo 2015 il Sub Commissario chiede alla sunnominata, di dotare, in tempi brevi, il Comune di un progetto esecutivo di riqualificazione, ristrutturazione, ampliamento, adeguamento normativo, efficientamento energetico relativo alla Scuola Collodi. Il 23 marzo 2015 si procedeva con un’ indagine di mercato previo invito a n. 7 professionisti iscritti nell’elenco dei professionisti di fiducia dell’ente per la redazione del progetto strutturale di ampliamento e adeguamento sismico-statico della scuola dell’infanzia Collodi che sarà affidato all’ing. De Leonardis che per tale incarico percepirà un compenso di € 10.000 liquidati il 26 febbraio 2016. Il 3 febbraio del 2015, la Dirigente Scolastica del 2° Circolo Rodari, che comprende anche la Scuola dell’Infanzia Collodi, reitera la richiesta di ricavare ulteriori 3 aule nei plessi scolastici di sua competenza e di non aver potuto accettare 25 iscrizioni per mancanza di aule. Il 9 aprile il Commissario Prefettizio manifesta la volontà di partecipare all’Avviso Pubblico “Piano regionale triennale di edilizia scolastica 2015/2017” e si approva il progetto, responsabile del Procedimento il geom. Francesco Ladisa che in pari data convoca: Il Geom. Eligio Massaro Progettista Architettonico, L’Arch. Sorricaro RUP, Il Geologo dott. Giuseppe Gigante incaricato della relazione geologica e geotecnica per la progettazione dell’intervento di ristrutturazione ed ampliamento, l’ing. De Leonardis Progettista dell’ampliamento, adeguamento vulnerabilità sismico-statica della struttura esistente, degli impianti idrico-fognanti, degli impianti elettrici, fotovoltaici e solare termico, efficientamento energetico nonché responsabile della sicurezza in fase di progettazione, E così che il 28 aprile 2015 il Dirigente Servizio Scuola Università e Ricerca ammette a finanziamento il progetto di ristrutturazione e ampliamento della Collodi inserendolo al 4^ posto della graduatoria.

Ricapitoliamo.

Il 28 aprile 2015 in Comune si è avuta certezza che i fondi per l’ampliamento della Collodi sarebbero potuti essere disponibili. Il 28 ottobre del 2015 si stabilisce che si rende necessario il trasferimento dell’attività didattica per l’anno scolastico 2015-2016, vista la graduatoria approvata dal Dirigente del servizio Università della Regione Puglia ed eseguite le prime verifiche e disponibilità con la Città Metropolitana e con la Dirigente scolastica Dr.ssa Petruzzelli per l’utilizzo del 2^ piano dell’Istituto Maiorana come da conferenza dei servizi tenutasi il 25/08/15 e 01/09/15, si subordina la chiusura del procedimento all’acquisizione del parere favorevole di conformità antincendio affidando l’incarico all’Ing Vitantonio Mongelli imputando la spesa, comprensiva di bolli per €1.000, pari a 5.660,80€, da redigersi ed ottenere entro 60 gg.

In data 29 novembre 2015 il MIUR conferma le somme poste a finanziamento a patto che l’affidamento sia aggiudicato entro il 31/12/2015 ed ecco perché, tra le Determine di fine anno che tanto rumore hanno provocato nell’ambiente politico e non di Casamassima, mentre l’assessore Palmieri in un post proprio del 31 dicembre dichiari “quanto questa amministrazione sia vicina ai più piccoli”, formalizzata l’aggiudicazione provvisoria alla ditta Edilsystem di Molfetta per i lavori alla Collodi.

La storia termina (?) con un provvedimento di giunta del 24 agosto scorso, avente per oggetto: Atto di indirizzo sulla realizzazione di lavori necessari di adeguamento di porzione del piano terra dell’Istituto Scolastico Majorana per il trasferimento temporaneo della Scuola dell’Infanzia Carlo Collodi di Casamassima, che sappiamo non ha avuto esito favorevole.

Conclusioni.

Come è evidente dalla corposa documentazione menzionata, già dal 2014, due anni fa, si è cominciato quasi in sordina a parlare della ristrutturazione della Collodi. Ma ammettendo per assurdo che l’attuale amministrazione non avesse contezza di quanto amministrazioni precedenti alla propria avessero messo in campo, pensiamo che la Determina del 31 dicembre 2015 sia stata un’ammissione conclamata e non differibile, che la Collodi andava ampliata e che i lavori dovevano prima o poi cominciare. Mancanza di crono programmi? Mancanza di programmazione? Mancanza di volontà nell’affrontare il caso? Qualsiasi sia la decisione che questa amministrazione tardivamente, ad anno scolastico iniziato, voglia prendere in riferimento alla sistemazione dei piccoli cittadini studenti, metterà in luce che molto probabilmente ma con certezza nessuna azione concreta e risolutiva al problema è stata affrontata.

Stendiamo un velo pietoso sulla proposta di turnazione, che qualche buontempone propone.

Qualcuno vorrebbe farci credere che la colpa di tutto ciò è solo della Città Metropolitana di Bari, ma leggendo la cronistoria documentata sembra difficile crederlo.

Aspettiamoci effetti speciali che verranno fuori dall’incontro di giovedì pomeriggio.

Parliamo anche della Rodari?

 

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