Home Blog Page 66

Lettera a San Rocco

0

San Rocco, questa lettera è confidenziale.

 

Caro San Rocco,

da oggi inizierà il periodo in cui Casamassima ti renderà grazia e ti ricorderà come ormai da secoli fa. Si sta provvedendo nella  sistemazione le ultime cose, si provano le lampadine colorate che inonderanno di luce il tuo cammino, si chiudono le strade e se non fosse per questa fastidiosissima pioggia che mette in pericolo i fuochi fantasmagorici e pirotecnici, tutto sarebbe bello.

Quest’anno i nostri fratelli del centro Italia hanno subito, come ben sai, l’offesa mortale di un terremoto che ha mietuto così tante vittime.

Molte delle quali bambini.

Ed è proprio in virtù di questo avvenimento luttuoso che ha coinvolto così tante anime innocenti, ti chiedo una grazia:

«Manda a casa il Sindaco Cessa e sua inconcludente amministrazione che tanto danno sta portando proprio nei confronti di quei bambini che non meritano quanto si sta perpetuando e che il sindaco e la sua amministrazione, mettono in atto, senza vergogna».

Come ben sai due scuole a Casamassima, la Rodari, elementare e la Collodi, scuola dell’infanzia, sono oggetto di manutenzioni straordinarie. Sono due cantieri a cielo aperto che capisci bene qualche preoccupazione, nei genitori dei piccoli studenti che le frequentano, le hanno sollevate e legittimate da tempo. Sembra che una soluzione per i piccoli della Rodari sia stata trovata, anche se personalmente nutro forti dubbi che la sicurezza e l’incolumità dei frequentanti, bambini, personale docente e non, sia condivisibile.

Il far entrare ed uscire i bambini in orari differenti e senza un’effettiva “uscita di emergenza” dal complesso scolastico, visto che solo su via Boccaccio è presente l’entrata e l’uscita, non la trovo, ma questo è un parere personale, sicura al 100%. Non voglio immaginare cosa potrebbe succedere se su quella via in cui è stato previsto il divieto di sosta solo su un lato della strada cieca, si verificasse un qualsivoglia inconveniente che mettesse in grave difficoltà i bambini che dovrebbero uscire su una strada con problemi magari di viabilità impedita da cause naturali o materiali.

Ma se per la Rodari una discutibile soluzione si è trovata, questo non vale per la Collodi, scuola dell’infanzia.

Il sindaco e il suo fido para fulmini, ma non meno responsabile assessore Andrea Palmieri, responsabile dell’edilizia scolastica, credevano di trovare soluzione al problema dell’inagibilità della scuola, trasferendo i bambini presso l’istituto superiore Majorana. Peccato però, nonostante avessero giurato e spergiurato che i lavori di adeguamento del superiore erano imminenti e risolutivi, si accorgevano che tale soluzione non poteva concretizzarsi probabilmente per il fatto di essersi dimenticati che quell’istituto, nella disponibilità del Majorana da un punto di vista didattico non lo era come “proprietà” dell’immobile visto che risulta proprietaria ancora la banca che ne ha concesso i mutui per la costruzione.

Sembra anche che non abbiano trovato neanche i soldi per quell’intervento.

La gravità è nel fatto che il sig. sindaco Cessa sapeva che quei lavori erano stati autorizzati dal Ministero Pubblica Istruzione e che già dal 9 aprile 2015, grazie al lavoro svolto dal Commissario Prefettizio il piano economico era stato approvato e che i lavori erano stati affidati all’impresa Edilsystem srl di Molfetta il 31 dicembre 2015.

Capisci San Rocco?

Il sindaco e l’amministrazione sapevano tutto già dalla fine del 2015 e si ricordavano colpevolmente di cercare di risolvere la questione a fine  agosto di quest’anno attraverso una Delibera di Giunta, tardiva ed inutilmente redatta ed approvata. Ora tu mi chiederai, vista la gravità del fatto che avrebbe portato ad una possibile non frequenza dei piccoli studenti nelle scuole, il sindaco si sarà attivato per tempo?

E no, caro San Rocco. Il sindaco nonostante sapesse a cosa andava incontro sapendo che una soluzione andava trovata per tempo, che fa? Preferisce non rinunciare al periodo di ferie. In Grecia è andato.

Quindi anche il mese di agosto, a lavori iniziati, a buchi fatti a movimento terra effettuati, lui in vacanza è andato.

Bastasse solo questo, il Tuo provvidenziale intervento sarebbe necessario per farlo tornare a casa con la pletora dei suoi più incalliti sostenitori.

Se vuoi, però, ti do altri elementi di valutazione affinché la Tua opera purificatrice ci liberi una volta per sempre da questo sindaco.

Messo alle strette e non avendo soluzione per quei circa 200 bambini, dei loro genitori, delle maestre, del personale docente e non, si inventa una “pazzia” che solo lui poteva mettere in campo.

Considerato che le classi della Collodi sono 9, lui pensa, da grande stratega di risolverla a suo modo e cosa partorisce?

Scrive:

…. 4 aule (più una per disabili) presso la Collodi e due presso la Ciari, dimenticando di menzionare anche le altre 3 classi che rimarrebbero fuori da questa sistemazione “provvisoria” e senza senso. Probabilmente i bambini di tre anni che per la prima volta si affacciano nel mondo della scuola, vengono lasciati fuori. Ti devo spiegare questo che cosa potrebbe significare per quei piccoli cittadini e per le loro famiglie? Penso non ce ne sia bisogno.

E il servizio mensa non più garantito nelle sale apposite?

Ma non è solo questo incomprensibile, ma anche il fatto che il Cessa scriva  (più una per disabili) , non sapendo che le classi che lui crede esistano, quelle dei disabili, non esistono più ormai da decenni.

L’umano in questi anni ne ha fatti di passi in avanti, nonostante le guerre. Ma lui sembra non saperlo.

Il sindaco, nonostante sia un “cattolico apostolico e romano” e nonostante abbia fatto per tanti anni il boy scout, pensa ancora che la disabilità debba essere ghettizzata attraverso classi lontane e circoscritte e quindi in luoghi chiusi e ristretti al di fuori e lontano dai cosiddetti normali. Secondo me, caro San Rocco, qui si manifesta la completa ignoranza, non solo delle leggi dello Stato che regolano i rapporti umani anche all’interno delle Scuole, ma  la convinzione completamente sbagliata di questo credente, di quali siano i valori della solidarietà cristiana ed umana che anche Papa Francesco cerca di inculcare. Non vorrei che simile atteggiamento, mi riferisco a quello del sindaco, non voglia manifestarsi magari nella convenzioni che le classi non solo dei diversamente abili, dei bianchi, dei neri, degli alti e dei bassi, dei biondi e dei castani, dei cattolici e dei mussulmani e così via, non siano un suo preciso intendimento.

Caro San Rocco mentre si sentono gli “spari” che annunciano la tua festa e mentre questa pioggia ci tiene lontano dalla Tua Sacra immagine, ti chiedo umilmente di ascoltare la mia preghiera e non solo la mia.

In subordine, caro San Rocco, provvedi ad inoltrare formale disdetta anche all’assessore alla pubblica istruzione, Giuseppe Cristantielli, che non ha sentito il bisogno di dire una parola, neanche di scuse.

Grazie per l’attenzione.

Racconto di fine estate

0

Il temporale che si è abbattuto stanotte sui nostri tetti, è nulla in confronto al temporale che si scopre dirompente leggendo gli atti che questo comune mette in azione.
Un giorno un bambino decide di andare a giocare nella Villa Comunale, quella sulla via per Acquaviva. Li ci sono tanti giochi, il verde ci fa ricordare Central Park, l’aria non è appuzzolita dalle cacche dei cani, si sta tranquilli che proprio nessuno ti viene a disturbare, insomma un’oasi di beltà e purezza adatta proprio ai giochi dei bambini.
Questo bambino, però, utilizzando o cercando di utilizzare una di quelle giostrine tenute in ottimo stato di conservazione, che fanno mostra di sé in quello splendido parco, si fa male. I genitori lo portano in ospedale. Ha subito dei danni.
Il legale del piccolo e dei suoi genitori, scrive al comune e chiede, visto l’accaduto ed il referto medico, un risarcimento del danno pari a 3.700 euro.
Il Comune da incarico a quella società tanto voluta dall’ex assessora che voleva i muri di vetro, scoprendo poi che di cemento armato rinforzato erano, di studiare il caso. Questa società, per ogni “studio” approfondito, bisognerà pure pagarla. O no?
Questa “società azienda”, studia le carte e dice che al massimo si può riconoscere un danno causato al bambino, non di 3.700 euro, come richiesto, ma solo di 461.61 euro. Come siano stati calcolati non i 461 euro, ma i 61 centesimi non è dato sapere.
Gli amministratori guidati dal sindaco che fanno?
Decidono che proprio quel risarcimento per la “bua” del bambino sono troppi e decidono di “fare causa” e per questo nominano un legale. Costo del legale? Euro 1441.98.
Non chiedetemi da dove vengono fuori anche qui quei 98 centesimi perché non lo so.

Naturalmente ora ci dovrà essere il giudizio del giudice, che dovrà stabilire se quel risarcimento richiesto dal bambino è congruo oppure no.
Nel frattempo il Comune si è andato ad invischiare in un’altra causa, in cui sarà molto probabilmente condannato visto lo stato di abbandono delle giostrine e di tutto il resto, come non bastassero già quelle in cui è protagonista.
Ad oggi non sappiamo quanto ci costerà.
A tutti ci costerà. Soldi pubblici sono.
Ma se alla richiesta di 3.700 euro avesse proposto quanto sino ad oggi ha speso senza conoscere le future decisioni di un giudice in un processo, pari a 461,61 (proposto da C.S.& A.) più euro 170 (costo della consulenza alla C.S. & A.) più euro 1.441.98 (spese del legale comunale) e quindi un totale di euro 2.073.59, non sarebbe stata una base di partenza valida per chiudere il caso ed arrivare ad un accordo con i genitori del piccolo infortunato?
Misteri delle decisioni di giunta comunale.
In attesa del processo, porgo distinti saluti.

Amerai il prossimo tuo come te stesso

Nonostante sembra siano passati millenni da quando quest’ordine perentorio è stato rivolto agli uomini e fiumi di parole ne abbiano sporcato pergamene, libricini e testi filosofici, una domanda, visto quanto continuamente avviene intorno a noi, ha solleticato la nostra curiosità e la smisurata voglia di sapere.

Ma come deve essere e soprattutto chi dovrebbe essere questo “prossimo”?

Quali le caratteristiche? Quali i tratti genetici?

Ma questo “prossimo” che dovremmo amare come noi stessi, deve essere bianco? Oppure nero? Oppure avere gli occhi a mandorla? Deve essere un bambino o una bambina? Deve puzzare o lasciare una scia di profumo inebriante? Deve saper nuotare o essere biondo? Deve essere cattolico, ebreo o mussulmano?  Oppure può essere anche chi non crede in nulla? Deve fare il poliziotto, la casalinga o il sindaco? Deve essere ricco o può anche essere povero? Deve saper esprimersi al meglio o anche un ignorante va bene? Deve appartenere alla nostra “cerchia” o può anche appartenerne ad altre? Deve essere italiano, greco, tedesco, siriano o americano? Deve essere un sionista che ammazza un palestinese? Deve essere un perseguitato politico? Deve essere alto o basso? Deve essere uno a cui servono cure psichiatriche o uno che sta morendo per un tumore? Deve avere 4 zampe o anche un bipede va bene? Deve essere comunista o fascista? Oppure leghista? Deve essere calvo o capellone? Deve essere un “buonista”? Insomma, come diavolo deve essere questo prossimo che dovremmo amare come noi stessi?

Sembra, le fonti storiche al riguardo sono decisamente lacunose e solo la tradizione orale o scritta ma molto posteriore agli eventi ne fa menzione, che un uomo, poi ucciso per quanto proclamava, non abbia dato risposte al riguardo. Siamo pronti a credere, visto la non specificità dell’affermazione, che nessuno dovrebbe essere escluso dall’elenco che abbiamo provato a tracciare ed allora, perché quando si chiede di mettere in pratica tale “fondamento” di vita per molti che continuano dopo millenni a professarne il verbo, si scoprono tante e tali illogicità che ne mettono in discussione il significato? Se amare significa desiderare in modo viscerale, integrale, in totale abbandono che neanche la morte riuscirà mai a dissipare o scalfirne la realtà come mai poniamo sempre e comunque delle giustificazioni, il più delle volte di comodo, al fine di evitarne l’applicazione?  Per quale ragione molti sono pronti ad erigere barricate per non rimuovere il simbolo fondamentale di questo uomo dalle scuole, dagli uffici pubblici dalle case per poi non seguirne gli insegnamenti? Perché si continuano a “segnare” in prossimità di chiese, statue, dipinti per poi fare come gli pare ed agire quindi di conseguenza? Ma gli insegnamenti di quest’uomo possono essere interpretati a piacimento come a piacimento sono stati interpretati da quelli che ne hanno voluto immortalare le gesta e la parola? Peccato che fonti storiche, non inquinate da opportunità e bisogni contingenti del momento non abbiamo quasi mai avuto la possibilità di raccontarci la storia nella realtà degli eventi. Ma ammesso che tutto sia avvenuto, che tutto si sia verificato come tramandato, perché mai se si crede fortemente in quello che si racconta, non si prendono sul serio le opportune contromisure?

Ma qualcuno forse vorrebbe farmi credere che l’amare il prossimo tuo come te stesso significa, amarlo, si solo un po’ e magari a distanza? Oppure dovrei interpretare questo amore inteso come la sopportazione del problema che questo maledetto prossimo mi procura tenendolo a debita distanza, magari fomentando l’odio verso questo fratello o questa sorella perché chiedono l’elemosina fuori da un supermercato? E poi si lamentano pure del panino donato loro perché magari la mortadella non la possono mangiare. Anche loro credono come altri, in qualcosa che gli è stato imposto dagli usi e dai costumi dei tempi. Ed allora? Come ne veniamo fuori?

Come venir fuori da questo credo sbandierato ai quattro venti quando non solo questo di insegnamento non viene per niente seguito e si continua a professare una fede adorando il vitello d’oro delle statue e delle rappresentazioni umani della santità?

Come è possibile coniugare il credo con manifestazioni pagane che richiedono lo sparo e la gioia esteriore del luna park senza la ricerca spirituale del credo all’interno, nell’anima. Dei semplici rami di ulivo o di palme erano e continuano a rimanere le radici, ed allora a chi serve un credo, un qualsiasi credo, che si serve continuamente di effetti straordinariamente in antitesi con quanto si vorrebbe far credere di seguire?

Quanta misera ipocrisia nei credenti.

Telenovela monnezza

0

«Di tanto in tanto succede» che la vita amministrativa e politica del  paesello a sud est la grande metropoli, «travalichi» i limiti della decenza dovuta nei confronti dei cittadini e diventi puro «intrattenimento», un videogioco che ti fa accumulare una marea di Pokemon più la combini grossa.

E così si scopre che i conteggi che ruotano attorno al servizio di igiene urbana, la monnezza in poche parole, sono stati sbagliati e che mancherebbero all’appello oltre 350 mila euro. Si chiede che venga rivisto quel Bilancio «armonizzato» approvato a giugno scorso e che si operi per andare alla ricerca della somma erroneamente calcolata e che ora qualcuno dovrà ricercare fra i meandri dei numeri.

Come se si trattasse, appunto,  di Pokemon.

Il Sindaco con le deleghe che ha voluto tenere per se non ha vigilato, non ha controllato il lavoro dei funzionari ed oggi è il solo ed unico responsabile dell’eventuale aumento di tasse che si abbatterà sui cittadini che dovranno loro colmare il «gap» che l’ufficio, distratto anche lui, ha dichiarato.

Ci vorrà un tavolo tecnico per appianare la strada, ma la Legge mette a disposizione solo ed unicamente probabilmente il riconoscere che tale ammanco di 350 mila euro possa essere colmato solo attraverso un debito fuori bilancio, visto che il bilancio «armonizzato» è stato già approvato. Ma non finisce qui la telenovela della monnezza per i poveri e colpevolmente assenti cittadini casamassimesi.

Le premialità che si potrebbero aggiudicare i cittadini attraverso una salutare differenzazione dei rifiuti non sarà a loro a beneficio, ma a beneficio dell’Azienda che i rifiuti li raccoglierà. In poche parole i benefici che i cittadini potranno trarre da una raccolta differenziata fatta ai massimi livelli non sarà riconosciuta attraverso un abbassamento della tassa che continueremo a pagare alta perché i vantaggi di tale differenzazione saranno riconosciuti alla COGEIR.

In massima parte.

Non c’è che dire: un contratto coi fiocchi che nessuno ha probabilmente letto, compreso e vagliato e che è servito solo per riempire di enfasi la pagina del sindaco che oggi delle spiegazioni le dovrà dare. Se risponde, però.

Per il momento prolunga il periodo di ferie e lascia nella mani della Presidente del Consiglio la nuova grana con Donato Fortunato e quella mancata convocazione della prima commissione urgente non urgente. Sembra di capire che non sia compito della Presidente del Consiglio stabilire se una commissione consiliare sia o meno urgente, ma dei consiglieri comunali che ne dichiarano l’urgenza e ne richiedono la convocazione. Il comportamento della Presidenza lascia intatte ed apre nuove ed inquietanti dispute di quale sia il suo ruolo e se viene svolto negli interessi non di questa maggioranza o minoranza, ma nei confronti della cittadinanza tutta che il rispetto delle regole e delle leggi lo persegue sino in fondo. Che non sia il caso di sfiduciare tutta la presidenza, compresa la vice presidenza, di questo Consiglio, mi sembra non procrastinabile.

Per il resto va tutto bene, anche l’enorme sforzo compiuto da tutti gli assessorati, compreso quello della tutela delle acque, per un’estate ormai morente che ha visto la piazza riempirsi neanche dei fantasmi, che stanchi di stare con le anime perse, si sono riversati tutti nei paeselli limitrofi.

 

La vergogna

0

Quali siano gli interessi in gioco per giustificare un comportamento così vergognoso in Consiglio Comunale, non è dato sapere.

O forse sono noti?

La minoranza, nelle ristrettezze delle possibilità, fa quello che può, ma il comportamento della maggioranza rasenta il ridicolo. Per non parlare della garante i lavori consiliari, che interpreta ad uso e consumo della maggioranza le norme, che dice solo a parole di non sostenere nonostante la sua presenza costante alle sue riunioni.

Potremmo parlare dell’assessore alla tutela delle acque, che risponde al nome di Giuseppe Cristantielli, ma solo perché vorremmo tenere alti i valori della nostra comunità, tacciamo. La difesa spasmodica ed irreale dell’AQP a scapito delle legittime aspettative dei cittadini è sembrata irrazionale. Non c’è niente che possa giustificare l’inadeguatezza e la scelta di questo sindaco nel nominare il Cristantielli  assessore, visto anche i costi che tale carica comporta all’intera collettività. Il Palmieri che ogni volta che parla ci fa rimpiangere quanto sia bello impastare il sudore alla sabbia per poi tuffarci nel mare che tutto cancella: anche la sua voce. Ormai, da ex segretario di Partito è rimasto solo un numero, probabilmente scomodo per la nuova intellighenzia da Pokemon, B.B.C., che gestisce e guida l’attività amministrativa. Eppure avvisato era stato.

Il sindaco che continua a sparare le ultime cartucce che gli sono rimaste, senza che i suoi e sempre costanti rimandi al domani, non convincano più nessuno, nemmeno parte della sua stessa maggioranza, che colpevolmente continua a farlo sedere a quello scranno che non merita e non onora.

Ma a parte le varie incongruenze che le opposizioni hanno rimesso all’attenzione dei cittadini, AQP, Ancrel, le cui responsabilità il sindaco pare le abbia tutte rimesse nelle mani del funzionario senza riconoscere che la Delibera di Giunta è di sua completa responsabilità, Igiene Urbana, consulenze oscure, contenziosi, “il Facilitatore” di partito nella farsa del bilancio partecipato, nulla sembra nascondere l’enorme difficoltà che questa maggioranza ha nel proseguire il suo deplorevole cammino.

Rimane ancora oscuro il motivo che ha spinto l’amministrazione a nominare un avvocato penalista (7.000 €) e non un civilista, per l’eventuale riconoscimento di danni subiti dai cittadini di Casamassima inerente la questione acqua contaminata.

Ma le tubazioni che portano quell’acqua nelle abitazioni dei cittadini di Casamassima, nel sottosuolo di quale ente viaggia?

Ma è l’assestamento di bilancio, da approvare entro e non oltre il 31 luglio, che mette in luce l’incapacità e l’arrogante presupponènza di questa maggioranza che non perde occasione per mettersi in luce. Assestamento che si espliciterebbe in una serie di debiti fuori bilancio “certificati” e di cui si chiede via libera da parte dei consiglieri. E’ il debito fuori bilancio dell’ing. De Leonardis, sembra risalente al 2008, che accende gli animi senza che lo stesso abbia avuto parere favorevole dai Revisori dei Conti.

Mancherebbero le pezze giustificative.

L’arrampicatore sugli specchi Manzari Antonio, capogruppo PD, lascia intatti i dubbi che la discussione mette in luce. Anzi, li acuisce.

Si passa alle dichiarazioni di voto.

Le opposizioni si dichiarano tutte per la non approvazione.

Nella maggioranza, a parte i soliti e le solite yes man e woman, la Stefania Verna, insieme a Donato Fortunato, dichiarano la volontà di astenersi vista la carenza della documentazione richiesta e non ricevuta che ha portato ad una scarsa trasparenza degli atti di cui oggi si chiede l’approvazione, seguiti anche dalla dichiarazione di Raffaele Bellomo, il quale, lo ricordiamo, durante la seduta di approvazione del Bilancio, risultava assente.

Risultano 6 voti favorevoli, 6 contrari e 4 astenuti. Fra gli astenuti anche la Ferri. A questo punto il Regolamento prevede un ulteriore voto dopo le dichiarazioni di un consigliere in rappresentanza della maggioranza e uno della minoranza.

La Presidente, “forzando” il Regolamento, concede una sospensione del Consiglio Comunale, votandola, nonostante il Consiglio sia in “votazione”. La Verna si alza e dichiara a gran voce il “terrore” che sta vivendo accompagnato da “terrore psicologico”.

Uno psichiatra dovrebbe capire bene cosa rappresenti il terrore psicologico.

Una scena triste e patetica. La giovane consigliera non convince i “suoi”. Tranquilli, Cessa non cade se non passa il provvedimento. Avrà solo un richiamo dal Prefetto e poi, aggiustiamo tutto, sembra suggerire.

La sospensione del Consiglio dura ben tre quarti d’ora e non i 15 minuti previsti. La Presidente anch’essa assente dall’aula consiliare per i tre quarti d’ora, non sente la necessità di presenziare la seduta dopo i 15 minuti previsti.

Altra interpretazione personale delle norme.

Ma siamo abituati. Dopo la carta di Pisa, anche le leggi e i regolamenti sono tutti ad interpretazione libera.

Alla ripresa dei lavori tutta la maggioranza risulta assente, quindi in mancanza di numero legale, il Consiglio andrebbe sciolto immediatamente, ma la Presidente si inventa un “aggiornamento” del Consiglio a giovedì 28 luglio.

Penso che organi superiori debbano intervenire in riferimento a questo modo di procedere arbitrario.

Se volete veramente vergognarvi di vivere in questo paesello a sud est, assistete ad un consiglio comunale e sarete accontentati.

Auguri al nuovo consigliere Pietro Savino che entra al posto del dimissionario Vito Rodi.

Sotto l’ombrellone

0

Tendere agli uomini una mano vuota e non ricevere niente è certo miseria; ma tendere una mano piena e non trovare nessuno che riceva è disperazione.

(Il Profeta).

Finora era il sindaco che si “autotassava” per compensare la cognata, Michela Ventrella, nell’arduo compito di addetta stampa istituzionale o portavoce, mai si è capito realmente il compito.

Ma si sarà accorto che quel compenso, (mai nessuno ha richiesto che tipo di lavoro rappresentassero quelle strane ed incomprensibili uscite di “tasca propria” avvalorate dal sindaco in un Consiglio Comunale), poco si addiceva alle proprie scarse entrate per cui un bando, con scadenza 5 agosto, per ricercare un o una addetta stampa per la “irrisoria” cifra di € 14.400 annui.

Considerare questa scelta di ulteriore spesa come sperpero di denaro pubblico considerato quello che Casamassima richiede ed auspica si realizzi, sembra palese.

Se dovessimo poi accostare questa scelta scellerata a quanto questa stessa amministrazione sceglie di mettere in campo per “l’adozione delle aree verdi” da parte di cittadini volenterosi, ci accorgeremmo tutti di quanto non inutile rappresenta l’opera messa in atto da Cessa, ma addirittura dannosa. I cittadini volenterosi che volessero adottare quegli stessi spazi verdi che lui, il sommo rappresentante, ha abbattuto come castelli di sabbia, dovrebbero fare i conti con disposizioni stringenti che in caso di inadempienza farebbero probabilmente scattare le manette a quei volenterosi giardinieri in erba. Una assurdità.

Per non parlare della farsa del bilancio partecipato in cui i cittadini dovranno scegliere come destinare quei miseri 20.000 euro che rappresentano una goccia nel mare considerati gli sprechi che si continuano a fare. Mediamente è la cifra che da tempo tutte le amministrazioni mettono in campo per la festa di San Rocco, quindi, quale la scelta partecipata per i cittadini?

Su un Bilancio complessivo di 30 milioni di euro sapete cosa rappresentano 20.000 euro?

Riuscire a far ridere anche i polli spennacchiati.

Ma tranquilli, il grande Cessa e la sua nutrita schiera di seguaci, fra quelli che siedono in consiglio, perché fuori servirebbero le fotoelettriche per cercarli, ha creato un’altra figura di riferimento: il facilitatore.

Certo Giuseppe Gadaleta, quello che ultimamente ha illustrato la Carta di Pisa che igienica è diventata, avrà il compito, come uomo di partito, il PD, di seguire e consigliare al meglio i cittadini che avranno voglia di perdere tempo negli incontri che seguiranno.

Ma in tutto questo di acqua potabile come bene primario ancora nulla, al di fuori dell’incarico ad un legale per 7.000 euro.

Le analisi indipendenti costano tanto ed è meglio non farle.

Fra funzionari che vorrebbero scappare e fra funzionari che per farli restare il massimo del compenso si elargisce, la macchina amministrativa sembra zoppa, incompleta, inconcludente, smarrita.

Ma ci pensa la maggioranza a fare il resto.

Sembra che gli attriti siano ormai al limite della sopportazione.

Quel distributore alle porte dell’Auchan ancora bloccato con quei nuovi capannoni ancora chiusi e quella strana vicenda di quella maglia sulla via per Bari, tengono alto il dissapore fra gli uomini e le donne di questa maggioranza che a pagare sono i cittadini. Ma cosa volete contino i cittadini? Depredati dell’ombra, depredati dell’acqua, depredati di una saggia ed ammirevole amministrazione pubblica, depredati con le tasse che non servono per riparare le strade, le fontane, per creare parchi pubblici, per rendere questo paese vivibile ed accogliente, ma per pagare l’addetto/a stampa con 14.400 euro affinché illustri il nulla cosmico che riesce a realizzare.

Ma a chi dovremmo raccontare tutto ciò? A quelli che si incatenano sotto il comune che per vivere dovranno accontentarsi di un panino senza birra?

Sotto l’ombrellone è meglio.

La Casa della Salute

0

Come ricorda La Gazzetta del Mezzogiorno, oggi in edicola, sono trascorsi 10 lunghissimi anni in cui i casamassimesi aspettano che finalmente la Casa della Salute apra le proprie porte. Non sono bastati i tre milioni spesi per adeguare e rimodernare i locali dell’ex Ospedale per far si che la Casa della Salute diventasse realtà.

Risolto anche il problema che vedeva i medici di base non favorevoli al “trasferimento” nella struttura, ancora oggi quel nastro che dovrebbe inaugurarla non è stato tagliato.

Non dobbiamo a questo proposito, dimenticare l’impegno e l’energia profusa dal concittadino Antonio Busto che molto si è speso per rendere possibile la risoluzione dell’intricata faccenda, che il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Mario Conca definisce una “barzelletta”.

Penso, ma gli elementi sino ad oggi pare mi diano ragione, che i passi sino ad oggi mossi da questa amministrazione, siano carenti dimostrando l’inefficacia delle azioni fin qui svolte. Da quello che si evince la problematica non riveste preminentemente questioni tecniche, che andranno sicuramente vagliate ed analizzate, ma oramai la questione è diventata squisitamente politica.

Proprio per questo mi permetto di suggerire al sindaco un percorso.

Vorrei sommessamente ricordare al Sindaco Cessa, che attualmente riveste i panni di Presidente la Regione Puglia quel Michele Emiliano, espressione dello stesso suo partito, che a Casamassima è venuto per ben due volte sia per appoggiare la sua di candidatura che quella del sindaco. Alle regionali del 2015 il PD ha raccolto da Casamassima ben 1292 voti e le liste direttamente collegate a Michele Emiliano 1319 voti che sono serviti per far si, con le ulteriori liste collegate, che Emiliano diventasse Presidente di Regione.

Ora, caro sindaco Cessa, questo vorrà dire qualcosa?

Sicuramente quei voti per Emiliano non crede possano essere stati riconosciuti anche per l’impegno che lo stesso avrebbe profuso a beneficio dell’intera collettività in riferimento alla Casa della Salute?

Non le sembra sia diventata improcrastinabile una telefonata al Presidente Emiliano?

Non le sembra sufficiente il dono che porta in dote di oltre 2600 voti?

Antonio lo avrebbe fatto, e noi con lui.

Cosa vuol dire: Proseguono i controlli post emergenza?

0

C’è stato l’olezzo, le ordinanze, i ricoveri, le analisi, i consigli all’aperto, le contro ordinanze, gli incarichi a penalisti, ma ancora sul territorio di Casamassima si aggirano mezzi di ogni dimensione e forma con quella inconfondibile scritta: AQP.

Visto tutto quello che ha preso forma quando si parla di acqua, mi sembra naturale che la vista di simili mezzi possa incutere timore  e sospetto.

Ma che faranno? Stanno riparando le tubazioni che il tempo danneggia? Normale ordinaria amministrazione? E perché scaricano quell’acqua accumulata nelle tubazioni?

Dopo mesi la situazione acqua potabile a Casamassima non è riuscita a mettere d’accordo tutti.

Ancora oggi qualcuno lamenta l’odore strano che l’aprire il rubinetto di casa provoca, o il sapore che appare anch’esso non abituale. Sarà psicosi collettiva o realmente qualcosa continua a non quadrare?

Certo è che la venuta del tenente Di Bello nel paesello a sud est, qualche preoccupazione in più l’ha portata con se.

Il Ten. Giuseppe Di Bello, aveva eseguito per proprio conto e fuori dall’orario di servizio, un’indagine che potesse appurare se l’acqua del Pertusillo, un lago della Basilicata che sembra fornisca anche Casamassima con le proprie acque, fosse “sicuro” oppure no. Il Di Bello scoprì che quelle acque erano fortemente inquinate anche da idrocarburi, probabilmente provenienti dai residui di lavorazione di quei pozzi petroliferi lucani.

Per quella denuncia fu condannato.

Tre mesi di reclusione in appello. Più dei due mesi richiesti dai giudici di primo grado.

Agli occhi forse non solo dei giudici, aveva svelato segreti che non potevano essere svelati. A quali segreti egli stesso non sa rispondere. Vi ricordo anche l’interrogazione che fu presentata in Consiglio Comunale, una settimana prima del contaminamento dell’acqua  potabile a Casamassima proprio sul presunto inquinamento del Pertusillo.

Ad oggi dopo le ordinanze sindacali e le analisi che qualcuno crede possano essere ancora carenti rispetto alla Legge n. 31, dell’acqua e del suo stato di salubrità nessuno ne parla più.

Eppure gli interventi continui di AQP sull’intero territorio continuano.

Allora come dovremmo comportarci?

A chi dovremmo dar credito?

Di chi fidarsi?

Il sindaco asserisce che la situazione è sotto controllo nonostante sul sito comunale compare ancora l’avviso secondo il quale continuano i controlli post emergenza.

Ma quali controlli non lo dice.

Ma perché mai non si decida ancora in merito a quel Regolamento Comunale sull’Acqua che vede apparentemente tutte le forze politiche presenti in Consiglio favorevoli nell’approvazione?

Come mai non si sente la necessità ed il bisogno di tranquillizzare l’opinione pubblica intera affidando finalmente a laboratori di analisi accreditati come la stessa Legge n. 31 prevede le controanalisi dell’acqua?

Il Consiglio come l’assemblea di condominio

0

Un gelo, e con questo caldo ci voleva, ha investito l’aula quando il sindaco dice che quel documento presentato dalle minoranze è stato un atto intimidatorio e diffamatorio. “Ennesimo tentativo di ostacolare l’attività amministrativa” ha sentenziato il sindaco, che parlava anche a nome e per conto della maggioranza, quel documento che le opposizioni, stanche come gran parte i cittadini del paesello a sud est sono nel dar seguito a questa farsa che è diventata proprio l’azione di non amministrazione di questa giunta che ne certifica le incongruenze e l’arroganza ormai palesata in questo anno di differenziazione targata Cessa.

Voleva la presenza delle minoranze, il sindaco, a questo grande ed immenso Consiglio Comunale che avrebbe dovuto, come il proseguo ha messo in luce, certificare le pezze da mettere ad un bilancio propagandato come primo in tutto e che dopo una settimana rimaneggiano perché altrimenti quei lavori sbandierati all’ex Pretura, oggi Officine UFO, non potrebbero aver luogo senza una variazione necessaria e tardiva.

Le opposizioni in consiglio denunciano, attraverso quelle due pagine,inviate anche al Prefetto di Bari e al Presidente de La Carta di Avviso Pubblico (Carta di Pisa), la sistematica lesione della legalità, della trasparenza anche sottoforma di pervasivi conflitti di interesse, nonché dei loro diritti e prerogative da parte del sindaco e della sua maggioranza mediante l’adozione di provvedimenti inaccettabili, imbarazzanti e contrari all’interesse generale della collettività di Casamassima.

Le accuse mosse dalle minoranze trovano giustezza nell’affermare che il comportamento della consigliera Borracci, in dispregio di quanto la Carta di Pisa prevede, in palese conflitto di interessi, autoassolvendosi, non rispetta uno dei punti cardini di quella carta Morale che rappresenta la carta di Avviso Pubblico, sottoscritta anche da lei.

Per passare al comportamento della Presidente del Consiglio, dott.sa Ferri, oggi in Giappone o in Egitto, (le informazioni al riguardo non sono certe) che attraverso le convocazioni dei consigli comunali, ritardandoli o accelerandoli, in maniera funzionale alle esigenze del sindaco e della sua maggioranza, non garantisce le funzioni proprie del consiglieri comunali. La disamina non poteva dimenticare lo “scandalo” di fine anno 2015 e delle determine che a pioggia hanno distribuito denaro con affidamenti diretti; anche l’affidamento nei confronti dell’ANCREL per la formulazione del bilancio a cui partecipa anche il Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti determinando commistione fra controllori e controllati è uno degli atti di questa amministrazione su cui si chiede chiarezza.

Fanno menzione anche alla delibera di giunta n. 89 del 22 giugno scorso, in cui, sempre e in palese violazione di quanto stabilito dalla Carta di Pisa, l’amministrazione affida a titolo oneroso, ad associazioni che risultano debitrici nei confronti del comune e che fanno capo direttamente e non ad esponenti di maggioranza, servizi pubblici.

Ma le opposizioni sono certe di non aver dimenticato nulla di quanto il Sindaco e la sua maggioranza hanno messo in atto e su cui ancora si chiede chiarezza?

E cosi le minoranze si autosospendono dai lavori, lasciando in capo alla maggioranza, come del resto sino ad oggi il Sindaco ha preteso si facesse, tutte le responsabilità circa le scelte non solo politiche che non riescono a prendere senza alzare quel polverone di sufficienza e di arroganza che li contraddistingue.

Sembra quasi che stiano regolando i posti auto come qualche posteggiatore abusivo fa e pretendono anche che gli si lasci la mancetta per come stanno distruggendo questo comune. E così il Sindaco, frammezzando i discorsi con quei colpetti di tosse sintomatici, prosegue i lavori di un consiglio comunale ancora più breve di una assemblea di condominio, che con le quelle ridicole e patetiche dichiarazioni di voto, senza nessun tipo di discussione sui punti all’ordine del giorno, stancamente e come un automa nella catena di montaggio, vota tutto favorevolmente.

Neanche la decenza di spiegare ai cittadini le scelte, sono in grado di fare.

Penso che Casamassima abbia raggiunto il punto più basso non solo politico, altro che Biradi despota divenuto oggi quasi santo, e che Cessa debba immediatamente lasciare quello scranno a figure che lui non può assolutamente rappresentare. Per non parlare di questa maggioranza senza un briciolo di dignità politica che accetta passivamente di come si stia distruggendo ancora di più non solo la morale, ma il buonsenso. Essere ostaggio della Verna e di Fortunato, della Borracci, per non parlare della Zizzo, del silente Rella, del patetico difensore PD Manzari o della yes woman Nero e dell’eterno indeciso Bellomo, è veramente umiliante ed ognuno di noi avrebbe diritto di lamentarsi grandemente sull’operato di costoro. Se e fino a quando i casamassimesi sapranno o vorranno sopportare i provvedimenti elemosinanti della Spinelli, passando dalle feste con la Tatangelo in prima fila alla Bagalà, dagli interventi faraonici del Palmieri con mutui ventennali e con quello strano assessore alle acque Cristantielli, solo il tempo potrà dirlo.

Intanto rimangono sotto al tappeto quegli incontri in quel Cantiere che fuori è rimasto, la voglia di quei giovani traditi e delusi, di una marea di parole che ha nascosto ai più, molti dei quali rinsaviti, che la campagna elettorale è una cosa, il governare un’altra.

Vergogna.

A proposito, ma l’acqua si può bere?

Il Palestrone, il debito e la Borracci.

0

E’ durato un tempo interminabile l’auto difesa della consigliera PD Pasqua Borracci in riferimento a quel debito che società sportive, la Cristofaro e la De Cataldo hanno accumulato negli anni nei confronti del Comune di Casamassima per la gestione del Palestrone. Se la Borracci fosse o meno compatibile con la carica di consigliera comunale in quanto rappresentante “legale” delle due società sportive e di quell’ATI che le rappresenta entrambe e che ad oggi non hanno ancora provveduto ad estinguere il debito che si erano impegnate ad annullare.

Dalla lunga disamina della Borracci si è accertato che quel debito non è affatto scomparso, resta immutato e da esigere, ma solo ed unicamente non può essere considerato in solido e in capo alla consigliera stessa, presidente di quell’ATI, in quanto il Comune non ha prodotto quegli atti che avrebbero potuto dimostrare senza ombra di dubbio che fosse lei stessa responsabile del debito. Insomma, la Borracci nella sua autodifesa contesta non solo il comportamento dei funzionari del comune non attenti a intraprendere le strade giuste per fissare indelebilmente le proprie responsabilità (della Borracci stessa), ma anche di una gestione politica della faccenda frettolosa e ferruginosa. Non male come autodifesa; “io non sono colpevole perché nessuno ha mai certificato lo fossi”, ma ciò non toglie che per autoassolversi da ogni colpa passa come un rullo compressore su tutti: Comune, politica, funzionari e su quei rappresentanti le due società che oggi una risposta dovranno darla.

Quindi il debito c’è, dovrà essere una buona volta riscosso, ma la Borracci si tira fuori.

Con il voto a suo favore la Borracci rende impossibile ogni altra considerazione e con tutta la maggioranza rimanda, probabilmente, alle aule giudiziarie e non solo, la soluzione dell’intricata vicenda.

Ma assurgono ad inevitabile le considerazioni politiche sull’intera vicenda che vede ancora una volta i cittadini vittime predestinate e quella Carta di Pisa tante volte invocata e mai realmente applicata. Cosa penserebbero gli autori di quella Carta se avessero tutti gli elementi per vagliare i comportamenti previsti e forse disattesi?

Come sia possibile che la Borracci non abbia sentito il bisogno di non procedere all’auto voto di assolvimento? Come la morale si possa spingere sino a disprezzare se stessa permettendo che un soggetto politico, possa votare un procedimento che lo riguarda personalmente? Sarebbe questa la differenza?

La posizione della consigliera Zizzo, anch’essa rilevante politicamente. Nella sua “falsa” difesa della collega di partito, spinge la discussione su binari che diventano praterie nei confronti delle opposizioni. Richiedere i nomi dei responsabili le società attenzionate e il prosieguo dell’attività giudiziale se non saranno appagate le minoranze dalle decisioni di questo consiglio, mette in luce che il problema in questa maggioranza non è solo rappresentato dal debito sul Palestrone. E’ lei che spinge il consigliere Nitti a chiedere se quel Mario Manzari firmatario della costituzione della Società De Cataldo sia fratello del consigliere Antonio Manzari e cugino del sindaco Cessa. E’ il suo comportamento che spinge chiunque a poter credere se non sia solo quello della Borracci a rappresentare una incompatibilità e se anche altre di incompatibilità si affacciano all’orizzonte. Altro che le minoranze.

La risposta di Antonio Manzari lascia sgomenti quando dichiara che lui, al tempo assessore, si è astenuto dal procedimento che vedeva l’ATI convenzionarsi con il Comune, proprio perché era presente il fratello.

Lasciare in pasto anche Mario, che conosco personalmente e di cui nessuno ha mai disconosciuto il suo impegno per i più giovani e sul cui operato degno di gratitudine posso testimoniare personalmente, in pasto all’intricato mondo politico che di offese ne produce tante, mi sembra un atteggiamento non condivisibile.

Se il Mario Manzari avrà anche lui delle responsabilità in riferimento al debito contratto con il Comune dovranno essere i funzionari a certificarlo.

Il sindaco ancora una volta si dimostra inadeguato al compito. Avrebbe potuto risolvere la questione attraverso una delibera di giunta in riferimento alla presunta incompatibilità della consigliera Borracci e dal credito vantato dal Comune, ma ha preferito che la stessa si sottoponesse alla gogna mediatica pur di non tentare una risoluzione politica che avesse avuto il potere di accontentare tutti salvaguardando i cittadini.

Il Segretario Comunale da questa faccenda, insieme alla Presidente del Consiglio, esce offuscato. Perché mai non ha sentito il bisogno di emettere un giudizio sul procedimento? Perché, a quanto dicono i consiglieri di minoranza, non ha onorato il suo compito che lo equipara all’Avvocatura dello Stato? Perché mai la Presidente, in prima battuta ne chiede il parere tenendolo nascosto alla stessa maggioranza e poi non ne richiede l’approfondimento dopo che le controdeduzioni della Borracci giungono dopo i dieci giorni che la legge mette a disposizione?

Per non parlare dell’astensione della Ferri che continua a rappresentare se stessa. Eletta dalle minoranze, entra in maggioranza e ne diventa paladina a corrente alternata. Vota a suo piacimento trincerandosi dietro l’imparzialità della carica costringendo la Borracci ad un voto a proprio favore che se non fosse stato causato dal comportamento ambiguo della presidente, sono sicuro avrebbe evitato. La Presidente che non è più ormai né minoranza e neanche maggioranza. Lei è solo se stessa. Dove la porterà questo ginepraio politico in cui si è cacciata è difficile saperlo, ma per certo sappiamo che non potrà mai dichiarare la propria estraneità a questa maggioranza sempre più incapace di governare.

Un Consiglio che lascia ancora una volta l’amaro in bocca. Non è la legge come afferma la minoranza a uscire distrutta, ma la morale, quei principi che ci farebbero distinguere il bene dal male, il permesso dal vietato, il giusto  dall’ingiusto, il lecito dal non lecito.

Non sono bastati gli interventi del consigliere Rino Carelli, del Giuseppe Nitti e dello stanco Vito Rodi a riportare ordine in una discussione che non aveva niente di politico, contrariamente a quello che pensa erroneamente il Sindaco, ma dell’opportunità morale e legale delle azioni messe in campo.

Nel frattempo nessuna risposta sull’acqua che non abbiamo la certezza sia tornata “buona”, visto il continuo operare di AQP sugli impianti, sia collettivi che individuali, sulle strade, colabrodo come non mai, sui rifiuti, sul verde abbattuto, sulle scuole, sul sociale elemosinante, sulle grandi idee sbandierate come innovative senza copertura ed i mille problemi che il paesello a sud est ancora ha.

Unica nota positiva dell’intero consiglio, la sensibilità dimostrata dal Consigliere Rino Carelli che ha voluto fermamente quel minuto di silenzio per le vittime di Orlando, dove 49 persone sono state trucidate, forse, solo perché gay.

I lavori del consiglio sono registrati a perenne memoria.

This function has been disabled for Maurizio Saliani.