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Stretta sugli autisti scuolabus comunali. Varrà anche a Casamassima?

Stretta sugli autisti degli scuolabus comunali, titolano i giornali all’indomani del sequestro dello scuolabus lo scorso 20 marzo da parte dell’autista che a San Donato Milanese solo per il coraggio dei bambini, stranieri per giunta, e l’intervento determinante dei Carabinieri, non è sfociato in tragedia. Ma anche in un altro episodio, più vicino a noi, a Presicce, l’incuria e la disattenzione colpevole di un autista scuolabus e dell’accompagnatrice, per fortuna non ha avuto conseguenze drammatiche.

Ed è per questo che il Ministero dell’Interno ha diramato una circolare in cui si richiamano i sindaci, i dirigenti scolastici e ogni altra amministrazione pubblica perché “ogni qualvolta vengano affidati all’esterno i servizi in questione, siano espletati puntuali accertamenti sui requisiti del personale preposto alla guida, e assunte le iniziative più idonee per scongiurare il verificarsi di possibili azioni criminose o, comunque, illecite”.

Ed anche il Ministro dell’Istruzione sottolinea l’esigenza di estendere l’obbligo di presentare, così come avviene già per il personale docente ed ATA operante nelle scuole, il certificato penale per tutti quei soggetti che a vario titolo vengono a contatto con gli studenti. Inoltre già dal 4 marzo 2014 il Decreto Legislativo n. 39 prevede il certificato penale anti pedofilia per tutti quei soggetti a contatto coi minori  contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile.

Ed in riferimento a ciò staremo a vedere quali saranno le iniziative che l’amministrazione Giuseppe Nitti vorrà, in concerto con le Dirigenze Scolastiche, mettere in campo.

Attualmente Casamassima possiede tre scuolabus: uno è condotto da personale interno assunto direttamente dal Comune e gli altri due affidati ad autisti scelti da una cooperativa esterna a cui il Comune ha commissionato l’incarico.

Ma il trasporto degli studenti non riguarda solo gli scuolabus comunali nel tragitto casa scuola casa, in quanto a breve inizieranno le consuete gite scolastiche di istruzione che vedranno la presenza di impegni di spesa per la scuola e le famiglie per il noleggio dei pullman adibiti allo scopo. Ed anche in questo caso, purtroppo, esperienze a noi vicine, in alcuni casi non sono state prive di preoccupazione. Ricordiamo fra tutte le vicissitudini intorno ad una gita scolastica a Turi del dicembre scorso e la disavventura fortunatamente a lieto fine che ha interessato una scolaresca di una scuola di Casamassima a gennaio scorso (clicca qui per leggere).

Gli organi preposti sapranno vigilare attentamente sui criteri di scelta sia degli autisti che del personale che accompagna gli studenti sugli scuolabus?

E la politica nostrana rimarrà alla finestra a guardare oppure interverrà per garantire che nulla sia lasciato al caso per la sicurezza degli studenti e per la tranquillità delle famiglie?

 

Ulla, la ragazza che ti trastulla.

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Cari tutti, siete stati avvisati: da giovedì 21 marzo 2019 e sino a sabato 21 marzo 2020 se per sbaglio o per volontà farete salire a bordo della vostra fiammante fuoriserie o del vostro sgangherato tre ruote la persona dedita al meretricio (è l’abito che fa il monaco?) oppure se contatterete la persona dedita al meretricio o ancora fermerete il veicolo in prossimità della persona dedita al meretricio sarete passibili di contravvenzione, perché sarà vietato a chiunque assumere atteggiamenti e comportamenti tali da offendere la pubblica decenza e comunque preordinati alla domanda di prestazioni sessuali a pagamento, con conseguente interferenza con il regolare svolgimento della circolazione stradale. I conducenti dei veicoli, poi, non potranno creare situazioni che producano intralcio alla viabilità compiendo manovre pericolose e sconnesse (improvvisi rallentamenti o frenate, conduzione del veicolo a velocità eccessivamente ridotta, andamento zigzagante, ecc.) che costituiscano fattori di rischio per gli altri utenti della strada (pedoni e conducenti di altri veicoli).

La sanzione amministrativa applicata potrà valere da € 75 sino ad un massimo di € 500, ma se pagherete entro 60 giorni dalla contestazione potrete cavarvela con una ammenda ridotta pari a € 150.

Quindi da oggi e sino a sabato 21 marzo 2020 (segnatevi sul calendario la data) fate attenzione quando per un motivo o per un altro percorrerete la

  1. SS 172 (Casamassima – Turi);
  2. complanare est della SS 100;
  3. complanare ovest della SS 100;
  4. SP 84 (Adelfia – Rutigliano);
  5. in prossimità dell’intersezione denominata in gergo “Cinque Strade” su cui confluiscono le strade SP 84 e SP 94 (svincolo per i Comuni di Adelfia, Casamassima, Rutigliano, Cellamare e Valenzano);

perché se vi beccheranno forse solo mentre rallentate per ammirare il lato B di Ulla, la ragazza che ti trastulla, la lex dura lex del sindaco di Casamassima Giuseppe Nitti vi punirà senza pietà per quel maledettissimo vizio che avete di essere attratti da quei tacchi a spillo e da quelle minigonne mozzafiato che manco in televisione vi fanno più vedere.

(Alessia Marcuzzi in Tv)

Mette la testa sotto la sabbia il giovane sindaco avvocato penalista Nitti balzato agli onori della cronaca, che con un’ordinanza da applicare su tutto il territorio di Casamassima, a modo suo, vorrebbe contrastare il mestiere più antico del mondo che mai nessuna crisi economica planetaria ha scalfito. Ed allora, non potendo multare quegli sporcaccioni che a puttane vanno in quanto il sesso a pagamento non è perseguibile per legge, pensa bene di seguire l’esempio dell’indimenticabile e incancellabile faro della politica casamassimese che risponde al nome dell’intramontabile Mimmone Birardi. E così quel libidinoso essere attratto da quel culo che sembra scolpito da Michelangelo tanto è bello e sodo, dovrà inserire il pilota automatico se non vorrà zigzagare sulla strada rischiando l’ammenda. Neanche gli occhi, rimasti unico baluardo contro le brutture del mondo, potranno trovare refrigerio.

(Corso Garibaldi, un’arteria di Casamassima divenuta una bruttura)

E invece no. Dovete soffrire sembra voglia dire il Giuseppe nazionale di provincia, che dopo quella scorpacciata di like che fanno tanto buon umore se ne frega del povero impiegato che, dopo una giornata estenuante in ufficio, pure la moglie “cessa e rompi maroni” trova a casa che l’aspetta magari con quel pigiamone afflosciante che se fosse pure asettico sarebbe meglio:

Ed allora, contro il logorio della vita moderna che neanche una “sveltina” fuori dalle regole ti permette, eccolo appostato il castigatore del malcostume che, non apprezzando gli abiti succinti della Marcuzzi in TV che fa tanto Convegno di Verona sulla famiglia tradizionale, vorrebbe con un colpo di spugna, senza idea alcuna, debellare la prostituzione dimenticando, perché tanto chi se ne frega dello sfruttamento che un’ordinanza non potrà mai debellare comprese le cause di tutto ciò che sociologi, psicologi, storici e politici mai sono riusciti a risolvere con un ordine che serve solo ed unicamente a spostare la polvere sotto il tappeto.

(Un dipinto su un lupanare a Pompei)

(Il papiro egizio 55001 risalente al 1150 A.C.)

Ed invece di studiare, magari con qualche assessore con delega ai servizi sociali – difficile studiare -,  politiche che possano contrastare, con la complicità determinante delle donne, questo cattivo vezzo dei maschietti di sfogare istinti a lungo repressi o magari adoperarsi per una seria politica nazionale che possa quantomeno arginare il fenomeno millenario, si concentra sul buongusto e sul buon costume che sinceramente non capiamo bene cosa voglia dire e che ci riporta alla memoria quel perbenismo mai tramontato del bel Paese di Vizi privati e pubbliche virtù.

Sembra quasi che il dibattito che ultimamente sta animando l’opinione pubblica italiana, che stufa del sesso venduto per strada senza ricevuta fiscale detraibile, vorrebbe riaprire le case chiuse, non interessi la politica nostrana che risolve il problema coprendo o cercando maldestramente di tappezzare quelle donne in strada che vendono sé stesse o perché sfruttate da quegli stessi perbenisti che le vorrebbero ammantare o per libera scelta o libero arbitrio che al giorno d’oggi mal visto è. Se poi nessuna ordinanza chiuda quei bordelli aperti in qualche palazzone o palazzotto di periferia poco importa purché sia lontano dalla vista delle bizzoche.

(La figura di Priapo, a Pompei, che campeggia all’ingresso della casa dei Vettii)

Come farebbe poco un’ordinanza che nessuno si sogna di spandere per educare i soliti noti che fischiando emettendo suoni gutturali da brivido salutano la donna, magari avvenente, che passeggiando in piazza passa sotto il balcone pure del sindaco.

Affrontare il problema della prostituzione maldestramente con una ordinanza dimenticando che il sesso è il motore su cui gira l’intera umanità non è solo puerile, ma scandalosamente ipocrita e poi, caro sindaco Nitti non dimentichi, come le ricordano sue affezionatissime elettrici, che anche altri problemi andrebbero risolti:

Ma il punto di non ritorno per questa ordinanza fotocopiata, nel senso letterale del termine, da quella n. 7 del febbraio 2014 a firma dell’allora sindaco Mimmo Birardi, sono le dichiarazioni di Nitti rilasciate a margine: «Non si poteva rimanere indifferenti rispetto ad un problema sociale dalle mille sfaccettature. Il fatto che sulle strade ci sia mercimonio di esseri umani merita una presa di posizione netta e decisa da parte delle istituzioni».

E così come per “combattere la tratta di esseri umani” chiudiamo i porti permettendo la morte dei bambini e dei loro genitori in mare, così, per combattere lo sfruttamento della prostituzione e per tutelare le donne, non combattiamo chi su quelle strade le mette, ma le donne sfruttate.

Quando gli autisti degli scuolabus diventano sciagura.

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Sembra che all’improvviso ci si sia accorti che gli scuolabus sono guidati da autisti, che stando alle ultime notizie di cronaca, non avrebbero tutti quelle competenze, capacità, professionalità e moralità al di sopra di ogni sospetto per essere chiamati a svolgere questo ruolo apparentemente semplice, ma pieno di responsabilità.

E così al grave episodio alle porte di Milano dove solo per la prontezza di spirito del piccolo Samir, nato in Italia da genitori marocchini, che riusciva ad allertare i Carabinieri poi prontamente intervenuti ad evitare la strage che oggi ci avrebbe fatto piangere giovani vittime, si aggiunge il caso di Presicce in provincia di Lecce.

Come ogni mattina, la mamma accompagna allo scuolabus comunale suo figlio di tre anni che regolarmente prende posto con la cintura di sicurezza ben allacciata. Intorno alle 13 la mamma si reca nella scuola dell’infanzia che il piccolo frequenta e si accorge della sua assenza. Le maestre riferiscono che non l’hanno proprio visto il bambino. Iniziano le ricerche del piccolo che portano un altro genitore ad iniziarle proprio dallo scuolabus parcheggiato nel piazzale, dove, tra lo sconcerto di tutti, si accorgeva che il piccolo era ancora regolarmente seduto al suo posto con la cintura di sicurezza ancora allacciata, che dormiva. L’autista in quel momento era fuori sede e così con un martello si rompeva un finestrino e si salvava il piccolo. Come era stato possibile che sia l’autista dello scuolabus che l’accompagnatrice non si fossero accorti della presenza del bambino ancora sul mezzo una volta arrivati a scuola?

Di chi le responsabilità per aver assegnato un compito così gravoso e delicato ad autisti di scuolabus ed accompagnatrici che, fatte le dovute proporzioni, non avevano titolo per farlo sia a Milano che a Presicce?

Possibile che le amministrazioni comunali, i sindaci, i loro delegati, gli uffici, non abbiano saputo o non abbiano voluto vigliare su autisti o su incarichi di lavoro dati superficialmente e magari assegnati con trascuratezza o per clientelismo?

Nel frattempo Samir, il bambino eroe di Milano, chiede gli venga riconosciuta e concessa la cittadinanza italiana.

Ci auguriamo sia il Presidente Mattarella in persona a concedergliela.

Per noi è più che italiano: è un eroe.

Ivano Eramo: dal 1° aprile in Regione.

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E così dopo 10 anni al comando della Polizia Municipale di Casamassima, il magg. Ivano Eramo lascia la divisa per la nuova avventura che lo vedrà impegnato, dal 1° aprile prossimo, in Regione Puglia.

Non sappiamo quale possa essere stato il motivo scatenante la decisione di concorrere a quel posto in Regione, ma il dato incontrovertibile e che a Casamassima, almeno gli “uffici”, ma non solo, non vivono certamente un momento felice visto il gran numero di dipendenti che per le più varie ragioni preferiscono interrompere il rapporto di lavoro per approdare o al meritato riposo o ad altri lidi dove si spera in quell’armonizzazione degli uffici e del lavoro predicate nei programmi di governo di tutti i sindaci che da anni si sono succeduti e che ad oggi appaiono ancora una chimera.

Non sappiamo se chi lo sostituirà voglia o meno sottoscrivere quello che, l’oramai ex comandante, denunciava in un’interista ad ottobre scorso e che mai ha trovato il dovuto approfondimento che è mancato.

Mi piacerebbe che il personale fosse maggiormente impiegato nelle attività specifiche della Polizia locale, dichiarava alla stampa Ivano Eramo, ma questo non è sempre possibile perché nell’ambito del comando casamassimese insistono anche le attività di ufficio ambiente e ufficio attività produttive.

Infatti perché a Casamassima si sia deciso e si continui colpevolmente a far ricadere sulla Polizia Municipale compiti che non sarebbero propri di quel comparto in un continuo “conflitto” di interessi, è ignoto. Uomini, quelli della Polizia Municipale di Casamassima, che oltre l’impegno quotidiano di tutela del territorio e di garanzia del codice della strada, devono sobbarcarsi anche una serie di servizi di gestione amministrativa che vanno dai libretti Uma per i motori agricoli al controllo sulle manutenzioni degli ascensori, ai pass per i diversamente abili, alle notifiche per conto della Procura e del Tribunale. Per non parlare del servizio ambiente che, mentre in altri comuni è un ufficio a sé o fa capo all’ufficio tecnico, a Casamassima è affidato alla Polizia Municipale e che sino ad oggi era seguito personalmente dal comandante Eramo proprio per non sovraccaricare gli agenti costringendoli ad un lavoro d’ufficio a scapito di quello che dovrebbero garantire in strada.

Se i vigili facessero i vigili come accade in tutti i comuni limitrofi, sosteneva Eramo in quell’intervista dell’ottobre scorso, se fossimo impegnati solo per strada, i cittadini potrebbero chiederci di fare di più, ma non riusciamo perché facciamo tanto altro, fra cui alcune attività che esulano dalle comuni attività di polizia locale.

E sommessamente aggiungiamo noi, se i vigili facessero solo i vigili, quelle lettere inviate al Prefetto per richiedere tavoli tecnici sulla sicurezza sarebbero più credibili.

I nostri auguri più fervidi al dott. Ivano Eramo.

La Rodari di Casamassima a Brindisi contro le mafie.

Oggi, organizzata da Libera con la collaborazione di Avviso Pubblico, per la XXIV Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, la manifestazione regionale si è tenuta a Brindisi. Presenti molte scuole accompagnate dai sindaci e dagli assessori che hanno voluto testimoniare l’impegno collettivo per combattere l’illegalità e la mancanza, molte volte, della democrazia.

E sono centinaia i nomi e le storie che figurano in quell’elenco che Libera, attraverso l’impegno di don Luigi Ciotti e di una madre, Saveria Antiochia, ha stilato in tutti questi anni in cui l’illegalità e le mafie hanno continuato a prosperare fra l’indifferenza di molti e l’impegno di pochi.

A rappresentare Casamassima la IV e la V C della Scuola G. Rodari accompagnate dai docenti Nicoletta Lilli e Patrizia Tinelli.

Fra le amministrazioni comunali presenti, il sindaco di Brindisi Riccardo Rossi, l’assessore Paola Romano per il Comune di Bari, il sindaco di Bitonto e vice presidente nazionale di Avviso Pubblico Michele Abbaticchio ed anche molti Consigli Comunali dei Ragazzi che non hanno voluto mancare all’impegno di stringersi ai parenti delle vittime innocenti di mafia.

Alcuni momenti della manifestazione.

Sindaco Nitti, noi siamo convinti. E tu?

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Oggi la notizia da locale è diventata nazionale, facendo tornare con forza quello che da tempo andiamo sostenendo e che coinvolge tutta l’amministrazione comunale di Casamassima con a capo il sindaco Giuseppe Nitti che ha fatto dell’incoerenza la sua bandiera.

E ci volevano le parole del referente politico della Lega Nord di Gioia del Colle per ravvivare quel focolaio che quieto continua a sprigionare i suoi malsani fumi e che inquina non solo la politica ma anche l’intera Comunità di Casamassima. Affermare che i reati sono compiuti per l’80% da stranieri e che si propone di schedare e perquisire le abitazioni solo degli stranieri, facendo riecheggiare parole come “razza” che indirizzate nei confronti del genere umano fa tornare alla memoria i campi di prigionia e di sterminio nazisti, ci colpisce profondamente e ci lascia inorriditi, come peraltro ci lascia basiti la condanna ipocrita del sindaco Nitti che nasconde alla mano sinistra quello che la destra ha predisposto.

Unanime la condanna del partito di riferimento del Nitti, Italia in Comune, che non ha fatto mancare la propria riprovazione e il proprio sconcerto partendo da Davide Carlucci, Presidente del partito a livello provinciale a Michele Abbaticchio, che riveste il ruolo di Coordinatore regionale.  Nel mezzo anche la dichiarazione del giovane Coordinatore in provincia di Bari Giuseppe Nitti che stigmatizza, con i colleghi di partito, le parole senza senso apparente alcuno del referente della Lega di Gioia.

Ma sono queste ultime dichiarazioni a lasciare ancora più nello sconforto la Comunità di Casamassima che a questo punto dovrebbe svegliarsi dal torpore che sin qui ha annebbiata non solo i vertici tutti di Italia in Comune, ma l’intera classe politica del paesello sempre più a sud est la grande metropoli.

Sembra quasi che il sindaco Giuseppe Nitti voglia auto convincersi che un’assessora di punta della sua amministrazione non appartenga a quel partito, la Lega di Salvini, che condanna assiduamente ogni qual volta se ne presenta l’occasione.

È il caso, allora, sig. sindaco, che qualcuno le rinfreschi la memoria.

Nonostante La Voce del Paese edizione di Casamassima dimentichi di riportare nel numero del 9 febbraio, a proposito del banchetto firme della Lega Nord di domenica 3 febbraio in Piazza, in favore del “kapitano Matteo”, la presenza costante dell’assessora Montanaro Maria, sebbene foto che ne comprovavano la presenza siano circolate sul web,  vorremmo chiederle per quanto tempo ancora vuole prendere in giro la comunità tutta di Casamassima a proposito della sua compagine di governo che, nata come civica, più passa il tempo e più si tinge di colorazioni varie e variegate che fanno capo a quei partiti politici, tutti stranamente di destra, fonte di ogni male, che avrebbe voluto contrastare? Forse per i suoi trascorsi all’interno di quell’associazione Controvento di Massimo Cassano in cui ha rivestito i panni di presidente e che fa tanto curriculum?

La collocazione della Montanaro, benché lei continui a negare l’evidenza, è chiara e lampante: l’assessora al bilancio rappresenta il fulcro su cui orbita la Lega di Salvini a Casamassima. E basterebbe sbirciare sulla sua bacheca Facebook e non solo, per averne piena contezza anche per quanto riguarda quella raccolte firme in Piazza Moro, in cui tutti noi l’abbiamo vista presente, tranne il giornale di Casamassima, e che la sua assessora pubblicizzava già dal 31 gennaio scorso:

Eppure di foto che la ritraevano ne sono circolate:

O vuole farci credere che si trattasse di visita di cortesia con tanto di foto in posa?

E poi, visita di cortesia al geometra Leo Rizzi, divenuto segretario cittadino della Lega dopo aver corso anche lui come candidato consigliere comunale in una delle tante liste che la sostenevano come civico?

E come la mettiamo con quell’incontro che vedeva la Montanaro come padrona di casa in un noto bar di Casamassima il 4 ottobre scorso allorquando con Pinuccio Gallo e Domo Ciliberti si ufficializzava Rizzi segretario cittadino fra un aperitivo e un pasticcino?

O vuole continuare a raccontarci la frottola che senza una dichiarazione esplicita e magari anche giurata della stessa Montanaro quale rappresentante della Lega lei continuerà a non vedere, a non sentire e a non parlare?

Ma poi, perché non parla e non ha il coraggio, perché di coraggio si tratta, di dire a chiare lettere che ha dato casa anche alla Lega nella sua amministrazione? Forse per quella carica che ha ricevuto all’interno di Italia in Comune e che la vede come coordinatore provinciale?

Be certo, sarebbe un brutto colpo per i suoi colleghi di partito. Dopo aver gridato ai quattro venti mai con la Lega Nord di Salvini, non sappiamo come possa continuare ad ignorare la sua scelta sulla leghista Montanaro, l’amico Michele Abbaticchio divenuto nel frattempo vice coordinatore nazionale di Italia in Comune quando afferma che la sua nomina «è un riconoscimento a tutta la straordinaria squadra pugliese». Squadra pugliese a cui dovremmo sottrarre il coordinatore provinciale Giuseppe Nitti che sembra non essere in sintonia con tutto il resto del partito nazionale? E l’amico di sempre Davide Carlucci della vicina Acquaviva, esponente con responsabilità come le sue all’interno di Italia in Comune, continuerà a tacere su un suo omologo provinciale che si serve dei soldi dei contribuenti per pagare le indennità da assessore ad una leghista?

Ed ancora, cosa penserebbero sempre i suoi amici dopo aver salutato l’ingresso di Autonomia Cittadina e Rivoltiamo Casamassima all’interno della grande famiglia di Italia in Comune già dal lontano 27 luglio scorso?

E come si pongono oggi Autonomia Cittadina e Rivoltiamo Casamassima, liste civiche a supporto determinante per la sua elezione, nonostante non abbiano saputo vigilare e vagliare al meglio le candidature, visto che dalle loro fila vien fuori la Montanaro e Rizzi, e che da tempo hanno abbracciato le tesi di Italia in Comune, così come dimostra questo scritto del 29 luglio 2018 in cui vengono riportate le dichiarazioni del neo segretario cittadino Pinuccio Fortunato che ci racconta anche del coinvolgimento di Annamaria Latrofa, Azzurra Acciani, Alessio Nitti, Franco Pastore, Vito Mazzei e Michael Barbieri nel nuovo progetto?

Oppure perché forse qualcuno all’interno della sua nuova lista personale, mandata in pensione Libera Casamassima subito un’altra ha formato, nonostante l’incarico prestigioso all’interno di Italia in Comune, potrebbe avere qualcosa da obbiettare?

E non le sembra che anche un suo consigliere di punta, il dott. Giuseppe Capone, orgoglioso di avere un grande sindaco, non meriti più considerazione?

Oppure perché dichiarando che la Lega è presente nella sua giunta poi dovrebbe spiegare come mai anche un altro politico di grido, che risponde al nome di Davide Bellomo, è emigrato alla corte di Salvini?

Si, proprio quel Davide Bellomo, che insieme al suo amico di sempre Gino Petroni, anche lui assessore per caso con lei, trovava il tempo di venirla ad omaggiare il 24 giugno scorso quando finalmente riusciva ad indossare la fascia?

Ma lei, sign. sindaco, crede di convincerci che portare quella fascia sia frutto di accordi politici chiari e trasparenti impedendoci di ipotizzare compromessi inimmaginabili? E come mai poi sente la necessità, forse per scrollarsi di dosso quell’ipocrisia che la contraddistingue, scrivere post acchiappa like, come quello del 10 febbraio scorso quando commentando l’ignobile pregiudizio del ministro leghista Bussetti a proposito della scuola del sud scrive: «La tua non è una gaffe. Tu, quale Leghista, sei proprio così. Le scuse non possono coprire il tuo essere», aggiungendo «Da almeno vent’anni vanno avanti le vostre imprecazioni contro il Sud e la sua gente. Non è eliminare la scritta “nord” da un simbolo che potrà raggirarci».

Ed allora, sindaco, come è possibile dare un giudizio così risolutivo sulla Lega ed i suoi seguaci, avendo anche l’ardire di pubblicarlo sulla pagina Facebook del ministro Bussetti,  e poi permettere, dopo averla nominata con tanto di decreto, tenere all’interno della sua giunta una rappresentante di quel movimento razzista che da vent’anni impreca contro il sud e la sua gente che da quel simbolo ha eliminato la scritta “nord” ma che continua ad “raggirarci”?

O forse sarà la foto che ritraeva la Montanaro a quella cena famosa con Salvini a Bari il 19 febbraio scorso l’anello che le mancava?

Certo è che la coerenza non è il suo forte, signor sindaco, vero?

Ma quali sono gli equilibri da cui si deve tenere forzatamente lontano e che proprio non è autorizzato neanche a sfiorare per non far cadere tutto il castello di ipocrita politica di cui si è circondato? Ci dica, in cosa potremmo aiutarla, perché se lei parlasse chiaro la potremmo pure aiutare a liberarsi da sé stesso.

Allora, caro il nostro sign. sindaco, le ripetiamo la domanda: è vero o no che lei ha nominato un avvocato referente e seguace iscritta alla Lega di Salvini che ha solo tolto la scritta nord dal simbolo e che da vent’anni impreca contro il sud e la sua gente, come sua assessora che risponde al nome di Maria Santa Montanaro eletta fra le file di Rivoltiamo Casamassima?

Ci risponda sign. sindaco, e al tempo stesso risponda a quel centinaio di like e commenti indignati contro la Lega che campeggiano sotto i suoi post e per una volta, dimostri concordanza fra quanto scrive, fra quanto dichiara e quanto pratica.

Carissimi amici di Italia in Comune, sino a quando continuerete a tacere sul comportamento politico del Vs coordinatore provinciale in Terra di Bari Giuseppe Nitti?

Antifascisti ed antirazzisti di Casamassima, quando una presa di coscienza collettiva che censuri le scelte del sindaco che offendono la dignità e l’orgoglio dei Nostri ideali?

Ed ora solo a titolo di esempio, qualcuno dei post pubblicati dall’assessore Montanaro sulla sua pagina Facebook:

 

 

Anno Fortunato per Zaccheo.

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Quell’iter aperto alle 22.15 del 28 dicembre 2018 con la Delibera di Giunta n. 169, trova la sua giusta e prevedibile conclusione il 15 marzo 2019 con un’ordinanza del sindaco Giuseppe Nitti che finalmente nomina il suo addetto stampa che fra le altre cose dovrà preparare testi di base per gli interventi del Sindaco in occasione di cerimonie o manifestazioni, compresa la ricerca di materiale di documentazione e la predisposizione di tali testi.

E così dopo la nomina del grande Nicola Zaccheo a Presidente dell’ENAC da parte del governo centrale, anche suo fratello, dott. Rocco Gianluca Zaccheo, nel suo piccolo, viene nominato, da un governo periferico questa volta, addetto stampa del sindaco di Casamassima.

L’impegno per le casse comunali sarà di € 31.100,55 annui pari a € 2.591,71 mensili e rimarrà in “vigore” sino alla scadenza del mandato del sindaco e/o comunque sino a che il sindaco non stabilirà che le prestazioni fornite non siano rispondenti agli obiettivi e compiti affidati.

E rileggendo quanto da noi scritto il 4 gennaio scorso (clicca qui per rileggere), non possiamo che augurarci che questa volta per il tifoso milanista ed appassionato di calcio Zaccheo i “pezzi” che riuscirà a confezionare per l’amministrazione comunale e per il sindaco Nitti abbiano un impatto differente da quelli prodotti – ma in mancanza di firma non ne abbiamo certezza – di quando ricopriva anche con il sindaco Vito Cessa, ma ad € 1.200 mensili, le vesti di addetto stampa.

Rimane missione impossibile riuscire a decriptare il segreto che custodisce Gianluca Zaccheo che è riuscito a diventare addetto stampa prima di Vito Cessa e poi del suo nemico politico pubblico numero uno Giuseppe Nitti.

Che sia il lato maschile della Lilli Gruber nazionale?

Visto il compenso potrebbe essere.

Auguri.

In foto Gianluca Zaccheo e Giuseppe Nitti durante la Marcia della Legalità il 20 novembre 2018 a Casamassima.

Oggi sono 5 anni che Tamari non è più fra noi.

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Era il 14 marzo del 2014 quando, Tamari Puntusashvili, 52 anni, veniva investita perdendo la vita sul ponte di via Noicattaro che porta al Centro Commerciale Auchan.

Da allora tante promesse ma ancora nessuna azione nota per mettere in sicurezza quei ponti che, senza marciapiedi e senza illuminazione, dal centro abitato di Casamassima, superando la S.S. 100, conducono al centro commerciale. E nonostante la vittima, quei ponti continuano ad essere utilizzai da decine di persone che ogni giorno, a piedi, fra le auto che sfrecciano molte delle quali a forte velocità, sfidando il destino, lo attraversano per un chilo di verdura o per una passeggiata in “galleria”.

Polemiche sterili a non finire hanno caratterizzato questi 5 anni di inattività che hanno visto la politica prima interrogarsi su chi ricadesse la responsabilità su quel ponte fra ANAS e Comune che lo chiude in caso di neve, e se quei soldi di quella famosa fideiussione da parte di Sud Commerci pari a 700 mila euro dovessero o meno essere spesi per la transitabilità sicura anche da parte dei pedoni o dei ciclisti.

E mentre qualcuno dice che qualcosa si sta muovendo e che un ponte pedonale ex novo sorgerà ben presto per risolvere questa iattura che ha visto l’autorizzazione alla costruzione di un centro commerciale di tali dimensioni a un centinaio di metri dal centro abitato ma senza collegamento pedonale alcuno, non ci resta che ricordare una vita umana perduta forse solo per la mancanza di un lampione.

 

Per Giuseppe Nitti un’emozione indescrivibile!

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Notevole l’impegno dell’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Giuseppe Nitti, che dopo aver riempito la Piazza con la prima edizione del Blue Christmas, continua a sorprendere con quel bagno di folla per la Pentolaccia 2019.

Ma questi risultati non sarebbero possibili se a monte, oltre l’impegno e l’abnegazione delle associazioni non ci fosse, da parte delle istituzioni, anche un impegno economico. E così dopo gli oltre 20 mila euro per il Natale 2018 anche per la Pentola…Ciak 2019, il sostegno non si è fatto attendere con un contributo pari a 20 mila euro così ripartiti:

€ 12.000 alle Associazioni culturali Cartapestai Casamassimesi, I maestri della cartapesta, Carneval’arte creazione & tradizione e Fungai “Antonio Busto” e € 8.000 alla Pro Loco Casamassima.

Ma poi, nella Pentolaccia, che c’era?

Ed ora, messa in cantina l’edizione 42, non ci resta che aspettare l’edizione 43 del 2020, ma prima, cosa avrà in programma l’amministrazione Nitti per La Fanova 2019?

 

La LIPU Casamassima scrive al sindaco Giuseppe Nitti.

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Comunicato stampa a cura della LIPU Casamassima.

Con l’arrivo del 2019 sono iniziati i lavori di manutenzione del verde pubblico in diverse zone del centro abitato di Casamassima e ancora una volta assistiamo a capitozzature sistematiche ed abbattimenti di alberi, pratiche che contravvengono alle normative europee, nazionali e regionali, nonché allo stesso Regolamento del Verde Pubblico del Comune di Casamassima per la protezione del patrimonio arboreo comunale.

Il Gruppo Lipu di Casamassima, che da diversi anni si batte per una corretta gestione del verde pubblico, ha quindi deciso di scrivere una lettera indirizzata a tutte le parti politiche di maggioranza e opposizione, chiedendo che si intervenga nel prossimo consiglio comunale per ricevere chiarimenti rispetto all’operato dell’Amministrazione in tal senso, nonché l’adeguamento alle normative vigenti.

Alla cortese attenzione del Sindaco Giuseppe Nitti,

Piazza A. Moro 2,  70010 Casamassima (BA)

Alla cortese attenzione dell’Amministrazione comunale

Alla cortese attenzione di tutte le parti politiche di maggioranza ed opposizione

Oggetto: situazione e programmazione della manutenzione del patrimonio arboreo urbano ed extraurbano.

Premesso che

Gli alberi ed il verde urbano producono una ampia gamma di benefici per la salute psicofisica delle persone e per il miglioramento dell’ambiente (servizi eco-sistemici). Questi vantaggi spaziano dalla produzione di ossigeno, alla riduzione degli inquinanti atmosferici e del rumore, al miglioramento del microclima e al contrasto dei cambiamenti climatici, fino al risparmio energetico, la tutela dal rischio idrogeologico, l’incremento di valore degli immobili e le funzioni ricreative e di benessere per i cittadini.

Nei Principi generali del Regolamento Comunale del verde urbano del Comune di Casamassima (Delibera di C.C. n. 29 del 04/04/2007) si sottolinea che

“la vegetazione, quale componente fondamentale del paesaggio, valore tutelato dall’art. 9 della Costituzione, riveste un ruolo vitale per l’ambiente, l’igiene e la salute pubblica in quanto esplica funzioni di”:

– Depurazione delle acque e dell’aria,

– Costituzione, protezione e miglioramento del suolo,

– Assorbimento dell’anidride carbonica,

– Lotta alla desertificazione,

– Rifugio per la vita animale e miglioramento della varietà biologica del territorio.

L’art.8 “POTATURE”, comma 1 spiega: “Un albero correttamente messo a dimora e impostato, in assenza di patologie specifiche, non necessita di potature drastiche, salvo i casi in cui arrechi grave danno a fabbricati e/o cittadini. La potatura è un intervento da effettuarsi a regola d’arte e che deve rivestire un carattere di eccezionalità dovuta alla necessità di mantenere la pianta sana, vigorosa e stabile. La riduzione della chioma deve essere realizzata conservando la forma naturale della pianta.

I tagli di eliminazione dei rami o delle branche vanno eseguiti a 3-4 cm dall’attaccatura sulla branca principale. I tagli di raccorciamento non devono superare la metà della lunghezza totale dei rami. I tagli devono sempre avere andamento verticale o sub-verticale.”

Si assiste, invece, alla potatura selvaggia ed indiscriminata di chiome arboree, arbusti e siepi, senza la possibilità di conoscere la programmazione specifica e le specie interessate nelle zone oggetto di scelte, in violazione del Regolamento del Verde Comunale.

I tagli (o capitozzature) interrompono la crescita apicale del fusto e delle branche, questo, oltre a rovinare esteticamente una pianta deturpandone per sempre l’immagine, causa la propagazione di malattie fungine compromettendo, se non nell’immediato nel lungo periodo, la stabilità e la vitalità degli alberi e quindi dell’ecosistema associato, non esclusa la nidificazione degli uccelli. Le chiome, i tronchi di alberi e le siepi costituiscono infatti per molte specie di uccelli, l’habitat di vita in cui trovare cibo e spazi per la riproduzione.

“Per molte specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri si registra una diminuzione, in certi casi rapidissima, della popolazione e tale diminuzione rappresenta un serio pericolo per la conservazione dell’ambiente naturale, in particolare poiché minaccia gli equilibri biologici. Le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri sono in gran parte specie migratrici. Tali specie costituiscono un patrimonio comune e l’efficace protezione degli uccelli è un problema ambientale tipicamente transnazionale, che implica responsabilità comuni. La conservazione delle specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio europeo degli Stati membri è necessaria per raggiungere gli obiettivi comunitari in materia di miglioramento delle condizioni di vita e di sviluppo sostenibile.

La preservazione, il mantenimento o il ripristino di una varietà e di una superficie sufficienti di habitat sono indispensabili alla conservazione di tutte le specie di uccelli. Talune specie di uccelli devono essere oggetto di speciali misure di conservazione concernenti il loro habitat per garantirne la sopravvivenza e la riproduzione nella loro area di distribuzione. Tali misure devono tener conto anche delle specie migratrici ed essere coordinate in vista della costituzione di una rete coerente” (Direttiva 2009/147/CE)”.

All’art 2 comma 3 del Regolamento si legge che l’Ufficio del Verde Urbano, a parte conservare aggiornato l’inventario delle specie arboree, dovrebbe relazionare all’Assessore, nel mese di gennaio di ogni anno, lo stato del verde registrando gli interventi previsti con particolare riferimento ad abbattimenti, potature, danneggiamenti, nuovi impianti e sostituzioni.

Si richiede copia di tale relazione dovuta.

Considerato che

Il Comune di Casamassima non si è ancora dotato di un registro degli alberi iscrivibili all’Albo delle specie secolari e protette, sia dal punto di vista biologico che storico, rispetto a qualsivoglia distruzione o abbattimento.

Il Comune non rispetta la Legge 10/2013 che indica l’obbligo di piantare un albero (anziché abbatterlo) per ogni nato sul territorio e la sua registrazione.

SI CHIEDE

– Se l’Amministrazione intende rispettare il proprio Regolamento del Verde Urbano e quando, mettendolo in pratica, interfacciarsi con le Associazioni ambientaliste come la LIPU, e/o con le forze politiche sensibili, insistenti sul territorio.

– Di conoscere la programmazione e le zone interessate alla potatura e agli abbattimenti e le sue modalità di affidamento.

– Di conoscere l’iter dello smaltimento dei rifiuti speciali ottenuti dai lavori di capitozzatura e abbattimento.

– Di sapere se l’Amministrazione ha intenzione di adeguarsi alle normative europee, nazionali e regionali per la protezione del patrimonio arboreo comunale, selezionandolo e registrandolo ufficialmente o di continuare a mantenere lo stato attuale di gestione superficiale della cosa pubblica.

Gruppo Lipu di Casamassima (BA)

Via Conservatorio, 40

Tel. 349.7387804

www.lipu.it

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