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Casamassima: la Dante Alighieri è una scuola sicura o no?

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Il PD Casamassima torna sulla vicenda intorno alla Delibera di Giunta n. 83 del 28 giugno scorso in cui si evidenziava l’inadeguatezza del struttura portante alle eventuali sollecitazioni sismiche, della Scuola Media Dante Alighieri di via Pende nonché la fondamentale onerosità delle lavorazioni per ottenerne l’adeguamento sismico che rende la demolizione e ricostruzione maggiormente conveniente in termini sia di economicità che di funzionalità dell’edificio, rispetto alle più recenti norme e direttive in edilizia scolastica. E dal primo intervento del consigliere del PD Andrea Palmieri del 30 giugno in cui si chiedevano chiarimenti mai sembra sopraggiunti, e di cui vi abbiamo già parlato (clicca qui), sembra che ad oggi nulla sia avvenuto.

Ma oggi il PD di Casamassima, a firma del capogruppo Antonietta Spinelli e del consigliere Andrea Palmieri, torna sull’argomento, visto anche l’imminente inizio del nuovo anno scolastico, con una mozione protocollata indirizzata al Sindaco Giuseppe Nitti il 9 settembre che riportiamo.

FACCIAMO CHIAREZZA…

LA SICUREZZA DEI RAGAZZI PRIMA DI TUTTO!

PREMESSO CHE

con Delibera di Giunta n. 83 del 28/06/2018 è stato approvato il progetto di fattibilità tecnica ed economica, inerente la demolizione e ricostruzione dell’edificio scolastico Scuola Secondaria di Primo grado Dante Alighieri – sede centrale di Via Angelo Pende, ai fini della candidatura all’avviso pubblico per la formazione del Piano Regionale Triennale di Edilizia Scolastica 2018/2020 e dei relativi piani annuali, di cui alla D.G.R. n. 595 dell’11/04/2018;

RILEVATO CHE

nella predetta delibera la descrizione sintetica dell’intervento attesta l’avvenuta esecuzione di “indagini e verifiche per stabilire la vulnerabilità sismica” dell’edificio, evidenziandosi l’opportunità di procedere a demolizione e ricostruzione dello stabile piuttosto che all’adeguamento sismico del medesimo;

RILEVATO CHE,

in particolare, a pag. 2 della “Relazione tecnica sulla convenienza economica” nell’ambito del “Progetto di fattibilità tecnica ed economica”, è riportato che si rivela necessario e non procrastinabile l’adeguamento strutturale dell’intero complesso alla normativa antisismica, ai sensi del D.M. del 14/01/2018, in quanto: – la struttura esistente è datata e le prove effettuate (carotaggi sulle strutture in c.a.) hanno evidenziato criticità nei valori di resistenza meccanica, tali da richiedere rinforzi sull’intera struttura (fondazioni, pilastri e travi);

– alcuni valori di resistenza a compressione sarebbero bassi ed addirittura un valore risulterebbe essere pari a 116 daN/cmq paragonabile ad una classe di calcestruzzo Rck 150, equivalente ad un calcestruzzo magro;

– una quantità di armatura, longitudinale e trasversale, all’interno dei pilastri e travi sarebbe inferiore ai minimi così come prevedono le NTC;

– sussistono deformazioni flessionali dei solai, che andrebbero completamente demoliti con contestuale rinforzo strutturale della struttura principale travi-pilastri-fondazioni;

RILEVATO CHE,

tuttavia, tali attestazioni inerenti l’avvenuta esecuzione di indagini e verifiche di vulnerabilità sismica contrastano con quanto redatto nella medesima relazione tecnica a pag. 1 (Allegato A – Valutazione indice di rischio sismico “a” – relazione giustificativa), in cui si afferma che “nel caso in esame non si dispone di una verifica sismica ai sensi delle NTC 2018, da condursi sulla base di un livello di conoscenza dell’edificio almeno pari ad LC2”. Di tal che, l’indice di rischio sarebbe stato calcolato con una formula approssimata, tanto che nella Determina n. 157 del 2018 per la Dante Alighieri è affidato alla Società Finepro S.r.l. solo il supporto al Rup, senza prevedere, in caso di ottenimento del finanziamento, l’impegno ad affidare anche alla medesima società la progettazione definitiva e di vulnerabilità sismica;

CONSIDERATO CHE,

alla luce della gravità delle risultanze innanzi riportate, per esprimere un giudizio reale circa la stabilità dell’edificio ed il conseguente intervento da attuare, sarebbe necessario condurre uno studio conforme alle NTC 2018, così come fatto ad esempio per la Scuola Materna Ciari e per Santa Chiara;

CONSIDERATO CHE,

altresì, il coefficiente di rischio sismico 0,273 dimostra che l’edificio non resiste simicamente, ma non indica che non resista a carichi statici, laddove, a tal fine, bisognerebbe attuare verifiche di resistenza delle travi e dei pilastri e non basarsi sui singoli valori di resistenza del calcestruzzo. Infatti, una trave potrebbe avere un basso valore di resistenza del calcestruzzo, ma tanta armatura tale da resistere a carchi statici;

TANTO PREMESSO E RILEVATO, IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA IL SINDACO E L’AMMINISTRAZIONE TUTTA A

prevedere con la massima urgenza, così come già ribadito nel Consiglio Comunale del 7 agosto 2018, lo studio di vulnerabilità statico-sismica, condotto secondo le norme NTC 2018. L’urgenza rinviene dall’imminente inizio dell’anno scolastico 2018/2019 e dalla necessità di garantire in ogni caso la sicurezza degli alunni, nonché la serenità delle famiglie e dello svolgimento dell’attività didattica, a prescindere da quelle che saranno le risultanze del finanziamento e dalle modalità di esecuzione dei lavori. L’urgenza si palesa maggiore in virtù del posizionamento del progetto de quo al ventunesimo posto in graduatoria regionale e della modalità di demolizione e ricostruzione dell’immobile indicata a p. 4 del progetto di fattibilità innanzi citato. Infatti, si attesta che la demolizione medesima avverrebbe in due steps, a cominciare da Est, ossia dalla palestra, dai servizi e dai laboratori generali per poi passare alla parte Ovest. Ciò determinerebbe dei rischi rilevanti e ancora maggiori, data l’invasività degli interventi di costruzione con correlate vibrazioni sulla struttura dell’ala Ovest, che sarebbe ancora utilizzata dagli studenti e dal personale didattico.

Il capogruppo PD Avv. ANTONIA SPINELLI

Il consigliere PD Dott. ANDREA PALMIERI

 

Casamassima. A San Rocco la “cassa armonica” ritorna al suo posto secolare.

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San Rocco 2018. Torna al posto originario il chiosco della musica, conosciuto anche come la  cassa armonica. 

A distanza di un mese, sembra che i “presunti motivi di sicurezza” che avevano determinato lo spostamento del chiosco della musica sul lato destro del Monumento ai Caduti durante la ricorrenza della Madonna del Carmine del luglio scorso, siano tramontati e così, rispettando una tradizione secolare, la cassa armonica è tornata ad ornare la Piazza sul lato sinistro del Monumento.

Resta ancora un mistero del perché durante la Madonna a destra ed oggi, a San Rocco, a sinistra.

(La sistemazione del chiosco della musica durante le celebrazioni della Madonna del Carmine)

 

Una nuova figura: il Direttore Generale.

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Amministrare la cosa pubblica non è certamente azione facile. Frizioni giornaliere, anche se si volessero minimizzare, rappresentano per la “politica”, simboleggiata anche dalle varie “anime” che compongono una coalizione di governo cittadino, ostacoli molte volte insuperabili.

Oltre che costretta a trovare il punto di equilibrio fra le diverse posizioni interne, la politica si dovrà certamente preoccupare di attuare le scelte facendo i conti con la “burocrazia” e con le sue regole. In questi casi trovare la stabilità è essenziale al fine di  “concordare” il percorso da seguire per il raggiungimento del “fine prefissato”. E così, il sindaco, stretto nella morsa della responsabilità fra il “programma di governo” che lo ha fatto eleggere, la politica che lo ha portato a rivestire quel ruolo e la burocrazia rappresentata dagli uffici che le risorse in sinergia dovrebbe trovare per raggiungere i traguardi sperati, sceglie una figura di sua fiducia super partes, che sappia al meglio organizzare l’andamento del Comune. Ed è per questo che molti Comuni in questi ultimi anni si stanno dotando del Direttore Generale dell’Ente. Il City Manager scelto al di fuori della dotazione organica e con contratto a tempo determinato, e secondo criteri stabiliti dal regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi, provvede ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell’ente, secondo le direttive impartite dal sindaco, e sovrintende alla gestione dell’ente, perseguendo livelli ottimali di efficacia ed efficienza. La nomina, che avviene su proposta del sindaco, è deliberata, non in forma vincolante, dalla Giunta Comunale che può, in qualsiasi momento, procedere anche alla revoca. Al Direttore Generale, da molti definito anche come il Super Assessore, di chiara natura e provenienza politica, con funzione di raccordo tra gli assessorati piuttosto che di coordinamento e stimolo dell’attività dirigenziale compete, in particolare, la predisposizione del piano dettagliato di obiettivi previsto dall’articolo 197 del TUEL, comma 2 lettera a), nonché la proposta di piano esecutivo di gestione previsto dall’articolo 169. A tali fini, al Direttore Generale rispondono, nell’esercizio delle funzioni loro assegnate, i dirigenti dell’ente, ad eccezione del segretario del Comune.

Il Direttore Generale quindi, visto come la figura istituzionalmente preposta a scardinare le vecchie concezioni burocratiche poco inclini a sviluppare una reale pianificazione dei risultati attraverso una strategica definizione degli obiettivi da raggiungere.

Non sappiamo se anche a tale figura si riferisse il sindaco Giuseppe Nitti quando in campagna elettorale, in più di un’occasione, ha ribadito il proposito di formare uno staff del sindaco che al meglio lo potesse assistere nel gravoso compito di amministrare Casamassima. Alla luce poi dei numerosi pensionamenti che in questi primi mesi di mandato del sindaco, sta vivendo la macchina “burocratica amministrativa” del Comune, anche se le maglie della spending review sono strette, non sarebbe difficile trovare le risorse.

 

Casamassima: continua il feeling tra il Movimento 5 Stelle ed il sindaco Giuseppe Nitti.

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Se si tramuterà in passione travolgente sarà la storia a raccontarcelo, certo è che il feeling fra i penta stellati di Casamassima ed il sindaco Nitti continua ad appassionare come e se non di più il matrimonio del secolo fra Fedez e la Ferragni.

Qualche giorno fa si sono riunite le commissioni permanenti che hanno eletto, come primo atto, i presidenti ed i vice presidenti. Come per magia, ma se non ci fosse stato l’intervento determinante della bacchetta magica della maggioranza il sortilegio non si sarebbe potuto avverare, il Movimento 5 Stelle, con i suoi due consiglieri, riesce ad ottenere tutte le cariche di vice presidente in tutte e 4 le commissioni. Un “colpaccio” per i grillini, che non richiedono mai per loro cariche e visibilità apparente, ma se gli viene “regalata”, accettano tronfi senza batter ciglio.

E se la penna è stata precisa nell’annotare sul taccuino il responso delle “urne”, ve lo presentiamo con piacere:

la 1° commissione, di solito la più ambita, si occupa di opere pubbliche, edilizia residenziale, urbanistica, toponomastica, assetto del territorio sarà cosi composta: Franco Pastore – Rivoltiamo Casamassima (Presidente), Antonello Caravella – M5S (vice presidente), Marida Lerede – Giuseppe Nitti Sindaco, Salvatore Nacarlo – Autonomia Cittadina e Andrea Palmieri – PD;

la 2° commissione, bilancio, tributi, finanze, commercio, annona, industria, artigianato ed agricoltura, composta da Nicola Guerra – Noi Civicamente (Presidente), Giuseppe Patrono – M5S (vice presidente), Vito Mazzei –  Rivoltiamo Casamassima, Marida Lerede – Giuseppe Nitti Sindaco ed Agostino Mirizio – Centro Destra;

la 3° commissione, servizi sociali, pubblica istruzione, cultura, sport, spettacolo, igiene, sanità ed ambiente risulta composta da: Alessio Nitti – Autonomia Cittadina (Presidente), Giuseppe Patrono – M5S (vice presidente), Michael Barbieri – Rivoltiamo Casamassima, Giuseppe Capone – Giuseppe Nitti Sindaco ed Antonietta Spinelli – PD;

la 4° commissione, revisione statuto, formazione e modifiche regolamenti, affari generali e personale composta da Michele Azzone –  Giuseppe Nitti Sindaco (Presidente), Antonello Caravella – M5S (vice presidente), Alessio Nitti – Autonomia Cittadina, Salvatore Nacarlo – Autonomia Cittadina e Monica Portaccio – Forza Italia.

Mentre sembrerebbe che le varie anime “civiche” che compongono la maggioranza hanno avuto tutte legittimamente pari dignità e pari visibilità  non solo con la nomina degli assessori ma anche con le presidenze delle commissioni, quelle che compongono le minoranze rimanenti hanno dovuto gioco forza “soccombere” di fronte alla “simpatia” fra Nitti ed i grillini nostrani.

Certo è che appare trascorso un secolo da quando, Antonello Caravella, candidato sindaco per due volte del Movimento 5 Stelle e sonoramente bocciato dai cittadini nella cabina elettorale, gridava dai palchi, mentre i parlamentari nazionali del moVimento gli facevano eco, che mai e poi mai avrebbe permesso che il “ciambotto”, così era apostrofata la coalizione che innalzava Nitti a sindaco, avrebbe avuto mai niente in comune con lui e con il moVimento che erano cosa diversa. Ma visto che l’habitat preferito dal “ciambotto”, croce e delizia del pescatore, è quello scoglioso e nascosto, cosa volete che sia se tra verdesche, triglie, saraghi piccoli, ghiozzi, polpi e donzelle ci troviamo nel cesto anche bavose e scorfani? Più ce ne sono e meglio viene il “ragù” di pesce.

Ma considerato che le commissioni permanenti dovrebbero essere formate nel rispetto del principio di proporzionalità, se tale principio non è stato rispettato, cosa decideranno le minoranze escluse?

Quali le contromisure di Andrea Palmieri, Antonietta Spinelli, Agostino Mirizio e Monica Portaccio?

(Nella foto di copertina lo scorfano che vive nei bassifondi marini. Spesso è dotato di una colorazione criptica per mimetizzarsi tra le rocce ed è dotato di spine velenifere).

 

Incivili! Sbraita il sindaco. Sporcaccioni! Ribattono i 5 Stelle.

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E come un mantra che si ripete stancamente questo è il periodo in cui si riscoprono varie zone del paesello utilizzate come discarica “collettiva” per disfarsi del divano logoro, dei rimasugli di “amianto” ritrovati di un antichissimo camino, passando dal bidè divenuto demodé e all’immancabile bottiglia di plastica, magari fosse solo quella, che considerato ha bisogno di secoli per essere “riassorbita” dall’ambiente, faranno bella mostra di se per intere e prossime generazioni.

Le contromisure del sindaco e del Movimento 5 Stelle, a questo punto sembrano coincidere. Se da una parte il sindaco richiama ad un senso di maggiore responsabilità da parte dei cittadini che dovrebbero dimostrare di aver più cura del decoro e della salubrità del paesello che abitano, i penta stellati vorrebbero, e richiedono, che il territorio sia disseminato di telecamere e delle cosiddette foto trappola da cui sarebbe possibile immortalate lo “sporcaccione” di turno per finalmente fargliela “pagare”. Ma gli attivisti 5 Stelle si spingono anche oltre: vorrebbero istituire delle «ronde diurne e notturne nelle zone interessate per massimizzare l’efficacia dell’intervento». Si, abbiamo capito bene, le ronde ci vogliono contro gli sporcaccioni.

Strano però, che mentre si trova il tempo di condannare, giustissimamente, coloro i quali pensano al territorio urbano come un naturale prosieguo della cantina o del ripostiglio di casa per ammassare cianfrusaglie, residui di lavorazione, mobilia vecchia sostituita con quella moderna di nuovi centri convenienza, al tempo stesso non ci si chiede come e quando i cittadini volenterosi dovrebbero essere messi nella condizione di “consegnare” liberamente, rispettando l’ambiente e il decoro urbano, quel televisore a valvole che oggi con quelli ultrapiatti ingombrano senza far apprezzare al meglio le luci che illuminano la Barbarella Durso che a breve inonderà le vostre case.

Del Centro Comunale di Raccolta nessuno ne parla. A nessuno, proprio nessuno, viene in mente che è si giustissimo multare e sanzionare coloro i quali sporcano impunemente, ma che se non provvedo a limitare le “cause” di simili scempi quotidiani, non posso ergermi a difensore dell’ambiente.

Basta mettersi al telefono per chiamare gli addetti al ritiro di rifiuti non conferibili attraverso il solito canale della differenziata del bidoncino sotto casa, per accorgersi che qualcosa non va. Se non conosci “nessuno” che possa intercedere per te, gli squilli diventano interminabili e gli appuntamenti, quando ci riesci, ti fanno ricordare la prima volta che sei riuscito ad uscire con la biondina del primo banco. Ma attento, non più di due o tre volte puoi chiamare e disturbare; dalle successive dovrai contribuire.

Tutti, ma proprio tutti, penso stiano dimenticando quanto hanno sostenuto, portando battaglie dure e senza esclusione di colpi, all’indomani dell’inizio del servizio di raccolta porta a porta.

Sembra abbiano dimenticato la polemica intorno a quella distribuzione dei bidoncini, che se non andavi a prenderteli sotto il sole cocente o la pioggia torrenziale, la raccolta non la potevi iniziare e neanche censito eri. Ed oggi, di quanti continuano impunemente a riempire i vari cestini portacarte di buste dell’immondizia, le campagne di residui di olio ed marciapiedi di divanetti rococò, quanti di questi “non esistono”, sono “fantasmi”, nei “registri” comunali?

Ed al Movimento 5 Stelle di Casamassima, chi avrà il compito di ricordare che sono stati fra quelli che si sono opposti con “il coltello fra i denti” affinché non si concedesse l’uso della ex Cantina Sociale come centro temporaneo di raccolta almeno sino a quando il Comune non ne avesse istituito uno proprio?

Perché un centro di raccolta, almeno temporaneo, accompagnato da una politica non a parole che passi almeno da un censimento completo e senza ombra di dubbio di quante siano le utenze del paesello, aiuterebbe più di mille telecamere e delle ronde notturne e diurne contro i zozzoni.

 

Casamassima: Nitti sindaco «furbo e disattento».

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Furbo e disattento, così viene apostrofato in un post condiviso da Antonello Caravella, consigliere comunale 5 Stelle, il sindaco di Casamassima, Giuseppe Nitti, “In seguito alla decisione che va consolidandosi tra alcuni amministratori comunali pugliesi (in particolare coloro che hanno aderito al partito politico di recente costituzione Italia in Comune) di emanare ordinanze per vietare l’ammissione agli asili nido e alle scuole dell’infanzia ai bambini che non presentino il certificato di vaccinazione”. Il contendere dovrebbe essere rappresentato dall’Ordinanza del sindaco Nitti del 25 agosto 2018 ed avente per oggetto Disposizioni in materia di prevenzione vaccinale. Anno scolastico 2018 – 2019.

In definitiva, scrive il sindaco sull’ordinanza, considerato che la Legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale non è mai stata abrogata e che quindi esiste ancora l’obbligo di sottoporre i bambini alle vaccinazioni rese obbligatorie dalla normativa (anti- poliomelitica; antidifterica; anti-tetanica; anti-epatite B; anti-pertosse; anti Haemophilusininfluenzae tipo B; anti-meningococcica B; antimeningococcica C; anti-morbillo; anti-rosolia; anti parotite; anti- varicella), in qualità di autorità sanitaria locale, ordina che nessun bambino al di sotto dei sei anni venga ammesso a frequentare la scuola per l’anno scolastico 2018-2019 senza preventiva produzione da parte dei genitori della certificazione relativa alle avvenute vaccinazioni obbligatorie ex lege.

A questo punto, Caravella, per bocca e per penna della deputata penta stellata Francesca Anna Ruggiero, obietta al sindaco affermando che  “Il Ministero della Sanità e il Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca il 7 Luglio hanno congiuntamente inviato una circolare ai dirigenti e a tutti i responsabili dei servizi educativi e scolastici che prevede che per i minori da 6 a 16 anni, quando non si tratta di prima iscrizione, resta valida la documentazione già presentata per l’anno scolastico 2017-2018. Per i bambini da 0 a 6 anni e per la prima iscrizione alle scuole (6-16 anni), invece, basta una “dichiarazione sostitutiva di avvenuta vaccinazione”…. “Le Asl pugliesi, continua il lungo post condiviso da Caravella,  si sono per tempo adeguate riuscendo a inviare ai dirigenti scolastici le informazioni sull’obbligo, senza occorrenza di richiedere alcun certificato ai cittadini, come d’altronde si evince anche da dichiarazioni della Regione riportate in un articolo de La Gazzetta del Mezzogiorno del 23 Agosto. In altre parole, per gli studenti dei comuni pugliesi non sarà necessario presentare alcuna documentazione sulle vaccinazioni né eventuale autocertificazione….. Si deduce che le ordinanze di cui sopra, emanate da alcuni furbi e disattenti sindaci pugliesi, risultano altresì inutili se non per aumentare la polemica antigovernativa e ulteriore confusione sul tema “vaccini” e, cosa ancor più grave, per creare propaganda politica fine a se stessa utilizzando atti di pubblica amministrazione“.

Il sindaco Nitti, nel frattempo, sulla sua pagina facebook, dichiara, confermando l’ordinanza del 25 scorso: In riferimento al prossimo anno scolastico, il cui inizio è ormai alle porte, il decreto Milleproroghe ha disposto il rinvio al 2019 – 2020 dell’applicazione delle sanzioni per i genitori dei bambini, da 0 a 6 anni, sprovvisti di certificati vaccinali, stabilendo anche che l’autocertificazione da parte dei genitori dell’avvenuta vaccinazione dei figli, (in luogo delle certificazioni Asl), sarà valida per la frequenza del prossimo anno scolastico 2018 – 2019.
In merito all’argomento, ricordo che è in vigore la legge Lorenzin che dispone l’obbligo di sottoporre i bambini alle vaccinazioni”.

Perchè tutta questa polemica in riferimento alla specifica ordinanza del sindaco Nitti che dispone che  nessun bambino al di sotto dei sei anni venga ammesso a frequentare la scuola per l’anno scolastico 2018-2019 senza preventiva produzione da parte dei genitori della certificazione relativa alle avvenute vaccinazioni obbligatorie ex lege?

O si nasconde ad arte il vero contendere vaccini si, vaccini no, vaccini quanti, vaccini quando? Che l’obbligo flessibile nel tempo e nello spazio della ministra della salute Giulia Grillo sia al centro del dibattito? Che la posizione dei pentastellati che si barcamenano fra posizioni  contradditorie all’interno del movimento in riferimento alle vaccinaioni è palese, ma cosa centrerebbe l’ordinanza del sindaco Nitti?

Non vorremmo, che le linee programmatiche del sindaco, votate favorevolmente dai consiglieri del Movimento 5 Stelle di Casamassima, possano, a seguito di ciò, risultare compromesse.

Il allegato:

Ordinanza del sindaco Giuseppe Nitti del 25 agosto 2018

Gazzetta del Mezzogiorno del 23 agosto 2018 a supporto delle dichiarazioni dei 5 Stelle

 

Casamassima: le priorità e la solita guerra fra Guelfi e Ghibellini.

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E’ bastato sistemare il rondò con la fontana di Piazza Plebiscito e piantare nuovi alberi su via Sammichele per scatenare ancora una volta la secolare guerra fra Guelfi e Ghibellini che, grazie a Dio, mai hanno smesso di darsi battaglia al paesello a sud est.

Mentre per qualcuno questi lavori, non contestati da un punto vista tecnico ed eseguiti oseremmo dire magistralmente per essere dei lavori pubblici, rappresenterebbero un buon inizio per il sindaco Giuseppe Nitti, per altri le priorità di intervento non sarebbero rappresentate da queste opere di facciata.

Ma tralasciando, certo non perché anch’esse importanti, le urgenze di intervento sulle scuole e sui suoi ascensori fuori uso da anni, le strade divenute un groviera e la creazione finalmente di un Centro Comunale di Raccolta (isola ecologica per i più) per arginare il malcostume di abbandonare i rifiuti in ogni dove,  per rimanere nell’ambito del verde pubblico, per molti che commentano ed in paese si danno battaglia, sarebbero altre le priorità cui il sindaco avrebbe dovuto dare preminenza. E per rimanere in tema di verde pubblico e suoi derivati, a detta di molti la priorità delle priorità non può che passare dalla creazione di un Parco Cittadino di cui oggi, più di ieri, si sente la mancanza vista la chiusura di quello nella zona 167 che ha lasciato lo spazio a beneficio della nuova chiesa.

Anche altre zone del paese hanno bisogno di cura e manutenzione, polemizzano i cittadini e fra tutte la cosiddetta Villa Comunale di via Acquaviva lasciata all’incuria ed all’abbandono.

Ne abbiamo parlato diffusamente qui. (Clicca sull’immagine).Anche il parcheggio di Largo Fiera (parcheggio Scuola Marconi) di qualche cura in più avrebbe bisogno.

Un’area da tempo indicata come nuovo possibile parco urbano da più amministrazioni, ci riferiamo a quella di via Sammichele, versa anch’essa in stato di abbandono.

Anche sui ponti, specialmente quello di via Rutigliano, meta di sportivi mattutini e non che lo percorrono di corsa per l’allenamento quotidiano, ormai gli alberi hanno invaso la carreggiata.

E che dire di Piazza della Repubblica che avrebbe bisogno di attenzione?

Giardinetto di via Piave:

Fontana di via Conversano:

Per non parlare poi di quello spazio verde in uno degli ingressi maggiormente utilizzato per entrare al paesello, (rotonda Auchan via Noicattaro – via P.P. Pasolini), prospiciente il Covent Garden dove sembra che oltre le erbacce l’unica cosa che cresca rigogliosa sono quella moltitudine di cartelloni pubblicitari che non si capisce in che modo disordinato possano arredare l’area. Sembra che i progetti faranoici siano stati dimenticati e con essi i fondi necessari.

Anche quelle aiuole realizzate non tanto tempo fa all’ingresso della Scuola Media Succursale sembrano avere bisogno di aiuto.

Dopo questa carrellata di possibili interventi segnalati dai cittadini, (certamente ne avremo dimenticati ancora molti), non vogliamo entrare nella diatriba se l’intervento dei nuovi alberi di arancio in via Sammichele sia o meno da considerarsi prioritario rispetto a tutti gi altri, ma ci preme segnalare al sindaco ed all’amministrazione questo vademecum delle priorità segnalato dai residenti a Casamassima.

 

 

Casamassima: lo “spirito verde” del sindaco Nitti.

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E così dopo aver fatto sistemare la fontana sul rondò di Piazza Plebiscito, il sindaco Giuseppe Nitti ha indirizzato il rinnovamento del verde su via Sammichele. Alberi di arancio hanno preso il posto di alberi incolti, che sono stati sradicati e di alcuni arbusti piantati in quelle aiuole poste sul marciapiede che va dalla rotonda appunto di Piazza Plebiscito all’intersezione con via Pietà. (vedi foto di copertina). Non abbiamo ben compreso se e in che modo le panchine esistenti saranno portate al vecchio splendore o se, come sussurra qualcuno, saranno sostituite con delle nuove.

Sta di fatto che il lavoro, fatto con maestria, cozza con quei marciapiedi che hanno bisogno di parecchia manutenzione.

Vedremo dove, terminati questi lavori, sarà indirizzato lo “spirito verde” del sindaco.

Certo è che gli sposi, da oggi, visti gli alberi di arancio, sapranno dove trovarne i fiori.

Costo complessivo delle due opere € 7.116 coprensivi di iva e oneri sicurezza.

Determina n. 213/2018 per la sistemazione fontana Piazza Plebiscito

Determina n. 229 /2018 per gli alberi di arancio su via Sammichele

 

Casamassima: la titolare la lavanderia precisa su La Gazzetta del Mezzogiorno.

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Riportiamo integralmente le dichiarazioni della legale rappresentante  la lavanderia che qualche giorno fa ha subito un tentativo di furto del dispositivo cambiamonete, apparse oggi, 24 agosto 2018, su La Gazzetta del Mezzogiorno.

Con riferimento all’articolo «Rapina con “giallo” a lavanderia», pubblicato su queste pagine il 21 agosto (sulle pagine de La Gazzetta n.d.r.), la legale rappresentante della lavanderia di Casamassima afferma in una nota che «l’articolo, nel riportare l’accaduto, ha riferito circostanze non precise». Più in dettaglio, con riferimento alla logistica dell’apparecchio cambia­monete, la imprenditrice puntualizza che «il cambiamonete non ha alcun alloggio di sicurezza. Era ancorato ad un muro per ragioni di sicurezza  – aggiunge – ma facilmente asportabile con l’uso di un qualsiasi arnese in grado di rompere il tufo della parete. Non è dotato di ingenti sistemi di sicurezza semplicemente perché non contenente  grosse  cifre  di   denaro». Ancora, «le telecamere della lavanderia, come dichiarato nell’integrazione di denuncia-querela depositata presso la stazione dei Carabinieri di Casamassima, erano perfettamente funzionanti, ma l’hard disk, per problemi tecnici, non ha potuto registrare. È, altresì, necessario precisare che altre telecamere sono presenti nell’immediatezza e nelle zone limitrofe la nostra attività commerciale – rimarca – e verosimilmente avrebbero ripreso l’accaduto. L’acquisizione o meno dei relativi filmati avverrà su impulso esclusivo degli  organi inquirenti». La titolare dell’azienda precisa inoltre «di non essere stata presente   alla  rapina né,  tanto meno,  di  aver visto il ladro. Sono invece ben cinque le persone che hanno riferito di aver visto un uomo di colore con treccine, medio alto, con maglia verde e pantaloni bianchi tentare il furto e poi fuggire a bordo di una utilitaria  di colore grigio». Poi:«La cliente, che al momento del furto si è ritrovata faccia a faccia con il malvivente, è prontamente rientrata nella propria abitazione e ha chiamato telefonicamente noi titolari». Infine:«Non abbiamo alcuna copertura assicurativa contro il furto».

(La Gazzetta del Mezzogiorno, 24 agosto 2018)

La nave Diciotti, i naufraghi, la Marina Militare ed il territorio dello Stato.

A proposito della polemica sui migranti salvati dalla nave della Guardia Costiera Diciotti, da tre giorni ferma nel porto di Catania e da cui, dopo l’intervento della magistratura che ha ipotizzato addirittura il reato di sequestro di persona, sono stati fatti sbarcare solo i 27 minori, vorremmo che almeno la conoscenza delle Leggi, sia italiane che internazionali, fossero alla portata di tutti.

Uno dei due vice premier e ministro dell’Interno Matteo Salvini non vuole in nessun modo concedere lo sbarco dei rimanenti 150 naufraghi se prima non c’è un intervento dell’Europa che si “accolli” una fetta di migranti. Anche l’altro vice premier e ministro Luigi Di Maio seguito dall’altro ministro  Danilo Toninelli, sembra sia d’accordo con la linea dura di Salvini, mentre per il Presidente della Camera Roberto Fico dovrebbe essere assicurato a tutti i migranti salvati dalla nave Diciotti, il permesso di sbarcare. Nel frattempo al Presidente del Consiglio Conte non sembra interessare più di tanto la questione.

Fermiamoci però solo ad analizzare, messe da parte le convinzioni politche di ognuno, cosa recitano le Leggi dello Sato Italiano e le disposizioni Internazionali.

A proposito della nave Diciotti della Guardia Costiera, leggiamo sul sito della Difesa.it:

Le Capitanerie di Porto, cui la nave Diciotti fa parte, sono un corpo della Marina Militare. Esse hanno dipendenza funzionale da vari ministeri, primo fra tutti il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Le Capitanerie di Porto si occupano di:

Sicurezza della navigazione (safety) e sicurezza marittima (security)

Ricerca e Soccorso in mare

…….

Polizia Marittima: disciplina della navigazione, regolamentazione degli spazi nazionali, controllo del traffico, manovra delle navi, sicurezza nei porti, inchieste sui sinistri, controllo del demanio, collaudi e ispezioni di depositi costieri e altri impianti pericolosi

Monitoraggio del Traffico Marittimo – VTMIS: monitoraggio del traffico marittimo per la prevenzione e la sicurezza della navigazione

……..

Quindi a tutti gli effetti, le navi della Guardia Costiera sono navi appartenenti alla Marina Militare ed hanno dipendenza funzionale prima di tutto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, occupato ora da Toninelli.

Vediamo ora cosa stabiliscono le Norme ed il Diritto Internazionale a proposito delle navi militari. Qui servono delle nozioni elementari che chiariscano meglio cosa rappresenta il territorio di uno Stato.

E’ territorio di uno Stato lo spazio, delimitato dai confini, all’interno del quale lo Stato esercita la propria sovranità. Se per conquista militare o per qualsiasi altra ragione, lo Stato perde tutto il proprio territorio, cessa di esistere. Esso, privato di un ambito entro il quale esercitare il proprio potere sovrano, non ha più alcuna funzione e non c’è nulla che ne motivi la sopravvivenza.

Il territorio dello Stato comprende:

la terra ferma

le acque territoriali, se Stato rivierasco;

lo spazio aereo che sovrasta la terra e acque;

il sottosuolo sia terrestre, che marino;

……..

Le acque territoriali  sono costituite da una fascia di mare, solitamente non più ampia di dodici miglia, sulla quale si estende la sovranità dello Stato. Le navi che vi entrano  sono soggette alle leggi di questo.

Le navi e gli aerei costituiscono il cosiddetto territorio flottante dello Stato. La disciplina a cui sono soggetti però, è diversa a seconda che siano militari e civili. Le navi e gli aerei militari costituiscono territorio dello Stato di cui battono bandiera, anche se si trovano in un porto o in un aeroporto straniero. Le navi e aerei civili, invece, sono territorio dello Stato di cui battono bandiera fin quando si trovano in cieli o in acque internazionali. Cessano di esserlo nel momento in cui entrano nelle acque territoriali o nello spazio aereo di un’altro Stato.

Conclusioni:

La Diciotti è una nave militare che batte bandiera italiana, quindi appartenente allo Sato Italiano ed è quindi, territorio dello Stato.

La domanda sorge spontanea: il ministro Salvini che non vuole che una parte di soggetti che già si trovano a tutti gli effetti su suolo italiano, sbarchino sulla terraferma, cosa ha in mente realmente?

Per quale motivo l’Europa come egli richiede dovrebbe intervenire sullo sbarco o meno di questi soggetti a patto che altri Stati se ne assumano la responsabilità di ospitarli? Considerato che sono già su suolo italiano, cosa cambierebbe nella gestione della “crisi” che si sta protraendo da giorni, il richiedere semplicemente al resto d’Europa il rispetto degli accordi che a suo dire non sono rispettati?

E sa tale stato di cose dovesse protrarsi nel tempo, non è vero che il reato ipotizzato dai magistrati inerente il sequestro di persona avrebbe fondamenti giuridici certi ed inimmaginabili?

E come se una qualsiasi persona, occupando una piccolissima parte di territorio costituente lo Stato non potesse muoversi liberamente su tutto il territorio di quello Stato. Ma questo è possibile solo nel caso in cui quella persona, quel soggetto, sia sottoposto a limitazioni della libertà personale sentenziata dalla Magistratura e da un Giudice.

Ed è questo il caso dei migranti salvati dalla nave militare Diciotti ancorata da tre giorni nel porto di Catania?

Sono delle persone recluse per un reato? E quale sarebbe la sentenza di condanna stabilita dal Tribunale per i rimanenti 150 naufraghi ancora impossibilitati a sbarcare?

 

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