A Casamassima il prossimo 10 giugno il Movimento 5 Stelle sosterrà Antonello Caravella sindaco.
A Casamassima il prossimo 10 giugno il Movimento 5 Stelle sosterrà Antonello Caravella sindaco.
Nel’indifferenza della politica impegnata in una campagna elettorale sterile, puerile e pleonastica, mentre il Segretario Comunale Pietro Lorè abbandona Casamassima per approdare a Palo del Colle, il Commissario Prefettizio Aldo Aldi, “nonostante spetti” al Sindaco la nomina, procede lui d’ufficio a designare il nuovo Segretario Comunale che sarà il dott. Ettore Massari.
E’ del 2 giugno scorso l’Ordinanza del Commissario Prefettizio che individua appunto nel dott. Massari quale Segretario idoneo a svolgere le funzioni presso la Segreteria Comunale.
Nato a Bari il 31 gennaio 1981, da marzo scorso riveste anche un ruolo all’interno della FEDIR (Federazione Dirigenti e Direttivi Pubblici).
E stato già segretario di San Canzian d’Isonzo (GO), Carlino (UD), Poggiorsini (BA), Giovinazzo (BA), Celenza Valfortonre e Carlantino (FG), Fontecchio e Collepietro (AQ).
Non ci resta che augurare buon lavoro.
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Per l’Ordinanza del Commissario Aldo Aldi clicca qui.
In una piazza che gli organizzatori si sarebbero aspettati con ben altra cornice di cittadini ed elettori, è andato in onda il comizio tanto atteso di Autonomia Cittadina, l’asse portante della coalizione che vede Giuseppe Nitti candidato sindaco.
L’intervento certamente con più peso specifico è stato quello di Franco Pastore, già segretario cittadino di Autonomia Cittadina quando il candidato sindaco era Vito Rodi, scomparso dagli scenari politici casamassimesi ormai da tempo. Ed è stato quando, chiamato il candidato sindaco Giuseppe Nitti sul palco, che chiara è stata l’impressione che qualcosa di rilevante, da lì a poco, si apprestava a nascere.
Ma prima di iniziare la sua lunga disamina storico politica che ha vissuto il paesello in questi ultimi dieci anni di attività del suo movimento, Franco Pastore non poteva mancare di precisare e di puntualizzare i distinguo che tutti si aspettavano dopo il comizio dei sindaci civici che giovedì 31 maggio ha infiammato la piazza. Ai legittimi riconoscimenti nei confronti di un appartenente al partito dei sindaci, Italia in Comune, Tommaso Depalma, sindaco di Giovinazzo che balzò agli onori della cronaca quando si raddoppiò l’importo dello stipendio da sindaco giustificandolo con: “In questo modo riuscirò ad aiutare meglio e più velocemente chi ha bisogno del mio aiuto “, è seguita la stoccata quasi mortale a Davide Carlucci, sindaco uscente di Acquaviva delle Fonti e che ritenta l’avventura, come il suo amico di sempre Giuseppe Nitti, anch’egli il prossimo 10 giugno.
Un intervento sopra le righe e non previsto, andato un po’ oltre, lo definisce Franco Pastore a nome di tutta Autonomia Cittadina quello di Carlucci che non poche polemiche ha suscitato nella platea che sentiva gridare il suo sdegno dal palco contro non solo la Lega, ma anche nei confronti dei partiti in genere. L’attacco frontale alla Lega, però, che solo dopo qualche ora da quel comizio a sostegno di Giuseppe Nitti avrebbe visto il suo segretario politico Matteo Salvini rivestire i panni di Ministro degli Interni della Repubblica in quel governo giallo verde che vede il suo movimento insieme a quello 5 Stelle al governo del Paese, sarebbe, a detta di Autonomia Cittadina e Rivoltiamo Casamassima, quasi inaccettabile. Se il civismo è rappresentato, secondo gli autonomisti, dalla pluralità di sensibilità, che si mettono insieme per il bene comune, tra queste sensibilità diverse bisognerà riconoscere anche quelle di chi la Lega la rappresenta nella coalizione di Giuseppe Nitti. E a Casamassima la Lega è ancora rappresentata da quei voti, circa 750, che gli elettori hanno indirizzato a beneficio di Maria Montanaro, candidata il 4 marzo alla Camera dei Deputati in quota verde lega ed oggi, candidata consigliera in Rivoltiamo Casamassima a sostegno di Nitti sindaco.
Ampliando il discorso, a Carlucci, aggiungiamo noi, certamente sarà sfuggita anche la sua propensione al dialogo costruttivo con il Partito Democratico, divenuto all’improvviso nel nome di un civismo interpretato il nemico numero uno da abbattere come quella lista Forza Giovinazzo, di chiara ispirazione berlusconiana che nel 2017 ha reso possibile l’elezione di Depalma a sindaco di Giovinazzo presente, con lui, a quel comizio e su quel palco.
Ma Autonomia ha voluto, secondo noi, anche tutelare tutte le altre sensibilità facenti parti la coalizione che sostiene Nitti, come quella di Gino Petroni, che ha mantenuto quel NOI aggiungendolo alla lista che lo vede candidato consigliere, oppure alla ex consigliera di maggioranza eletta nelle file del PD Arianna Zizzo e poi passata come rappresentante delle ACLI per poi oggi divenire civica nella lista del candidato sindaco, a Salvatore Nacarlo o Giuseppe Valenzano che ha sempre orbitato nell’ambito del centro destra costituito da partiti strutturati.
E dopo la disamina non certo lusinghiera su tutto il mandato di Birardi che all’interno del gabinetto del sindaco custodiva l’urna contenente le richieste di assunzione per il Parco Commerciale e che ancora oggi si presenta sui palchi rivendicando la presenza del suo partito nelle liste di Forza Italia, la lunga requisitoria di Franco Pastore è stata la stilettata nei confronti di Franco Pignataro e Rino Carelli, a suo dire, tramutatisi in entità civiche informi quando nelle scorse amministrative del 2015 si candidarono, in alleanza proprio con Autonomia Cittadina, nelle file di Nuovi Orizzonti.
Ma qui si aprirebbero scenari e scusatemi il gioco di parole, nuovi orizzonti a cui preferiremmo rispondessero i diretti interessati ed è per questo che ci asteniamo, momentaneamente, dall’esprimere giudizi.
Se qualcuno volesse da noi un riassunto di quello che è stata l’uscita di Autonomia Cittadina attraverso il comizio di ieri potremmo dire senza essere smentiti che accanto ad un’altra definizione di civismo, sino ad oggi ne abbiamo contate almeno quattro, il segnale netto ed incontrovertibile è quello che vede saldamente nelle mani del movimento civico guidato da Pinuccio Fortunato la leadership della coalizione che sostiene Giuseppe Nitti sindaco.
Clicca qui per il video del comizio di Franco Pastore.
Nella foto di copertina Giuseppe Nitti e Franco Pastore e a seguire quella che vede Davide Carlucci e Maria Montanaro uno di fronte all’altra, dopo il comizio del 31 maggio scorso a Casamassima.
E’ stato un momento drammatico quello che avrà vissuto ieri sera Agostino Mirizio allorquando Sergio Mattarella, il Presidente della Repubblica, con quella convocazione quasi a sorpresa, forse per rimediare ad un errore, riportava Giuseppe Conte al Colle incaricandolo di formare il 67° Governo della Repubblica.
Dopo la constatata voglia di Giorgia Meloni, responsabile di Fratelli d’Italia, ad accomodarsi su uno strapuntino pur di far parte del governo del cambiamento a guida salviniana con l’appoggio quasi esterno di Di Maio, il respiro si è fatto pesante. Immaginiamo anche l’imbarazzo di Franco Pignataro che, da portavoce cittadino di quella destra coerente che ha voluto più volte ribadire dal palco in questa campagna elettorale per le amministrative del paesello, si sarebbe trovato a giustificare una circostanza imbarazzante.
Un governo con la Lega, il M5S e la destra Meloni?
Messagini fra Pignataro, Mirizio, Carelli e il rinato Birardi impegnavano i ripetitori qualcuno dei quali posto a meno di trecento metri dalle scuole ancora chiuse ma che tra qualche giorno apriranno le porte per l’inaugurazione non sappiamo se definitiva.
Cosa avrebbe potuto inventare per giustificare, il nostro povero Pignataro, non solo una spaccatura senza via di ritorno di un centro destra nazionale, ma anche di quello locale, che orfano della Lega impegnata in percorsi diversi, li aveva costretti ad abbandonare Agostino rimasto l’unico coerente?
Cosa poteva inventarsi Franco per giustificare le scelte del suo partito nazionale? Con la Lega nostrana rimasta fuori dall’alleanza che vede la spaccatura del centro destra nazionale anche qui a Casamassima, saranno Fratelli d’Italia che non farà mancare il suo sostegno a Salvini e Di Maio al Senato e Forza Italia all’opposizione con Renzi a sostenere Mirizio.
E continuando a giocare in questo scritto completamente fuori dalla realtà, che è peggio, molto peggio, e a traslare il nazionale al locale vedremmo bene Antonello Caravella insieme a Maria Montanaro, ma che sostiene Nitti però, al governo cittadino con Pignataro in appoggio esterno ed il 50% di Agostino Mirizio con Rino Carelli per intero all’opposizione con la Spinelli.
Si, ma il sindaco chi sarà?
Nel frattempo Carlucci da Acquaviva parlò e …….
Sembra ci sia una parola che in questa campagna elettorale viene pronunciata ogni qualvolta si sale sui palchi. Utilizzata ora per auto compiacersi delle scelte, ora per denigrare quelle di altri, il civismo, la nuova bandiera di Casamassima, debutta nei discorsi e nei bar.
E ci hanno dato anche la definizione di civismo: «Nobiltà di sentimenti civili, alto senso dei proprî doveri di cittadino e di concittadino, che spinge a trascurare o sacrificare il benessere proprio per l’utilità comune: dare prova di civismo», sentenzia la Treccani.
Come sostengono molti candidati, non importa se sindaco o consiglieri, solo attraverso il civismo si può combattere la disonestà che impera nel mondo della politica ed attraverso essa nell’amministrazione della cosa pubblica.
Non siamo fra quelli che pensano possibile trovare i disonesti, gli arraffoni, gli incompetenti e i ladri o tutti quelli che “fanno” politica per interessi squisitamente personali solo all’interno dei partiti. Pensiamo invece che simili categorie di individui celino la loro vera natura sia all’interno dei partiti politici che nelle liste civiche dacché queste non sono garanzia di rettitudine morale e competenza amministrativa solo per il fatto di dichiararsi civiche. Ma se questa suddivisione comoda e banale, ladri nei partiti, onesti nelle liste civiche potremmo per assurdo concederla se parlassimo di politica nazionale, per quanto riguarda quella locale, dove i candidati votabili non sono imposti dal partito in liste blindate e quindi imposti, tale discriminante non troverebbe accoglimento.
Se Tizio è onesto e competente e corretto sino a spingersi sacrificando il benessere proprio per l’utilità comune, lo è sia se dovesse essere candidato in un partito sia nel caso lo fosse per una lista civica.
E parlando di politica locale e non nazionale, dovremmo analizzare le dinamiche che il più delle volte portano ad eleggere Caio anziché Sempronio perché sono i rapporti famigliari, parentali ed amicali a determinare la scelta e non certamente l’abnegazione per la causa comune.
E così questa nobiltà di sentimenti civili dovrebbe essere rappresentata dalle tante liste civiche che sostengono vari candidati sindaci che si propongono alla guida del paesello. Infatti su 12 liste, quasi il 70% di esse, 8, sono appunto le cosiddette liste civiche.
Ma anche se tutte, pensiamo, con gli stessi principi ispiratori di trasparenza amministrativa, impegno, profusione e correttezza condita da tanta onestà, concorrono a contendersi il primato di trascurare o sacrificare il benessere proprio per l’utilità comune lo fanno in ordine sparso ed anzi armate l’una contro l’altra?
Accanto alle storiche presenti a Casamassima da oramai 8 anni, su cui non si possono nutrire dubbi proprio perché il tempo dovrebbe rappresentare garanzia, Autonomia Cittadina e Rivoltiamo Casamassima. Se ne sono aggiunte in questa competizione elettorale, però, anche Rilanciamo Casamassima, Noi-Civicamente-Insieme per Casamassima, addirittura tre in una, Giuseppe Nitti sindaco, Progetto Casamassima, Rinnovamento Civico e non sappiamo se annoverare anche quella di Fra Voi con Antonietta Spinelli sindaco visto che stringe alleanza con un partito, quello Democratico, che tutto è o potrebbe essere tranne che civico.
I gruppi di cittadini stanchi dei partiti tradizionali decidono quindi di abbandonare la casacca di una parte politica e senza mettersi insieme, ma confrontandosi a muso d’uro gli uni con gli altri, tralasciando l’imbarazzante scelta fra destra, sinistra o centro, che farebbe tanto partito, sacrificano tutto se stesso per il bene comune. Questo è almeno quanto ci vogliono comunicare. Ma di liste veramente civiche al paesello, tranne quelle storicamente presenti, non sembra se ne scorgano le ragioni. Fra noti personaggi politici che le affollano, credere in un civismo così come la Treccani lo definisce, è impresa difficile. E questo vale anche per le neonate Progetto Casamassima e Rinnovamento Civico che sostengono Ronghi che contrariamente da quanto sostiene la presidente pro tempore, non è immune da inquinamenti politici e partitici vista la presenza proprio del candidato sindaco all’interno di liste UDC di qualche tempo fa.
Per come si sta componendo il civismo cittadino tutto, sembra più essere diventato un raccoglitore di esperienze passate a volte disastrose nei tradizionali partiti politici di provenienza che un vero e sentito trascurare o sacrificare il benessere proprio per l’utilità comune. Ma non per tutti, naturalmente.
Tutti questi civici salvatori della patria, però, proprio perché animati dallo stesso spirito di abnegazione totale a favore del bene comune, come mai non sono uniti a favore di un solo candidato sindaco, anziché sostenerne tre diversi? Se in questa speciale classifica potessimo considerare anche il Movimento 5 Stelle padre e madre ispiratore del civismo, i candidati sindaco diventerebbero 4.
Che il civismo abbia in realtà connotazioni politiche ben precise che ci porterebbero alla memoria “partitini” di destra, sinistra o centro che è meglio però camuffare sapientemente? Che il civismo non abbia come spiega la Treccani, solo ed unicamente come base fondante il trascurare o sacrificare il benessere proprio per l’utilità comune a beneficio di un’utilità particolare?
A parte queste considerazioni, dal 15 aprile scorso si sente sempre più spesso parlare del Partito dei Sindaci formato da amministratori locali impegnati in politica proprio attraverso il civismo. Ormai in Italia molti fra amministratori locali e sindaci, hanno aderito a Italia in Comune che nasce per dare una risposta a tutti i cittadini e per proporre un modello diverso da quello degli attuali schieramenti politici. Un partito che nasce dai territori e punta a mettere al centro le persone e le comunità.
Presidente è Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e Alessio Pascucci, divenuto sindaco di Cerveteri dopo aver battuto una coalizione di centro sinistra, ricopre il ruolo di coordinatore nazionale.
Il 4 giugno prossimo si terrà a Bari, presso il Teatro Forma, la prima convention pugliese del movimento Italia in Comune. In quell’occasione amministratori locali vicini a noi come Donato Lucilla, ex sindaco di Gioia del Colle, Giuseppe Lovascio, già sindaco di Conversano e Davide Carlucci, sindaco di Acquaviva delle Fonti, assieme a tanti consiglieri comunali, aderiranno a questo nuovo raggruppamento politico.
Anche Michele Abbaticchio, sindaco di Bitonto, che molti danno come futuro capo politico del movimento in Puglia, parteciperà alla convention portando il suo contributo.
Parte del civismo militante del paesello a sud est la grande metropoli giovedì 31 maggio ospiterà un comizio in cui proprio questi nuovi eroi civici a livello locale, avranno modo di spiegarcene le ragioni, sostenendo la candidatura di Nitti a sindaco.
E perché per Ronghi no?
E perché per quel 50% di civico della Spinelli no?
E le ragioni di Davide Carlucci, candidato sindaco per la seconda volta ad Acquaviva delle Fonti avendo lasciato il PD che lo decretò sindaco la prima, saranno le più interessanti.
Vedrete che tutti i civici nostrani non deluderanno le nostre aspettative e il 4 giugno prossimo affolleranno il Teatro Forma di Bari aderendo compatti al civismo oramai istituzionalizzato smentendo le nostre illazioni fuori tempo.
A proposito, ma i partiti, sono ancora da considerarsi esseri viventi?
Saranno due le liste a sostegno di Agostino Mirizio Sindaco; Forza Italia e Fratelli d’Italia. Domenica 27 maggio presentati i candidati consiglieri di Forza Italia.
Sabato 26 maggio 2018: il comizio di presentazione di Antonietta Spinelli.
Saranno due le liste a sostegno di Agostino Mirizio Sindaco; Forza Italia e Fratelli d’Italia. Sabato 26 maggio è stata la volta di Fratelli d’Italia.
Casamassima: venerdì 25 maggio il primo comizio in Piazza Moro di Giuseppe Nitti candidato sindaco.
Si vota domenica 10 giugno 2018 dalle 7.00 alle 23.00.
Voto disgiunto:
Assicuratevi di avere con voi la Tessera Elettorale ed un documento di riconoscimento valido.

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