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Il Giorno della Memoria dovrebbe essere quotidiano.

Mentre Casamassima ha già cominciato a dar vita a varie iniziative per ricordare l’inumanità del fascismo e del nazismo che nella segregazione dei ghetti prima e dei campi di concentramento poi, diede inzio allo sterminio di milioni di vite, si resta in attesa delle manifestazioni ufficiali di domenica 27 gennaio, Giorno della Memoria.

La ferocia nazista non colpì solo gli ebrei, ma anche prigionieri politici, omosessuali e transessuali uccisi dagli esperimenti di Mengele, i Pentecostali sino allo sterminio dei Rom e dei Sinti. Gli esperimenti sui gemelli cui venivano iniettati virus e a cui veniva fatta bere acqua salata sino alla morte, rappresentano solo la punta dell’iceberg di quello che è stata la Shoah: l’eliminazione fisica dell’uomo per mano di un altro uomo.

Comunisti, socialisti, sindacalisti, gli Untermenschen (popolazioni slave e dell’Est Europa), Testimoni di Geova, disabili e malati di mente. Questo ed altro ancora è stato lo sterminio che dal 1933 al 1945, secondo i più recenti studi, ha avuto fra i 15 ed i 20 milioni di vittime.

Ed il tutto ad opera di un uomo, Hitler, che anche grazie alla complicità di Mussolini in Italia, poté mettere in pratica le sue deliranti tesi sulla razza ariana e sulla sua presunta superiorità. Difficile sarebbe per gli italiani non ricordare le Leggi Razziali (clicca qui se vuoi approfondire) e il genocidio in Etiopia.

Hitler, l’imbianchino divenuto il male assoluto, nel suo libro Mein Kampf, decide di incolpare gli ebrei per la presenza in Renania, alla fine della Prima Guerra Mondiale, di soldati neri francesi provenienti dalle colonie che con le donne tedesche del luogo ebbero figli mulatti che divenuti i “bastardi della Renania”, dovevano essere soppressi per impedire l’inevitabile “bastardizzazione” del popolo tedesco.

Moni Ovadia, in un’intervista del 2015, ci riporta ad una verità che va oltre l’immaginazione del momento e che apre nuovi orizzonti a cui dovremmo volgere lo sguardo se non fossimo distratti da quel dito, che non facendoci apprezzare la Luna, ci mostra una realtà artificiosa, falsa e pregna di pregiudizi, molte volte razzisti:

La persecuzione degli ebrei è stata separata da quella di tutti gli altri, per questo è diventato il giorno della falsa coscienza, per cui “noi facciamo le cose per gli ebrei”: ma nei fatti, si perseguitano i rom, si discriminano gli arabi, i nordafricani. Il governo di Israele usa la stessa logica, l’israelizzazione della Shoah per avere campo libero per le proprie politiche indecenti.

Le discriminazioni contro i meridionali che hanno lasciato il posto a quelli che sui barconi devono morire sono anch’esse non meno gravi di quello che, nel secolo scorso, portarono ad una carneficina, che oggi, a distanza di 80 anni, sembra non abbia insegnato nulla.

Ci auguriamo che le Istituzioni, comprese quelle di Casamassima, non ci inondino di discorsi retorici, ampollosi, magniloquenti ed enfatici preparati a tavolino per nascondere la pericolosa convivenza politica con soggetti portatori di quegli stessi germi che solo ieri rappresentarono per l’intera Umanità il punto più basso.

Ed a sostegno di quanto ci auguriamo le Istituzioni locali facciano, portiamo a testimonianza le parole del Presidente della Repubblica pronunciate qualche giorno fa:

“Noi italiani abbiamo un dovere morale, verso la Storia e l’umanità. Il dovere di ricordare. E di combattere ogni focolaio di odio, antisemitismo, razzismo, negazionismo. E di rifiutare l’indifferenza, un male tra i peggiori”.

L’esempio deve essere coerente e quotidiano.

Noi la guardia non l’abbasseremo.

Casamassima: Rocco Bagalà potrebbe entrare in Consiglio Comunale.

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Ci potrebbe essere, il condizionale è d’obbligo, una nuova composizione del Consiglio Comunale. Infatti rumors del momento porterebbero a ritenere che Rocco Bagalà, attualmente segretario cittadino del PD di Casamassima, potrebbe prendere il posto di Antonietta Spinelli, che per motivi personali non strettamente correlati con gli impegni politici, si dimetterebbe dalla carica di consigliere comunale.

 

Restiamo umani: Riace Premio Nobel per la Pace.

Di seguito il testo dell’appello diffuso dalla rete di associazioni proponenti.

Siamo una rete di organizzazioni della società civile, NGO e Comuni che vogliono promuovere una Campagna a favore dell’assegnazione del Premio Nobel per la pace 2019 a Riace, il piccolo Comune calabrese che invece di rinchiudere i rifugiati in campi profughi li ha integrati nella sua vita di tutti i giorni.

Riace è conosciuta in tutta Europa per il suo modello innovativo di accoglienza e di inclusione dei rifugiati che ha ridato vita ad un territorio quasi spopolato a causa dell’emigrazione e della endemica mancanza di lavoro. Le case abbandonate sono state restaurate utilizzando fondi regionali, sono stati aperti numerosi laboratori artigianali e sono state avviate molte altre attività che hanno creato lavoro sia per i rifugiati che per i residenti.

Nel 2018 il Sindaco di Riace, Domenico Lucano, è stato arrestato, poi rilasciato, sospeso dalla carica e infine esiliato dal Comune con un provvedimento di divieto di dimora per “impedire la reiterazione del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Un provvedimento che rappresenta un gesto politico preceduto dal blocco nel 2016 dell’erogazione dei fondi destinati al programma di accoglienza e inserimento degli immigrati, che lasciò Riace in condizioni precarie.

Gli atti giudiziari intrapresi nei confronti del Sindaco Lucano appaiono essere un chiaro tentativo di porre fine ad una esperienza che contrasta chiaramente con le attività dei Governi che si oppongono all’accoglienza e all’inclusione dei rifugiati e mostrano tolleranza in casi di attività fraudolente messe in atto nei centri di accoglienza di tutta Italia e in una Regione dove il crimine organizzato – non di rado – opera impunemente.

Supportare la nomina del Comune di Riace per il Nobel della pace è un atto di impegno civile e un orizzonte di convivenza per la stessa Europa.

Possono sottoscrivere la richiesta, che sarà inoltrata al Comitato per l’assegnazione dei premi Nobel:

– i singoli cittadini, tramite il link

https://drive.google.com/open?id=1mBGI0d5DsfOgMG3g2FR_sfAha1At1G68maqySAWsXW0

– le associazioni, tramite il link

https://drive.google.com/open?id=1XAMQJQAbP0mEgkqvBmIbXQWqfcAQClwSsXMNGuyfP-0

– i docenti universitari (anche in pensione) devono utilizzare il link

https://goo.gl/forms/FUPzMH7okIvcOzkm1

– i parlamentari o ex parlamentari devono utilizzare il link

https://docs.google.com/forms/d/1mP_3RHhvWXYe8EfE-_9w6i0Seo8Gl-q07OuQrMvq108/edit

LA RICHIESTA DEVE ESSERE SOTTOSCRITTA E INVIATA ENTRO IL 30 GENNAIO 2019

Grazie, il Comitato promotore:

Rete dei Comuni Solidali;

Municipio VIII Roma;

Comunità di base San Paolo;

Left;

ARCI Roma;

Comuni Virtuosi;

CISDA;

Noi siamo Chiesa;

ISDE;

Festival “Roma incontra il mondo” 2019.

 

 

 

C’è un paio di scarpette rosse

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C’è un paio di scarpette rosse

    numero ventiquattro

    quasi nuove:

    sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica

    “Schulze Monaco”.

    C’è un paio di scarpette rosse

    in cima a un mucchio di scarpette infantili

    a Buckenwald

    erano di un bambino di tre anni e mezzo

    chi sa di che colore erano gli occhi

    bruciati nei forni

    ma il suo pianto lo possiamo immaginare

    si sa come piangono i bambini

    anche i suoi piedini li possiamo immaginare

    scarpa numero ventiquattro

    per l’ eternità

    perché i piedini dei bambini morti non crescono.

    C’è un paio di scarpette rosse

    a Buckenwald

    quasi nuove

    perché i piedini dei bambini morti

    non consumano le suole.

Gioconda Beatrice Salvadori Paleotti, coniugata Belluigi e poi Lussu, più nota come Joyce Lussu, è stata una partigiana, scrittrice, traduttrice e poetessa italiana, medaglia d’argento al valor militare.

 

 

Il PD di Casamassima a Congresso.

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Tra sabato 19 e domenica 20 gennaio si è tenuta a Casamassima, una riunione di Circolo per l’elezione del Segretario e dell’Assemblea Nazionale in prossimità del Congresso Nazionale del partito fissato per il 2 febbraio 2019.

I 63 votanti hanno così espresso le loro preferenze, facendo intendere chiaramente un cambio di rotta che mette i “renziani” in soffitta:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Casamassima: anche i “soggetti riconducibili alla maggioranza” nel Consiglio di venerdì 18 gennaio.

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Quali i motivi dell’urgenza riscontrati per la convocazione di un consiglio comunale? E se poi la prerogativa della scelta del Segretario Generale Comunale è solo del sindaco, perché investire il Consiglio Comunale di tale compito? E poi come mai nessuno dei 4 che ha occupato quella posizione va bene? Ed ancora, come mai i segretari comunali vanno via? Ma la maggioranza conosce la programmazione?

Queste le domande da parte delle minoranze, Palmieri, Mirizio, Caravella e Portaccio, nei confronti di una maggioranza che “sembra scocciata” dalle opposizioni che trovano sempre un motivo per ostacolarne il trionfale cammino. E a queste contestazioni ci saremmo aspettati che almeno un legale che mastica la materia, come la consigliera di maggioranza dott.ssa Marida Lerede, avesse tentato, per non lasciare da solo Nitti, di darle delle risposte, ma nulla di tutto questo è avvenuto.

In sintesi questo è quanto prodotto dal Consiglio Comunale monotematico ed urgente convocato in tutta fretta nella mattinata di venerdì 18 gennaio che ha ratificato, come avevamo anticipato ieri, la convenzione fra Nitti, sindaco di Casamassima e Donatelli, sindaco di Triggiano, in riferimento all’impiego del segretario comunale di Triggiano, dott. Di Natale Luigi, ma solo per il 20%, anche per il Comune di Casamassima.

Tempo che appare insufficiente per risolvere i mille problemi che negli anni si sono accumulati e che si stanno accumulando e che avrebbero meritato sicuramente più attenzione e considerazione, almeno uguale a quella destinata all’addetto stampa, da assumere a tempo pieno. (clicca qui per leggere).

Domande, quelle delle minoranze, non secondarie le cui risposte, non hanno soddisfatto le opposizioni che hanno bocciato il provvedimento a cui la maggioranza non ha fatto mancare il suo incondizionato consenso.

Ma rispetto a quanto scritto ieri, a proposito dei segretari comunali che si sono succeduti in questi 6 mesi e mezzo di sindacatura Nitti, e che oggi non rivestono più quel ruolo, dobbiamo chiedere scusa ai nostri lettori. Accanto al dott. Ettore Massari, alla dott.ssa Doriana De Angelis, al dott. Giuseppe Bruno, “ritenuti non soddisfacenti” perché non scelti direttamente dal sindaco e che hanno preso altre direzioni, abbiamo dimenticato di citare anche la dott.ssa Teresa Gentile il cui incarico, durato appena 8 giorni, abbiamo appreso dal sindaco, è stato la causa di questo consiglio comunale in quanto il contratto scadeva proprio il 18 gennaio. (clicca qui per leggere).

Ci scusiamo per l’inesattezza dell’elenco fornito ieri.

4 segretari comunali ma nessuno con quel quid necessario e fondamentale che avrebbe potuto convincere il sindaco Nitti all’impiego duraturo e stabile. Se mai tale personalità sia stata “progettata” è un mistero, visto che come garante della legittimità degli atti prodotti dal Comune viene chiamato, per scarsi tre mesi (rinnovabili) e con un incarico solo al 20%, un segretario comunale che presta già regolare servizio presso un altro comune. In che giorno e a che ora i consiglieri o i cittadini ne facciano richiesta lo possano incontrare in ufficio è un mistero, come misterioso resta il fatto di sapere quando sarà possibile tenere le Giunte Comunali che senza la presenza del segretario sarebbero nulle. Per fortuna c’è la dott.ssa Carmela Fatiguso che dovrà, nonostante i molteplici compiti e responsabilità ricoperte, occuparsi anche della carica di Vice Segretario Generale Comunale.

Controllore e controllato, secondo Caravella.

Siparietti interessanti quelli fra Palmieri ed il Presidente del Consiglio Giuseppe Valenzano, sempre più di parte, fra Caravella e Mirizio a proposito del governo nazionale e della norma che porta da 40 mila a 150 mila gli affidamenti diretti, (clicca qui) e fra Mirizio e la maggioranza a proposito di quello spacchettamento dei lavori al Campo Sportivo (clicca qui) per affidare incarichi a soggetti riconducibili alla maggioranza.

Soggetti riconducibili alla maggioranza?

 

Casamassima: arriva il Segretario comunale part time. Domani 18 gennaio, Consiglio Comunale urgente.

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Salvo improbabili colpi di scena, sarà il dott. Di Natale Luigi il nuovo Segretario Comunale part time, del Comune di Casamassima.

Saranno queste le risultanze del Consiglio Comunale convocato in tutta fretta, meno di 24 ore, che domani, 18 gennaio alle 10.30 si radunerà nella consueta cornice dell’Aula Consiliare.

Il dott. Di Natale, che riveste i panni di Segretario Comunale per il Comune di Triggiano, rivestirà anche per Casamassima, con una convenzione particolare, lo stesso incarico. E così sarà per l’80% segretario per Triggiano e per il restante 20% segretario di Casamassima. Questo l’accordo fra Giuseppe Nitti ed Antonio Donatelli, sindaci dei rispettivi comuni, che fanno parte anche dello stesso partito di riferimento, Italia in Comune, che domani mattina in una seduta del Consiglio Comunale urgente monotematico, sicuramente sarà ratificato.

Un’amministrazione che continua a navigare a vista quella di Nitti, che senza aver chiaro il concetto di programmazione e che si ricorda delle incombenze e delle procedure lo stesso giorno della scadenza, domani dovrebbe scadere il contratto in essere con il dott. Bruno, convoca i consigli comunali per arginare inabilità imbarazzanti per un’amministrazione che avrebbe dovuto stupire per efficienza e trasparenza.

E così dopo Ettore Massari, Doriana De Angelis e Giuseppe Bruno, che hanno rivestito i panni di segretario comunale in questi 6 mesi e mezzo di sindacatura, il sindaco Giuseppe Nitti, sembra non abbia trovato ancora il segretario comunale dagli occhi azzurri che possa stabilmente occupare quel posto di responsabilità. Anche per il dott. Di Natale, sarà, come per tutti gli altri, non solo un incarico part time, ma anche a tempo determinato. Infatti nella convenzione si stabilisce che il rapporto si risolverà il 30 aprile 2019.

Una domanda sorge spontanea a questo punto: ma è Nitti che non riesce a trovare la figura giusta per far ricoprire l’incarico di responsabilità o sono gli altri a preferire altri lidi dopo aver conosciuto la realtà di Casamassima?

 

 

Casamassima, la Blu Town con regole proprie.

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Anche se i cattolici prediligono il Presepe, l’albero di Natale andrebbe “montato” l’8 dicembre, giorno dell’Immacolata Concezione, anche se a Milano si prepara il 7 dicembre, Sant’Ambrogio, e a Bari il 6, San Nicola. Nel nord Europa, invece, si preferisce addobbarlo il 13 dicembre, Santa Lucia, e negli USA addirittura il penultimo giovedì di novembre.

Ma a prescindere da quando decidi di “montarlo”, che tu sia di Milano, di Bari, che viva nei paesi nordici o a Washington, il 7 gennaio, giorno immediatamente dopo l’Epifania che ogni festa si porta via, dovrebbe necessariamente prendere la via degli scatoloni e della cantina.

Ma non nella Blu Town, che vivendo di tradizioni proprie che non hanno uguali in nessuna parte del mondo, il Blu Christmas, dura praticamente all’infinito, comprese le Stelle Comete che non avendo intenzione di abbandonare la grotta, tengono compagnia ai fili di luci colorate che circondano l’orologio e che sovrastano la piazza.

Cercasi volontari?

 

Casamassima. Giuseppe Nitti da consigliere, con Cessa, la “pretese”.

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Ribattezzata da più parti la norma ingrassa corrotti, grazie al governo del popolo a guida Lega & 5 Stelle, il tetto per gli appalti ad affidamento diretto dei sindaci, passa da 40 mila a 150 mila euro.

Un duro colpo alla legalità e al mercato, contestato dall’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone, dall’Associazione Nazionale Costruttori e dai Sindacati dei lavoratori edili. Tutti sanno bene come gli appalti ad affidamento diretto siano la grande mangiatoia di clan e faccendieri: una realtà dimostrata da centinaia di inchieste giudiziarie anche nelle ultime settimane. Indagini che evidenziano come questi lavori spesso vengano affidati agli amici degli amici, senza garanzie né di qualità, né di legalità: si tratta del settore preferito dalle cosche imprenditrici, che in tutta Italia manovrano ditte e conquistano cantieri, alternando bustarelle a minacce. (fonte la Repubblica.it)

E che sia una norma discutibile, lo capiscono anche i non addetti ai lavori. Affidare maggior potere alle stazioni appaltanti, e fra questi i Comuni, mette in discussione la trasparenza per gli appalti mediante un iter concorsuale, sinonimo di efficienza, economicità, e buon andamento della pubblica amministrazione. Considerato poi che il settore degli appalti, in Italia, è da sempre il terreno preferito della criminalità organizzata e delle mafie, ove si commettono reati al fine di trarne ingenti profitti a danno dello Stato, il quadro sarebbe completo.

I sindaci e le amministrazioni accorte, e quella rappresentata da Giuseppe Nitti, sindaco di Casamassima può essere annoverata fra queste, probabilmente nulla potranno fare per mettere in discussine la “norma ingrassa corrotti”, ma per arginare un fenomeno che potrebbe in qualche modo far nascere sospetti ed incomprensioni, non solo fra gli appaltatori, ma anche fra i cittadini attenti a quanto intorno all’amministrazione della cosa pubblica avviene, si potrebbe adottare e riconfermare almeno un codice etico e morale come quello rappresentato da Avviso Pubblico, conosciuto dai più come la Carta di Pisa.

Anche grazie all’impegno dell’allora consigliere Giuseppe Nitti, l’amministrazione Vito Cessa approvò i principi di adesione attraverso una delibera del Consiglio Comunale del 26 novembre 2015.

Contrastare il conflitto di interessi, il clientelismo, le pressioni indebite, favorire la trasparenza degli interessi finanziari e del finanziamento dell’attività politica attraverso scelte pubbliche e meritocratiche per le nomine interne ed esterne alle amministrazioni, piena collaborazione con l’autorità giudiziaria in caso di indagini e obbligo a rinunciare alla prescrizione ovvero obbligo di dimissioni in caso di rinvio a giudizio per gravi reati (es. mafia e corruzione), questi i principi ispiratori che spinsero Nitti ad intraprendere la “battaglia” che lo portò vittorioso sino a quella approvazione da parte dell’intero Consiglio Comunale dell’epoca.

Ed oggi, Giuseppe Nitti, divenuto Primo Cittadino di Casamassima, proprio per rinnovare e rafforzare l’impegno che ieri lo ha visto protagonista da semplice consigliere comunale, dovrebbe secondo noi, scolpire in una roccia questi principi e far aderire ad Avviso Pubblico non solo la sua amministrazione comunale al completo rappresentata dalla Giunta, ma anche tutti i consiglieri di maggioranza ed opposizione, perché significherebbe schierarsi apertamente dalla parte della legalità e della responsabilità usufruendo di servizi qualificati dando forza alla buona politica.

Non permettere a nessuno che si sospetti di possibili consorterie provenienti dalla Casa Comune dovrebbe essere per noi la meta a cui un buon amministratore della Cosa Pubblica dovrebbe ambire ed il sindaco Nitti lo vedremmo volentieri vestirne i panni.

 

Documenti:

Composta da 23 articoli, la Carta indica concretamente come un buon amministratore può declinare nella quotidianità i principi di trasparenza, imparzialità, disciplina e onore previsti dagli articoli 54 e 97 della Costituzione.

 

Casamassima: l’affaire Scuolabus arriva in Procura.

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La cooperativa esterna è autorizzata a svolgere il servizio affidatole   di Scuolabus ed è assolutamente in possesso dei requisiti necessari. Servizio svolto, tra l’altro, in maniera efficiente e sicura.

Queste in sintesi le dichiarazioni rilasciate oggi, 13 gennaio, a La Gazzetta del Mezzogiorno dal sindaco Giuseppe Nitti, intorno all’ormai arcinoto problema degli scuolabus, il cui servizio, ricordiamo, è stato prorogato sino al 31 marzo.

Non è dello stesso avviso Agostino Mirizio. Dopo aver ricostruito l’intera vicenda che parte dalla Determina dell’8 ottobre scorso in cui gli uffici decidono la parziale ed urgente esternalizzazione del servizio di trasporto si arriva al 29 ottobre allorquando, in Commissione, lo stesso funzionario affermava che non si trattava di esternalizzazione. Come dichiara ancora Mirizio, da una visura camerale, la cooperativa poi, non avrebbe neanche i requisiti che la Legge prescrive per il trasporto scolastico. E così, dopo interpellanze, alle quali sia il sindaco che l’assessore hanno eluso la domanda non fornendo alcuna risposta, si decide di presentare un esposto alla Procura della Repubblica, conclude Mirizio.

Quindi sarà la Procura di Bari a dover mettere la parola fine sull’affaire Scuolabus di Casamassima stabilendo se le scelte del sindaco e degli uffici sono o no conformi alla Legge.

 

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