Home Blog Page 23

Le previsioni sono state confermate.

0

Il 28 febbraio convocato il Consiglio Comunale di Casamassima con ben 11 punti all’ordine del giorno, ma senza la possibilità di poter avere delle risposte su interpellanze e/o interrogazioni presentate dalla minoranza. (clicca qui). E per giustificare “il taglio” delle domande “scomode” non ci sarebbe neanche l’alibi della mancanza di tempo visto che l’inizio dell’assise pubblica è prevista per le ore 9.30 e non come abitualmente avviene, nel pomeriggio.

Stigmatizzando le gravi responsabilità politiche del Presidente del Consiglio, Giuseppe Valenzano, l’interrogativo che ci assale è capire che genere di timore possano rappresentare delle domande, che si evitano, per una amministrazione che della trasparenza, a parole, ha fatto la sua bandiera.

Se sia possibile che la maggioranza possa continuare a dettare l’agenda in questo modo e la minoranza a subirla è il nuovo interrogativo che dovrebbe interessare tutti.

 

Casamassima: ingresso sbarrato alla Marconi.

0

Da oggi e sino a data da destinarsi, l’ingresso principale di via Marconi della Scuola Primaria G. Marconi, rimarrà rigorosamente chiuso.

Questa la decisione del RSPP (Responsabile della Sicurezza, Prevenzione e Protezione) dell’Istituto scolastico che invita docenti, genitori, responsabili degli scuolabus ed alunni ad usufruire esclusivamente, per l’accesso, del cancello (bianco) posto in via Matteotti (palestra scoperta).

Per le ragioni di tale disposizione, si rimanda alla foto di copertina.

 

La voce nel deserto.

0

Lo abbiamo scritto più volte e il tempo lo conferma: che il Consiglio Comunale di Casamassima sia diventato un inutile ma necessario passaggio per ratificare ciò che la maggioranza decide non si sa dove e non si sa da chi, verrebbe confermato anche da quella convocazione di Consiglio Comunale per il 28 febbraio prossimo perché se venissero confermate le indiscrezioni che trapelano da quella conferenza dei capi gruppo che ne fissava la data, ci sarebbe da preoccuparsi.

In un ordine del giorno di ben 11 punti, farcito di approvazioni propedeutiche a quel bilancio previsionale che vanno dal PEF, alla TARI (rifiuti), passando al DUP, non lasciando spazio alcuno alle interpellanze o interrogazioni di sorta, si consumerebbe ancora quel distacco divenuto incolmabile fra la maggioranza e tutto il resto della cittadinanza che nessun tipo di risposta potrà sperare di ricevere da chi amministra.

E così alle domande presentate per iscritto da un membro del consiglio circa i motivi o gli intendimenti della condotta del governo cittadino in un certo caso specifico (interpellanza) o interrogazioni consigliari presentate per sollecitare informazioni o spiegazioni circa una data questione, non ci potrebbero essere risposte perché le domande sarebbero abolite. E non importa stabilire quanti abbiano partecipato a quella conferenza di capi gruppo e in che modo e quanto tempo prima siano stati convocati, per stabilire con certezza che le responsabilità politiche di questa scelta che non deporrebbe a favore della maggioranza, ricadrebbero interamente sull’amministrazione che censura le minoranze depauperando l’esercizio del diritto dovere di controllo.

Gravissime sarebbero le scelte del Presidente del Consiglio che, snaturando la natura del suo mandato comportandosi non certamente come garante super partes fra i vari componenti una assise democratica, non garantisse alle minorane il dovere di interrogare la maggioranza sulle scelte messe in atto.

E se ciò dovesse materializzarsi, quello che dovrebbe preoccupare tutti, e non poco, sarebbero i timori evidenti che si nutrono addirittura nei confronti delle “domandeche rimarrebbero la voce nel deserto.

 

 

Movimento 5 Stelle: Di Maio cambia le regole.

0

Che per il Movimento di Grillo, ormai in caduta libera verso gli inferi, lasciato in eredità a Di Maio, la sconfitta sonora in Abruzzo sia stata una Caporetto, crediamo sia sotto gli occhi di tutti. E mentre gli attivisti più acritici di questo movimento che potremo definire senza ombra di dubbio alcuno adepti, pronti solo nell’osservare principi di rigida e intransigente ortodossia, si davano da fare per giustificarla quella sconfitta, ecco che all’improvviso il redivivo Di Maio, dopo un silenzio di oltre 24 ore, scrive e getta tutto alle ortiche.

Sconfitta determinata non dalle mille analisi che commentatori, giornali e TV, tutti come da copione, in opposizione al moVimento ed i suoi ideali contro “sistema”, ma da una semplice e “molto pacata”, si fa per dire, considerazione: gli altri hanno vinto e loro gli hanno visti vincere solo perché loro, i cattivi, i disonesti, gli arruffoni, gli approfittatori, in coalizione scendono mentre loro no.

La loro purezza di animo, la loro honestà, la loro intransigente voglia di cambiare opinione ogni giorno, non può permettergli di coalizzarsi con tutti gli altri e se perdono voti, così come ribadito da recentissime analisi, a favore della Lega Nord, badate bene, e non dell’intero centro destra, è solo perché i cittadini, sempre loro sono le capre, li abbandonano probabilmente proprio per la marea di promesse mai mantenute.

E basterebbe guardare quello che scrivevano sino a ieri questi attivisti adepti per rendersene conto:

Per non parlare delle proposte di legge presentate per vietare a tutti i livelli le coalizioni fra più liste perché sono il male assoluto. Come se allearsi e stringere un patto fra soggetti politici diversi su di un programma condiviso fosse un attentato alla democrazia. Poi perché tale legge suprema non debba trovare accoglimento per un contratto di governo (coalizione-alleanza) fra loro e Salvini rimane un mistero.

Ma loro son così: tutto e contrario del tutto.

E così in Abruzzo si è perso perché sono le coalizioni ad aver determinato una distorsione del sistema. E se lo dicono loro, i puri, gli honesti, i fondamentalisti, potete star certi che è così.

Ma poi, all’improvviso, dopo aver scritto che bisognerà certamente rivedere quel regolamento su Sanremo che non rispetta la volontà del sacro televoto, arriva Giggino Di Maio, capo politico indiscusso del moVimento e uno dei due vice premier del governo sempre giallo sbiadito ma solidissimo verde, che con una delle sue solite uscite per non sfatare le tradizioni, cancella con un colpo di spugna quello che sino a qualche minuto prima era il vangelo, dichiarando:

“Dobbiamo decidere se guardare alle liste civiche radicate sul territorio”, afferma Di Maio. E così d’emblée quello che sino a ieri era il male assoluto, la coalizione e l’alleanza con gli altri, diventa all’improvviso possibile, anzi, necessaria.

E mica possiamo continuare a perdere così. Echecavolo.

Alla luce di ciò, rivedranno i loro giudizi assolutisti, per esempio alle prossime amministrative di Bari?

Speriamo di vivere a lungo per goderci lo spettacolo. Nel frattempo pop corn a volontà.

 

 

Casamassima: chi ringraziare? Caravella (M5S) o Rizzi (Lega)?

0

Sabato 9 febbraio sarà una data che al paesello molti si saranno segnati sul calendario e molti, almeno sino a che non si scoprirà l’arcano, si segneranno. Ma cosa è avvenuto?

Ricostruiamo la storiella.

Antefatto.

Il 10 gennaio il Capo del Dipartimento per gli Affari interni e Territoriali del Ministero degli Interni, Ministero guidato da Salvini, pubblica un decreto con cui vengono attribuiti ai comuni aventi popolazione fino a 20.000 abitanti dei contributi per la realizzazione di investimenti per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale, nel limite complessivo di 394,49 milioni di euro, per l’anno 2019.

In virtù di questo decreto, che rientra nella Legge di Bilancio 2019, anche Casamassima, comune fra i 10.001- 20.000 abitanti, riceverà un contributo pari a € 100.000.

Ed ora, finalmente, il fatto.

Leo Rizzi, segretario cittadino della Lega Nord, dichiara ad un giornale che grazie al titolare del Viminale Salvini, quindi di fatto intestandosi il merito, sono stati sbloccati quei 400 milioni di euro destinati come dal decreto del 10 gennaio. A questo proposito fornisce anche un indirizzo mail che fa capo al ministero degli interni per raccogliere eventuali domande.

Nella stessa giornata, Antonello Caravella, durante un incontro pubblico, presente una senatrice del M5S e il sindaco Nitti, sul tema del RdC e di quei fondi destinati ai comuni, oggetto di quell’incontro con la cittadinanza, sembra che anch’esso si intesti, probabilmente perché partner di governo, la vittoria per quei 100 mila euro destinati a Casamassima. Ed a questo proposito dichiara che siano già in essere accordi con il sindaco Nitti su dove destinarli.

La confusione, capirete bene, ci assale.

Ma chi dovrà ringraziare il popolo del paesello se con quei fondi si riusciranno a realizzare investimenti per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale?

Antonello Caravella del M5S o Leo Rizzi della Lega Nord?

E cosa più importante, chi sarà l’interlocutore privilegiato del sindaco Giuseppe Nitti?

 

Casamassima: il Consiglio Comunale di mercoledì 6 febbraio.

0

Solo dopo aver dato vita ad un tavolo tecnico convocato dal sindaco Nitti a cui sono state invitate le dirigenze scolastiche della Collodi e del Majorana, la Città Metropolitana e la Direzione dell’Ufficio Scolastico Regionale, i genitori dei piccoli studenti iscritti alla Scuola dell’Infanzia Collodi, potranno sapere dove i piccoli dovranno essere accompagnati per frequentare regolarmente le lezioni per il prossimo anno scolastico 2019/20.

Questo è quanto risponde l’assessore e vicesindaco Annamaria Latrofa alla domanda posta dal consigliere Mirizio in merito alla nota faccenda che orbita intorno alla Collodi ed ai lavori di ristrutturazione oramai sospesi da tempo.

Ed anche i problemi legati ad un’altra scuola hanno interessato il Consiglio Comunale del 6 febbraio scorso.

L’ascensore della Marconi sarà finalmente riparato, ma non prima della prossima settimana. E così scopriamo che per la riparazione, cifra occorrente € 4.000, l’iter tecnico – burocratico – politico, ha impiegato solo 4 mesi. Da settembre 2018 a gennaio 2019.

Avremmo voluto sapere, insieme al consigliere Palmieri, che sistemazione avesse trovato quel concittadino che utilizzava i bagni pubblici della Villa Comunale come “casa” che in questi giorni sono interessati da una serie di lavori di ammodernamento. L’assessore Loiudice, che lo definisce “spirito libero”, dichiara che dopo averlo invitato ad abbandonare quella dimora di fortuna proprio perché interessata dai lavori, e dopo che i servizi sociali una sistemazione dignitosa avessero proposto senza peraltro trovare consenso alcuno, ne ha perso le tracce, non sapendo attualmente dove sia.

In riferimento a quel video sull’abbandono dei rifiuti postato su Facebook, il sindaco risponde a Mirizio che sono stati individuati più o meno 15 cittadini indisciplinati, alcuni dei quali non di Casamassima e che sono state elevate contravvenzioni per 3 mila euro. A proposito della mancanza ancora del CCR, il sindaco afferma che secondo lui non c’è una stretta connessione fra abbandono dei rifiuti e la mancanza del Centro Comunale di Raccolta che comunque, tempo tre anni, sarà realizzato grazie ai fondi erogati dalla Regione. Se la mancanza di un censimento delle utenze possa contribuire alla brutta abitudine dell’abbandono indiscriminato dei rifiuti non è dato ancora sapere.

Soddisfazione per le indagini che avrebbero portato alla fine della cosiddetta banda della BMW. E a margine di quel tavolo istituzionale per la sicurezza richiesto con il Prefetto di Bari il sindaco informa che non ci sono le condizioni per rimodulare anche il servizio della Polizia Municipale vista la carenza di organico. Carenza che potrebbe essere tamponata con l’introduzione, così come è avvento per i Comuni di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi, di una Polizia Municipale “in comune”. Basterebbe individuare i comuni attigui a Casamassima interessati ad un servizio così concepito.

Per le analisi dell’acqua potabile commissionati ad ottobre 2018, a Palmieri che chiedeva come mai non fossero stati pubblicati gli esiti, il sindaco afferma che le risultanze delle analisi erano tutti nelle norme e che non ha quindi ritenuto opportuno pubblicarli ma che sono a disposizione di chiunque ne faccia regolare richiesta.

A questo proposito ci saremmo aspettati maggiore trasparenza da parte del sindaco visto quello che i casamassimesi hanno vissuto sulla propria pelle proprio con quell’acqua che sgorga dai rubinetti di casa.

Mancanza di trasparenza che abbiamo notato anche in riferimento ai verbali delle Commissioni Permanenti e del rinnovo all’iscrizione alla Carta di Avviso Pubblico (Carta di Pisa).

Per le Commissioni Consiliari Permanenti, che si tengono tutte attraverso sedute pubbliche, si chiedeva che anche i relativi verbali fossero pubblici per meglio informare i cittadini sull’attività svolta anche nelle commissioni, dalle varie forze politiche presenti in Consiglio. Ma secondo il sindaco sarebbe meglio, anche se dovrà essere il Consiglio a decidere quando la questione sarà posta all’attenzione secondo le regole stabilite dai regolamenti, che tali verbali non fossero resi pubblici per invogliare i cittadini a partecipare alle sedute del Consiglio Comunale vista l’assenza di “pubblico” durante le adunanze. Che i cittadini debbano essere informati e comunque a prescindere dalle forme, ci sembra una regola basilare di trasparenza, ma il sindaco sembra non essere sulla stessa nostra lunghezza d’onda.

Ed anche per quel rinnovo alle regole di un buon amministratore poste in essere dalla Carta di Avviso Pubblico la posizione del sindaco non appare del tutto chiara. Dopo aver lottato strenuamente quando era un semplice consigliere comunale durante l’amministrazione Cessa affinché il Comune di Casamassima la adottasse, oggi la posizione sembra decisamente ambigua. Frapporre impedimenti procedurali alla proposta del consigliere Palmieri che ne chiedeva anche un giudizio politico, ci è sembrato motivo per svincolarsi da quell’impegno. Quali i principi per lo più morali sanciti da quella Carta che non troverebbero accoglimento da parte dell’amministrazione guidata da Giuseppe Nitti?

Anche il M5S interroga il sindaco su quell’inchiesta pubblicata dalle pagine di la Repubblica, da cui si evincerebbe che Casamassima occuperebbe i primi posti per somme di denaro spese in giochi d’azzardo, e se il Regolamento approvato nel 2016 sulle sale da gioco fosse stato rispettato. Il primo cittadino risponde dichiarando che tutte le sale da gioco presenti sul territorio sono state controllate e che sono state elevate contravvenzioni alcune delle quali segnalate anche al Prefetto di Bari.

Il Consiglio, che per la prima volta vede la partecipazione del dott. Di Natale Luigi quale nuovo segretario comunale “in comune” con Triggiano, e l’ingresso del nuovo consigliere Cristiano Marinò che prende il posto della dimissionaria Spinelli, si chiude dopo oltre due ore di discussione alle 19.45.

 

Per chi volesse approfondire:
clicca qui per guardare il Consiglio Comunale del 6 febbraio 2019;

clicca qui per la Carta di Avviso Pubblico.

clicca qui per il Regolamento delle Sale da Gioco

Casamassima: Salvini, la Montanaro e Giuseppe Nitti.

0

Domenica di sole quella che accompagna la Maria Montanaro, assessora della giunta Giuseppe Nitti a Casamassima, alla ricerca delle firme a sostegno di Matteo Salvini che rischia il processo per sequestro di persona sul caso dei migranti trattenuti sulla nave militare Diciotti.

E così il capitano che, smargiassamente dichiarava di non temere la Magistratura e che anzi pretendeva di essere processato, si scopre essere un qualsiasi caporale di giornata che, timoroso della galera e forse dell’unica divisa, quella a strisce bianca e nera dei carcerati, che non ha ancora avuto modo di sfoggiare, chiama a raccolta i suoi per controfirmare un appello di “clemenza”.

Ma non è il solo ed ennesimo caso che investe politicamente la giunta Nitti del paesello.

Anche l’avv. Davide Bellomo che fu il primo a congratularsi con Giuseppe Nitti per l’elezione a sindaco di Casamassima, (vedi foto), rinuncia alla candidatura come primo cittadino a Bari, ed invece di appoggiare il candidato Filippo Melchiorre, individuato da Raffaele Fitto e Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia, sceglie di sostenere il candidato della Lega Nord, Fabio Romito.

 

Dalla Collodi all’acqua potabile: le interpellanze al Consiglio Comunale del 6 febbraio.

0

Mercoledì prossimo, 6 febbraio alle ore 16.30, è convocato il Consiglio Comunale. All’ordine del giorno, oltre la sostituzione della dimissionaria Antonietta Spinelli con il consigliere Cristiano Marinò che ne dovrà prendere il posto, ci sarà anche il tempo per discutere interrogazioni e interpellanze presentate sia dal consigliere Palmieri che dal consigliere Mirizio.

Ci si aspettava, dopo l’articolo pubblicato la settimana scorsa da La Voce del Paese ediz. di Casamassima su quel Consiglio di Circolo monotematico della Rodari tenutosi il 24 gennaio scorso, che questa settimana, per completezza di informazione, fossero i Direttori Tecnici che si sono succeduti alla guida dei lavori che stanno interessando la scuola dell’infanzia Collodi ad essere interpellati per raccontare la “propria versione” degli accadimenti, visto che la ricostruzione degli eventi che sino ad oggi conosciamo appare in alcuni aspetti lacunosa e comunque non del tutto chiara. Non siamo certo un “tribunale”, ma riuscire a capire le dinamiche che si sono innescate fra Direttore dei lavori, RUP, Impresa e politica che hanno consentito ad oggi la revisione del progetto con alcune opere previste e che non si realizzeranno più e con i lavori fermi che difficilmente potranno essere ultimati per l’inizio del nuovo anno scolastico avrebbe meritato certo più approfondimenti.

Ma trascurando per il momento questi aspetti che dovrà essere certamente la politica ad indagare fino in fondo, rimane l’interrogativo che in questi giorni preoccupa non poco i genitori dei bambini che la Collodi dovranno frequentare. Quali sono le soluzioni alternative da parte dell’amministrazione Nitti atte a garantire la frequenza per l’anno scolastico 2019/20 nel caso in cui i lavori che stanno interessando la Collodi non vengano terminati in tempo?

E sempre a proposito di scuole si chiede di sapere se finalmente l’ascensore della Marconi è finalmente tornata a svolgere la funzione per cui è stata progettata.

Altro tema caldo è quello della sicurezza dei cittadini. Il sindaco ultimamente ha chiesto un tavolo con il Prefetto di Bari per concertare un piano di contrasto ai sempre più frequenti atti delinquenziali che vengono perpetuati sul territorio. Si chiede, visto che l’Arma dei Carabinieri da sola non potrà certamente assicurare la sicurezza sperata, se il sindaco Nitti vorrà, per questo, rimodulare il servizio anche della Polizia Municipale di Casamassima.

Ed anche sull’abbandono dei rifiuti ci si pone degli interrogativi.

Anche se siamo convinti, recita l’interpellanza,  che in attesa del Centro Comunale di Raccolta definitivo, bisognerebbe non scartare l’ipotesi non più rimandabile di un CCR temporaneo, e di un serio ed adeguato censimento dei nuclei familiari residenti e degli esercizi commerciali che insistono sul territorio comunale gli sforzi compiuti a poco possano servire, chiediamo di conoscere quanti siano e l’ammontare delle contravvenzioni elevate ai cittadini ripresi dalle telecamere di sorveglianza fatte montare sul territorio ed “immortalati” nei filmato che il sindaco ha postato sul proprio profilo Facebook.  A questo proposito, anche noi, se potessimo indirizzare domande al sindaco Nitti, vorremmo sapere se quel progetto che vedeva la ex Cantina Sociale quale centro di raccolta comunale temporaneo è ancora in piedi oppure no: certamente in attesa del CCR definitivo potrebbe sopperire egregiamente allo scopo.

Anche in riferimento all’acqua potabile sembra che Casamassima non viva un momento del tutto spensierato.

In riferimento all’inchiesta da parte della Procura di Bari che ha portato all’interdizione di due funzionari dell’AQP ed all’arresto di vari responsabili di società che contrattualmente lavorano con AQP, per la fornitura di ipoclorito di sodio destinato alla potabilizzazione dell’acqua, l’interrogazione chiede di conoscere, sentiti vari concittadini che continuano a lamentare un forte odore di cloro proveniente dagli impianti casalinghi e visti anche i lavori che stanno interessando condotte AQP sulla Casamassima Acquaviva,  i motivi che hanno portato l’amministrazione comunale a non pubblicare e rendere pubblici gli esiti delle analisi sull’acqua potabile commissionati il 12 ottobre 2018.

E quel concittadino che viveva come documentato dalla stampa all’interno dei bagni della Villa Comunale, con i lavori di recupero dell’intera area già iniziati, ora quale sistemazione si è deciso di assicurargli?

Su temi squisitamente politici si chiede di sapere se l’amministrazione Nitti, ha in programma di aderire ai precetti di Carta di Avviso Pubblico, conosciuta ai più come Carta di Pisa e se voglia rinnovare l’impegno al rispetto di tali dettami morali anche attraverso la sottoscrizione da parte dell’intera Giunta Comunale. Visto l’impegno dell’allora consigliere Nitti che si batté durante l’amministrazione Cessa affinché fossero approvati e sottoscritti, non pensiamo possibile che oggi, divenuto sindaco, abbia motivi per non rinnovare ed onorare quell’impegno richiedendone l’assenso anche da parte della sua Giunta.

Anche il Barialto al centro di un’interrogazione. Si chiede di sapere  in quale capitolo in entrata del bilancio comunale sia stata iscritta la polizza fideiussoria che risulta incassata dal Comune a copertura degli oneri di urbanizzazione relativi alla zona denominata Barialto e come codesta amministrazione intende utilizzare tali fondi, che risultano essere a destinazione vincolata.

Si torna poi su quel servizio di messi notificatori affidato alla Zero Distanze di Fasano e che dovrebbe avere anche qui a Casamassima una sua appendice in via Verdi.

Fra le altre anche sul costo del servizio si chiedono spiegazioni viste le differenze che ci sono fra quello che si sosterrebbe con la classica raccomandata delle Poste Italiane e quello invece sostenuto con l’affidamento a Zero Distanze. E poi perché servirsi di tale società privata se poi 2010 avvisi di pagamento sembrerebbero essere stati inviati con il circuito poste italiane?

Le interogazioni e le interpellanze di parte delle minoranze, poi, si completano con quella che richiede la pubblicazione dei verbali delle Commissioni Consiliari permanenti sull’Albo Pretorio online del comune.

 

Per i nostri “illustri interlocutori”.

0

“Ciò che distingue il savio dal pazzo è che questi si fa guidare dalle passioni,

mentre il primo ha per guida la ragione.”

(Erasmo da Rotterdam)

 

Sembra che ultimamente al paesello a sud est la grande metropoli, accanto alla critica politica sia bandita anche la possibilità di proporre soluzioni ai mille problemi che inevitabilmente investono un’amministrazione comunale.

Ma quando si risponde ad una critica od a una proposta politica utilizzando parole in libertà, con una pochezza di contenuti da parte dei nostri “illustri interlocutori” da far invidia al nonsense, nonostante la logica ci suggerisca di tacere, ci corre l’obbligo, nel rispetto che nutriamo nei confronti dei nostri lettori, di sottolineare      aspetti che potrebbero ai più sfuggire.

Oggi, 26 gennaio, sul n. 3 de La Voce del Paese ediz. Casamassima, viene pubblicato un articolo a pag. 6 e 7, dove vengono riportate le risultanze di un Consiglio di Circolo della Rodari, tenuto giovedì 24 gennaio. L’articolo parte con le dichiarazioni virgolettate del sindaco Giuseppe Nitti, il quale afferma:

«La situazione della scuola Carlo Collodi è grave».

Dopo sei colonne in cui l’articolo spiega nel dettaglio, con una ricostruzione minuziosa e puntuale, tutto l’iter tecnico che ha portato ad un cantiere oggi fermo, lo stesso termina con la dichiarazione del Presidente di Circolo che afferma: «La scuola, come sempre accaduto, avrà un atteggiamento collaborativo con le istituzioni, perché l’unica cosa che a noi interessa è la tranquillità dei nostri studenti».

A questo punto, anche ad un disattento sprovveduto sarà sorta spontanea una domanda: Ma se la situazione è grave quali sono le proposte da parte dell’amministrazione comunale e/o della scuola per tentare di lenire le inevitabili ripercussioni che dovranno subire i piccoli studenti e le loro famiglie per assicurare loro tranquillità?

Ed è a questo punto che ci siamo permessi di sottoporre sia ai genitori dei piccoli, sia alla “scuola” nella sua interezza ed all’amministrazione comunale, le possibili soluzioni che con le residue conoscenze in nostro possesso pensiamo praticabili.

Ma siamo stati immediatamente tacciati di aver scritto su proposte che mai il Consiglio di Circolo ha discusso ed essere addirittura passibili di denuncia per “procurato allarme”. Ma si rincara ancora la dose sostenendo che, «si farà chiarezza su chi spiffera notizie false per creare confusione». Qualcuno addirittura si spinge sino al punto di scrivere che probabilmente avremmo bisogno di “cure”, “ma “buone”.

Ora da dove si riesca a prendere la forza per reagire in questo modo, rasentando l’offesa personale, sembra incomprensibile visto che gli interrogativi rimangono intatti.

Quali i motivi di un Consiglio di Circolo monotematico e per giunta secretato visto che qualcuno spiffera segreti per discutere sulla Scuola Carlo Collodi la cui situazione, a detta del sindaco è grave? Solo per portare a conoscenza dei convenuti e dei genitori dei bambini frequentanti dell’iter tecnico che ha portato alla sospensione dei lavori? Ed i bambini che dovrebbero frequentare quella scuola ed i loro genitori, nel caso in cui tale stato di fermo persista, in che modo dovranno organizzare il loro tempo e la loro vita?

Per questo e solo per questo ci siamo permessi di sottoporre le nostre proposte, che condivisibili o no, sono e rimangono nostre e che per quanto ci riguarda possono essere cestinate o meno. Una cosa è certa, delle risposte e delle soluzioni bisognerà trovarle considerato che, nonostante la si pensi, settembre è più vicino di quanto appaia.

Clicca qui se vuoi leggere l’articolo che ha suscitato così tanto riprovevole sdegno da parte dei nostri “illustri interlocutori”.

 

La Collodi: cambiano gli orchestrali ma la musica è sempre la stessa.

0

Ricominciamo ad ascoltarla quella musica di sottofondo lugubre e piena di tensione da film horror che ci accompagna ogni qualvolta ci apprestiamo a parlare delle scuole del paesello a sud est la grande metropoli.

Le notizie che la stampa nostrana riporta, poi, invece di tranquillizzare i genitori dei piccoli e l’intera cittadinanza, sortisce l’effetto contrario, aggiungendo ai quesiti naturali, logici e razionali ancor più confusione come se quella esistente non bastasse.

Sembra ormai chiaro a tutti, basterebbe passare da quel cantiere per averne contezza, che la Scuola dell’Infanzia Collodi alla zona 167, non riuscirà neanche a settembre prossimo ad aprire le sue porte ai piccoli che la vorrebbero frequentare.

Lasciando da parte le questioni tecniche che consideriamo una conveniente giustificazione alla politica che decisioni concrete dovrebbe proporre, cerchiamo di focalizzare l’attenzione su quelle che potrebbero essere le soluzioni atte a garantire, non solo la frequenza regolare per le 5 classi della Collodi stessa, ma anche delle due classi della Scuola dell’Infanzia Madre di Teresa di Calcutta (via Lapenna), che il nuovo dimensionamento scolastico ha assegnato alla Rodari.

Il piano A, che sembra appunto irrealizzabile, sarebbe considerare i lavori che interessano la struttura Collodi ultimati entro settembre 2019;

il piano B, sarebbe il tentativo di continuare ad usufruire delle aule in affitto al Majorana. Ma qui potrebbero esserci dei problemi in quanto le iscrizioni al Majorana Istituto Superiore, per fortuna o sfortuna, dipende dal punto di vista, sono in forte crescita. Crescita che non consentirebbe più di disporre di spazi da destinare all’affitto per i piccoli della Collodi e Madre T. di Calcutta.

Ed allora?

Ci vorrebbe un piano C: piano che nessuno sembra voglia prendere in considerazione al momento ma che sembra il  più accreditato.

Questo piano potrebbe prevedere il trasferimento dell’infanzia Collodi e M. T. di Calcutta, all’interno delle aree della Rodari. Superfici che non sappiamo se riuscirebbero a garantire sia la sicurezza che gli spazi vitali minimi da destinare per legge ad ogni bambino. Nel caso questi spazi fossero sufficientemente utili per ospitare le classi dell’infanzia, ci sarebbe al contempo ancora la possibilità di assicurare a tutti gli studenti della primaria le varie attività scolastiche correlate?

Ma un altro problema sembra affacciarsi all’orizzonte: con il nuovo dimensionamento scolastico, la Rodari, insieme alla Collodi e alla Madre Teresa di Calcutta, daranno vita, con l’accorpamento della Media Dante Alighieri, al Comprensivo. Anche la centrale, come la succursale, d’altronde, della Media, non vivono un momento spensierato da un punto di vista strutturale visti gli interventi programmati di manutenzione sia ordinaria che straordinaria. Ecco che il problema che per fortuna oggi non tocca ancora direttamente anche la Marconi, si ripercuote su praticamente tutte le scuole comunali. Che fare?

Dovremo ancora una volta aspettarci manifestazioni pubbliche di protesta e lotta per il diritto allo studio negato come quelle che hanno visto il Consiglio di Circolo scendere in strada come nel lontano 2016?

(La  convocazione pubblica alla manifestazione per le scuole Rodari e Collodi del 24 ottobre 2016 da parte del Presidente di Circolo Marco Vacchiano)

(La manifestazione del  24 ottobre 2016 per le  scuole.  Sono riconoscibili Marco Vacchiano, Presidente di Circolo della Rodari, la dott.sa Rosanna Brucoli, Dirigente Scolastico e Giuseppe Capone appartenente ad un Comitato  spontaneo di  genitori) 

(Un altro momento di quella manifestazioni con le contestazioni al sindaco Cessa in Piazza)

(Le  dichiarazioni rilasciate alla stampa sullo stato delle scuole.  Sono riconoscibili  Antonello Caravella, Giuseppe Nitti, Gino Petroni e Piero Savino)

Ci sarà ancora una volta la necessità di dar vita a comitati spontanei di genitori che gridano tutta la loro rabbia all’interno dell’Aula Consiliare per arrivare ad una soluzione in tempi stretti?

(Giuseppe Capone, oggi consiglire di maggioranza, mentre spiega le ragioni della protesta durante l’assemblea pubblica all’interno dell’Aula  Consiliare del 15 settembre 2016)

Ma fortunatamente questa volta, i bambini che dovranno sopportare qualche piccolo inconveniente causa scuola inagibile, potranno rifarsi nel gioco. Potranno trovare sollievo o nel nuovo campetto e nel chiosco da allestire all’interno della Villa Comunale, dove i lavori sono già iniziati, oppure scaricare la loro irruente giovinezza dando qualche calcio alla palla che finalmente nel nuovo Campo Sportivo potrà essere indirizzata in gol.

 

This function has been disabled for Maurizio Saliani.