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Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.

La morte non è una luce che si spegne. È mettere fuori la lampada perché è arrivata l’alba.
(Rabindranath Tagore)

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi di Cesare Pavese
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.

La morte non è niente di Henry Scott Holland
La morte non è niente.
Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare; parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme. Prega, sorridi, pensami!
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima: pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto: è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.

Annabel Lee di Edgar Allan Poe
Molti e molti anni or sono,
in un regno vicino al mare,
viveva una fanciulla che potete chiamare
col nome di Annabel Lee;
aveva quella fanciulla un solo pensiero:
amare ed essere amata da me.
Io fanciullo, e lei fanciulla,
in quel regno vicino al mare:
ma ci amavamo d’amore ch’era altro che amore,
io e la mia Annabel Lee;
di tanto amore i serafini alati del cielo
invidiavano lei e me.
E proprio per questo, molto molto tempo fa,
in quel regno vicino al mare,
uscì un gran vento da una nuvola e raggelò
la mia bella Annabel Lee;
e così giunsero i nobili suoi genitori
e la portarono lontano da me,
per chiuderla dentro una tomba
in quel regno vicino al mare.
Gli angeli, molto meno felici di noi, in cielo,
invidiavano lei e me:
e fu proprio per questo (come sanno tutti in quel regno vicino al mare),
che, di notte, un gran vento uscì dalle nubi,
raggelò e uccise la mia Annabel Lee.
Ma il nostro amore era molto, molto più saldo
dell’amore dei più vecchi di noi
(e di molti di noi assai più saggi):
né gli angeli, in cielo, lassù,
né i demoni, là sotto, in fondo al mare
mai potranno separare la mia anima
dall’anima di Annabel Lee.
Mai, infatti, la luna risplende ch’io non sogni
la bella Annabel Lee:
né mai sorgono le stelle ch’io non veda
splendere gli occhi della bella Annabel Lee,
e così, per tutta la notte, giaccio a fianco
del mio amore: il mio amore, la mia vita,
la mia sposa, nella sua tomba, là vicino al mare,
nel suo sepolcro, sulla sponda del mare.

(In copertina l’attrice americana Constance Dowling a cui Cesare Pavese dedicò la poesia “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi” per l’amore non corrisposto da parte di lei).

Pignataro torna sulla querelle del campo sportivo di Casamassima.

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La querelle intorno al campo sportivo comunale di Casamassima, riaperto il 6 settembre scorso non accenna ad esaurirsi. Dopo le dichiarazioni alla stampa del consigliere Mirizio e le mancate risposte del sindaco Nitti (clicca qui per leggere), Franco Pignataro, referente locale di FdI, torna sull’argomento con un lungo post pubblicato sul suo profilo Facebook mercoledì 30 ottobre.

Questo il testo.

MA COME, IL COMUNE NON PAGA NEANCHE UN CANONE A QUESTA ASSOCIAZIONE BENEFATTRICE?

E’ davvero un mistero come faccia il nostro Comune ad ottenere gratuitamente un servizio custodia, la vigilanza, la pulizia ordinaria e quella straordinaria in occasione di eventi e manifestazioni da una Associazione alla quale ha affidato l’esclusiva di utilizzare il campo sportivo per tutta la settimana fino al 31 dicembre prossimo.

E si, perché è vero che acqua, energia elettrica e gas sono a carico dei contribuenti. E’ vero che la manutenzione straordinaria è sempre a carico dei contribuenti, ma, udite udite, la pulizia e la custodia toccano all’Associazione.

E ci mancherebbe altro che la custodia e la pulizia di un bene in concessione non fosse effettuata dal concessionario, ma vuoi mettere? Non potrà mica entrare nessun altro nel campo: l’Associazione “non potrà consentire per nessun motivo, forma e titolo, anche gratuito, l’uso totale o parziale dell’impianto a terzi”.
Siamo proprio al sicuro.

Parola di una Amministrazione al servizio di un uomo solo al comando.

A parte le ironie, inevitabili quando si supera la soglia della decenza e si ride per non piangere, l’anonima e insufficiente Amministrazione comunale si è distinta ancora una volta per un provvedimento indecente in favore di un interesse personale, violando ancora una volta ogni possibile norma e scaricando sui cittadini i costi.

I fatti: con una delibera del 30 agosto scorso (clicca per leggere n.d.r.), scopiazzata nelle premesse da internet (in gergo si chiama copia e incolla e in questo caso i nostri stupefacenti Amministratori hanno copiato da un bando del comune di Lamezia Terme, da un regolamento del comune di Ossago Lodigiano e da un altro regolamento di Formia (poi non ho voluto più approfondire perché era troppo penoso), la Giunta da mandato al capo servizio preposto di avviare una procedura di gara per l’affidamento del campo sportivo ad un concessionario.

Assegna inoltre al capo servizio l’indirizzo di affidare provvisoriamente (fino ad espletamento della gara) a un concessionario l’utilizzo del campo sportivo.

Passa una settimana ed ecco pronta la determina (clicca per leggere n.d.r.) che individua e incarica una Associazione Sportiva A.D.P. ATLETICO CASAMAXIMA di prendere in gestione il campo da calcio, bagni e spogliatoi, aree esterne accesso atleti, palestra e vano custode, aree esterne di accesso al pubblico, ad esclusione delle aree afferenti le tribune.

Chissà perché non anche le tribune se il campo è stato appena sistemato con 150 mila euro di soldi dei cittadini?!

Nella determina manca solo una messa per ringraziare l’Associazione benefattrice che utilizza il campo per non farlo invecchiare.

Anzi, tiene in allenamento gli impianti di acqua, luce e gas e fa perfino le pulizie.

E come hanno trovato questa benefattrice? Semplice. Casualmente, proprio il 30 agosto, mentre la Giunta copiava da internet il testo da pubblicare che indirizzava il capo servizio a procedere con l’individuazione e l’affidamento, è arrivata al Comune una richiesta proprio da parte di detta Associazione.
Quando si dice: le coincidenze!

Fin qui una storia di ordinario squallore che ci fa riconoscere nel mondo.

Ho ancora qualche considerazione.

Il campo è nell’utilizzo esclusivo dell’Associazione dal lunedì al sabato dalle 15 alle 20 e la domenica dalle 8,30 alle 13.
Al campo è interdetto l’accesso a chiunque altro (è scritto proprio così nella convenzione).


Non è vietato affidare ad un terzo un bene pubblico per la completa fruizione, ma sempre è necessario che ci sia un corrispettivo da pagare.

E poi, Sindaco non Sindaco, nessuno le ha detto che prima si avvia la gara pubblica e solo dopo, nelle more della gara, si affida il bene provvisoriamente ad un terzo?
E la gara dov’è?

Certo è facile immaginare chi vincerà, basta un pizzico di intuito.

Lei che dice, Sindaco non Sindaco?

Vuole scommettere sul vincitore?

Infine, in quale fumetto il nostro ormai ridicolo Sindaco non Sindaco avrà letto che il patrimonio pubblico si possa affidare ad un privato GRATUITAMENTE con l’aggravante che quel privato fa invece PAGARE le famiglie dei giovani associati?

Gentile Sindaco non Sindaco, nella delibera, per quanto scopiazzata da altri Comuni (a scuola si prendeva 2- – come voto) lei si appella alla promozione della persona e alla crescita civile della cittadinanza attraverso la messa a disposizione di strutture e impianti sportivi e ricreativi.
Prima che lei concedesse il campo l’Associazione in parola, la stessa Associazione pagava l’affitto di un impianto sportivo in un altro Comune.

Ora che questa Associazione benefica ottiene gratuitamente ed esclusivamente la disponibilità dell’impianto locale, lei Sindaco non Sindaco, si è accertato che almeno faccia pagare una quota inferiore alle famiglie?

OPPURE PER I CITTADINI DI CASAMASSIMA VALE IL DETTO CORNUTI E MAZZIATI DUE VOLTE?
SAI CHE CRESCITA CIVILE… E LA CORTE DEI CONTI DORME E TACE, TACE E DORME.

Pensiamo che la parola fine sull’affaire campo sportivo non sia stata ancora scritta. Vi terremo informati.

Comunque a proposito del copia ed incolla menzionato dal Pignataro, abbiamo voluto verificare se tali affermazioni fossero vere, una sorta di fact-checking. Questo è quanto restituisce (clicca per vedere) la ricerca su Google sul primo punto in premessa alla delibera di giunta del 30 agosto n. 168.

In copertina la foto ricordo con il sindaco Nitti, la giunta e i consiglieri comunali presenti alla riapertura del campo sportivo lo scorso 6 settembre.

L’Auchan di Casamassima in stato di agitazione.

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Se bastasse un post su Facebook, magari consigliato, due selfie, quattro parole in libertà ed una stretta di mano al lavoratore disperato, avremmo non solo superato lo stato di agitazione dei dipendenti Auchan dal futuro incerto con quel passaggio a favore di Conad (o Margherita), ma tutte le vertenze che in questo momento occupano il tavolo del MISE e quello del Ministero del Lavoro.

Bastava guardarli negli occhi quei lavoratori dipendenti, che diventano di colpo collaboratori nelle comunicazioni ufficiali della nuova azienda, che stamattina lottavano con le bandiere, gli striscioni e i fischietti preceduti in testa dalla loro dignità che qualcuno vorrebbe calpestare togliendoli il lavoro. Questo stamattina agli ingressi Auchan di Casamassima.

Questo il quadro desolante che si presenta ogni qualvolta le aziende chiudono o sono in procinto di chiudere e l’asfalto diventa il luogo ideale, l’unico testimone, per combattere, capire e far capire.

Il mutuo da pagare, i figli da mantenere, le tasse, l’affitto, la famiglia e tutto quel grande poco che il lavoro ti permette, come una cappa venir giù perché la nuova azienda che ti acquista come se tu fossi un sacco di patate, ti dice che se il fatturato non cresce almeno del 20% sarà costretta a licenziarti. Colpevolizzare il lavoratore dipendente, pardon, il collaboratore, perché nonostante si decida di diminuire drasticamente la superficie destinata alla vendita, nonostante le domeniche lavorate compreso il 1° Maggio e il 25 Aprile, non ci riesce proprio a far aumentare il fatturato del nuovo padrone, che sfortunato, come il primo, è destinato a vendere dopo aver speculato persino sui sentimenti più profondi e nobili di quei collaboratori lavoratori dipendenti.

E come peraltro era prevedibile non sono per niente tranquillizzanti le parole e i resoconti dei sindacalisti impegnati stamattina a Roma che cominciano non più a sussurrare ma a gridare attraverso i megafoni che gli esuberi sarebbero, ma la cifra sembra destinata a salire, 3.000 unità in tutta Italia.

Tremila su diciottomila, niente male come inizio.

Ed allora se guerra deve essere, guerra sia.

Lo scotto lo dovranno pagare in termini di tenuta sociale i comuni e quelle amministrazioni locali su cui insistono questi colossi commerciali, che barricandosi dietro l’alibi della mancanza di potere contrattuale si limitano a sterili e non sappiamo quanto sentite attestazioni di solidarietà che con le telecamere accese vengono meglio.

Non è forse vero che questi enormi centri commerciali insistono sui territori comunali alle “dipendenze” dirette dei sindaci?

Non è forse vero che molti centri urbani sono letteralmente morti proprio perché questi elefantiaci esempi di grande distribuzione ne hanno minato le fondamenta?

Non è forse vero che una miriade di negozi di prossimità hanno dovuto abbassare le saracinesche perché sarebbe pressoché impossibile battere la concorrenza sul prezzo del bocconcino o del pane passando dal giubbotto invernale per il figlio che cresce a dismisura?

Non è forse vero che molti di questi paeselli sono conosciuti non per il fantomatico colore scrostato su una parete ma solo perché ospitanti uno di questi colossali centri commerciali?

Ed ora, dopo aver depauperato l’ambiente con tutto quel cemento, dopo aver reso l’aria irrespirabile per tutte quelle marmitte non catalizzate di quei clienti assetati e affamati di saldi, dopo aver distrutto il tessuto non solo sociale ma anche familiare di quei collaboratori lavoratori dipendenti e delle loro e nostre famiglie che quel luogo abitano, vorreste lasciarci le macerie che la disoccupazione porta con se?

Ma veramente vorreste che noi dal nostro piccolissimo mondo potremmo suggerire voi di quali le contromosse da mettere da subito in campo?

Noi quella disperazione in quelle lacrime che facevano fatica a scendere e i volti di quei bambini che non cerano ma che abbracciavano le loro mamme e i loro papà le abbiamo viste.

E voi, le avete viste?

Nel frattempo il parcheggio pieno come se non ci fosse un domani con gli scaffali accessibili e le casse disponibili per quelli che anche oggi a quel paio di mocassini non potevano proprio rinunciare.

Io sto con i lavoratori Auchan.

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Domani, mercoledì 30, mentre i lavoratori dell’Auchan di Casamassima incroceranno le braccia, i sindacati di categoria saranno impegnati nell’ennesimo incontro al MISE per venire a capo, si spera, di quali gli effetti sull’occupazione in merito al passaggio da Auchan a Conad.

Le premesse non sono delle migliori: il piano industriale da parte di Conad continua a mancare e la preoccupazione crescente sarebbe quella degli esuberi di personale che in questi passaggi non è mai mancata.

Taglio del personale che, nel caso si verificasse, potrebbe giustificare la vera natura della “vendita” di Auchan a Conad.

Per la Filcams Cgil il timore, recita una nota, è che Conad nasconda un’operazione con un impatto sociale drammatico, con esuberi sia tra i dipendenti diretti che tra quelli degli appalti dei servizi, della logistica e della vigilanza, per questo è stata dichiarata la mobilitazione e la richiesta al Ministero dello Sviluppo Economico di convocare le parti.

La preoccupazione fra i dipendenti diretti ed indiretti che attualmente, tra pelati, prosciutti, lavastoviglie e pulizia degli spazi, lavorano fra gli scaffali anche per soddisfare l’ozio domenicale degli avventori, è tanta.

Responsabilità sociale lasciata nelle mani dei sindaci che poco possono fare se non esprimere vicinanza solidale.

Questa la nota sentita del sindaco di Casamassima, Giuseppe Nitti.

Voglio stare con voi. Voglio esservi vicino. Per questo domani sarò al fianco dei lavoratori che aderiranno allo sciopero proclamato dai sindacati che vogliono far sentire la loro voce in merito alla vicenda del passaggio a Conad dei punti vendita Auchan. Da sindaco sento la necessità di non lasciare soli i tanti casamassimesi e i numerosi forestieri che stanno vivendo ore di angoscia nell’incertezza del futuro.
La mia presenza sarà un segno di vicinanza, ma anche l’espressione di un bisogno: il bisogno di comprendere ulteriormente quel che sta accadendo. Il sindaco non ha competenza su questioni di questo tipo, non può decidere cosa si deve fare. Ma può provare – cosa che intendo fare con decisione seppur con la dovuta discrezione – a cercare una possibile via da seguire, a tenere un canale aperto per provare ad arrivare a una soluzione in grado di recepire le diverse istanze dei lavoratori, dei sindacati e delle aziende. La vicenda sta vivendo un momento complesso e difficile. Proviamo a uscirne fuori tutti insieme, facendo ognuno la propria parte.

Questa, invece, la nota di Simone Negri, Sindaco di Cesano Boscone comparsa anche sul profilo Facebook di Nitti.

In occasione dello sciopero proclamato dai sindacati in relazione alla vertenza Auchan-Conad per il 30 ottobre, oltre a una manifestazione a Roma, è stato organizzato un presidio in corso Monforte per le ore 10, scrive il sindaco del paesello dell’hinterland milanese con poco più di 20.000 abitanti.

Rivolgo un appello alla cittadinanza e ai lavoratori dell’ipermercato di Cesano per esortarli a partecipare a tale iniziativa. So che in questi casi affiora scetticismo per le reali possibilità di incidere su questioni così complesse dal basso e c’è sempre la recondita speranza di una soluzione dietro l’angolo. Qualcuno pensa addirittura che l’azienda in fase di scelta potrebbe essere più magnanima nei confronti di chi sta mansueto. Non è così! In questi processi non si guarda in faccia a nessuno! Eppoi non ci si schiera contro nessuno ma solo a favore del lavoro e della dignità della vostra vita.

Parlo proprio a chi nutre dubbi sul prendere parte o meno al presidio dicendo questo: il quadro complessivo dell’operazione è complicato e i gruppi coinvolti sono riusciti a mantenere uno scarso interessamento da parte della stampa su ciò che si sta verificando. Se non sarete voi a levare le vostre voci, nessuno saprà che i vostri 18.000 posti a livello nazionale sono a rischio. Andando in piazza potete interessare l’opinione pubblica della vostra situazione, obbligare la politica a prendere in mano il caso con più convinzione, mettere sul chi va là le aziende coinvolte, per cui l’immagine – pensate allo slogan “persone oltre alle cose” – è sostanza.

Andiamo a manifestare mercoledì. Ci sarò anche io. Facciamo in modo che si parli di voi e del vostro lavoro!

E mentre i dipendenti di Casamassima saranno impegnati a dar vita ai due presidi previsti per domani, uno allo scarico merci e l’altro in prossimità dell’ingresso dei dipendenti, un gruppo raggiungerà Roma per la manifestazione nazionale.

La nostra più completa ed incondizionata solidarietà.

Il Comune di Casamassima ricerca personale.

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Il Comune di Casamassima ricerca 2 unità a tempo indeterminato e pieno di cat. B con qualifica di Esecutore Amministrativo ed 1 unità a tempo indeterminato e pieno di cat. B con qualifica di Esecutore Messo Notificatore.

Per gli Esecutori Tecnici è richiesta:

– conoscenza di base ed esperienza in materia di verde e giardinaggio;

– conoscenza di base ed esperienza in materia di riparazione e manutenzione ordinaria di opere edili, falegnameria, opere da fabbro e piccole riparazioni stradali;

-conoscenza di base dell’ordinamento degli Enti locali, del codice del Pubblico Impiego, degli strumenti

informatici più diffusi e della lingua inglese;

-essere in possesso della Patente di guida di categoria “B” in corso di validità.

Per l’esecutore Messo Notificatore è richiesta:

-conoscenza delle disposizioni del codice di procedura civile in materia di notifiche;

-conoscenza di base dell’ordinamento degli Enti locali, del codice del Pubblico Impiego, degli strumenti informatici più diffusi e della lingua inglese;

-essere in possesso della Patente di guida di categoria “B” in corso di validità.

I REQUISITI GENERALI PER L’ASSUNZIONE

1) età non inferiore ad anni 18;

2) diploma di scuola dell’obbligo;

3) godimento dei diritti politici;

4) immunità da condanne penali e procedimenti penali in corso che escludano, ai sensi delle vigenti leggi, dalla nomina ad impieghi presso pubbliche amministrazioni;

5) di non essere stato destituito o dispensato dall’impiego presso pubblica amministrazione per persistente insufficiente rendimento né essere stato dichiarato decaduto da impiego presso pubblica amministrazione;

6) idoneità fisica alle mansioni connesse al posto da ricoprire. L’Amministrazione ha facoltà di sottoporre il lavoratore ad accertamenti sanitari – al momento dell’assunzione in servizio, in base alla normativa vigente.

Possono partecipare alla selezione di cui al presente avviso i cittadini italiani, i cittadini di altro stato dell’Unione Europea e di altro stato extra comunitario, come disciplinato dall’art. 38 del D. Lgs.165/2001 e ss.mm.ii.

PARTECIPAZIONE ALLA SELEZIONE

Il presente avviso è trasmesso al Centro per l’Impiego di Casamassima ubicato in Via Pacinotti n.31 che provvederà a fornire a questa Amministrazione, in base alla normativa vigente, i nominativi dei lavoratori regolarmente iscritti e muniti dei requisiti richiesti che saranno sottoposti alla prova selettiva.

Questa Amministrazione garantisce parità e pari opportunità tra uomini e donne per l’accesso al lavoro e il trattamento sul lavoro (L.10.04.1991, n 125 e ss.mm.ii).

L’unica cosa che rimane non chiara è se gli interessati a partecipare alla selezione dovranno inoltrare domanda al Comune di Casamassima o al Centro per l’Impiego del Lavoro in via Pacinotti.

Cliccando qui potrete accedere alla Determina n. 375/2019 del 10 ottobre 2019.

Aggiornamento del 28 ottobre 2019

Cliccando qui potrete accedere all’Albo Pretorio dell’ARPAL Puglia dove troverete la domanda di adesione da compilare e presentare al Centro per l’Impiego dove si è iscritti.

Anche a Casamassima il Presidio di Libera.

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E’ intitolato ad Alagie Ceesay il Presidio di Libera costituitosi sabato 19 ottobre a Casamassima.

Dopo tanto peregrinare, scrivono i fondatori sulla pagina Facebook del Presidio di Casamassima, eccoci qui!

Alla presenza della segreteria regionale di Libera nelle figure di Alessandra Ricupero e Roberto Campanelli, anche a Casamassima, nel solco fertile della giustizia sociale e della corresponsabilità, nasce il Presidio di Libera “Alagie Ceesay”.

Sulle orme della lotta contro lo sfruttamento e l’ingiustizia sociale, in memoria del giovane Alagie Ceesay (Gambia, 24 anni), in memoria dei quindici ragazzi insieme a lui tragicamente scomparsi negli incidenti stradali in cui sono stati coinvolti tra il 4 ed il 6 agosto 2018 dopo interminabili e disumane giornate di lavoro nelle non troppo lontane campagne foggiane, in memoria di tutte le drammatiche vittime del Caporalato, nasce a Casamassima un nuovo presidio di Legalità.

Con l’augurio a noi e a tutti di respirare la cultura della giustizia, dell’uguaglianza, del rispetto della dignità delle persone e della tutela delle libertà personali, tenendo ben salde in mente le parole di Don Luigi Ciotti, ci impegniamo, insieme, a costruire il “Noi che vince“.

Insieme, apertori di brecce, costruttori di Pace.

Comincia un viaggio veramente bello. Vi aspettiamo!

Come referente locale è stata scelta Nicoletta Lilli.

Auguri a Nicoletta e a tutti gli iscritti.

La sede per il momento è presso la Camera del Lavoro di Casamassima in via Dante 14.

Ma perché non togliamo il diritto di voto ai vecchi?

Il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma è l’anziano che conosce la strada.
(Proverbio africano)

Pensiamo che la proposta boutade (?) di Beppe Grillo, fondatore del Movimento 5 Stelle sia perfezionabile. E poi, dopo l’intervento del Presidente del Consiglio double face Giuseppi Conte, che anche un referendum vorrebbe indire sull’annoso problema, un’intromissione anche da parte nostra sull’intricata questione diventa indifferibile.

Certo, rimaniamo basiti e stupefatti dal perché il grande Beppone non sia riuscito a cogliere l’estrema ratio rivoluzionaria che nasconde il suo saggio suggerimento per completarlo degnamente come egli solo potrebbe.

In poche parole il Grillo, rifacendosi al pensiero di Douglas J. Stewart e non comprendendo quello del filosofo ed economista belga Philippe Van Parijs, vorrebbe eliminare il diritto di voto agli anziani perché i loro interessi sembrano essere in contrasto con gli interessi delle giovani generazioni.

L’idea, afferma l’incommensurabile Beppe, nasce dal presupposto che una volta raggiunta una certa età, (quale non la precisa però) i cittadini saranno meno preoccupati del futuro sociale, politico ed economico, rispetto alle generazioni più giovani, e molto meno propensi a sopportare le conseguenze a lungo termine delle decisioni politiche.

In tal caso, i loro voti dovrebbero essere eliminati del tutto, per garantire che il futuro sia modellato da coloro che hanno un reale interesse nel vedere realizzato il proprio disegno sociale.

Quindi, secondo l’inventore del moVimento, visto che le caramelle che la vita ti concede di scartare ed assaporare durante l’intera esistenza, man mano che invecchi diminuiscono sempre più, e che rappresentano, visto il deperimento delle cellule gustative, un inutile spreco, sarebbe meglio destinarle all’uso solo delle giovani generazioni che in questo modo ne avrebbero a disposizione di più.

Andare in pensione, quando ci si arriva, dovrebbe comportare non solo il riposo dopo una vita di lavoro magari su di una impalcatura o all’interno di un altoforno, se non sei morto d’infortunio prima, ma anche e soprattutto, riposo su quella seggiola o su quella panchina nel giardinetto di quartiere, quando questo c’è e non bisogna raccogliere firme per realizzarlo, e niente più.

Alzarsi la mattina, andare in bagno se stitico non sei, uscire per andare a scartabellare nei bidoni dei rifiuti qualcosa da mangiare, consumare il frugale pasto, riposino pomeridiano, panchina, pomeriggio 5 con Barbarella D’Urso e nanna senza grattacapi sulla politica, sui migranti, sui neri, sui bianchi e sui gialli. Una vita senza Conte e Zingaretti, lasciando i 35 euro a quelli che verranno passando da Salvini e la Meloni non dimenticando Renzi e la Boschi credendo che Bibbiano sia solo un ridente paesello a sud est di qualche cosa sarebbe il sogno di ognuno di noi.

Una proposta che ci trova completamente d’accordo: a favore dei giovani che però, come abbiamo anticipato nel prologo, andrebbe integrata.

Non permettere più il voto agli anziani, ci sembra ancora troppo poco.

Proporremmo, stracciando i più fondamentali diritti umani che molte volte sono solo un ostacolo insormontabile nei confronti della modernità proposta dal Beppone nostro (e dal Giuseppi Conte che un referendum farà), che agli anziani, diciamo pressapoco a quelli che compiono 65 anni o che vanno in pensione con quota 100, sia garantito un viaggio premio sulla vetta dell’Everest.

L’Everest come la nuova Taigeto dove l’Artemide cacciatrice si è comprata ultimamente un bi vani e accessori con riscaldamento autonomo e colonnina per l’auto elettrica già predisposta in giardino.

E sarebbe lì, dopo aver soggiornato per una settimana nel campo base gustando le prelibatezze provenienti da ogni angolo della terra e sistemati definitivamente i problemi con la prostata traditrice, ed avuti a volontà gli ultimi rapporti sessuali bondage con le più belle e affascinose Ulla dell’universo, portarli a quota 8848 metri sul livello del mare e buttarli di sotto.

Con questo infallibile sistema di nostra invenzione di cui saremmo disposti anche a cedere i diritti di utilizzo alla piattaforma Rousseau si risparmierebbero, non solo le caramelle che molti continuano a scartare e non gustare fin oltre i cento anni perché non si decidono mai a morire, ma anche le pensioni da fame, i sussidi, i redditi di cittadinanza e sopratutto le spese del funerale e per le bare che sono arrivate a costare oggi un occhio della testa.

Valli a ritrovare tu i resti dei vecchi dopo una caduta da quell’altezza.

Vi rendete conto?

In un colpo solo risaneremmo i bilanci dell’INPS, il PILu avrebbe un impennata vertiginosa e finalmente si potrebbero togliere pure le accise dalla benzina.

Rimane però, in questa proposta da perfezionare che spero il Grillone nostro non vorrà lasciare inevasa, di quali sarebbero i modelli dei giovani a cui vorrebbe lasciare il futuro non solo del Bel Paese, ma del mondo intero.

Vorrà mollare tutto sulle spalle di esempi di virtù e preparazione come il giovane Di Maio?

Oppure quando ha partorito questa sconvolgente ed innovativa proposta aveva i mente la dolcezza della Taverna?

O invece gli si sono parati innanzi i giovani rappresentanti comunali e metropolitani di qualche paesello della vasta provincia italiana?

Se l’avvenire fosse sulle spalle di Danilo ne potremmo discutere.
Come Danilo chi? …. Toninelli naturalmente, e chi se non lui?

Il dibattito, come scrive Beppino, è aperto.

Davide Carlucci, sindaco di Acquaviva delle Fonti.

A volte sembra di vivere in un film dell’assurdo, una sorta di Eraserhead, dove la trama sembra essere solo un pretesto perchè quello che conta sono le sequenze surreali, veri e propri incubi assortiti, proiezioni agghiaccianti di un’esistenza malsana e delirante.

E così mentre tutti, quando parlano di legalità e di lotta senza quartiere alle mille mafie che circondano non solo le nostre case, ma le nostre vite, mai si sottrarrebbero dall’obbligo di condividere immagini o pensieri dei vari Falcone, Borsellino o del sindaco Vassallo, portati a testimonianza della propria integrità morale con il bello di Impastato, al tempo stesso, in quella sorta di sequenze surreali, riconoscendo zone franche con itinerari “critici” amplificano quel detto non detto che diventa terreno fertile della malavita.

Davide Carlucci, sindaco di Acquaviva delle Fonti, ritira il patrocinio alla Sagra della Cipolla perchè il cantante che dovrebbe concludere la tre giorni dedicata alla cipolla sarebbe un portatore di disvalori che l’amministrazione comunale non riconosce come propri. Nel battage, che inevitabilmente è divenuto un volano pubblicitario senza uguali, lo scontro fra organizzatori e cantante neomelodico da una parte e il Carlucci dall’altra, occupa non solo la carta stampata locale e nazionale, ma anche i telegiornali.

E quella richiesta di visionare in anteprima la scaletta dei pezzi che il giovane cantante dovrà intonare dal palco, accompagnata dalla richiesta di far precedere l’esibizione da un filmato antimafia a favore della legalità, diventano la proiezione agghiacciante non voluta di un’esistenza malsana e delirante affinché, immergendosi seraficamente nel sogno di quella strafiga griffata si possa dimenticare il penoso presente del figlio del boss assassinato che nella scia di sangue lasciata dalla sua colt potrà trovare giustizia.

11 ottobre A.D. 2019: va in scena la tavola rotonda.

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Era l’11 ottobre dell’anno domini 2019 allorquando i rappresentanti del “popolo” prendevano posto in quella sala imperiale dove, con la paura ed il terrore che volteggiavano sicure, sedendo intorno alla Tavola Rotonda, cominciarono a discutere di legalità, illegalità, mazzate, favori, comportamenti scorretti, amici di squadra, tradimenti, interessi personali, futili vantaggi, pesi politici e abbandono di sacchetti dell’immondizia nel regno che hanno portato, nonostante le musiche alla Hitchcock, solo venti, su ventimila sottoposti, a subire il castigo supremo di essere legati alla colonna infame.

E così, con l’inquietudine e il tremore che ti assale perché un vaso di terracotta sei, dopo lunga ed estenuante ed infruttuosa discussione, nulla si è saputo del germe che ha colpito uno dei Fedeli che ha preferito uscire dalla cerchia di quelli che contano; nulla ancora sui misteri nella Villa, nulla intorno al Campo su cui altri investimenti bisognerà fare per renderlo agibile e nulla di nulla del nulla tranne la certezza che il Primo Cavaliere, arriverà, primo caso nella storia del regno, ad andare in pensione in tutta tranquillità visto che colui il quale ne potrebbe scalfire la corazza ancora deve nascere.

Gloria nei secoli al nostro imperituro sovrano.

In un quadro trovato in un sottoscala abbandonato del CCR, la storica seduta.

Il ciambotto: una delizia.

Il ciambotto è un tipico piatto pugliese. Altro non è che una zuppa, quasi sempre di pesce, che antiche e sapienti mani, condiscono con aromi speciali. Alcune volte, riportano gli annali di cucina tradizionale a cui solo pochi affiliati possono accedere, il ciambotto, che rimane un piatto decisamente alla portata di tutti e la cui preparazione non richiede poi così tanto tempo, può assurgere ad unico piatto nei pranzi che si rispettano.

Tramontata l’era del capretto al forno o alla brace vista l’emergenza sul clima causata anche e sopratutto dall’allevamento intensivo di tutti gli animali produttori di carne che con le loro continue flautolenze ammorbano il cielo che ci sovrasta contribuendo in maniera massiccia al buco nell’ozono, moltissimi, e qui parliamo di gente di un certo livello e non certo di popolino, preferiscono buttarsi, anche perché costretti, sul ciambotto così a lungo disprezzato e bistrattato, che nella sua economicità e nella sua bontà, può a tutti gli effetti essere annoverato fra i piatti del momento.

Vi forniamo la ricetta che un grande cuoco ci ha passato sottobanco e che insieme a voi vorremmo provare.

Occorrente:

2 Kg di scorfani;

10 seppie;

2 cicale;

triglie quanto bastano;

cozze tarantine o spagnole (dipende dalla stagione);

1 Kg di pomodorini rossi che quando gli tagli il rosso sangue della polpa schizza sul pavimento;

prezzemolo a volontà;

peperoncino rosso di Calabria;

aglio, sale, pepe e 3 cipolle.

Pulite il pesce dalle interiora e mischiate tutti gli ingredienti soffriggendo un tantino. Quando si comincerà a formare quella tipica brodaglia indistinta di colori e sapori sino a sembrare che una pastella unica è diventata, aggiungete l’ingrediente segreto che il mio amico cuoco (che anonimo vuole rimanere), mi ha suggerito: due stelle, marine naturalmente.

Certo, depredare il mare di due splendidi esemplari di stelle marine è un delitto che non si può sentire e neanche vedere, ma volete mettere la carne succulente che riuscirete a sgranocchiare dalle stelle?

Provate questo nuovo ciambotto e fatemi sapere.

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