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Previste nevicate e gelate dal 2 al 4 gennaio.

La Presidenza della Giunta Regionale della PugliaSezione di Protezione Civile, ha diramato il bollettino che riportiamo, in cui, fra le altre cose, si richiamano i Sindaci a:

provvedere con ogni massima urgenza all’adozione delle misure previste nei Piani di emergenza di propria competenza, in particolare a:

  • ricognizione delle scorte di sale;
  • verifica della funzionalità dei mezzi per lo spargimento del sale e per lo sgombero della neve, in dotazione propria e delle Associazioni di volontariato convenzionate;
  • verifica della disponibilità delle risorse attivabili in emergenza (ditte appaltatrici, mezzi, materiali ed operatori, anche volontari);
  • accertamento della disponibilità di adeguate aree di accumulo della neve sgomberata;
  • verifica della possibilità di raggiungere persone affette da patologie tali da richiedere assistenza medica e fornitura di farmaci;
  • verifica operatività dei Centri Operativi in vista di una possibile attivazione.

Si richiama altresì l’attenzione sulla verifica dell’opportunità di procedere al preventivo spargimento di sale quanto sulla viabilità urbana ed extraurbana di competenza, particolarmente in corrispondenza di punti critici rappresentati da svincoli, rampe, sottopassi, ed in prossimità di strutture e uffici pubblici.

Particolare importanza assume inoltre garantire adeguata informazione alla popolazione da parte dei Comuni, anche al fine di porre in atto le principali misure di autoprotezione individuale.

Questo il bollettino di allerta:

 

Tra qualche ora il 2018 si addormenterà per sempre.

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Come ogni fine d’anno siamo a riproporre quelli che sono stati, a nostro avviso, i momenti che al paesello a sud est la grande metropoli lo hanno caratterizzato. Non considerando le scelte non scelte di un Commissario Prefettizio, che a parte averci tramandato l’ingresso Storico e Monumentale di Palazzo di Città sempre chiuso, il 2018 ci ha consegnato l’unico elemento più degli altri degno di futura analisi mai fatta: la disaffezione praticamente totale dei cittadini nei confronti della politica. La bassissima affluenza al voto per le amministrative lo testimonia. Ed il voto ci punisce con il vecchio “manualismo cencelliano” mascherato da civismo di facciata, che riesce a sconfiggere anche quella ormai sopita ribellione umana che offende la dignità propria e altrui.

Le Scuole, la sicurezza, i giardini, le strade, il degrado, gli appalti, gli uffici, la gestione della cosa pubblica e la sua trasparenza amministrativa sono sempre le priorità per le quali il buongiorno non è stato dei migliori. E le orde dei cortigiani e sostenitori a prescindere, implacabili come sempre, testimoniano che in loro non è il convincimento a farli esporre ma il do ut des che ha assunto forme parossistiche.

L’approssimazione e l’incompetenza camuffata con la presunzione e l’arroganza non è un buon viatico. Per non parlare della coerenza che se non ci fossero i dizionari non sapremmo neanche cosa sia. E passando da un conflitto di interessi ad un altro, la pellicola va avanti, impietosa ed implacabile. Si ripete fiaccamente il solito film in cui fra il diamogli tempo e la certezza di aver fallito ancora una volta, si maschera la scelta che non convince con la sfrontatezza di sempre.

Se questo fosse un ciclo, potremmo solo sperare, come il vecchio saggio sostiene, che debba toccare al quarto tentativo la soluzione visto che il terzo segue le orme dei due precedenti.

Il 2018 si apre con Agostino Mirizio che risponde con la propria candidatura a quella di Giuseppe Nitti sindaco. Nel frattempo non si placa la polemica su chi debba intestarsi la primogenitura sulla Casa della Salute, che in definitiva un Centro Polifunzionale Territoriale sarebbe, fra il PD, che iniziò l’iter con il compianto Vito De Tommaso, tra l’Associazione Antonio Busto o i medici che hanno aderito all’iniziativa.

Per le amministrative e le politiche cominciano a scendere al paesello i big della politica italiana: il 19 gennaio arriva Massimo D’Alema che inaugura la nuova sezione di Articolo 1 MDP, che racchiude al suo interno i fuoriusciti del PD Giacinto Rella, Pinuccio Castellano ed Andrea Azzone.

Nel frattempo Giovanni Impastato, fratello di Peppino, assassinato dalla mafia a Cinisi, è ospite delle scolaresche casamassimesi che si danno appuntamento al Majorana.

A fine mese Pietro Savino divorzia da Autonomia Cittadina di cui non riconosce più il percorso politico. I maligni sussurrano che sia la scelta del candidato sindaco Nitti da parte del movimento guidato da Pinuccio Fortunato a scatenare il mugugno.

Mentre il PD naviga ancora in perigliose acque su alleanze e candidati sindaci possibili, il M5S ripropone Antonello Caravella.

Febbraio si apre con la notizia che ci saranno anche casamassimesi ad affollare le liste per le politiche che si svolgeranno il 4 marzo. Andrea Azzone per Liberi e Uguali al Senato, Danilo Nesta e Manuela Palmi per il Partito Comunista e Maria Santa Montanaro per la Lega di Salvini alla Camera.

L’ingresso Monumentale e Storico del Comune di Casamassima, dopo il restyling che ha permesso al Comitato San Rocco di occuparne alcune stanze, contestato da più parti tra l’indifferenza della politica, rimane sempre chiuso nonostante dovrebbe rappresentare, secondo il Commissario Aldo Aldi, maggiore dignità per tutta la comunità. Si mormora che anche l’ASERC dovrebbe a breve abbandonare quei locali posti ai piedi del Comune, ma ad oggi, nulla è cambiato.

Le famiglie residenti ancora nel Palazzo Ducale, U Castidd, dovranno trovare presto una nuova sistemazione. L’immobile viene sottoposto a sequestro preventivo dalla magistratura. Le indagini degli inquirenti dopo gli avvisi di garanzia inviati a Vito Cessa, Pietro Lorè e Giuseppe Sangirardi proseguono. Quando finiranno?

La solita polemica accompagna la scelta degli scrutatori per le Politiche del 4 Marzo.

Il 9 febbraio il centro destra del paesello apre ufficialmente la campagna elettorale per le politiche. Presenti fra gli altri, Maria Santa Montanaro, candidata alla Camera per la Lega, Domenico Birardi (UDC confluita in un primo momento in Noi con l’Italia), Rino Carelli (Forza Italia), Franco Pignataro, Franco Reginella e Michele Bovino (F.d.I.), Agostino Mirizio (candidato sindaco in pectore) e Gino Petroni (Direzione Italia confluita in Noi con l’Italia).

Doppi turni alla Media Succursale di via Lapenna. Un guasto alla caldaia rende inagibili le aule per le lezioni.

Campagna elettorale anche per il PD e per Liberi e Uguali che lo stesso giorno invitano rispettivamente Michele Emiliano, Anna Maria Candela e Vito Antonacci.

Come un fulmine a ciel sereno giunge la notizia che il progetto presentato in ATS con il Comune, la Pro Loco e la Fondazione Don Sante Montanaro avente per titolo “Pentolaccia Casamassimese – un Carnevale nel Paese Azzurro delle meraviglie”, viene bocciato dalla Regione Puglia. Con quello zero sulla ricaduta promozionale territoriale accompagnato dall’altro zero sull’innovazione per finire con un altro zero sulla qualità del progetto, la commissione regionale boccia sonoramente e clamorosamente senza appello quanto, anche grazie alla Pro Loco, fu proposto ai vertici regionali.

Il 14 febbraio una buona notizia per il paesello: viene istituito il bio testamento. Chiunque potrà scegliere, nel caso fosse colpito da una malattia terminale che potrebbe sfociare in uno stato di completa incoscienza a che genere di trattamento sanitario essere sottoposto.

Domenica 25 febbraio Giuseppe Nitti chiama a raccolta i suoi sostenitori che lo incoronano candidato sindaco. Le liste a sostegno Autonomia Cittadina, Rivoltiamo Casamassima e Civicamente di Rubino & Guerra che dopo cambierà nome per l’ingresso di nuovi candidati di peso.

Ad inizio marzo si vota per le politiche.

Batosta per il PD, prodezza del M5S che non riuscirà in seguito a duplicare nelle amministrative e quei 750 voti alla Lega rappresentatala dalla Montanaro che ancora oggi molti si chiedono da dove siano arrivati. Dei candidati casamassimesi alle politiche si perdono le tracce.

Passata la sbornia delle politiche, l’attenzione si concentra sulle amministrative.

Lorenzo Ronghi con due liste a supporto, Progetto Casamassima e Rinnovamento Civico, si candida a sindaco.

Giuseppe Nitti, che si presenta come civico, per poi imbarcare molti della vecchia politica, può già contare sull’appoggio di Autonomia Cittadina, Rivoltiamo Casamassima, entrambe guidate da Pinuccio Fortunato, da Civicamente, del duo Guerra Rubino, che cambierà nome per inglobare Gino Petroni di Noi per l’Italia e Pinuccio Massaro che nel frattempo, lasciato Ronghi, fonda la sua lista.

Antonello Caravella, per la seconda volta, vestirà i panni di candidato sindaco per il M5S.

Nel frattempo cadono nel vuoto i tentativi del PD per un governo di responsabilità aperto alle più variegate componenti politiche. Questo errore costerà al PD un’emorragia di voti.

La Nica Ferri con la sua lista rimane al balcone.

Aprile si apre all’insegna delle scuole: i lavori alla Collodi ancora fermi come l’ascensore della Marconi.

Giuseppe Nitti comincia la sua campagna elettorale con i sabato del fare impegnato a piantare fiorellini per il paese.

Acque agitate nel PD ed in tutto il centro destra che non riesce a trovare la quadra.

A metà mese la notizia che farà trasecolare i più: vista la carenza di posti liberi per i defunti nel cimitero di Casamassima, qualcuno li vorrebbe dirottare a Turi.

Il PD rompe gli indugi e candida la Antonietta Spinelli, scelta che si rivelerà non gradita all’elettorato, solo con una lista a sostegno, quella della candidata sindaco.

Ma sul filo di lana anche il centro destra, con Agostino Mirizio trova  l’accordo. Saranno Forza Italia, Fratelli d’Italia e candidati dell’UDC ospitati nella lista berlusconiana a sostenerne il cammino.

Nella notte tra il 24 e il 25 aprile, una ragazza viene selvaggiamente picchiata. Il mondo politico tutto tace tra l’imbarazzo dei cittadini.

Alla squadra di giardinieri guidata dal Nitti se ne aggiunge un’altra, quella del Caravella. Prove generali per un futuro in sintonia?

A Maggio le prime polemiche intorno al M5S: Vito Schiuma, attivista del movimento a Casamassima abbandona il gruppo denunciando lo ”strapotere” di capetto 1 e capetto 2 che tutto decidono e tutto dispongono all’interno del gruppo. Con un comunicato a firma del candidato sindaco Caravella e dei candidati consiglieri, si bolla l’intera faccenda come se fosse tutto un gossip e non un fatto rilevante politicamente.

Cominciano ad essere pubblicizzate le liste dei candidati consiglieri per le prossime amministrative. Un intreccio pauroso di parentele le compongono: madri, figli, sorelle, mariti, fidanzati, cugini e chi più ne ha più ne metta.

Alla fine ci saranno 5 candidato sindaco, Antonietta Spinelli, Lorenzo Ronghi, Agostino Mirizio, Guseppe Nitti ed Antonello Caravella, 12 liste e 183 candidati consiglieri.

Pietro Lorè, Segretario Comunale lascia il posto vacante per approdare a Palo del Colle.

Giugno si apre con la nomina di Ettore Massari come nuovo Segretario comunale.

Nel frattempo, i comizi elettorali si susseguono senza sosta e con piccoli e grandi e banali colpi di scienza ci si avvicina alla data delle elezioni.

Le parole più forti vengono utilizzate da Nitti, che mettendo in risalto quanto di Birardi sia presente nelle liste di Mirizio, dimentica di quanti suoi ex sostenitori siano presenti nelle sue di liste: la Montanaro, il Nacarlo, il Petroni, il Valenzano passando dalla Zizzo, che fino a qualche tempo fa era con Cessa insieme a Rubino e Guerra.

Il 10 giugno si presentano ai seggi solo il 51.76% degli aventi diritto. Un calo pauroso rispetto a quanti nel 2015 si erano recati alle urne. La disaffezione dei casamassimesi è conclamata.

E come da previsione sarà ballottaggio fra Nitti e Mirizio.

Si chiude la vicenda, iniziata nel 2011, che vede La Voce del Paese ediz. di Casamassima, soccombere nei confronti dell’ex sindaco Mimì Orofino accusato ingiustamente di aver “sottratto” un rosone dal Palazzo Ducale.

Giugno sarà ricordato anche per la famosa sentenza del TAR Puglia che dà ragione ai cittadini che avevano impugnato il PEF approvato durante il Consiglio Comunale del 29 marzo 2017 mentre governava Cessa.

La dott.ssa Giacomino Giustino, già dipendente del Comune dal 20/05/1998 al 27/09/2017 con il profilo professionale di istruttore direttivo contabile, chiede procedersi a condanna del Comune per asserite condotte vessatorie e demansionanti derivanti da ingiusta revoca della posizione organizzativa conseguente all’adozione dell’ordinanza sindacale 20/01/2017 n.11 e dalle condotte successive.

Il 24 giugno, una bassissima percentuale di votanti, il 36% degli aventi diritto, decide che fra Mirizio e Nitti sia quest’ultimo a dover indossare la fascia tricolore di primo cittadino.

Esplode il caso della Media Dante Alighieri, che secondo il Piano Regionale Triennale di Edilizia Scolastica 2018/2020 che il comune presenta alla Regione, sarebbe meglio abbatterla e ricostruirla.

L’8 luglio si spegne l’unico vero sindaco di Casamassima: Vito De Tommaso, il professore.

Lo stesso giorno, una domenica, il sindaco Giuseppe Nitti decide di ricorrere in appello al C.d.S. contro la sentenza 869/2018 del TAR Puglia vinta dai cittadini e che metteva in discussione quel piano TARI del 2017.

L’11 luglio Nitti nomina la Giunta. Ne fanno parte: Maria Santa Montanaro, Gino Petroni, Azzurra Acciani, Michele Loiudice ed Annamaria Latrofa.

Un corteo funebre mesto e numeroso saluta il 15 luglio Lino Gargano, coordinatore provinciale del volontariato di Protezione Civile di Bari.

Il 20 luglio è convocato il primo Consiglio Comunale dell’era Nitti. Viene eletto a sorpresa con già il discorso di ringraziamento in tasca, Giuseppe Valenzano. La vice presidenza tocca anch’essa alla maggioranza con Salvatore Nacarlo. Il Movimento 5 Stelle vota favorevolmente le linee programmatiche del sindaco Nitti.

Il 23 luglio si abbatte su Casamassima una violenta grandinata che arreca numerosi danni alle auto.

Dopo secoli, la cassa armonica per la Festa della Madonna del Carmine trasloca dal solito posto ed approda non più sotto l’orologio ma accanto al Monumento ai Caduti.

La scelta contestata di pubblicare la foto di un gatto morto depositato in un cestino dei rifiuti, porta il paesello in giro per il mondo.

La C.N.S. (impresa mandataria), in R.T.I. con la Cogeir Costruzioni e Gestioni s.r.l. (impresa mandante) soccombe nei confronti del ricorso presentato dalla Ecologia Falzarano S.r.l., in riferimento all’appalto sui rifiuti per l’ARO Bari 5. Si prevede un cambio di gestione per la raccolta dei rifiuti?

E’ durante il secondo Consiglio Comunale del 7 agosto che qualcosa non comincia a tornare, non solo fra le minoranze che siedono in consiglio, ma anche e soprattutto fra parte delle minoranze e la maggioranza che sembrano navigare verso lo stesso porto. E la composizione delle commissioni consiliari permanenti è solo la punta dell’iceberg.

Primi interrogativi sul futuro delle scuole a Casamassima, primi fra tutti la riapertura o meno della Rodari e il nuovo caso della Dante Alighieri, tengono banco.

Si affida il Campo Polisportivo di via Giovanni XXIII ad un privato, ma il progetto sfumerà.

Il tentativo di furto ad una lavanderia ad opera di un uomo di colore marrone, ci consegna un paese razzista attraverso commenti su social vergognosi.

Iniziano i lavori di riqualificazione del sindaco Nitti:  dopo la fontana di via Plebiscito, anche gli alberi di arancio in via Sammichele.

Polemica fra il sindaco ed il M5S a proposito dell’ordinanza che obbliga alle vaccinazioni.

Settembre, il mese di San Rocco, che riesce come per miracolo a riportare la cassa armonica al solito posto, vede alla processione della domenica meno gente rispetto agli standard abituali.

I lavori alla Collodi sembrano non andare avanti.

Il 14 settembre viene inaugurato il nuovo corso della Rodari. Battibecco a distanza fra Cessa e Nitti.

La Lega Nord, rappresentata da Maria Santa Montanaro sarebbe intenzionata ad aprire una sede a Casamassima.

Durante il terzo Consiglio Comunale del 28 settembre si ha netta l’impressione che la maggioranza si serva del Consiglio per ratificare decisioni già prese altrove.

Giacomo Petrelli, nostro concittadino è una delle vittime della vile aggressione fascista a Bari da parte di CasaPound.

Anche Ettore Massari, Segretario Comunale per un mese, lascia il posto vacante.

Nel frattempo i lavori per il depuratore di Casamassima fanno scomparire via Cellamare.

Il mese si chiude con la presenza del sindaco Nitti al presidio antifascista in Piazza Moro e con la sottrazione dei pc alla Scuola Media Succursale.

Ottobre si apre con l’interrogativo, ancora oggi senza risposta, se il sindaco possa ancora sostenere la scelta di Maria Montanaro, leghista dentro e civica fuori, all’interno della sua giunta vista la scelta conclamata di aderire a Italia in Comune, partito antileghista per eccellenza. Anche Autonomia Cittadina, lista che si riconosce, come dichiarato pubblicamente, negli stessi valori messi in campo da Italia in Comune e dal suo maggior rappresentante Michele Abbaticchio, tace.

Prime indiscrezioni sul Dimensionamento Scolastico e per la prima volta compare a Casamassima, al Baricentro, la macchinetta diabolica che distribuisce i sacchetti per la monnezza.

Il M5S mette in agenda, a sorpresa (?), il caso della Fondazione Montanaro.

A novembre, Giuseppe Nitti, sulle orme del suo nuovo partito Italia in Comune, si scaglia contro il Decreto Salvini sulla “sicurezza”. Continua l’incoerenza fra scelte anti Lega a livello nazionale e la conservazione della Lega (Montanaro) a livello locale.

Durante il Consiglio Comunale del 5 novembre, la maggioranza decide di destinare oltre 230 mila euro alla riqualificazione del Campo Sportivo e della Villa Comunale. Ma dei progetti neanche l’ombra. Appare in Consiglio un nuovo Segretario Comunale, dott.ssa Doriana De Angelis, che da lì a breve, lascerà anche lei il posto vacante.

Scoppia il caso Scuolabus e messi notificatori.

Il PD rinnova gli organismi di partito.

Si apprende dal sito dell’Agenzia Regionale del Turismo Puglia Promozione che l’Info Point di Casamassima (IAT) è stato cancellato dall’elenco degli uffici InfoPoint aderenti alla rete regionale. E a proposito di Pro Loco e di attività correlate, sicuramente non vi sarà sfuggito che anche quest’anno per il Carnevale di Casamassima, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, non attribuisce nessun tipo di riconoscimento che si traduce in nessun tipo di finanziamento.

Il 28 novembre una notizia di cronaca sconvolge il solito tran tran: è di Casamassima il pedofilo arrestato che adescava minori in tutta Italia.

Compare in Piazza l’albero di Natale e si cominciano a fare i conti su quanto costerà il Blu Christmas voluto da Nitti.

Dalla lapide posta sulla facciata del Palazzo Comunale in memoria del poeta armeno Hrand Nazariantz saranno cancellate le firme di Francesco Laricchia e di Domenico Birardi. Questo è quanto decide a notte fonda il Consiglio Comunale del 29 novembre. Ed è nello stesso Consiglio che si scopre che l’interessamento dell’assessora Acciani per dotare la Scuola Media Succursale di quei pc rubati a settembre, si è concluso con l’arrivo di 56 computer di cui solo 16 funzionanti.

Un plauso alla Open Source Casamassima per averne donati 10.

Dicembre si apre con l’ottima notizia che vede Nicola Zaccheo, già amministratore delegato della società di piccoli satelliti Sitael, proposto alla presidenza di Enac, l’autorità di regolazione del settore aeroportuale.

Il 13 dicembre si accende l’albero di Natale in Piazza. È costato oltre 20 mila euro, ma l’intero evento Blu Christmas, fortemente voluto dall’intera maggioranza, non sembra, a parte i solti ultras da curva nord, aver suscitato emozioni particolari.

Ancora un furto in una Scuola: questa volta ad essere sottratte sono le attrezzature informatiche della Marconi.

E tra affidamenti diretti per la riqualificazione del Campo Sportivo e della Villa Comunale, esposti denunce nei confronti del Presidente del Consiglio Comunale, carte bollate indirizzate all’autorità giudiziaria per il servizio Scuolabus e la bocciatura da parte della Regione Puglia, che scevra dalle filippiche del consigliere Capone, non approva il Dimensionamento Scolastico proposto dalla maggioranza, l’anno si conclude con l’inutile ordinanza contro i botti e con il solito piacevole oramai consueto bagno di folla per il Presepe Vivente che ci auguriamo possa, dall’anno prossimo, quantomeno raddoppiare gli appuntamenti.

 

Il 70% degli italiani non capisce quello che legge. Ma neanche quello che vota.

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«Il 70% degli italiani non capisce quello che legge”, affermava Tullio De Mauro, e probabilmente neanche quello che vota.

Queste le conclusioni di Tullio De Mauro, probabilmente uno dei più grandi linguisti del nostro Paese, che rivestì anche la carica di Ministro della Pubblica Istruzione.

Il linguista affermava, in un’intervista rilasciata a La Cosa nel febbraio 2016, il canale video di Beppe Grillo, uno studio che non lasciava scampo alla scuola e all’università italiana. 8 italiani su 10, dichiarava, hanno difficoltà a utilizzare quello che ricavano da un testo scritto, 7 su 10 hanno difficoltà abbastanza gravi nella comprensione e 5 milioni di italiani hanno completa incapacità di lettura. Un nostro diplomato nella scuola media superiore ha più o meno lo stesso livello di competenza di un ragazzino di 13 anni che esce dalla scuola media: i 5 anni di scuola media superiore girano a vuoto e questo determina un bassissimo livello di quelli che entrano all’università. Il risultato è che i diplomati di scuola media superiore in molti paesi hanno livelli di competenza linguistica, matematica, di comprensione, di calcolo ben superiori a quelli dei nostri laureati. Abbiamo bisogno di un buon livello di istruzione per poter trovare le fonti buone per informarci e per utilizzare bene queste informazioni, per utilizzarle criticamente! Questo sarebbe indispensabile per tutti, per un buon esercizio del voto.

Quindi per il professor De Mauro solo un’istruzione di buon livello  consente all’individuo cittadino di poter discernere, fra la miriadi di informazioni che circolano in tv, sulla carta stampata e/o sui social; la capacità di scegliere le informazioni vere al posto di quelle false, magari costruite ad hoc per poter meglio indirizzare l’opinione pubblica o parte di essa, è uno degli strumenti che ci mette a disposizione la cultura. Il senso critico ne guadagna creando le basi per un buon esercizio di voto.

Nei suoi studi il professor De Mauro, aveva cercato di raccogliere dati  sull’analfabetismo strumentale (totale incapacità di decifrare uno scritto) e l’analfabetismo funzionale (incapacità di passare dalla decifrazione e faticosa lettura alla comprensione di un testo anche semplice) richiamando l’attenzione dei suoi illustri colleghi sul peso che l’analfabetismo ha sulle vicende linguistiche e, ovviamente, sociali in Italia.

E se l’analfabetismo è oggettivamente un instrumentum regni, un mezzo eccellente per attrarre e sedurre molte persone con corbellerie e mistificazioni, ed è per questo che solo il 30% degli italiani riesce a capire come funzioni la politica compresi i suoi discorsi, esiste anche una correlazione stretta con l’economia.

Infatti, come hanno spiegato Luigi Spaventa o Tito Boeri, illustri economisti, il grave analfabetismo strumentale e funzionale incide negativamente sulle capacità produttive del paese ed è responsabile del grave ristagno economico che affligge l’Italia dai primi anni novanta”.

E poi arrivò Umberto Eco con il celebre e sarcastico:

Se sei un analfabeta funzionale non capirai questo post.

L’analfabetismo funzionale in Italia è una realtà, non è una definizione spocchiosa dei radical chic nei loro momenti di consapevolezza ultraterrena.
L’Italia è la seconda nazione europea, al pari della Spagna e dopo il primato turco, per numero di analfabeti funzionali o low skilled, pari circa al 47% della popolazione totale (fonte PIAAC-OCSE, Rapporto nazionale sulle competenze degli adulti).

Facciamo una breve panoramica su cosa vuol dire analfabetismo funzionale.

L’analfabetismo funzionale non è da confondersi con quello strutturale. Quest’ultimo infatti è quello che fino a qualche anno fa tutti conoscevamo come l’unica forma di analfabetismo, ovvero quello dipeso dall’interruzione del processo formativo che si palesa come l’incapacità di leggere e scrivere. L’analfabetismo funzionale invece consiste nell’incapacità di comprendere testi semplici, di rielaborare in pensiero critico un concetto sentito al bar, di capire il libretto di istruzioni di uno smartphone, consiste nel credere all’opinione di chiunque prendendola come verità senza sentire la necessità di informarsi sull’argomento, consiste nella mancanza di competenze intellettuali utili per affrontare la vita quotidiana.

In generale la diffusione dell’analfabetismo funzionale deriva da radici politiche e sociali, come il fatto che il 25% della popolazione italiana non abbia alcun titolo di studio. Questo non vuol dire che tutti i diplomati e i laureati siano esenti da questo fenomeno. I low skilled sono in grado di leggere e imparare a memoria, quindi potenzialmente anche di sostenere esami e diplomarsi, o laurearsi. Oltre che dalla mancanza dell’acquisizione di competenze date dalla non scolarizzazione, le persone possono anche subire un processo di retrocessione dovuto all’analfabetismo di ritorno, ovvero non coltivando nel tempo quelle capacità che avevano acquisito precedentemente, tipo smettendo di leggere, informarsi o dedicarsi ad una qualsiasi attività artistica, creativa o che richiede l’elaborazione di un pensiero critico in generale.

Non pensiamo che l’analfabetismo funzionale sia un fenomeno diffusosi negli ultimi 3/4 anni, ovvero il periodo di tempo da cui se ne sta parlando. Semplicemente, grazie ai social, oggi possiamo tutti (tutti noi che non facciamo parte di quel 47%, almeno per la nostra personalissima percezione di noi stessi) essere testimoni di questa grave piaga sociale. Infatti dove c’è – sui social – una discussione sui temi caldi riguardanti la nazione (vedi i vaccini, l’immigrazione, la politica in generale) c’è almeno un commento di un analfabeta funzionale.

Sgrammaticata, disinformata, basata sul titolo di un clickbait di cui non ha nemmeno letto il contenuto, che fa riferimento a quello che gli ha detto il suo amico complottista mentre faceva colazione stamattina al Bar di Ezio sotto casa. Quella per lui è la verità. Perchè non sa distinguere cosa lo sia da cosa no.

Ma il problema non è tanto che lui ci creda fino in fondo, il problema è che ci credano tutti gli altri membri della community degli analfabeti funzionali e che quindi alla fine si diffonda più il loro pensiero che quello degli intellettualmente normodotati, che invece si affidano all’informazione di quelli che hanno le competenze per farla.

Cosa succede quindi? Che la verità sentita al Bar di Ezio acquista la valenza di una verità universalmente riconosciuta perché sostenuta da 30.000 like ed ecco che iniziano le teorie complottiste, i commenti aggressivi e senza h nel verbo avere, il discredito verso i giornalisti che tentano di diffondere cultura e soprattutto la polemica e l’aggressività verso chiunque tenti di esporre un’opinione contraria o chiarire un concetto evidentemente poco chiaro.

In questi ultimi tempi tante volte la riflessione è stata volta a come poter porre rimedio alla diffusione delle opinioni di questo gruppo sociale in ascesa e le soluzioni possibili individuate sono state due:

-arrendersi di fronte alla quantità di tempo libero e alla grandissima volontà di risposta che gli analfabeti funzionali dimostrano di avere sotto ogni post e rassegnarsi a vivere in un mondo di banalità e stereo tipizzazione;

-creare una coalizione che racchiuda l’altro 53% della popolazione o almeno una buona parte di questa percentuale e dare il via ad un sistema organizzato in cui per ogni post di un low skilled ce ne sia uno di un normodotato, per ogni commento sugli immigrati extracomunitari ci sia una storia che ne racconti le necessità, per ogni teoria complottista ci sia una ricerca scientifica a smentirla.

Forse così saranno la ricerca e l’informazione, quelle fondate, ad acquisire like e quindi anche la dignità per essere ritenute la verità. Lottare per la cultura all’epoca dei social vorrà dire anche questo.

“I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”.

E poi scopri, rimestando fra le pagine dei social, che di Bar da Ezio ne è pieno, il Belpaese.

Ci sono presepi che durano il tempo del Natale e presepi che durano tutto l’anno.

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Ci sono presepi che durano il tempo del Natale e presepi che durano tutto l’anno e che perseguitano le nostre coscienze.

Ma è così facile dimenticarlo.

Lo abbiamo edulcorato di ogni significato, di ogni meta messaggio e di ogni interpretazione soggettiva. Il senso del Natale è sfuggito soprattutto a quei cosiddetti “credenti” che “io non sono razzista però…”.

Ma è così facile dimenticarlo.

Maria e Giuseppe con Gesù, in fin dei conti cos’erano se non dei profughi costretti ad abbandonare la loro terra perché perseguitati?

Quello che il mondo festeggia come la festa “più dolce dell’anno” altro non è che la storia di una famiglia di profughi.

Ma è così facile dimenticarlo.

Eppoi Maria che partorisce da sola in una grotta, mi riporta alla solitudine di molte donne “irregolari” costrette a partorire nelle più luride stamberghe di questo borghesissimo mondo.

Ma è così facile dimenticarlo.

La preoccupazione per il suo bambino che sta per nascere è la stessa di quelle madri che galleggiano inermi sull’acqua stringendo ancora a loro corpicini freddi e lividi. A volte già morti.

Ma è così facile dimenticarlo.

Giuseppe è cacciato, le porte gli si chiudono in faccia alla velocità della luce e l’indifferenza e l’egoismo e l’intolleranza sostituiscono l’accoglienza e l’amore. Non vi è posto per lui e per quella donna che in grembo porta un bimbo.

Ma arriva Gesù, un bambino che senza il fiato di due animali sarebbe morto. Sono gli ultimi, i poveri, i semplici che si accostano a lui per andarlo a trovare non di certo i potenti del mondo.

Ma è così facile dimenticarlo.

Questa è la vera storia del Natale non quella che avete sdoganato per secoli fatta di lucine colorate.

Ma è così facile dimenticarlo.

«Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me».

Ma è così facile dimenticarlo.

 

(Tratto da un pensiero che condivido, di un’amica).

Causa impegni improcrastinabili i lavori del Consiglio Comunale di giovedì scorso vengono stravolti.

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Causa impegni improcrastinabili dei grillini, Caravella e Patrono, che trovano accoglimento da parte della maggioranza, l’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 20 dicembre scorso viene completamente stravolto. E così, forse per mancanza di mozioni su lapidi firmate poste alle porte del Comune, o su colonnine elettriche di ricarica per le innumerevoli auto elettriche presenti sul territorio, o sull’Unità d’Italia, invece di cominciare i lavori con la discussione sulle interpellanze e le interrogazioni, che a nostro avviso rappresentano il momento in cui la maggioranza di governo cittadino viene interrogata, appunto, sugli atti che ogni giorno mette in campo e che delineano le scelte politiche ed amministrative che vuole perseguire, si comincia, dopo un minuto di silenzio per l’uccisione del giornalista  Migalizzi, con la discussione sui debiti fuori bilancio, croce e delizia con cui ogni amministrazione si deve, prima o poi, misurare. Come quella di Nitti, che fra i punti programmatici forti e basilari, ha quella sul funzionamento ed armonizzazione degli uffici.

Eppure di interpellanze ed interrogazioni interessanti ve ne erano parecchie che avrebbero avuto tutti i numeri in regola per essere discusse alla luce del sole e non “oscurate” dalle tenebre della notte.

Come quella, per esempio, sulla Scuola Media Dante Alighieri, che i grillini Caravella e Patrono si sono persa.

In virtù della relazione tecnica dell’ing. Colapietro, ci siamo accorti tutti che la Media di Casamassima vive un “momento strutturale” decisamente non buono e che avrebbe bisogno di interventi urgenti. Per quanti volessero approfondire la questione rimandiamo alla ricostruzione che qui (clicca) abbiamo fatto. Interpellanza a cui l’assessora al ramo, ing. Latrofa, ha risposto in maniera del tutto inefficace non cogliendo, a nostro parere, l’essenza stessa di quella relazione tecnica, che nella sua semplicità, racchiude in sé elementi decisamente preoccupanti che dovrebbero inquietare tutti, anche lei, che sembra invece dormire sogni tranquilli. Quando gli interventi di consolidamento? E in che modo? Abbattere e riscostruire con gli studenti chiusi nelle classi mentre continuano a far lezione? E dove sistemare le classi dell’intera scuola nel caso si dovesse intervenire? Un altro caso Rodari e Collodi è alle porte?

E anche l’albero di Natale blu apparso in Piazza ha del misterioso. Apprendiamo dal sindaco che in virtù di una relazione depositata il 17 dicembre che ne attestava la pericolosità in vita, il 29 novembre, cioè, 18 giorni prima, l’albero, divenuto poi di Natale, veniva inesorabilmente abbattuto e piazzato dove lo vediamo oggi. Nulla da eccepire hanno avuto i grillini assenti, occupati nei loro impegni improcrastinabili, nei confronti di un’amministrazione comunale che ancor prima che una relazione sia stata regolarmente depositata, decide di agire. Incredibile.

Neanche sui ripetuti furti nelle scuole, la Marconi per ultima qualche giorno fa, si riescono a smuovere risorse necessarie, che per altro vengono trovate immediatamente con variazioni a raffica di bilancio. Dichiarare, come dichiara il sindaco, che la scuola è troppo grande per essere sottoposta a video sorveglianza e che ci sarebbero problemi per farlo, avrebbe dell’assurdo se non fosse reale. Telecamere perimetrali o indirizzate proprio sui luoghi sensibili della scuola sembrano la soluzione ottimale e decisamente più economica, ma non per tutti, purtroppo. Nulla dice il sindaco a proposito di quel taglio di oltre 9 mila euro sull’istruzione approvato dalla maggioranza qualche consiglio fa e che non sappiamo che lidi abbia preso; se fossero stati ancora nelle disponibilità dell’amministrazione forse i piccoli studenti della Marconi non avrebbero dovuto aspettare, non sappiamo per quanto tempo, le risorse necessarie messe a disposizione nel nuovo bilancio comunale per esercitarsi ancora con i computer.

E poi viene la storia dei messi notificatori, di cui, naturalmente, i grillini nulla sanno perché impegnati in altre improcrastinabili attività che lontani li hanno tenuti.

Ci si continua a chiedere, senza peraltro ricevere risposta, (quella dell’assessora Montanaro forse a causa dei microfoni malfunzionanti difficile da comprendere), perché mai personale del comune tiene un corso gratuito per la formazione di personale designato da un’azienda privata, non aperto a tutti i cittadini di Casamassima ma solo ad alcuni “privilegiati” indicati proprio dalla stessa azienda privata che si dovrà pagare per il servizio svolto.

Vecchio modo di far politica, chiede il consigliere Mirizio?

Vecchissimo modo, caro consigliere Mirizio, che la sua giovane età non può immaginare neppure, ma noi, che abbiamo superato abbondantemente gli anta, capiamo sin troppo bene.

Ed anche del famoso affidamento ad una cooperativa sulla scelta degli autisti di scuolabus, si è discusso, ricordiamo a Caravella e Patrono, grillini assenti. Ma perché il Presidente del Consiglio Giuseppe Valenzano prima comunica che l’interpellanza non è ammessa e poi invece, posto alle strette, la ammette? Quindi se non era un vizio di forma che ne impediva la discussione, per quale motivo anche il Valenzano preferirebbe non si parlasse intorno a questo affidamento?  E poi perché il sindaco continua a non rispondere in merito al possesso o meno dei requisiti stabiliti per Legge della società cooperativa a cui il servizio è stato affidato? Perché afferma di aver già risposto senza peraltro che nessuno ne abbia avuto prova e non ripete la risposta, se mai ci fosse sfuggita, così da tranquillizzare tutti? Ma cosa nasconde questo affidamento? Informiamo Caravella e Patrono, assenti per impegni improcrastinabili, che sarà l’autorità giudiziaria a dare quelle risposte che in Consiglio non ci sono state.

Ma la trasparenza tanto sbandierata, che fine ha fatto?

E sempre per informare i pentastellati Caravella e Patrono che causa impegni improcrastinabili erano assenti, vi diciamo anche che si è discusso di debiti fuori bilancio, una marea, e di contenziosi aperti da perderci la testa. Speriamo di mettere la parola fine a quei debiti fuori bilancio e a quei pagamenti di fatture ricevute e mai pagate prima e che poi sbucano fuori impegnando non solo risorse, molte volte maggiori di quelle  necessarie se fossero state pagate quando si presentano, ma tempo sottratto ai Consigli Comunali che ben altro dovrebbero essere chiamati a discutere. Ma sarebbe così difficile stilare un elenco che fra debiti fuori bilancio e contenziosi aperti comprendenti fatture non ancora pagate, metta la parola fine ad ordini del giorno di consigli comunali stilati praticamente dagli uffici e non dalla politica e che dichiarasse senza ombra di dubbio la grandezza della cassa comunale?

Non si è fatto attendere anche quell’affidamento del Campo Polisportivo di via Giovanni XXIII, prima dato e poi scomparso dalle cronache. A quando una gara per affidarlo e per non lasciarlo al libero arbitrio di chiunque? Lo avremmo voluto chiedere a Caravella e Patrono, ma causa impegni improcrastinabili risultavano assenti.

Come ultima interpellanza, che Caravella e Patrono si sono persi per quei maledettissimi impegni improcrastinabili che purtroppo li hanno tenuti lontani, è stata quella sui “fantomatici”, così li definisce l’assessora Acciani, kit di addobbo del Blu Christmas venduti ai commercianti del paesello. Ci sfugge solo una cosa: ma i commercianti che hanno acquistato il kit sono in possesso di regolare ricevuta di pagamento rilasciata dal venditore così da permettergli di detrarre quelle spese dalla dichiarazione dei redditi?

Ma poi si è discusso anche di altri piatti forti, nel Consiglio Comunale di giovedì scorso 20 dicembre, come i debiti fuori bilancio e quella convalida del Piano Tari di Cessa del marzo 2017, dichiarato “fuori legge” dal TAR di Bari a cui dedicheremo, se avrete pazienza, una puntata ad hoc.

Piano scolastico: inesorabilmente bocciato Nitti e la sua maggioranza.

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Della notizia si attende conferma ufficiale, ma dopo la bocciatura da parte della Città Metropolitana di Bari e dell’Ufficio Scolastico Regionale, anche la Regione Puglia, l’ultima che ha il potere decisionale, potrebbe bocciare clamorosamente e senza appello il Piano di Dimensionamento Scolastico proposto ed approvato dalla maggioranza di Giuseppe Nitti.

Da fonti autorevoli regionali si apprende che la sola proposta presa in considerazione sarebbe quella delle minoranze che prevedeva per Casamassima la formazione di un Istituto Comprensivo composta da:

  • Scuola Media Dante Alighieri;
  • Scuola Primaria G. Rodari;
  • Scuola dell’infanzia Collodi;
  • Scuola dell’infanzia Madre T. di Calcutta (via Lapenna);

e di un Circolo Didattico composto da:

  • Scuola Primaria Marconi;
  • Scuola dell’Infanzia Don Milani;
  • Scuola dell’Infanzia B. Ciari.

Per l’istituto superiore Majorana si sarebbe deciso di lasciarlo nella disponibilità della sede centrale di Bari.

Se la notizia dovesse essere confermata, sarebbe per l’intera maggioranza che sostiene Nitti, una sconfitta senza precedenti.

 

 

Casamassima in Champions League?

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Sarà stata una giornata frenetica per l’Albo Pretorio Comunale, quella di lunedì 17 dicembre, che ha visto le sue pagine impreziosirsi di 5 determine di affidamento lavori per un importo totale di € 153.230.

Di questi, € 99.990 destinati alla riqualificazione del Campo Sportivo ed € 53.240 alla Villa Comunale di via Acquaviva.

Ma dei progetti di riqualificazione non compare neanche l’ombra.

In definitiva sappiamo solo che i lavori di riqualificazione del Campo Sportivo sono stati così spacchettati:

Sappiamo che per ogni lotto sono state invitate a partecipare 3 ditte le quali hanno presentato preventivi di spesa e fra questi scelto quello economicamente vantaggioso. Non si conoscono, per ogni tipologia di lavoro, quali le richieste da parte degli uffici e quali le offerte le ditte interpellate abbiano prodotto proprio perché del progetto generale che dovrebbe illustrare gli interventi, non vi è traccia. Neanche delle offerte proposte dalle ditte scartate vi è traccia: raffronto che avrebbe permesso una comparazione più trasparente.

Ma perché, dopo anni che Casamassima riesce finalmente a sistemare il Campo Sportivo, ma lo stesso discorso vale anche per la Villa Comunale, non si sente la necessità di informare circa gli interventi richiesti da realizzare portandoli a conoscenza della cittadinanza? E poi, se potrebbe essere giustificato l’intervento da parte di una ditta specializzata per il campo da gioco, (anche se la rete non restituisce risultati che attestino la specializzazione dell’impesa incaricata), si è sentita la necessità di suddividere ancora i lavori fra imprese con le stesse specializzazioni per lavori con le stesse caratteristiche?

Alla spesa destinata a queste opere, bisognerà sommare anche quella riconosciuta all’ing. Aris KASTORINIS per la progettazione e la direzione lavori, già prevista il 20 novembre scorso, pari a € 5.200.

Per la Villa Comunale invece, in attesa di altri affidamenti, ad oggi stanziati:

Anche qui nessun progetto allegato.

Frattanto, praticamente nelle stesse ore, Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, sulla propria pagina Facebook, scriveva:

«OLTRE SETTE MILIONI PER GLI IMPIANTI SPORTIVI DI 90 COMUNI PUGLIESI: FINE ANNO CON BOTTO, INTERVENTI FINANZIATI PER IMPIANTI BELLI E ACCESSIBILI.

È definitiva la graduatoria degli interventi sugli impianti sportivi di 90 Comuni pugliesi, con un’attivazione di complessivi 7 milioni e 626 mila euro. Un investimento con pochi precedenti su campi sportivi, palazzetti, palestre o strutture polivalenti, che saranno ampliati, potenziati, messi in efficienza dal punto di vista energetico o riqualificati. Siamo davvero contenti di chiudere il 2018 con il botto di così tanti interventi finanziati. Grazie all’incremento di risorse estendiamo l’efficacia di una delle azioni più qualificanti delle politiche sportive pugliesi di questa amministrazione, tesa ad avere ovunque impianti pubblici belli e accessibili per la pratica sportiva popolare».

Ma fra l’elenco allegato dei Comuni non figurava Casamassima fra quelli beneficiati dai sovvenzionamenti richiesti e ottenuti dalla Regione.

Sarà per una prossima volta?

(Clicca sugli interventi di lavoro per vedere la Determina di affidamento).

 

Casamassima, gli scuolabus, i messi notificatori e il segreto di Pulcinella.

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Tornerà nel prossimo consiglio di giovedì prossimo, la vicenda intorno all’affidamento ad una cooperativa del trasporto dei piccoli con gli scuolabus e sulla vicenda dei messi notificatori scelti e designati da una azienda attraverso un corso tenuto da dipendenti comunali.

Ricorderete che gli uffici comunali, avevano provveduto, causa pensionamento dei vecchi autisti di scuolabus che probabilmente era sfuggito dalle agende, affidato ad una cooperativa il servizio di trasporto. Di questa cooperativa, ad oggi, non si è in grado di sapere se abbia o meno i requisiti che la Legge prescrive e se tutte le procedure siano state totalmente rispettate. Rammentiamo che il sindaco, durante il Consiglio Comunale del 29 novembre si era impegnato a fornire, insieme al responsabile dell’ufficio, le prove dell’esistenza o meno dei requisiti della cooperativa che poi aveva individuato i soggetti che avrebbero svolto il servizio, anche se, sommessamente, qualcuno faceva notare che l’accertamento dell’idoneità avrebbe dovuto precedere l’affidamento e non, come è avvenuto, seguirlo. Considerato che il servizio da svolgere riveste la massima attenzione in quanto i genitori vorrebbero essere garantiti dal fatto che chi ha contatti quotidiani con i piccoli sia al di sopra di ogni ragionevole dubbio, ci auguriamo che le rispose ai quesiti legittimi questa volta vengano espressi.

Altro affidamento ha tenuto impegnato il paesello che quando si tratta di scovare l’intruso, non ha uguali. Ci riferiamo a quel corso che dipendenti comunali, dott.ssa Carmela Fatiguso, sig. Leonardo Coppola e sig.ra Antonella Mongelli, hanno tenuto a costo zero a personale individuato, scelto e anche pensiamo “nominato”, dalla Zero Distanze sas, finalizzato alla formazione e alla qualificazione del personale per l’espletamento dell’attività di notificazione sul territorio comunale degli atti tributari.

(Clicca qui per la Determina di Nomina dei messi notificatori n. 243 del 31/10/2018)

Oggi ci si chiede se la Zero Distanze sas, sia la stessa azienda incaricata di recapitare per il Comune di Casamassima avvisi di accertamento per un importo pari a quasi 16 mila euro.

Ma il corso tenuto dai dipendenti comunali a questi soggetti individuati dalla Zero Distanze, era aperto anche a soggetti esterni non direttamente segnalati da questa azienda? Come mai il Comune sceglie di affidare ad una società privata il compito di individuare soggetti idonei al lavoro di messi notificatori senza aprire ad una possibile attività lavorativa ai tanti giovani disoccupati del paesello?

 

 

Scuola Dante Alighieri: da abbattere e ricostruire. Le risultanze della Relazione Colapietro & Fiore.

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La relazione tecnica sullo stato di salute della Scuola Media Dante Alighieri eseguita dall’equipe tecnica guidata dall’ing. Danny Colapietro, che in definitiva conferma quanto la Delibera di Giunta n. 83 aveva già anticipato a giugno scorso, potrà dichiarare l’intera faccenda chiusa o aprirne un’altra tutta nuova?

Pensiamo che dopo la pubblicazione delle risultanze della Relazione Colapietro da parte del PD sia necessario un ripasso generale.

Giuseppe Nitti viene proclamato sindaco il 25 giugno 2018.

Il 28 giugno, ma pubblicata il 29 giugno sull’Albo Pretorio del Comune di Casamassima, compare la Delibera di Giunta n. 83 avente per oggetto:

DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE DELL’EDIFICIO SCOLASTICO “SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO DANTE ALIGHIERI” IN VIA ANGELO PENDE”. APPROVAZIONE PROGETTO DI FATTIBILITÀ TECNICA ED ECONOMICA AI FINI DELLA CANDIDATURA ALL’AVVISO PUBBLICO PER LA FORMAZIONE DEL PIANO REGIONALE TRIENNALE DI EDILIZIA SCOLASTICA 2018/2020 ….

In definitiva e facendo riferimento all’Avviso Pubblico della Regione Puglia per la formulazione del piano regionale triennale di edilizia scolastica 2018/2020 e dei relativi piani annuali, le cui domande di ammissioni dovevano essere trasmesse proprio entro il 29 giugno, e visto che su tale edificio scolastico sono stati effettuati gli opportuni accertamenti per la valutazione del rischio sismico, che hanno evidenziato l’inadeguatezza della struttura portante alle eventuali sollecitazioni sismiche, nonché la fondamentale onerosità delle lavorazioni, i tecnici preposti, evidenziando che l’edificio in questione presenta condizioni di inadeguatezza, oltre che sismica, anche funzionale, dichiarano che la demolizione e ricostruzione sarebbero maggiormente convenienti in termini sia di economicità che di funzionalità dell’edificio, rispetto alle più recenti norme e direttive in edilizia scolastica.

Ma lo stesso giorno della pubblicazione della Delibera, il 29 giugno, Andrea Palmieri, non ancora proclamato consigliere comunale, lo sarà qualche giorno dopo, fa notare che mancherebbe il parere di regolarità tecnica. Ma non è solo questa presunta stranezza ad indirizzare l’attenzione sulla famosa Delibera di Giunta n. 83.

Infatti qualche giorno dopo, ed esattamente il 3 luglio, la stessa Delibera di Giunta appare sul sito istituzionale del Comune di Casamassima in forma diversa. Non solo nelle date, ma anche nelle firme apposte sulla stessa.

Ve le riproponiamo.

A sinistra (clicca per leggere) quella pubblicata il 29 giugno e a destra (clicca per leggere) quella pubblicata il 3 luglio.

Perché queste variazioni proprio dopo che Palmieri fa notare la presunta irregolarità? Ma non sembra l’unica incongruenza/refuso. Se la Delibera è a cura del Commissario Prefettizio, perché nella prima e nella seconda versione della delibera, compare anche la firma del sindaco Nitti?

Arriviamo al Consiglio Comunale del 7 agosto in cui, il Partito Democratico, attraverso un’interpellanza, chiede:

Preso atto della pubblicazione all’Albo Pretorio del Progetto di abbattimento e ricostruzione della Scuola Media Centrale “Dante Alighieri”, si chiede:

– La sussistenza dei requisiti di legittimità degli atti inoltrati presso la Regione Puglia, Sezione Istruzione e Università, rispetto all’Avviso Pubblico per la formazione del Piano regionale triennale di edilizia scolastica, a seguito della modifica della delibera di giunta n. 83 del 28/06/2018;
– Quanto al merito della questione, quali sono stati gli approfondimenti tecnici, alla base dell’intervento proposto;

– Per ultimo e non per ordine di importanza, data la descrizione in atti, circa le condizioni dell’edificio, chiediamo al Sindaco se sia garantita la sicurezza dei ragazzi che si accingono all’ormai prossima frequenza scolastica per l’anno 2018/2019 e se pertanto ci si è preoccupati di convocare un tavolo, quanto meno informativo, con il Dirigente Scolastico ed il Consiglio di Circolo.

A detta dello stesso PD, le risposte del sindaco non convincono.

Il 9 settembre, è ancora il PD di Casamassima, rappresentato in Consiglio Comunale da Antonietta Spinelli ed Andrea Palmieri, a presentare una Mozione in cui si dichiara che, …. alla luce della gravità delle risultanze innanzi riportate, e per esprimere un giudizio reale circa la stabilità dell’edificio ed il conseguente intervento da attuare, sarebbe necessario condurre uno studio conforme alle NTC 2018.

Il PD, in sostanza, chiedeva una relazione tecnica che si occupasse in maniera dettagliata dell’intera struttura.

Trascorrono 19 giorni ed il 28 settembre con la Determina n. 265, l’arch. Flaviano Palazzo, Responsabile dell’Ufficio Tecnico, dà formalmente incarico all’ing. Domenico Colapietro e all’ing. Andrea Fiore, di eseguire gli ulteriori rilievi sul comportamento statico e sismico delle strutture portanti della Scuola Media Centrale Dante Alighieri.

Nello stesso giorno si tiene il Consiglio Comunale in cui, per la prima volta viene affrontato il problema se le norme attualmente in vigore permettono la ricostruzione dell’istituto scolastico nella stessa posizione attuale e se le operazioni di abbattimento e ricostruzione della stessa scuola possano o meno avvenire con gli studenti all’interno delle aule.

La discussione non porta a nulla. Nel frattempo, vista la Determina che assegna l’incarico all’ing. Colapietro di relazionare tecnicamente sull’intera struttura della Scuola, la Mozione che la richiedeva, viene ritirata.

Ed arriviamo al 9 novembre 2018, giorno in cui, ci informa il PD, è stata depositata la relazione tecnica avente per oggetto Verifiche sul comportamento statico e sismico della Scuola Media Centrale Dante Alighieri dello Studio Tecnico Ingegneria Strutturale & Consulting di Colapietro e Fiore.

Apprendiamo che l’incarico affidato allo Studio Tecnico Ingegneria Strutturale & Consulting è stato regolarizzato tramite contratto il 16 ottobre 2018 (cioè 18 giorni dopo la decisione di affidare l’incarico allo Studio Colapietro. Come mai questo ritardo?) ed inserito nella raccolta del registro unico dei contratti al n. 58 il 19 ottobre.

Le conclusioni della relazione dei due professionisti, portano, come abbiamo accennato prima, a quelle riportate nella Delibera n. 83 del 29 giugno 2018:

………

«Pertanto, gli scriventi (ing. Colapietro e ing. Fiore, ndr), prescrivono,  in brevi termini ed improcrastinabili,  l’esecuzione di interventi di adeguamento strutturale, atti ad assicurare margini di sicurezza opportuni nei confronti di  azioni sismiche e  antropiche   in conformità alle disposizioni sancite dalle normative  odierne. In alternativa, come proposto dall’autorità comunale, nell’ambito del bando sancito dalla Regione Puglia -“Piano Regionale Triennale di Edilizia Scolastica 2018/2020 e dei relativi piani annuali, di cui alla Delibera di Giunta Regionale n. 595 dell’11/04/2018”, un abbattimento e ricostruzione dell’intero organismo edilizio.

In conclusione, aggiungono i tecnici, al fine di garantire in via prioritaria, una soluzione funzionale dell’immobile, si ritengono sicuramente necessari e non differibili “interventi locali” di manutenzione provvisionale relativi a quegli elementi che attualmente versano in condizioni di ammaloramento e che manifestano, talvolta in maniera evidente, talvolta in maniera più nascosta, un distacco del copriferro e/o una ossidazione delle barre di armatura».

Alla luce di ciò, se l’intera struttura sarebbe meglio abbatterla e ricostruirla per garantire quei margini di sicurezza opportuni nei confronti di terremoti o/e utilizzo in conformità delle normative vigenti, quali le determinazioni dell’Amministrazione Comunale?

E nel caso si voglia rimandare questa soluzione ed intraprendere solo interventi locali non differibili di manutenzione provvisionale relativa a quegli elementi che attualmente versano in condizione di deterioramento, quali le decisioni?

E poi, che provvedimenti vorrà prendere la Giunta Nitti in riferimento a quella relazione tecnica allegata alla Delibera n. 83 in cui si sostiene che le operazioni di abbattimento e ricostruzione della Scuola, suddivise in due step, potranno essere eseguite tranquillamente con gli alunni all’interno della scuola stessa, magari mentre fanno lezione?

Che le scuole a Casamassima non vivano da tempo un periodo di serenità è sotto gli occhi di tutti e ad oggi non vi è amministrazione che non si sia scontrata con questa dura e triste realtà. Su una cosa concordiamo con l’assessora Latrofa che in un consiglio comunale, a proposito di scuole, faceva riferimento ad un film horror. Che si stiano rasentando scenari “catastrofici”, è fuori di dubbio come fuori di dubbio è l’interrogativo di quando e come la Collodi potrà essere restituita nella completa disponibilità dei piccoli cittadini studenti che non potranno più usufruire dell’affitto al Majorana. E se al catastrofismo sulle scuole accennato dall’assessora dovessimo aggiungere la facile vulnerabilità e il più banale guasto all’ascensore della Marconi che dopo mesi non trova soluzione, il quadro sarebbe completo.

Nel frattempo, il progetto presentato dal Comune di Casamassima per la Scuola Media Dante Alighieri si è classificato al 21° posto con il punteggio di 93.5.

 

Casamassima. Tra TARI, PEF e Ricicloni; quali i benefici per i cittadini contribuenti?

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La maggioranza di governo cittadino guidata da Giuseppe Nitti si appresta a convalidare, nel prossimo consiglio comunale di giovedì 20 dicembre, il Piano Economico Finanziario, quello sulla tassa per la monnezza per intenderci, varato dall’ex sindaco Vito Cessa ed oggi al centro di ricorsi al TAR vinti dai cittadini ed approdati al Consiglio di Stato. E nonostante il PD, brutto, sporco e cattivo guardato a vista dall’attuale maggioranza che mai gli fa mancare critiche e condanne, si scopre essere l’artefice di un piano economico finanziario degno di attenzione ed approvazione tanto da convalidarne gli atti.

E così, la delibera di Consiglio Comunale del 29 marzo 2017, che approvava il piano TARI e che aveva in Annamaria Latrofa, Gino Petroni e Vito Mazzei, ieri fieri oppositori ed oggi rappresentanti di spicco di maggioranza, diventare da improponibile ed inammissibile a credibile, logica e sensata per arrivare addirittura ad essere convalidata.

Misteri misteriosi attanagliano e confondono la nostra psiche.

Nel frattempo, sempre nel campo dei rifiuti, scopriamo, come mettono in risalto articoli di stampa, che in una riunione urgente svoltasi a Gioia del Colle con la partecipazione dei sei sindaci dell’ARO 5, Acquaviva, Adelfia, Casamassima, Gioia, Sammichele e Turi, presieduta dal Direttore ARO Giuseppe Santoiemma, che l’Ecologica Falzarano, vincitrice del ricorso presentato al Consiglio di Stato che vedeva annullare le risultanze della gara vinta da CNS-Cogeir-Dal Fiume, non sarebbe in regola perché avrebbe presentato delle fideiussioni false. Probabilmente fra ricorsi e controricorsi che non hanno chiarito ancora chi dovrà espletare il servizio, i sindaci sono propensi a credere che si dovrà arrivare ad una nuova gara speriamo, questa volta, più vantaggiosa per i cittadini.

Staremo a vedere cosa succederà dopo l’ultima sentenza del 14 febbraio prossimo.

Per gli abitanti del paesello intanto, piazzatosi al 26° posto fra i comuni più Ricicloni della Puglia nella speciale classifica stilata da Legambiente, nessun beneficio tariffario è all’orizzonte.

 

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