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Casamassima: una Onorevole per benedire i futuri assessori pentastellati del paesello.

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Sarà Francesca Anna Ruggero, deputata del Movimento 5 Stelle eletta nel collegio Bari Bitonto con oltre il 50% dei voti, la personalità illustre alla cui presenza, Antonello Caravella ed i suoi boys and girls, candidati consiglieri, presenteranno domani sabato 5 maggio, la squadra degli assessori prescelti ad occupare le seggiole in caso di vittoria alle amministrative del 10 giugno prossimo.

Eletta il 4 marzo, già dal 20 però, occupava la cronaca dei giornali in merito ad un post scritto sulla sua pagina in cui affermava:

«#NoiSiamoPronti. Oggi partiamo per Roma per la proclamazione. STIAMO ARRIVANDO! Con le mani libere e in esse solo il biglietto in classe SUPER ECONOMY, per non incidere troppo nelle tasche dei contribuenti. Ci rivediamo presto per rendicontare direttamente cosa sarà successo a Montecitorio in questa importantissima settimana».

Peccato che la giovane studentessa di medicina, divenuta Deputata della Repubblica, non sappia che la classe Super Economy non esista. La denominazione della tariffa in Economy o Super Economy è data solo dal fatto che con le offerte sul sito di Trenitalia può capitare che i biglietti di prima classe costino meno di quelli di seconda grazie appunto, alla tariffa Economy o Super Economy.

Altrettanto curioso è il fatto che se  Francesca Anna Ruggero avesse comprato un biglietto di seconda classe e non di prima avrebbe pagato 20 euro in meno rispetto ai 49,90 spesi per il suo biglietto di prima classe con la tariffa Super Economy.

Nella foga del risparmio inesistente, dimentica di dire, che oltre lo stipendio, i parlamentari ricevono un rimborso forfettario che va dai seimila agli ottomila euro (soldi pubblici) per pagarsi tutte le spese e che i 5 Stelle, hanno dimostrato di saper usare i rimborsi forfettari fino all’ultimo centesimo, con buona pace dei “risparmi” veri o presunti.

Nel frattempo, tralasciando l’abbandono di Vito Schiuma di qualche giorno fa al paesello, a Nettuno, 4 consiglieri pentastellati, accompagnati da 9 dell’opposizione, vanno dal notaio e firmano le proprie dimissioni sfiduciando Angelo Casto, sindaco 5 Stelle della cittadina alle porte di Roma.

I 4 consiglieri del Movimento 5 Stelle firmatari la sfiducia al sindaco scrivono:

«Con questo noi sottoscritti Daniela De Luca, Marco Montani, Giuseppe Nigro, Simonetta Petroni – scrivono – non abbiamo mai avuto nulla a che fare e non intendiamo averne più in futuro. Noi siamo persone conosciute, serie, rispettabili e con la nostra dignità. Mai nel ruolo di portavoce M5S, da quando siamo stati eletti, siamo stati coinvolti in situazioni imbarazzanti per noi e per il M5S, come quelle che stanno accadendo negli ultimi due mesi. Consapevoli delle regole e dei valori del M5S , che abbiamo più volte ribadito per iscritto – sottolineano – non ci resta che seguire il consiglio dell’onorevole Bonafede, responsabile degli enti locali M5S Lazio, ovvero rassegnare le nostre irrevocabili dimissioni da consiglieri comunali, nella assoluta certezza che abbiamo sempre operato nell’interesse esclusivo dei cittadini, così come questo ultimo nostro atto di responsabilità politica».

 

Casamassima: Agostino Mirizio con Forza Italia e Fratelli d’Italia. La Lega (con chi sta?) si sfila.

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Paolo Montanaro, da più parti indicato quale referente locale della Lega di Salvini, non farà parte della coalizione che vede Agostino Mirizio candidato sindaco per il centro destra a Casamassima insieme a Forza Italia e Fratelli d’Italia.

L’avvocato Montanaro, già assessore durante la consiliatura targata Mimmo Birardi rivestì i panni di Presidente del Consiglio Comunale durante l’era De Tommaso due. Centrosinistra atipico quello del professor Vito De Tommaso, ricordato come anatra zoppa, che vedeva in maggioranza oltre a Paolo Montanaro, candidato sindaco per il centro destra sconfitto, anche Maria Montanaro, sua cugina, eletta anch’essa in liste di centro destra.

 

 

Non sappiamo se le sorti dei due cugini anche stavolta convergeranno visto che Maria Montanaro,  candidata alla Camera dei Deputati, sempre per la Lega, nelle scorse consultazioni del 4 marzo, sembra sia approdata come candidata consigliera a sostegno di Giuseppe Nitti.

 

 

Quindi, esclusa la Lega di Salvini e il gruppo UDC capitanato da Mimmo Birardi che si dice presenterà sue liste autonome, saranno solo Forza Italia di Rino Carelli, Fratelli d’Italia di Reginella & Pignataro e probabilmente una lista personale del sindaco, a sostenere la candidatura di Agostino Mirizio, che  a detta di molti starebbe consolidando il consenso.

 

(Foto di repertorio).

Il Movimento 5 Stelle di Casamassima perde i pezzi.

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E’ di qualche momento fa il comunicato di Vito Schiuma, attivista da 7 anni del Movimento 5 Stelle di Casamassima, che oggi, attraverso un post su facebook, dichiara di abbandonare il gruppo.

Questo il testo del post:

 «Esco dal M5S Casamassima.

Sarebbe più corretto dire che il meetup Casamassima 5 Stelle è uscito dall’asse dei valori e principi fondanti del Movimento stesso. Ne esce solo grazie alla deriva di capetto 1 e capetto 2, sindaco e vicesindaco, forti di un gruppo leale al Movimento e dediti a giochetti di poltrone, doppiogiochismi, killeraggio politico e bullismo caricaturale per lesa maestà. Si è passati da 1 vale 1 a “io sono io e voi non siete un cazzo”. Dall’attivismo come forma più alta di Politica all’attivismo sì, ma con lo stipendiuccio. Quando l’ambizione politica e il “bene superiore” passano sopra i rapporti umani e il rispetto reciproco non si intuisce solo una bassa levatura morale, bensì anche disastri amministrativi di cui Casamassima, peraltro, non ha bisogno. Per anni abbiamo denunciato sterili personalismi e partiti in mano a pochi e interessati individui, ma è bastato l’odore della vittoria per trasformare persone in pedine da sacrificare. Mi sono chiamato fuori da questa potenziale “giunta” prima di legittimare tutto questo, perché la mia casa sono le mie idee, i miei valori e il mio modo di interpretare il mondo, con il simbolo o senza. Un abbraccio a tutte le belle persone che ho conosciuto in questi 7 anni e che mi hanno mostrato la propria solidarietà, ma guardatevi le spalle perché oggi è a me, domani sarà a voi».

Non è la prima volta che all’interno del Movimento guidato da Antonello Caravella, per la seconda volta candidato sindaco, prevalgono frizioni e fratture insanabili e violente.

Sarà una grana non indifferente per tutti i grillini del paesello l’abbandono da parte di Vito Schiuma alla vigila del voto del 10 giugno?

 

M5S: il sindaco e i candidati all’opera. La lista per le amministrative del 10 giugno.

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Neanche il 1° Maggio, giorno della disoccupazione dilagante che festeggia quei pochi che un lavoro spesso precario hanno e che a casa non fanno ritorno perché la vita ci lasciano, ferma il candidato sindaco Antonello Caravella del Movimento 5 Stelle di Casamassima che con i soliti guanti, le solite bustarelle colorate, riempie, insieme ai suoi prodi grillini, quei bidoni messi a disposizione con i rifiuti lasciati per strada in quei pochissimi spazi verdi non toccati ancora dalle Giovani Marmotte guidate dall’altro candidato sindaco Giuseppe Nitti. Ed è stata la zona alle spalle dell’Hangar Pub, quella vicina allo Sgambatoio per cani di via Taranto messa su in fretta e furia dall’ex sindaco Vito Cessa, ad essere interessata dalle operazioni di pulizia.

Nel frattempo, il Movimento Pentastellato sabato scorso, alla presenza di Raimondo Innamorato, sindaco 5 Stelle di Noicattaro, aveva reso noti i nomi dei candidati consiglieri alle prossime amministrative del 10 giugno.

Al sindaco di Noicattaro, però, nonostante l’autocompiacimento naturale e logico, nessuno, tra oriundi, indigeni e forestieri, ha avuto l’ardire di chiedergli numi intorno alla strana autorizzazione concessa da Emiliano, Presidente della Regione Puglia in carico al Partito Democratico, sull’apertura di un nuovo “alberghiero” in deroga alle norme che tutti gli altri comuni dell’intera regione hanno rispettato. E’ fresca la fondata polemica sollevata da Giusy Caldararo, ex assessore al Comune di Turi di cui vi abbiamo informato.

(Per leggerne i dettagli clicca qui).

Avremmo voluto che Innamorato avesse avuto anche la possibilità di dissipare i dubbi che da più parti vengono sollevati e che lo “coinvolgerebbero” in un “accordo politico poco trasparente” con il PD di Emiliano. Nel frattempo l’alberghiero di Casamassima, non esente da problematiche, dovrà da oggi fare i conti anche con quello di Noicattaro, al cui vertice c’è proprio Innamorato, del M5S.

Questa la lista (10 uomini e 5 donne) del Movimento 5 Stelle con Antonello Caravella candidato sindaco al Comune di Casamassima:

Alessandro De Carne, operaio;

Francesca Tamma, impiegata in uno studio notarile;

Maurizio Onorato, elettrotecnico;

Gaetano detto Nino Caputo, bancario;

Tina Di Giovanni, orafa;

Valeria Buccioli, casalinga;

Vito Squeo, rappresentante;

Lorenzo De Giglio, impiegato;

Giuseppe Marotti, impiegato;

Antonella Schiavone, impiegata;

Alessandro Lovreglio, studente;

Mariantonietta Sansolino, studentessa;

Francesco Fiorino, studente;

Giuseppe Patrono, imprenditore;

Francesco Bracale, operaio.

Conoscerne l’età di ognuno è impresa impossibile.

 

 

Lo stupro. Sorella, io ti credo.

“Noi viviamo in clausura, indossiamo un vestito che arriva quasi alle caviglie, non usciamo mai la notte (tranne per le emergenze), non andiamo alle feste, non beviamo alcolici e abbiamo fatto voto di castità. E’ una scelta che non ci rende migliori o peggiori di nessuno, sebbene paradossalmente ci rende più libere e felici di molte. E proprio perché è una scelta libera, difendiamo con tutti i nostri mezzi a nostra disposizione (e questo è uno di quelli) il diritto di tutte le donne di fare liberamente il contrario senza per questo essere giudicate, violentate, intimidite, assassinate o umiliate.

Sorella, io sì ti credo“. 

Questo è quanto scrivono le carmelitane scalze di Hondarribia, paesino di 15mila abitanti nei Paesi Baschi, a sostegno del movimento che ha animato la comunità internazionale #yositecreo, per quella sentenza che vede il branco formato da 5 uomini che nel 2016 violentò una ragazza di 18 anni condannati solo per abuso assolvendoli dall’accusa di violenza sessuale. Questa la sentenza del tribunale di Pamplona nei confronti dei 5, fra di essi anche un appartenente alla Guardia Civil, che nel giugno del 2016 violentarono in gruppo una ragazza di 18 anni. I giudici hanno riconosciuto nei confronti degli stupratori solo il reato che prevede pene più miti, abuso, e non quello della violenza sessuale.

Tra qualche mese i 5 violentatori potrebbero tornare in libertà. Lo sdegno, allargatosi a macchia d’olio, ha superato i confini della Spagna arrivando ad indignare la comunità internazionale.

Anche noi, feriti: #sorellaioticredo

 

Ma perché non si mettono insieme?

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Neanche la domenica ferma il candidato sindaco 5 Stelle Antonello Caravella che insieme ai suoi prodi, minuti di guanti e buste colorate, a spasso per la cosiddetta Villa Comunale di via Acquaviva a Casamassima, raccoglievano carte, bottiglie rotte e cicche di sigarette lasciate lì dai soliti sprovveduti frequentatori.

Mi chiedo se non sia il caso che le squadre capitanate da Giuseppe Nitti ed Antonello Caravella non si fondano in un solo grande squadrone per dimostrare che non è l’appartenenza politica del momento alla ricerca del consenso alla base del rispetto che si deve nei confronti del verde pubblico e di tutta la collettività. Lorenzo Ronghi, anche lui pollice verde a tavolino,  potrebbe continuare a smistare le segnalazioni dei cittadini.

A parte queste considerazioni, l’occasione ci ha fatto notare lo stato di completo abbandono che vive questo spazio verde che dopo la rimozione della recinzione e di quel chioschetto che ne garantiva, seppur marginalmente, la vigilanza, è divenuto ben presto terra di nessuno conquistabile. I soldi pubblici spesi per quella recinzione a tutela dei giochi per i più piccoli, risultano, ad oggi, una spesa inutile, vista perfino la sottrazione del cancelletto di ingresso e della rete perimetrale in più parti divelta. Se siamo costretti a recintare lo spazio da destinare al gioco dei più piccoli, come se fossero qualche specie animale da preservare, vorrà dire che non solo manca un’amministrazione efficiente, manca il rispetto e questo non sarà certo un voto all’uno o all’altro a garantirlo.

 

Giuseppe Nitti: giardiniere a domicilio o giovane marmotta?

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Continua indefessamente il lavoro del candidato sindaco Giuseppe Nitti, che insieme alle Giovani Marmotte, continua a ripulire il paesello a sud est la grande metropoli.

Sabato è stata la volta di quelle due aiuole confinanti con il 1° Circolo Didattico G. Marconi in via Giacomo Matteotti.

L’unico dato positivo di questo impegno ecologista e che una volta tagliata l’erba infestante, la portano via e non la lasciano lì a futura memoria. Ed infatti, se vi capita di passare di lì, tutti intenti a scopare li troverete.

Elena Amato impegnata a reggere il sacco ad Alessio Nitti che raccoglie lo scopato di Giuseppe Nitti.

Vito Mazzei in posa per la foto e Liliano Campanella con Maria Rosa Manzari indaffarati con scopa e rastrello.

Anche un Fortunato, Nicola però, partecipa alle operazioni di “rastrellatura”.

 

Colpo di coda: il PD voleva aprire un “tavolo” chiuso.

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Quella richiesta di incontro in tutta fretta da parte del PD Casamassima a Uniti per Casamassima ed Articolo 1 MDP, che ha preferito una nota scritta alla presenza, non ha sortito l’effetto che il partito guidato da Rocco Bagalà si prefiggeva di raggiungere.

Il riproporre, ieri sera, da parte del PD al resto della coalizione, ormai sciolta, la convergenza sul nome di Antonietta Spinelli quale candidata sindaco, è riuscito solo ad inasprire ancora di più le posizioni.  Il discorso già interrotto il 18 aprile scorso sul nome del candidato sindaco scelto dal PD, ma con nessuna convergenza alcuna con Articolo 1-MDP e Uniti per Casamassima, che avrebbero preferito la Maria Paola Susca Bonerba, si è definitivamente ed irrimediabilmente interrotto.

Le trattative ed i tavoli, in verità mai comunicati ufficialmente aperti, ora sono definitivamente chiusi.

A questo punto è facile prevedere, salvo ripensamenti improvvisi e non previsti, che il Partito Democratico di Casamassima parteciperà alla prossima competizione elettorale per le amministrative del 10 giugno in coalizione alla lista guidata dalla stessa Spinelli impegnata in queste ore a completare la sua lista personale in cui si dice, sarà presente anche la Nica Ferri. Ricordiamo che Antonietta Spinelli, già assessore, fu defenestrata da Vito Cessa insieme a Rocco Bagalà ed Andrea Palmieri che preferì i tecnici ai politici per quell’ultimatum imposto da Giuseppe Nitti.

Uniti per Casamassima ed Articolo 1 MDP, cercheranno altre possibili alleanze o rimarranno fermi in attesa di tempi migliori?

 

Nonostante lui, tutti a copiarlo.

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In questa campagna elettorale per le amministrative del 10 giugno, ci vorrebbero far credere che solo grazie ai candidati sindaci giardinieri, l’amore per l’ambiente, per la pulizia e per il decoro urbano sono diventati una priorità che mai verrà messa in discussione perché loro, veri ecologisti d’azione, sapranno come inculcarla anche nelle giovani generazioni. Se saranno eletti, però.

Dimenticano di dire, nei loro sabati del fare o nelle corsette raccogli rifiuti, chi ha ispirato la loro campagna elettorale, chi è stato la musa ispiratrice affinché la incentrassero a favore dell’ambiente. Nessuna targa commemorativa a ricordo, nessuna menzione speciale sui libri di storia per ricordare il vero ed unico e solo artefice della fatica spinta al sacrificio.

E non poteva che essere Mimmo Biradi da Casamassima, il vero eroe di questa campagna elettorale. Per qualcuno un “fantasma”, rappresenta invece il vero spirito ecologista che alberga nei candidati sindaco del paesello, e lui, da precursore, sorride soddisfatto.

Correva l’anno domini 2014 quando Mimmone vestiva i panni di pittore e giardiniere d’assalto; il sindaco in/giustamente bistrattato, viste le casse comunali allo stremo delle forze (ci chiediamo quando siano state piene le casse comunali), con i suoi assessori e consiglieri più fidati, incurante delle gocce di vernice e di sudore, delle levatacce all’alba, inforcando ora il pennello e ora il forcone, con la sua tutina e quella maglietta bianca che immaginavo tutto, ritinteggiava prima le pareti della Scuola dell’Infanzia B. Ciari e poi si dava al giardinaggio spinto con la pulizia della Villa Comunale.

E ricordiamoli quei momenti affinché siano da monito alle nuove generazioni, compresi i candidati sindaco ecologisti.

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Nell’articolo de La Gazzetta del Mezzogiorno del 28 aprile 2104, si riconoscono  Franco Reginella, Donato Dalfino, Martino Carelli, Mimmo Birardi, Paolo Montanaro e Michele Bovino impegnati nella ritinteggiatura della Scuola dell’Infanzia B. Ciari di Casamassima.

Dove si collocheranno questi eroi dimenticati il prossimo 10 giugno per ricordare ed essere testimoni viventi delle gesta del grande Mimmone?

 

 

Giusy Caldararo abbandona il Partito Democratico. Pubblichiamo la lettera indizizzata ai cittadini di Turi.

A Turi erano in molti quelli che si aspettavano la presa di posizione netta da parte di Giusy Caldararo, ex assessore alle Politiche Sociali e all’Istruzione nella Giunta guidata da Menino Coppi, nei confronti del suo partito di riferimento, il PD.

Avevamo già parlato della Caldararo all’indomani di quell’autorizzazione da parte di Michele Emiliano all’apertura dell’Istituto Alberghiero a Noicattaro.

Pubblichiamo la lunga missiva che la dott.ssa Caldararo ha indirizzato ai cittadini di Turi in cui dichiara il proprio disimpegno dalle file del Partito Democratico.

 

AI CITTADINI TURESI

Oggetto: a margine di un percorso amministrativo, politico ed esperienziale di vita … E’ NECESSARIA LA VERITA’.

E’ necessario ora, stabilire un margine di verità, sicuramente personale e peraltro difficilmente confutabile (documenti a disposizione), rispetto a quanto accaduto in questi 4 anni di mandato amministrativo, consapevole di quanto tali dichiarazioni andranno a determinare.

Si chiude un’esperienza di cui è giusto darne contezza ai Cittadini, soprattutto a quelli che hanno confidato in me quattro anni fa circa, affidandomi un compito in cui ho creduto fin dal primo momento.

Cominciata con tanto entusiasmo, per costruire e per cambiare, l’esperienza amministrativa ha visto fin dai primi tempi la mia persona impegnata su diversi fronti, quello scolastico e quello sociale.

Tanti gli obiettivi dell’Assessorato all’Istruzione:

   dal   Regolamento   trasporto   scolastico   riscritto   e   rivisitato,   al   fine   di   disciplinare   la partecipazione dell’utenza attraverso criteri uguali per tutti,

   al Regolamento per l’istituzione della Commissione mensa, mai realizzata prima, con lo scopo di controllare e verificare quanto somministrato a mensa ai nostri alunni. Grazie alla collaborazione di genitori e docenti si è, via via, cercato di comprendere quale strumento operativo e costruttivo fosse la Commissione mensa. Non pochi gli attacchi mediatici subiti quasi quotidianamente, ma superati grazie alla fattiva collaborazione di tutti. Controllando i pasti quotidiani attraverso il sistema informatizzato si è riusciti a risalire a quanti, pur non avendo diritto, usufruivano di pasti senza averne titolo e a spese delle casse comunali. Un lavoro capillare che ha permesso di risparmiare sul bilancio comunale considerevoli cifre.

Ogni  anno  di  Amministrazione,  poi,  è  stato  caratterizzato  anche  dalla  decisione  da  parte  del Consiglio Comunale, inerente il Piano di Dimensionamento Scolastico, e, nonostante i tempi e i ruoli cambiati, tale argomento mi impegna ancora molto.

Il Sindaco e l’Assessore all’Istruzione (la sottoscritta) si sono confrontati con le posizioni della Scuola Secondaria di II grado “ITES – Sandro Pertini” di Turi, delle diverse Istituzioni scolastiche e con alcuni vertici di Partito (PD) sempre nell’intento di salvaguardare l’interesse della collettività turese e scolastica.

Diverse anche le progettualità come:

   il Progetto SAC, portato in tutte le scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio,

   il  Progetto  delle  Ecolimpiadi  precursore  del  progetto  per  la  raccolta  differenziata  in collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente,

   la partecipazione dell’Istituto Comprensivo alla Sagra delle Ciliegie,

   la serata di beneficienza con il mercatino di Natale in cui si è raccolto un importo di

2.363,23 da devolvere alle famiglie in carico ai servizi sociali per l’acquisto di medicinali,

   la formazione della Consulta sociale composta da tutte le Associazioni che volgono al sociale,

   il progetto delle Cassette di Leandro che ha permesso l’inclusione vera delle diversabilità nella quotidianità didattica,

   il Consiglio Comunale dei ragazzi,

  tanto altro lavoro che, per economia di relazione, non viene riferito e riportato ma che costituisce, anch’esso, un solido e fondato riferimento all’attività svolta dalla sottoscritta, a vantaggio dell’interesse pubblico e della comunità turese, nessuno escluso.

Invece, il lavoro sul Capitolato per il bando per la mensa scolastica merita una nota a parte.

La novità dei lunch-box ha creato non poche frizioni in Maggioranza tanto da arrivare persino sulla carta stampata. Ma quando si collabora le prospettive di visione cambiano, così l’intera Maggioranza ha rivisto la sua posizione sull’argomento.

L’epilogo lo conosciamo tutti.

Nell’ambito sociale si affrontano grandi difficoltà:

   minori (apertura del CAP che come struttura andava rivisitata e riallocata),

   CAV (apertura del Centro antiviolenza),

   disabili (apertura del centro),

   anziani,

   famiglie in difficoltà,

   famiglie con esigenze abitative,

   il Progetto RED in rete con l’ambito territoriale di Gioia del Colle, oltre a garantire tutti i servizi di assistenza domiciliare o supporti economici e alimentari per nuclei indigenti o famiglie in difficoltà con minori da istituzionalizzare o servizi quasi ritenuti scontati come le Colonie marine per minori e le Terme per anziani.

Non è da trascurare il lavoro intrapreso e concluso per regolamentare i criteri per i bandi per la gestione del Centro Sociale Polifunzionale, struttura ereditata dalle precedenti amministrazioni e che hanno visto l’Assessorato impegnato a stabilire criteri e tariffe da condividere con i Comuni dell’ambito territoriale di Gioia del Colle (lavoro non di poco conto considerando che nel passato nulla era stato deciso o deliberato).

E, per dimostrare che la responsabilità deve essere piena e completa e senza escludere alcuno, l’azione amministrativa ha visto porre definitivamente  fine alla questione della “CASA DEL CUSTODE” presso l’Istituto Comprensivo “Resta De Donato Giannini”.  Struttura priva di certificazione di agibilità, da anni abitata, senza un contratto di locazione firmato e registrato agli atti dell’Ente Locale.

La determinazione della Caldararo in collaborazione con il Sindaco e gli Uffici di competenza, ha permesso di regolarizzare tale situazione rimasta in piedi per circa 20 anni e di cui nessuno se ne era occupato prima.  Eppure tutte le utenze erano a carico dell’Ente locale, quindi i diversi amministratori che si sono succeduti nel tempo, avrebbero dovuto rettificare il tutto in quanto spese ingiustificate a carico del bilancio comunale.

Adesso tutto è in regola!

 Ma queste sono difficoltà, che gli occhi comuni non vedono, ma solo gli animi colpiti te ne sono, col tempo, grati.

Queste non sono opere pubbliche di cui parlare o di cui vantarsi, anzi spesso non ci si accorge nemmeno della loro risoluzione.

Tuttavia la difficoltà maggiore la si affronta con l’accoglienza dei lavoratori stagionali e la Caldararo (dopo essere stata accusata di non volersi sporcare le mani durante la campagna cerasicola dell’anno precedente) in qualità di Assessore alle Politiche Sociali affronta il problema e lo gestisce scrivendo persino

al Governatore Emiliano in quanto il Partito (PD) le dice che non sa a chi rivolgersi per ottenere tende e containers.

Non si riceve alcun supporto.

Su questo argomento si scrive fino alla nausea, ma nessuna difesa o appoggio a quanto si cercava di fare e costruire.

Il Partito preferisce che l’Assessore ai Servizi Sociali faccia da sola, forse troppo pericolosa come situazione da gestire, anche se l’anno precedente si organizza addirittura un incontro – dibattito sul tema con l’Assessore Regionale al Welfare.

Ma torniamo alla politica.

Da indipendente nella Maggioranza, la Caldararo si iscrive al Partito Democratico.

La Maggioranza lo considera un grave errore che pur compromettendo gli equilibri, non lascia segni distruttivi a sinistra. Avrei dovuto ascoltare chi mi aveva consigliato che non erano i tempi giusti? Forse!

L’azione amministrativa procede tra urti, errori e progressi … il tempo scorre e la Caldararo riesce persino  a  limare  il  suo  carattere  piuttosto  spigoloso  e  determinato  che  rischia  di  farla  primeggiare a dispetto di altri e che la porta a collaborare con l’intera coalizione, dimenticando attacchi e discussioni anche personali, comunque rimarcando la sua personale posizione in ogni circostanza amministrativa e garantendo, nel contempo, massima fiducia, collaborazione e lavoro al Sindaco e all’intera Maggioranza.

Non vanno infatti dimenticati episodi o decisioni che hanno costretto la Caldararo ad abbassare la guardia per il famoso bene comune come l’articolo sulla Gazzetta del Mezzogiorno per l’accoglienza dei lavoratori stagionali (di cui non ricordo una difesa pubblica dell’Assessore del Pd da parte del Partito) o gli argomenti  relativi  al  “Regolamento  dell’Amministrazione  Condivisa”  e  alla  “  Casa  delle  idee”  che  la Caldararo  ha  contrastato  non  nel  contenuto,  ma  per  modalità  (in  quest’ultimo  caso  il  partito  di appartenenza mi invita in modo solerte a non imporre la mia idea e mi obbliga ad apporre la firma sulla delibera di Giunta Comunale, pena la “caduta” della maggioranza).

Altro momento significativo che vede la Caldararo protagonista è il rimpasto della Giunta a settembre 2016.

L’uscita dell’Assessore al Bilancio e compagno di Partito, determina una grave frattura e difficoltà

politica, peraltro mai fatta pesare veramente, che impone la presenza almeno di un assessore del Pd all’interno  della  composizione  della  Giunta.  Questa  situazione  mescola  le  carte  da  gioco,  che  doveva andare, secondo altri accordi, diversamente, ovvero al rimpasto doveva saltare il posto della Caldararo.

La Caldararo preferisce magari alternare la sua presenza nell’organismo deliberante dell’Amministrazione e propone un’altra consigliera di maggioranza ancora iscritta al Pd, ma il Partito non accetta. Strano poi, la stessa consigliera la si tira in causa in tempi ormai superati, quando si deve porre all’attenzione dell’opinione pubblica quanto abbia sacrificato il PD.

Così si procede assumendosi, ancora una volta, le proprie responsabilità.

Arriva poi il momento politico delle primarie nel Pd e la posizione della Caldararo compromette i suoi rapporti con il Partito in quanto esprime il suo voto per il Ministro della Giustizia, On. Andrea Orlando.

L’espressione di voto diversa, rispetto a quella della maggioranza del Partito incrina ancora di più i difficili dialoghi.

Si delinea, così, un distaccato e repentino allontanamento con il Partito che dichiara ai giornali (almeno questo si legge e mai smentito) che vigilerà sull’operato dell’Amministrazione (e quindi del “suo” Sindaco, Assessore e Consigliere) piuttosto che affermare di supportare, sostenere e collaborare con i suoi iscritti in maggioranza.

Un Partito (il PD) che non si è mai posto come scudo del Sindaco e dell’Assessore, ma come arco e frecce pronte a scoccare.

Una vera e propria presa di distanza, almeno questo è quello che ho sentito intorno a me.

 Successivamente si compone la Segreteria del Partito Democratico nel Circolo locale. La comunicazione della composizione arriva sulla chat di whatsapp.

Non una riunione, non una condivisione, non un confronto.

Solo una presa d’atto. Ne rimango dispiaciuta e lo comunico sulla chat. Avrei voluto partecipare ad una riunione in cui magari, dopo, si sarebbe potuto applaudire gli eletti alla segreteria.

La Caldararo rimane fuori perché troppo impegnata in Amministrazione. Questa la motivazione!

Altri iscritti al Partito e presenti in Maggioranza, sono all’interno della Segreteria, forse, perché con incarichi istituzionali meno gravosi.

I giornali sull’argomento, versano fiumi di inchiostro aiutati dai famosi commenti postati sui social che inebriano la mente di chi legge. E c’è chi cade nella trappola e mostra il fianco a chi non aspetta altro!!!!!

Ci  si  serve  dei  social  per  comunicare  con  post  che  non  hanno  il  sapore  della  collaborazione, piuttosto il retrogusto dell’attacco e poco ci si sente protetti all’interno di un gruppo che, sapendo navigare, potrebbe almeno condividere il lavoro del suo Assessore o difenderlo quanto se ne ravvisi la necessità almeno politica. Non ci si può ricordare di avere un Assessore in Giunta solo quando torna utile.

Per completare la difficile e compromessa situazione si pone di mezzo il famigerato “Ponte di Via Conversano” ovvero di Lama Giotta. Un progetto deliberato dalla “Giunta Resta” che abbiamo forzatamente adottato per farne un cavallo di Troia.

Croce e delizia di tanti, ma non di tutti.

Il Partito Democratico assume una posizione piuttosto ferma, decisa e decisiva. Il resto della Maggioranza si pone in disaccordo e in questa querelle la Caldararo pur essendo convinta che la suddetta “opera d’arte” necessiti di un intervento migliorativo, non avendo competenza ingegneristica in merito, comunica al coordinamento del Partito in una riunione, che si affianca con tutti gli altri Consiglieri all’idea di voler chiedere un parere tecnico ad una figura competente esterna ponendosi così in contrasto con il Consigliere PD e tutto il Partito Democratico.

Da questo momento le posizioni sono nette.

Il Partito si incontra, lavora, presenta progetti all’attenzione della Maggioranza, vedi la manifestazione di interesse per i POLI DELL’INFANZIA, ma l’Assessore è messa al corrente a lavori conclusi.

Il Partito “propone/impone” anche il cambio dei Capi Settore all’Ufficio Tecnico, la maggioranza dei Consiglieri non è d’accordo in quanto si presume non possa portare ad esiti sperati. Ma si procede comunque a tale rotazione, per il bene e la tranquillità interna del gruppo, affinché si possa lavorare più fattivamente e in modo collaborativo.

Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

Senza tralasciare il primo vero pretesto da cui tutto il dissapore ha avuto origine, ovvero la posizione della Caldararo in Giunta che non ha firmato e, di conseguenza, bloccato una progettualità per il recupero dell’intera area di Via Dell’Andro, in quanto non veniva assicurata l’onestà, la trasparenza e l’estraneità dei firmatari della delibera. Tale decisione non piace al Partito e diventa motivo di ulteriore discussione.

Non mi soffermerò su quanto accaduto successivamente, lascio alla fervida immaginazione del lettore intuirne il seguito.

Così comincio a riflettere …. a dare spazio nuovamente alle mie idee politiche e alla mia libertà di pensiero considerando che quella riservata all’azione è ampiamente garantita dal Partito.

Allora ci si chiede:

–     Cosa è un Partito?

–     Che ruolo dovrebbe avere?

–     Da chi deve essere composto, quali le competenze e le funzioni?

–     Come  dovrebbe  esprimersi  avendo  nella  maggioranza  di  una  amministrazione  comunale come rappresentanti il primo cittadino e due consiglieri?

Ecco le MIE risposte:

–     Un partito, per me, è un gruppo di individui, coeso e compatto di fronte a tutti i problemi e tutte le vittorie.

–     E’  gestito normalmente da una Segreteria e da un Direttivo piuttosto eterogenei nelle idee e nelle progettazioni per far in modo di rappresentare la pluralità degli iscritti.

–     E’ rappresentato e  non gestito, da un Dirigente di partito, non da un leader: il primo racchiude e rappresenta le idee di tutti, il secondo decide rispettando le sue idee e le fa eseguire al suo seguito (abbraccio completamente il pensiero di Luciano Violante).

–     Un partito aiuta, supporta, collabora e si confronta cercando mediazione tra le parti, ascoltando quello che hanno da dire quelli che la pensano in modo diverso, non impone e non si impone quando esistono le realtà eterogenee, cerca il punto di incontro e non dello scontro.

–     Un partito è l’espressione più alta di democrazia. E’ costruzione di un pensiero comune, in modo graduale e sinergico, condiviso e collaborativo dove tutti e ciascuno possano esprimersi anche nella difesa di un’idea diversa. Le differenze arricchiscono e pertanto vanno incluse e non escluse.

Questa l’idea che mi piace pensare di portare come eredità di questa esperienza politica e amministrativa, che sicuramente sarà per me la base da cui ripartire al più presto per metterla al servizio di chiunque e della collettività.

Questa la mia visione, forse troppo utopistica, non ancora realizzabile viste le difficoltà, ma che credo debba essere ora esternata non tanto per essere condivisa con l’opinione pubblica e neanche per determinare consensi o applausi, piuttosto per lasciare a chi leggerà una briciola di esperienza che nasce sempre laddove si compiono le azioni anche se suscettibili di critiche.

Pertanto, alla luce di quanto accaduto e rispetto al doveroso  silenzio osservato in tutto questo tempo, ritengo giusto che i cittadini conoscano l’altra verità, quella mai ostentata quotidianamente sui social o sui giornali, quella sottaciuta per il bene del gruppo e non per la “poltrona” di cui tanti hanno parlato, quella che è giusto dire adesso che è tempo di verifica, quella che molti si sforzeranno di dare al posto tuo,  quella che se non dici ti prendono per stupida, quella che è bene gridare quando non è ancora tempo di campagna elettorale.

Quella che tutti hanno diritto di sapere.

A  tal  proposito,  è  bene  informare  i  cittadini  in  merito  alla  decisione  di  maggioranza  per l’affidamento dell’organizzazione della Sagra delle ciliegie.

Per anni affidata sempre alla stessa Associazione, composta da ragazzi intraprendenti, disponibili e competenti.

Ma allora perché si dice che la Caldararo non è d’accordo?

Semplicemente perché, dalla richiesta, della sottoscritta, di rendicontazione degli eventi e delle manifestazioni  svoltesi  nell’esercizio  finanziario  2017,  si  evince  che  per  tale  Associazione  sono  stati impegnati circa 42.000,00 euro per diversi eventi, ma alla data della risposta degli Uffici, non ancora rendicontati.

Il bilancio di rendicontazione della Sagra delle ciliegie 2017 (importo di euro 10.000,00) è stato presentato all’attenzione degli Uffici competenti solo a marzo 2018.

Quindi,  da  parte  della  sottoscritta,  il  senso  di  responsabilità  amministrativa  che  una  firma,  in Giunta, comporta, sempre, nei confronti della trasparenza, coerenza e regolarità degli atti e del bilancio sottoposto alla lettura dei Revisori dei conti.

Anche se i ragazzi dell’Associazione sono indiscutibilmente bravi, è giusto continuare ad affidare loro un lavoro di cui si ha difficoltà oggettiva a rendicontare?

Perché  non  affidare  attraverso  un  avviso  pubblico ad  altre  Associazioni  o a tutte  le  altre  che possono accorparsi e fare finalmente gruppo?

Questa la posizione della Caldararo che, comunque, considerati i tempi di riscontro contabile, non avrebbe firmato la futura delibera di Giunta per l’anno 2018.

E, nel raccontare tutta la verità, devo ringraziare tutti i cittadini che mi hanno aiutato a crescere umanamente in questa esperienza.

Ho avuto il privilegio di conoscere e toccare con mano la dura realtà che ogni giorno la gente comune vive, ho colto con più consapevolezza il valore della parola dignità e ho imparato in tante occasioni a fare silenzio.

Inoltre, voglio ringraziare Menino Coppi che mi ha dato la possibilità di vivere questa esperienza che completa la mia persona e la mia formazione umana e politica.

Ed ancora ringrazio il Segretario Generale del Comune di Turi per il costante supporto e tutto il personale dipendente comunale che ha accompagnato i processi e i progetti laddove ha potuto.

Così lascio all’opinione pubblica giudicare, criticare o apprezzare non tanto o non solo le opere o le operazioni compiute, quanto i valori politici ed umani e personali che ho cercato di esprimere e rappresentare sempre, con coerenza, correttezza, trasparenza di operato, onestà intellettuale senza mai tradire me stessa. Ho cercato di mostrare sempre lealtà e fedeltà al progetto iniziale e alle persone che hanno composto il gruppo.

Lasciare un gruppo e guardare dall’esterno per poi giudicare, aspettare che gli altri facciano e/o determino il cambiamento è cosa facile. Invece era necessario rimanere all’interno! Provarci insieme agli altri.

Spesso lo stesso gruppo accusato di non saper informare i cittadini dell’operato svolto!

Ma mi chiedo chi è in realtà preposto a tale compito se non i partiti, in questo caso più di uno, che devono fare eco di quanto la maggioranza va costruendo?

E, quando si esprimono opinioni e posizioni diverse, non resta che prenderne atto come una giusta e conseguente azione consapevole.

Pertanto, ringrazio il Segretario e gli iscritti al Partito Democratico di Turi per il percorso fin qui con/diviso e comunico di non ritenermi più parte integrante del Partito Democratico.

Giusy Caldararo

 

 

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